Strana, diffidente e solitaria – Consulenza online

strana diffidente

Buongiorno,
premetto che è la prima volta che cerco un aiuto esterno per il mio “problema” se così vogliamo chiamarlo. Il più delle volte ho tenuto dentro di me il tutto senza farne mai parola, mentre altre volte ho provato a confidarmi con delle amiche.
E già qui entriamo nel primo problema: non ho molti amici, le persone che conosco mi ritengono strana, diffidente e solitaria, una che si isola sempre e non vuole stare con gli altri. So di esserlo, sono consapevole di non amare particolarmente la compagnia troppo “affollata”, ma allo stesso tempo vorrei avere più persone che mi amano, più persone che credono in me e soprattutto vorrei essere più brillante, estroversa e capace di cogliere l’attimo.
Sono ormai abituata alla solitudine, so stare da sola e la cosa non mi spaventa; tutto sommato spesso mi sento ridicola a stare in pubblico sola, mentre vedo gli altri sempre in compagnia. Anche se non ne fanno parola, sento che gli altri mi evitano e non amano stare con me; non è solo un’impressione, mi creda. So riconoscere gli atteggiamenti di distacco, quando questi mi vengono rivolti. La prova è il fatto che, tempo fa, sentivo un’insofferenza da parte di un’amica che conoscevo da circa 15 anni e che dopo qualche mese in effetti mi ha lasciata sola.
Diciamo che ormai convivo con la solitudine; non ho fratelli nè sorelle, mio padre non vive in casa e sono abituata a non essere particolarmente amata dagli esterni.
Penso che questo disinteresse da parte degli altri sia dovuto al mio atteggiamento freddo e distaccato, che esprime la totale insicurezza e paura di non piacere alle persone: ne ho sempre fatto una malattia, fin da piccola; ricordo ancora la solitudine di quando ero all’asilo e non ero in grado di farmi degli amici. E mi sono portata dietro questa cosa per molti anni.
Ogni volta che ci sono persone che non conosco, che sia a scuola o magari ad una festa (anche se la maggior parte delle volte tendo ad evitare quest’ultime, proprio per la troppa timidezza nel conoscere gli altri e nel farmi vedere divertita da quelli che conosco), tendo a restare in silenzio, non sapendo di che parlare e avendo paura di incappare nella banalità. Forse questo è dovuto ai troppi fallimenti con le persone; già dalle elementari, fino alle medie e poi alle superiori, non sono mai riuscita a crearmi molti amici, mentre gli altri mi deridevano.
Come ho già detto, ho fatto una malattia di questa situazione.
Ultimamente ho cercato di abbattere i numerosi muri che mi bloccavano e sono riuscita a mostrarmi più estroversa davanti agli altri; a volte ci riesco, e forse gli altri mi ritengono una di loro, ma non sanno che dentro di me è tutta una maschera: dentro muoio dalla paura di sbagliare, di dire qualcosa di sbagliato o semplicemente di fallire. Muoio dalla paura degli altri in sostanza; ho paura del loro giudizio e ho paura di cosa possano pensare di me. A volte penso che questo sia dovuto alle esperienze precedenti, anche al fatto che non ho avuto una vita facile rispetto a molti che mi circondano (pochi anni fa ho rischiato l’esaurimento nervoso a causa della compagna di mio padre che mi ha reso la vita un inferno), ma spesso penso di essere “fatta male”, nel senso che credo di essere troppo razionale e pensare troppo alle conseguenze.
Nonostante tutto, so di essere diversa. Vedo come gli altri trovino facile parlare fra di loro, mente per me è un problema ogni parola, detta o molte volte non detta. E cerco comunque di mettere una maschera che mostri la mia sicurezza, mentre dentro mi sciolgo nell’insicurezza più totale.
Come ho già detto, il fatto di essere sola ormai convive con me. Ma ultimamente c’è un fatto che mi turba più del resto. Non ho mai avuto una relazione sentimentale con nessun uomo, non sono mai riuscita a farmi piacere da nessuno. Ho avuto amici maschi (pochissimi) e spesso ho paura di averne. Trovo molta difficoltà a socializzare con persone dell’altro sesso, e non riesco a capire perchè. Perchè nessuno mi si avvicina? Le mie amiche dicono che non sono una brutta ragazza, ma mi faccio un problema enorme del mio aspetto fisico; sono un po’ sovrappeso, il che mi ha portato a seguire una dieta rigidissima e ad iscrivermi in palestra e in un centro estetico che fa trattamenti dimagranti. Penso sempre che gli altri mi vedano solo per il mio aspetto e che mi prendano in giro per questo. Mi sento sempre più brutta e insicura degli altri, ma non riesco a capire perchè e questo mi logora. La cosa che mi dà più fastidio, però è proprio il fatto di non essere riuscita a farmi piacere dagli uomini. Perchè nessuno si cura di me? E sono consapevole del fatto che non è solo l’aspetto fisico, perchè anche quando avrò finito questi trattamenti, so che non avrò mai quella sicurezza di me stessa che invidio negli altri. A volte penso che non sono riuscita a legarmi con nessun uomo per i precedenti, ovvero mio padre che ha abbandonato mia madre quando io avevo qualche mese e gli ho sempre portato rancore per questo. Nonostante lui venisse sempre a trovarmi, non ho mai avuto una figura paterna fissa vicino a mia madre e ultimamente mi viene in mente che il motivo dei miei pochi legami con gli uomini sia proprio questo. Ho meditato sul famoso complesso di Edipo. Può essere che io non l’abbia mai avuto? Ricordo che a circa due anni mi “infatuai” di un amico di famiglia che aveva circa l’età di mio padre; forse ho spostato il mio complesso di Edipo sulla figura paterna più “sicura” rispetto a quella di mio padre? E’ l’unica ragione che mi viene in mente. Molte volte mi sono invaghita di ragazzi che però non mi hanno trovata “alla loro altezza” e spesso mi chiedo perchè e come devo fare per farmi piacere dagli altri.
La ringrazio in anticipo per il suo tempo e spero riuscirà a rispondermi al più presto. Grazie molte. F.

