Rossella Falk sta superando la timidezza

Rossella Falk

«Sarà banale e risaputo, dato che lo dice chiunque si trovi nella mia situazione», commenta l’interessata, «ma io queste otto decadi non solo non me le sento, ma mi sembrano così poche… Anche perché solo adesso, meglio tardi che mai, sto vincendo quell’eterna timidezza che, pesandomi addosso come un sudario, mi ha fatto passare per una creatura arrogante, una presenza scomoda, una divina che peggio di un girasole invece di cercare la luce ripiega nell’ombra, paga dell’ammirazione di se stessa.

Ma le sembra possibile?».Capita spesso coi grandi attori. Che soffrono di ansie e timori inconfessabili ogni volta che entrano in scena. A cominciare da Gassman, Santuccio, Glauco Mauri. Una paura, dicono, che svanisce dopo la prima battuta. È questo o no anche il caso di Madame, battezzata così da Valli e De Lullo, gli amici di sempre?«Il trac io non ce l’ho. O meglio, non l’ho più. Ne soffrivo agli inizi, questo sì, e in modo addirittura patologico. Tanto che quando, nel ’46, mi presentai all’esame d’ammissione all’Accademia d’Arte Drammatica e Silvio D’Amico, a pochi minuti dal mio esordio, mi bloccò con un gelido “Basta così!”, mi precipitai all’uscita pensando di aver fallito la prova. Riprendendomi solo quando la stessa voce, vedendomi nervosa afferrare la maniglia per allontanarmi dal luogo del delitto, mi intimò di scatto: “Torni indietro! Ma cosa ha capito? Ho detto basta perché mi son reso conto che lei ha del talento, e noi con quattrocento aspiranti da esaminare non abbiamo tempo da perdere nella selezione. Sempre che voglia davvero diventare un’attrice…”».

Fonte: Il Giornale

A cura della Redazione del sito

Clinica della Timidezza

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