Archivio Storico – Sessualità
Questa pagina raccoglie lettere dei nostri lettori su sessualità, intimità e desiderio.
Dai dubbi personali alle difficoltà di coppia, dal 2012 al giorno d’oggi, abbiamo aiutato chi scriveva a comprendere meglio se stesso/a e le proprie relazioni intime, offrendo risposte pratiche e sicure.
Le lettere dal 2002 al 2011 sono in gran parte organizzate in ordine cronologico nell’archivio generale. Alcune lettere di quegli anni, particolarmente rilevanti per tema, sono state invece inserite direttamente nelle sezioni tematiche per facilitarne la consultazione.
Una marea di problemi
Salve, mi chiamo Simone, ho 24 anni e una marea di problemi legati alla sessualità. Ho sempre avuto l’ansia da spogliatoio, quando giocavo a calcio non mi facevo mai la doccia negli spogliatoi ma preferivo tornare a casa dove nessuno potesse vedermi nudo. Credo che tutto inizi per le “misure”.
Vi spiego meglio: ho avuto tanti rapporti con tante ragazze diverse, ma dopo le prime esperienze andate alla grande, ho iniziato a crearmi dei problemi. ho delle misure non proprio esagerate, e tutto è iniziato con la quarta partner occasionale. avevo circa 16 anni, fisico asciutto, piuttosto prestante, ricercato da diverse coetanee, dopo delle belle performance con 3 ragazze senza nessun minimo problema,ma quando mi trovai nel momento di iniziare il rapporto, persi l’erezione e mi sentii davvero impotente. dopo qualche tentativo, la reazione fu buona, a tal punto da rivedere per diversi giorni la stessa partner che non mi lasciava proprio respirare… quando cambiai ancora partner, lei prima di avere qualche rapporto, affrontò un discorso abbastanza pesante in cui prendeva in giro un ragazzo con cui era stata a letto in precedenza, a cui era capitata più o meno la stessa cosa capitata a me, senza sapere del mio problema… al primo tentativo di rapporto con lei, inevitabilmente l’ansia prese il sopravento e non riuscii ad eccitarmi.
lei per tutta risposta disse “ecco uno col pene piccolo e anche impotente”! quella frase mi colpii molto, e nonostante col passare del tempo non ci pensai troppo, dopo diversi rapporti con lei andati a buon fine decisi di cambiare partner. iniziai a frequentare una ragazza coetanea, avevo circa 19 anni, e non ebbi mai problemi con lei,anzi eravamo molto affini sessualmente,la mia libido era costante e molto alta, fino a che lei non prese un discorso che mi mise paura: le grandi misure del suo ex, e le prestazioni con durate molto superiori alle mie… da quel momento, rincominciarono le ansie e disfunzioni erettili, e quando per l’eccitazione, non perdevo l’erezione, avevo problemi legati alla durata del rapporto, circa 5 minuti, e con grande sconforto e frustrazione di entrambi, questo diventò un problema costante e giornaliero, ci portò al punto di chiudere il rapporto di coppia dopo più di un anno. dopo qualche settimana mi capitò di trovarmi con una nuova partner, e io misi le mani avanti dicendole in anticipo al rapporto dei miei problemi e lei accettò e da quel momento per circa 2 anni e 8 mesi finirono le disfunzioni erettili, mi sentivo potente, ma era rimasto il problema della durata molto breve del primo rapporto, in quanto credo di essere ipersensibile alle stimolazioni del glande. dopo il periodo appena descritto, ho cambiato circa 12 partner, e con tutte ho messo le mani avanti prima, e gli unici problemi rimanevano le durate dei rapporti, sempre non più di 15 minuti. però devo dire che la maggior parte ne rimanevano appagate, in quanto ogniuna mi ha sempre fatto il complimento del compensare le misure con il sapersi muovere bene, e addirittura mi consigliavano ad amiche. andava tutto piu o meno a gonfie vele, anche se nella mia testa il fatto delle misure, e della durata erano presenti costantemente. circa un anno fà ho conosciuto una ragazza, ho avuto i primi rapporti con conseguenze molto piacevoli, fino al momento in cui anche lei ha nominato le prestazioni del suo ex (ma stavolta il discorso l’ho affrontato io per paura).
