Mutismo selettivo: cosa è e come si cura

Cosa è il mutismo selettivo?

Il mutismo selettivo (MS) è un disturbo d’ansia in cui una persona che è normalmente in grado di parlare non riesce a parlare in situazioni specifiche o a persone specifiche. Il mutismo selettivo di solito coesiste con la timidezza o l’ansia sociale.  Le persone con mutismo selettivo rimangono in silenzio anche quando le conseguenze del loro silenzio portano a sentimenti di vergogna, ostracismo sociale, o punizioni.

Come viene percepito questo comportamento dagli altri?

Questo comportamento può essere percepito come timidezza o maleducazione da parte degli altri.

Quali sono i segnali di un possibile mutismo selettivo nei bambini?

Un bambino con mutismo selettivo può rimanere completamente in silenzio a scuola per anni, pur se riesce a parlare abbastanza liberamente o addirittura eccessivamente a casa.

Quali sono le caratteristiche principali del mutismo selettivo?

Il mutismo selettivo è per definizione caratterizzato da quanto segue:

  1. Incapacità costante di parlare in specifiche situazioni sociali (in cui esiste un’aspettativa di parlare, ad esempio a scuola) nonostante si parli in altre situazioni.
  2. Il disturbo interferisce con il rendimento scolastico o professionale o con la comunicazione sociale.
  3. La durata del disturbo è di almeno 1 mese (non limitato al primo mese di scuola).
  4. L’incapacità di parlare non è dovuta alla mancanza di conoscenza della lingua parlata richiesta nella situazione sociale.
  5. Il disturbo non è meglio giustificato da un disturbo della comunicazione (ad esempio, disturbo di fluenza tipico dell’infanzia) e non si verifica esclusivamente nelle persone con disturbi dello spettro autistico o disturbi psicotici come la schizofrenia.
  6. Il mutismo selettivo è fortemente associato con altri disturbi d’ansia, in particolare il disturbo d’ansia sociale. Infatti,
    la maggior parte dei bambini con diagnosi di mutismo selettivo presenta anche un disturbo d’ansia sociale.

Può essere scambiato per autismo?

Si, soprattutto nei bambini piccoli, a volte il MS può essere confuso con un disturbo dello spettro autistico. Tuttavia anche se le persone autistiche possono presentare mutismo selettivo, esse mostrano anche altri comportamenti: battito delle mani, comportamenti ripetitivi, isolamento sociale anche tra i membri della famiglia (non sempre rispondono quando vengono chiamati, ad esempio). Se il mutismo fosse parte del disturbo dello spettro autistico, ovviamente non può essere diagnosticato come semplice mutismo selettivo.

Perché a volte si trova scritto “mutismo elettivo”?

La prima definizione del disturbo, mutismo elettivo, indica un diffuso malinteso tra gli psicologi: inizialmente si pensava infatti che i soggetti con questo disturbo scegliessero di tacere in determinate situazioni (da cui “elettivo” nei confronti di alcune persone).  Poiché invece le persone con MS spesso desiderano parlare con alcune persone, ma non sono in grado di farlo, è stata cambiata la definizione da “elettivo” a “selettivo” nel 1994, per mettere in evidenza la natura involontaria di questo disturbo.

Quanto è diffuso?

L’incidenza del mutismo selettivo non è certa, dal momento che molti casi sono probabilmente non diagnosticati. Sulla base del numero di casi segnalati, la cifra è comunemente stimata in 1 caso su 1000, cioè lo 0,1%.

Quali altri sintomi si associano al MS?

In genere una persona con MS mostra anche:

  • Timidezza,
  • Ansia sociale,
  • Difficoltà a mantenere il contatto oculare
  • Espressione vuota e riluttanza a sorridere
  • Difficoltà a esprimere sentimenti, anche ai membri della propria famiglia
  • Sensibilità al rumore e alla folla

Una caratteristica frequente, associata al mutismo selettivo, è la propensione ad occuparsi di attività manuali (disegno, lego, giardinaggio, ecc.), che costituiscono a tutti gli effetti un’alternativa alla comunicazione verbale. Il ricorso al linguaggio corporeo può inoltre esprimersi nel movimento della testa, che sostituisce le parole ‘si’ e ‘no’, l’additare le cose anziché nominarle o il rimanere inespressivi o immobili, fino a che qualcun altro non prende l’iniziativa di chiedere loro cosa vogliano o aspettino, o quale sia il loro problema.

Le persone con MS hanno anche caratteristiche positive?

Si, è stato osservato che più degli altri questi soggetti mostrano:

  • Intelligenza, percezione o curiosità
  • Creatività e amore per l’arte o la musica
  • Empatia e sensibilità ai pensieri e ai sentimenti degli altri
  • Un forte senso della giustizia

Cosa causa il MS?

Le cause esatte sono ancora sconosciute. Ci sono stati tentativi di spiegare la condizione, ma non ci sono ancora risposte definitive a causa della diagnosi insufficiente e di campioni di piccole dimensioni. Si pensa che la maggior parte dei bambini con mutismo selettivo abbiano una predisposizione ereditaria all’ansia.

Molti genitori osservano il fatto che i loro figli non hanno mai vissuto ‘traumi’ e la cosa, dal loro punto di vista, può essere vera. Non dobbiamo però dimenticare che il bambino ha un modo diverso di giudicare i fatti, date le scarse conoscenze ed esperienze di vita che ha, e che dunque può rimanere traumatizzato anche da fatti considerati del tutto ‘normali’ e ‘tranquilli’ da una persona adulta.