Gentile F.

La prima impressione che si ricava leggendo la sua lettera è che lei sia forse troppo centrata su sé stessa. La stessa espressione “farmi piacere dagli altri” risulta un po’ ambigua, nel senso che potrebbe dare l’impressione che siano piuttosto “gli altri” a non piacere a lei… Li trova del resto, per sua ammissione, superficiali, noiosi, poco divertenti. Quello che è importante capire è che non tutti siamo uguali: alcuni sono estroversi, portati per la compagnia e per le grasse risate, mentre altri sono più riflessivi, hanno imparato a stare bene con sé stessi e con i loro pensieri, non amano la moltitudine e cercano semmai delle compagnie “speciali”, perché non si contentano di compagnie che non li divertono e non li stimolano. E non amano mentire a sé stessi, come nel suo caso.
Vede dunque che è fondamentalmente una questione di scelte: se le aspettative e le esigenze della persona sono molto (troppo?) elevate, è chiaro che nessuna compagnia sarà sufficientemente piacevole per starci insieme. Le soluzioni al problema sono due: o lei impara ad essere meno esigente, verso gli altri e verso sé stessa e impara a lasciarsi andare, a contentarsi del poco che la sua vita sociale le offre, oppure si dovrebbe cercare delle compagnie più selezionate, che le somiglino nel modo di fare e di pensare, con le quali condividere la propria scelta di solitudine, di fuga dalla pazza folla. Per quanto sembri più sensata la seconda alternativa, la prima è sicuramente di più facile attuazione.
Non perda dunque il suo tempo in elucubrazioni psicologiche che non la portano da nessuna parte e si concentri piuttosto sull’unica cosa che può fare per sé stessa: cercare ragioni di divertimento e di piacere anche là dove non si aspetterebbe di trovarne. Si incuriosisca degli altri, provi a cercare lei per prima la loro compagnia. Sorrida, saluti ogni giorno qualche nuova persona, chieda dei numeri di telefono o degli indirizzi per la chat, si iscriva a qualche corso dove potrebbe incontrare persone che condividono i suoi stessi interessi.
Se tutto questo le sembrerà impossibile o irrealistico, una spiegazione c’è: lei, in fondo, sta bene come sta e non desidera modificare in alcun modo la sua vita. Nessuno, del resto la obbliga a farlo e l’unica persona che potrebbe beneficiare dei suoi sforzi di cambiamento è solo lei. Dunque, a lei la palla.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

www.clinicadellatimidezza.it
Immagine: Alaskan Dude

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
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Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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