L’ossitocina (o “oxitocina”, abbreviato OXT) è un ormone peptidico di 9 aminoacidi prodotto dai nuclei ipotalamici sopraottico (principalmente) e paraventricolare e secreto nella neuroipofisi. Questo ormone è noto per i suoi vari ruoli nel parto, nell’allattamento al seno e nell’attaccamento tra madre e figlio. Studi recenti suggeriscono che l’ossitocina sia coinvolta in vari comportamenti come l’empatia, l’ansia e l’orgasmo.

L’ossitocina è anche considerata un ormone “anti-stress” nelle interazioni sociali e svolge un ruolo importante contro la depressione, l’autismo o la fobia sociale.

Inoltre, secondo uno studio tedesco, l’ossitocina è responsabile per l’attaccamento di coppia e determina anche il proposito di fedeltà. Questo ormone viene secreto durante l’atto sessuale, le carezze e i baci. E’ anche la fonte di una sensazione di sicurezza e di benessere quando ci si trova con la persona amata.

Anche l’ossitocina tuttavia ha il suo lato oscuro. Un eccesso di ossitocina può causare infatti uno stato di eccitazione e un comportamento disinibito nei momenti sbagliati, come un attacco di gelosia, di aggressività, di vanagloria, oltre a repentini cambiamenti di umore. Questo ormone può inoltre promuovere comportamenti a rischio a causa della eccessiva sicurezza di sé che essa comporta.

Per il Dr. Ian Mitchell dell’Università di Birmingham, l’ossitocina ha modalità d’azione nel cervello che somigliano molto a quelle dell’alcol. L’ossitocina e alcool si legano al neurotrasmettitore GABA e prendendo di mira la sede delle emozioni e delle strutture limbiche corticali prefrontali. Questi circuiti neurali regolano lo stress e l’ansia nelle interazioni sociali, in particolare con l’altro sesso.

L’ossitocina assunta prima il consumo di alcol potrebbe contribuire a ridurre la sedazione, la disabilità motoria e la mancanza di coordinamento in quanto impedisce all’alcol di legarsi ai recettori GABA. Questa conclusione è il risultato di un recente studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Sydney e pubblicato nel 2015 su PNAS.

Si spera che questa ricerca possa essere utile per prevenire il fenomeno dell’alcolismo. La ricerca continua.

Dr. Walter La Gatta

Fonte:
Michael T. Bowen, Sebastian T. Peters, Nathan Absalom, Mary Chebib, Inga D. Neumann, and Iain S. McGregor
PNAS, Vol. 112, n.10, March 2015

Immagine:
Pexels

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Autore:

Dr. Walter La Gatta
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