Sensazioni e Percezioni: cosa sono e a che servono
Le sensazioni e le percezioni rappresentano due processi fondamentali attraverso cui l’essere umano entra in relazione con il mondo. Le sensazioni riguardano la ricezione degli stimoli fisici attraverso i sensi, mentre la percezione è il modo in cui il cervello interpreta e attribuisce significato a tali stimoli. Anche se sono strettamente collegate, queste due funzioni non coincidono: la prima riguarda la raccolta delle informazioni, la seconda la loro elaborazione psicologica e cognitiva.
Cerchiamo di saperne di più.
Cosa sono le sensazioni e le percezioni nell’essere umano?
Le sensazioni e le percezioni sono due processi distinti ma interdipendenti. La sensazione consiste nella ricezione degli stimoli provenienti dal mondo fisico attraverso i recettori sensoriali. La percezione, invece, è il processo mentale mediante il quale il cervello seleziona, organizza e interpreta queste informazioni, trasformandole in un’esperienza significativa della realtà.
Sensazioni e percezioni sono uguali per tutti?
Le sensazioni tendono a essere abbastanza simili tra le persone, poiché dipendono dal funzionamento dei recettori sensoriali. Le percezioni, invece, possono variare molto da individuo a individuo. Il cervello interpreta gli stimoli in base all’esperienza personale, alla memoria, alle emozioni, alle aspettative e al contesto culturale, rendendo la percezione un processo altamente soggettivo.
Cosa significa “sentire” qualcosa?
Sentire significa che i recettori sensoriali, cioè neuroni specializzati, reagiscono a determinati stimoli e raccolgono informazioni dall’ambiente. Ad esempio, quando la luce entra nell’occhio provoca cambiamenti chimici nelle cellule della retina. Queste cellule trasformano lo stimolo in segnali nervosi, chiamati potenziali d’azione, che vengono trasmessi al sistema nervoso centrale e poi elaborati dal cervello.
Gli esseri umani possiedono cinque sensi principali: vista, udito, olfatto, gusto e tatto. Accanto a questi esistono altri sistemi sensoriali meno noti ma altrettanto importanti, come quelli che regolano l’equilibrio, la posizione e il movimento del corpo (propriocezione e cinestesia), la percezione del dolore (nocicezione) e la percezione della temperatura (termocezione).
Che cosa si intende per soglia assoluta?
La soglia assoluta è il livello minimo di energia necessario affinché uno stimolo venga percepito. Quando uno stimolo è al di sotto di questa soglia, non viene percepito; quando raggiunge o supera tale livello, diventa percepibile. In altre parole, rappresenta il confine tra la presenza e l’assenza di percezione di un determinato evento fisico.
È possibile ricevere messaggi al di sotto della soglia assoluta?
Sì. Alcuni stimoli possono essere presentati a un livello inferiore alla soglia della consapevolezza cosciente. In questo caso si parla di messaggi subliminali. Uno stimolo raggiunge la soglia fisiologica quando è abbastanza intenso da attivare i recettori sensoriali e inviare impulsi nervosi al cervello. Quando è al di sotto di questa soglia, lo stimolo può comunque essere registrato dal sistema sensoriale, ma la persona non ne è consapevole.
Tuttavia, questo non significa che i messaggi subliminali abbiano il potere di controllare il comportamento umano. Le ricerche mostrano che il loro effetto sul comportamento è molto limitato e difficilmente osservabile al di fuori delle condizioni sperimentali di laboratorio.
Che cos’è la soglia differenziale o differenza appena percepibile?
La soglia differenziale indica la minima differenza tra due stimoli che una persona è in grado di percepire. A differenza della soglia assoluta, essa varia in base all’intensità dello stimolo.
Si immagini, ad esempio, di essere in una sala cinematografica molto buia. Se qualcuno accende lo schermo del proprio telefono, molte persone noteranno immediatamente il cambiamento di luminosità. Se la stessa cosa accadesse in una discoteca molto illuminata, probabilmente quasi nessuno se ne accorgerebbe. Lo stimolo è lo stesso, ma la sua rilevabilità cambia in base al contesto.
Questo fenomeno fu descritto nel 1830 dal fisiologo Ernst Weber e viene oggi ricordato come legge di Weber. Secondo questa legge, quanto più uno stimolo è intenso, tanto maggiore deve essere la differenza perché il cambiamento venga percepito. Per esempio, distinguere tra 1 e 2 chilogrammi è più facile che distinguere tra 10 e 11 chilogrammi.
Che cosa significa “percepire” qualcosa?
Percepire significa organizzare e interpretare le informazioni sensoriali fino a renderle un’esperienza consapevole. La percezione non consiste quindi nella semplice ricezione di uno stimolo, ma nel processo attraverso cui il cervello costruisce una rappresentazione della realtà.
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Tutte le sensazioni diventano percezioni?
No. Anche se le percezioni si basano sulle sensazioni, non tutte le sensazioni arrivano alla consapevolezza. Spesso gli stimoli che rimangono costanti per un certo periodo di tempo smettono di essere percepiti. Questo fenomeno prende il nome di adattamento sensoriale.
