Onicofagia, o mangiarsi le unghie

onicofagia

Cosa è l’onicofagia?

L’onicofagia è l’abitudine cronica a mangiarsi le unghie, specialmente nei bambini e negli adolescenti.

Quando inizia questa abitudine?

L’onicofagia di solito non si osserva prima dei 3 o 4 anni.

Quanto è diffusa?

I dati riportano percentuali del 20 – 33% durante l’infanzia e del 45% fra gli adolescenti. Intorno ai 18 anni questa abitudine diminuisce, ma potrebbe rimanere anche in età adulta.

Da cosa dipende?

Non è stato appurato con certezza, anche se si è osservato che questo disturbo colpisce in particolare le persone ansiose.  Possiamo facilmente individuare il nascere di questa abitudine quando l’ambiente familiare è disturbato da litigi ed incomprensioni, per la nascita di un fratellino, quando le aspettative dei genitori nei confronti del figlio sono troppo elevate ecc., ma anche quando il bambino è particolarmente ansioso e trova in questo passatempo un tranquillante veramente ‘a portata di mano’: quanto più l’ambiente esterno porrà al soggetto divieti, punizioni, prove difficili da superare, tanto più questo ricorrerà all’abitudine di mangiarsi le unghie. Altri ritengono che si tratti di un comportamento appreso dai membri della famiglia, attraverso un processo di imitazione.

Cosa comporta l’onicofagia?

Il mangiarsi le unghie è associato a diversi problemi medici e dentistici. Oltre al problema estetico, imbarazzante e socialmente indesiderabile, l’onicofagia è anche responsabile di infezioni del tessuto periungueale ricorrenti, infezioni subungueali, onicomicosi o gravi danni al letto ungueale che causano onicolisi  (distacco graduale e indolore di un’unghia dalla parte del dito su cui poggia). Inoltre, la pressione del morso può causare piccole fratture ai bordi degli incisivi, riassorbimenti della radice apicale, distruzione alveolare o gengiviti.

Quali sono i trattamenti più indicati?

La maggior parte dei trattamenti si concentrano sull’aspetto psicologico di questa abitudine e mirano ad ottenere un cambiamento comportamentale attraverso la psicoterapia o la farmacoterapia. Altre cure riguardano soluzioni per tenere le mani lontane dalla bocca, tra cui l’applicazione di uno smalto amaro o l’uso di un bendaggio occlusivo sulla punta delle dita.

Mangiarsi le unghie produce dolore?

Si, perché le punte delle dita diventano molto sensibili, così come i denti e le gengive.

In cosa consiste il gesto di mangiarsi le unghie?

Il gesto di mangiarsi le unghie può essere scisso in due parti fondamentali : quella del portare qualcosa alla bocca e quella del rosicchiare. Sono due espressioni comportamentali diverse, perché la prima richiama metaforicamente l’esperienza del seno materno e quindi, viene utilizzata per ottenere lo stesso effetto tranquillizzante; comportamenti analoghi li ritroviamo nel portare alla bocca altri oggetti, tipo pipe, sigarette, matite, ecc.

Il rosicchiare invece esprime l’aggressività, come il digrignare dei denti negli animali, quando sono pronti all’attacco. Altrettante espressioni di tensione aggressiva possono essere viste in chi rosicchia le penne, le matite, o mastica continuamente la gomma americana.

Perché è una abitudine pericolosa per la salute?

E’ soprattutto una pratica non igienica in quanto sotto le unghie possono esservi dei batteri, che vengono portati alla bocca.

Come si fa a smettere?

Trovando altri gesti, altrettanto gratificanti. Per chi non riesce, anche dopo diversi tentativi, si può consigliare di prendersi cura di una sola mano alla volta, o anche di un solo dito alla volta. Quando le unghie della dita “in cura”‘ saranno cresciute (occorrono circa tre settimane), l’estremità del dito sarà meno dolorosa e quindi non si sentirà il bisogno di portare il dito alla bocca, come spesso fanno le persone che si mangiano le unghie, trovandovi un anestetico naturale.

Un altro suggerimento è quello di portare sempre con sé forbicette e limette, per riparare ogni eventuale danno alle unghie senza subire la tentazione di farlo attraverso la bocca ed i denti.

E’ sempre necessario smettere?

Poiché mangiarsi le unghie è un tranquillante naturale, anche se comporta una forma di autolesionismo verso il proprio corpo, bisogna sempre cercare di capire bene quale è il male minore.

Dr. Walter La Gatta

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Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


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