Mi chiamo Daniele ed ho 38 anni,un eta’ nella quale oramai un soggetto dovrebbe considerarsi un adulto consapevole e formato in base alle sue esperienze;tuttavia cio’ non e’.Sono una persona timida e insicura qualsiasi nuova esperienza mi destabilizza sia essa lavorativa che relazionale.Non ho mai avuto una storia di natura sentimentale ne’ rapporti sessuali consensuali(eccezion fatta per quelli merceneri che il mercato offre).Ritengo che il mio principale problema possa essere la scarsa considerazione che ho di me stesso e che mi porta a dubitare sempre di tutto.Una caratteristica che mi accompagna da una vita e che nonnostante la considerazione che i parenti e i pochi amici hanno di me,mi ha portato ad accontentarmi di tuttocio’ che non richiede il costante mettersi in discussione;ho abbandonato l’universita’,ho accettato un lavoro mediocre e non gratificante per apparente quieto vivere ma di quieto c’e’ davvero poco.Per quanto riguarda la sfera affettiva nonostante i pochi amici che ancora mi son rimasti mi abbiano presentato alcune partner potenzialmente compatibili,non sono mai riuscito a fare una figura decente,troppo nervoso,troppo inibito,espressione contrita,tono di voce piatto ecc…E questo ogni qual volta se ne presenta l’occasione;in pratica un evento che per qualcuno potrebbe risultare lieto e stimolante,si trasforma per me in una tragedia greca.Ormai da un bel po’ di tempo ho cominciato a rinunciare persino a pensare di poter trovare un giorno una persona con la quale provare anche soltanto a pianificare la piu’ elementare delle cose,in prativca ho smesso di sognare e mi sono posto questa domanda che riassume il tutto:”…come puo’ una ragazza\donna pensare di trovare interessante un uomo che non ha fiducia in se stesso”?La risposta e’ non puo’.E’ troppo facile ripetere che in ogni circostanza si deve essere sempre se stessi perche’ evidentemente il mio me stesso non e’ compatibile con la societa’ nella quale ci troviamo.
Non so davvero cosa apettarmi dalla sua risposta,comunque attendo con fiducia.
Distinti saluti.

Gentile Daniele,
Molte persone arrivano a rendersi gradevoli agli altri dopo un lungo periodo di allenamento per cercare di migliorarsi, mettendosi in gioco e cercando di imparare dalle esperienze e dagli errori compiuti. Altri invece, fra cui probabilmente anche lei, si chiudono nel proprio guscio e non fanno che lamentarsi, imputando i propri guai alla cattiva sorte o ad altre persone o situazioni, senza avere l’onestà di riconoscere che alcune delle proprie infelicità dipendono esclusivamente dalle proprie cattive scelte, così come dai propri comportamenti sbagliati. (Naturalmente queste cattive scelte dipendono a loro volta da motivazioni profonde di cui non si è completamente consapevoli…) Venendo al pratico, credo che lei non dovrebbe affatto mostrarsi per quello che è, ossia essere sé stesso (perché questo è in fondo quello che ha sempre fatto, fuggendo dalle situazioni e accettando compromessi di vario genere, pur di non compiere lo sforzo di cambiare). La strada da seguire è invece completamente diversa: le relative parole-chiave sono due: “allenamento” e “cambiamento”. In altri termini, occorre fissare degli obiettivi che la portino sulla strada del cambiamento (di frequentazioni sociali, di modalità di approccio con l’altro sesso, dello stile di comunicazione utilizzato, dei sogni e delle aspettative, ecc.) perseguendoli con motivazione, metodo e costanza. Potrà aiutarla, in questo percorso, anche cercare di comprendere le ragioni profonde che l’hanno portata finora a comportarsi così. Se trovasse difficile impegnarsi in questo cammino, provi a rivolgersi ad uno psicologo/a: è una cosa che non ha sorprendentemente mai fatto e che potrebbe invece aiutarla a trovarsi, a comprendersi, a rispettarsi ed anche a volersi bene.
Con molti auguri.
Dr. Giuliana Proietti

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Autore:

Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

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