da quel momento ho iniziato a riavere la perdita di erezione, e con grandi frustrazioni di entrambi, su 5 rapporti uno era soddisfacente, fino a che non scoprii che lei aveva rapporti anche con il suo ex citato nel famoso discorso. da quel momento ho avuto i problemi più grandi. sono entrato sotto una forma di depressione, e non sono riuscito per molto tempo ad avere erezioni, evitavo i rapporti sessuali, cercavo di trovare sempre scuse, con consegueza il distaccamento da questa persona, e la PAURA di avere rapporti sessuali. ho avuto una partner moto piu giovane, che mi ha aiutato a superare i problemi con tantissima pazienza, e nonostante un numero alto di rapporti giornalieri, non riuscivo mai a tenere l’erezione e l’eccitazione per piu di qualche minuto. dopo qualche settimana, grazie alla perseveranza di questa persona, i rapporti sono diventati molto soddisfacenti, e le durate dei rapporti crescevano di rapporto in rapporto. per altri motivi chiusi la storia con lei, e la partner sucessiva (ninfomane) mi diede sicurezza e mi fece crescere l’autostima, e con la sucessiva partner ugualmente. ma in me la consapevolezza delle misure e delle prestazioni di poca durata aumentavano, tanto da farmi avere paura di avere rapporti per diversi mesi. ieri, dopo circa 3 mesi dall’ultimo mio rapporto sessuale, ho avuto un rapporto con la stessa partner che mi aveva fatto cadere in depressione, e nonostante la voglia di riscattarmi sessualmente, il rapporto con erezione costante, credo per la mancanza di rapporti per un periodo molto lungo, la paura costante nella mia testa di non appagare la partner, la durata è stata molto corta. ma non ci siamo persi d’animo, e abbiamo riprovato, ma da parte mia non c’era eccitazione, non c’era quasi più voglia di provare ad avere un rapporto, è svanita quasi totalmente la libido.
Ora dopo tutto il racconto, non sò più cosa fare, come affronterò gli altri rapporti, cosa potrà succedere di più umiliante, non so come posso e sopratutto se è possibile superare questi problemi, non sò a chi rivolgermi ne come affrontare il discorso con chi di dovere. non so più cosa fare, per questo, vi chiedo, datemi un consiglio, datemi un aiuto. voglio vivere il sesso al meglio, ma non ci riesco. ho paura del rapporto, ho paura! per favore datemi una mano! grazie, Simone.
Gentile Simone,
La cosa migliore da fare è parlarne con un sessuologo, che potrà aiutarla ad affrontare i problemi legati alle sue performances sessuali. Ciò detto, mi permetta di osservare che le migliori prestazioni si possono ottenere quando il rapporto di coppia è ben consolidato e soprattutto quando non ci sono continui paragoni, diretti o indiretti, con altri partners e con altre esperienze.
Dalla sua storia invece sembrerebbe di capire che, una volta che lei si sente soddisfatto di come vanno le cose con una ragazza, le compaia inevitabilmente il dubbio: “come potrebbe andare con un’altra”? e dunque si lancia in una nuova sfida.
Mi sembra, dunque, che lei non stia pensando alla vita sessuale con la necessaria tranquillità e che la sua concentrazione ossessiva sul sesso la stia portando lentamente, ma inevitabilmente, verso la dipendenza sessuale.
Infatti, se le sue certezze, la sua salute e il suo benessere lei lo ricava solo dalla qualità delle sue prestazioni sessuali (non c’è un minimo accenno alle relazioni sentimentali in questa lunga carrellata di ragazze e neanche alla sua vita, di ragazzo prima e di uomo poi), queste tenderanno sempre ad oscillare, in base alla persona che sta frequentando al momento, e questo è sicuramente un male per la sua salute psicologica (dalla quale poi, in definitiva, dipendono le sue prestazioni!)
Saluti cordiali.
