Quando i medici prescrivono i placebo

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Metà dei medici americani che hanno risposto ad un questionario diffuso a livello nazionale, hanno affermato che “regolarmente essi prescrivono ai loro pazienti dei placebo”.

Lo studio si è basato su un campione di 679 internisti e reumatologi, scelti a caso da una lista nazionale di specialisti in quei settori. Altre ricerche similari, condotte in Danimarca, Israele, Gran Bretagna, Svezia e Nuova Zelanda hanno riportato risultati simili.

Ricordiamo che i placebo sono farmaci “finti”, nel senso che non hanno alcun effetto sulla salute, anche se le persone, sapendo di prendere dei farmaci, si sentono più tranquille (e spesso ne ottengono realmente dei benefici, ma dovuti a questo stato di maggiore tranquillità, non ad altro).

I placebo più utilizzati sono vitamine e prodotti per il mal di testa, ma spesso anche antibiotici e sedativi. In questi ultimi due casi i farmaci non sono inerti e dunque non si dovrebbero considerare come dei veri e propri placebo, ma molti medici hanno affermato comunque di prescriverli, perché essi hanno effetti sulla psiche dei pazienti, ovvero li tranquillizzano.

La American Medical Association è contraria all’utilizzo dei placebo: non è corretto, dicono, far prendere ai pazienti delle medicine che non servono a nulla. Questo comportamento poco etico da parte dello specialista compromette la relazione medico-paziente, che invece deve essere improntata sulla massima fiducia nei confronti del dottore.

Ma i placebo, si sa, sono efficacissimi. Si è riscontrato ad esempio che almeno il 30-40% dei pazienti depressi cui viene somministrato un placebo poi stanno realmente meglio, addirittura meglio di quanto potrebbero stare se avessero preso degli antidepressivi veri e propri. I placebo sembrano utilissimi anche per l’ipertensione e il trattamento del dolore.
Molti altri sono contrari all’utilizzo dei placebo. E’ vero infatti che essi fanno stare meglio i pazienti, anche se non hanno effetti sull’organismo, ma in questo modo si insegna alle persone a dover sempre prendere la pillola, per qualsiasi problema esse abbiano. E poi, in ogni caso, antidepressivi e antibiotici non sono certo dei placebo: essi hanno effetti anche nocivi sull’organismo e dunque non devono essere somministrati a caso, solo per rendere felici i pazienti (e forse ancor di più i medici).

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Lo studio sarà pubblicato a breve sul British Medical Journal.

Fonte: New York Times

Dr. Walter La Gatta
Clinica della Timidezza

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