Un esempio semplice è quello del ticchettio di un orologio in una stanza. Quando si entra nell’ambiente il suono può essere molto evidente, ma dopo alcuni minuti smette di essere percepito, soprattutto se l’attenzione è rivolta ad altre attività. In realtà l’orologio continua a funzionare e l’orecchio continua a ricevere lo stimolo, ma il cervello smette di considerarlo rilevante.
L’attenzione svolge quindi un ruolo fondamentale nella percezione: quando la mente è concentrata su un compito specifico, può ignorare molti stimoli presenti nell’ambiente.
Che cos’è la teoria del rilevamento del segnale?
La teoria del rilevamento del segnale spiega come fattori psicologici, come la motivazione o l’aspettativa, possano influenzare la percezione. Una persona particolarmente motivata può riuscire a identificare uno stimolo anche in presenza di molti elementi di disturbo.
Un esempio classico riguarda una madre che si sveglia nel cuore della notte quando sente il proprio bambino piangere, mentre può continuare a dormire nonostante altri rumori presenti nell’ambiente.
Le percezioni possono essere influenzate da altri fattori?
Sì. Le percezioni sono fortemente influenzate da elementi psicologici e culturali come credenze, valori, pregiudizi, aspettative ed esperienze di vita. Anche il contesto culturale può incidere sul modo in cui interpretiamo gli stimoli. Alcuni studi mostrano, ad esempio, che persone appartenenti a culture diverse possono reagire in modo differente ad alcune illusioni ottiche.
Che cosa sono le false percezioni?
Le false percezioni sono chiamate allucinazioni. Si tratta di esperienze percettive che avvengono in assenza di uno stimolo reale, ma che la persona vive come se fossero oggettive e concrete. Possono coinvolgere uno o più sistemi sensoriali e possono essere uditive, visive, olfattive, gustative o somatiche.
Le allucinazioni uditive sono tra le più frequenti e consistono nella percezione di voci o suoni inesistenti. Queste voci possono parlare tra loro, commentare le azioni della persona, impartire ordini oppure ripetere i pensieri del soggetto.
Quando qualcuno percepisce suoni o voci che non esistono nella realtà, può trattarsi di un sintomo associato a disturbi psicotici come la schizofrenia, ma anche all’uso di sostanze, a stati confusionali, al delirium o alle fasi iniziali di alcune forme di demenza.
Le allucinazioni visive riguardano invece la percezione di immagini, luci o figure inesistenti. Possono manifestarsi sotto forma di lampi luminosi, forme indistinte oppure immagini complesse come animali o persone. In alcuni casi la persona può percepire il proprio corpo come separato da sé, fenomeno noto come esperienza autoscopica.
Le allucinazioni olfattive e gustative riguardano la percezione di odori o sapori che non sono presenti nell’ambiente e spesso hanno caratteristiche sgradevoli. Talvolta si associano a convinzioni persecutorie o a idee di avvelenamento.
Le allucinazioni somatiche coinvolgono le sensazioni corporee e possono includere la percezione di essere toccati, variazioni di temperatura, sensazioni di movimento interno o modificazioni delle dimensioni del proprio corpo.
Quando la persona riconosce che l’esperienza percettiva non è reale si parla di allucinosi. Alcune forme di allucinazione possono verificarsi anche in condizioni normali, ad esempio durante la fase di addormentamento o al momento del risveglio. In questi casi si parla rispettivamente di allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche.
Che cosa sono le distorsioni sensoriali?
Le distorsioni sensoriali sono alterazioni nella percezione di stimoli reali. Una delle forme più comuni è l’illusione, cioè l’interpretazione errata di uno stimolo sensoriale esterno. Le illusioni ottiche rappresentano un esempio classico di questo fenomeno.
Le illusioni possono comparire anche in alcune condizioni psicologiche, come negli stati d’ansia o nelle alterazioni della coscienza, ma non indicano necessariamente la presenza di una patologia. Nella maggior parte dei casi, infatti, la persona riesce a correggere l’interpretazione errata e a riconoscere la realtà dello stimolo.
Le illusioni possono essere influenzate dalle emozioni, dall’attenzione o dalla fantasia. Un esempio comune è la pareidolia, cioè la tendenza a riconoscere forme familiari, come volti umani, in oggetti o configurazioni casuali, come le nuvole o la superficie della luna.
Altre distorsioni percettive riguardano l’intensità delle sensazioni. Quando gli stimoli vengono percepiti in modo particolarmente intenso si parla di iperestesia, mentre quando risultano attenuati si parla di ipoestesia. Le dimensioni degli oggetti possono inoltre apparire alterate: più piccole del reale nel caso della micropsia o più grandi nel caso della macropsia.
In alcune situazioni queste alterazioni possono essere legate a lesioni cerebrali, problemi visivi o intossicazioni da sostanze. Quando le informazioni provenienti da sensi diversi non riescono a integrarsi correttamente, si può parlare di scissione della percezione, fenomeno che può verificarsi durante crisi epilettiche, episodi psicotici o sotto l’effetto di sostanze psicoattive.
Dr. Walter La Gatta
In presenza: Civitanova Marche, Fabriano, Ancona, Milano
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