Molti genitori inoltre, divenuti adulti, dimenticano spesso di aver avuto loro stessi problemi di estrema timidezza nell’infanzia, oppure non sanno che tali comportamenti erano frequenti in altri familiari, come i loro genitori, i nonni, i fratelli ecc.

Come è stato descritto questo disturbo nel DSM?

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM), pubblicato dal 1952, incluse per la prima volta il mutismo elettivo nella sua terza edizione, pubblicata nel 1980. Il mutismo elettivo veniva descritto come “un continuo rifiuto di parlare in quasi tutte le situazioni sociali” nonostante la normale capacità di parlare. Mentre la “eccessiva timidezza” e altri tratti legati all’ansia venivano elencati come caratteristiche associate, i fattori predisponenti includevano “iperprotezione materna”, ritardo mentale e trauma. Il mutismo elettivo nella terza edizione rivista (DSM III-R) veniva descritto in modo simile alla terza edizione, tranne per specificare che il disturbo non era correlato alla fobia sociale.

Nel 1994, per la quarta edizione del DSM, vi fu il cambio di nome: da mutismo elettivo a mutismo selettivo. Il disturbo veniva descritto come impossibilità di parlare, nonostante lo si desiderasse. È stata enfatizzata la relazione con i disturbi d’ansia, in particolare nella versione rivista (DSM IV-TR). Nel DSM-5 il mutismo selettivo è stato spostato dalla sezione “Disturbi solitamente diagnosticati per la prima volta durante l’infanzia, l’infanzia o l’adolescenza” alla sezione relativa ai disturbi d’ansia.

Esistono forme transitorie di MS?

Si, esistono forme di mutismo selettivo transitorie, molto frequenti, il cui esordio si ha con l’ingresso nella scuola, o con il cambiamento di classe, di amici ecc. In questo caso è più corretto riferire il disturbo ad uno stato particolarmente ansioso del bambino.

Esistono casi persistenti di MS?

I casi persistenti di mutismo selettivo sono rari e colpiscono meno dell’1% della popolazione con questo disturbo, con una prevalenza nel sesso femminile.

Come si cura?

Il mutismo selettivo in genere migliora con l’età, ma comunque rimangono forti inibizioni e isolamento sociale dovuti ad una eccessiva timidezza, per cui è consigliabile un intervento precoce, affinché il bambino si sviluppi correttamente.

Molto indicata è la terapia cognitivo-comportamentale, che utilizza tecniche di desensibilizzazione, per esporre il bambino alle sue paure in modo graduale e in un ambiente protetto. La terapia cognitivo comportamentale lavora su due piani: quello comportamentale, aiutando il bambino a cambiare suoi comportamenti, e la parte cognitiva, che lo aiuta invece a cambiare i propri pensieri. E’ infatti abbastanza normale che un bambino ansioso tenda ad esagerare determinate situazioni, a viverle con estrema paura e a rimanerne traumatizzato. Aiutare il bambino ad acquisire una prospettiva più realistica di quel genere di esperienze permette di diminuire l’ansia e dunque anche le manifestazioni di mutismo.

Una metodologia efficace si è dimostrata quella di esporre il bambino a situazioni sociali gradualmente più impegnative, oppure attraverso l’uso di un registratore, per desensibilizzare il bambino al suono della propria voce.

Cosa possono fare genitori e insegnanti?

Per affrontare il problema occorre concentrarsi anzitutto sulle tecniche di riduzione dell’ansia e sul miglioramento dell’autostima nel bambino.

Gli insegnanti invece dovrebbero usare delle tecniche comportamentali per agevolare la conquista dell’autostima nel bambino, che è evidentemente carente. Per la comunicazione, si può cominciare dalla focalizzazione sui gesti, le espressioni facciali, i movimenti del corpo, per poi procedere con il bisbiglio e il graduale aumento del tono della voce. Un’altra modalità di comunicazione si può avere attraverso il disegno, in cui il bambino può sentirsi veramente libero di esprimere ciò che pensa e che prova.

Per i genitori che devono interagire con un bambino che presenta questo disturbo, è consigliabile un loro coinvolgimento diretto, cercando di essere ad un tempo stimolanti nei confronti del bambino, ma pazienti, rispettosi, accoglienti nei suoi confronti.

E’ possibile che l’adulto che ha a che fare con un caso di mutismo selettivo possa sperimentare alti livelli di frustrazione ed anche di rabbia nei confronti del bambino, specialmente quando questi comportamenti tendono a persistere, malgrado le rassicurazioni date e gli incoraggiamenti.

Occorre essere consapevoli che la maggior parte di questi bambini in realtà desidererebbe comunicare con gli altri, ma ne è incapace. E’ importante notare che questa modalità di comportamento rappresenta per il bambino un modo per evitare l’ansia di parlare e, per questo, forzare il bambino a parlare spesso non è di aiuto.

I farmaci non devono essere demonizzati ma, specialmente nei bambini, essi vanno usati con estrema cautela e solo se non vi sono altre possibilità di cura.
Dr. Walter La Gatta

CURA DEL MUTISMO SELETTIVO E DELL’ANSIA SOCIALE
ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE TERNI

CONSULENZA PSICOLOGICA VIA SKYPE

Dr. Walter La Gatta
Dr. Walter La Gatta

Psicoterapeuta Sessuologo

Tel. 348 3314908 w.lagatta@psicolinea.it

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Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona, a Fabriano e Terni. Possibili anche consulenze via Skype. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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