Dr. Walter La Gatta
26-05-2012
Genetica predisposizione all’infedeltà
Ho 33 anni e ho avuto diverse storie d’amore e come credo sia normale ho ricevuto da tutte le mie compagne un fiume di emozioni che mi portero’ per sempre dentro nella vita. Il punto è proprio questo, non riesco a staccarmi completamente da loro, mi mancano e così le cerco, le desidero, credo di esserne ancora innamorato… non di una soltanto in un certo tempo, ma di tutte contemporaneamente. A complicare il mio stato confusionale c’è il fatto che sono attualmente legato ad una ragazza stupenda (comprensiva, dolce, intelligente, bella…) di cui sono parimenti innamorato. A tutte ho confessato la mia tendenza ad apprezzare in più donne particolari caratteristiche, fisiche, morali,comportamentali, intellettive e di sentirmi attratto in modo diverso da tutte. loro cosa ne pensano? la mia attuale compagna ne soffre e nonostante questo per ora non intende recidere il rapporto; le altre vivono la cosa come me… godendo insieme a me (clandestinamente) della reciproca compagnia… mi preme sottolineare che i nostri incontri non sempre sono conditi da momenti erotici… ma spesso capita di trascorrere con loro giornate al lago, in montagna, in moto, nei ristoranti, senza necessariamente tentare approcci sessuali. Dove e’ il problema? uno la mia coscienza( e quello delle mie “amiche”), due la sofferenza che causo all’attuale compagna,tre è che sono abbastanza grande da dover (voler) pensare di mettere su famiglia (mi piacerebbe nel prossimo futuro avere un bambino) ma su quali basi poggiare la prima pietra? Mio padre mi racconta che mio nonno aveva avuto una vita sentimentale molto ingarbugliata… soffro forse di GENETICA PREDISPOSIZIONE ALL’INFEDELTA’?
Renzo
Salve Renzo.
Credo che tutte le persone del mondo soffrano della sua stessa ‘malattia’, solo che, in qualche modo, cercano di ‘curarla’, peraltro senza riuscirci sempre…
L’idea che l’amore sia come l’interruttore della luce, in grado di accendere e spegnere una passione a comando, mi sembra riduttiva. E’ logico che se si è molto amata una persona e con lei si è rimasti in buoni rapporti, continua ad esistere nei suoi confronti una forma di amore, che si esprime in sentimenti di complicità, di stima, ed anche, perché no, di attrazione fisica.
In genere è più facile disinnamorarsi completamente quando il/la partner ci ha profondamente deluso, umiliato, deriso, causandoci enormi sofferenze; se tutto questo però non avviene e ci si lascia con il sorriso sulle labbra, è molto più difficile staccarsi completamente e reinvestire tutti i propri sentimenti e le proprie passioni su una nuova persona.
Io ritengo che lei abbia due caratteristiche: 1. una certa ‘immaturità’, che deve essere intesa come il desiderio di non assumersi responsabilità, di fare reali sacrifici, per creare un rapporto stabile; 2. una certa estroversione, accompagnata da auto-ironia, che le permette di vivere la vita in modo scanzonato, allegro, senza mai prendersi troppo sul serio (e senza mai prendere troppo sul serio neanche le sue tante ‘fidanzate’, vecchie e nuove).
Dunque, da una parte lei riesce, con grande abilità e savoir faire a conquistare una donna, ma allo stesso tempo non riesce a fare di lei la sua principessa: tutte le sue conquiste, prima o poi, sono destinate ad entrare nel suo harem personale, lei è l’uomo di tute le donne.
Mi verrebbe da dire che forse non ha ancora incontrato il grande amore, oppure non ha dei modelli familiari di riferimento, per cui non è poi così motivato a mettere su famiglia e ad avere il figlio di cui parla.
In ogni caso, se lei è felice così, se le sue donne sono a conoscenza di questo suo modo di fare e lo accettano, dove è il problema? Quando una ragazza che le interessa veramente le dirà: ‘o me o le altre’ sbattendole la porta di casa in faccia, credo che lei riuscirà a ‘guarire’.
Dr. Walter La Gatta
12-09-2006
Lui tradisce lui
Sono un ragazzo di 35 anni e da alcuni hanno sto cercando di accettare la mia omosessualità. Circa due anni fa ho conosciuto un ragazzo e mi sono innamorato moltissimo, come non mi era mai capitato prima… lui è stato a lungo fidanzato con una ragazza, anche se aveva avuto varie volte incontri di sesso con ragazzi. Abbiamo iniziato una bellissima e segreta storia d’amore che con i mesi è cresciuta molto…poi ho scoperto che mi tradiva con altri ragazzi. L’ho perdonato credendo alle sue promesse ed ai suoi giuramenti di amore e di voler cambiare… ma ogni volta che ho teso le orecchie ed aperto gli occhi l’ho ribeccato… credo che sia un ninfomane,anche se non metto in dubbio che a suo modo mi ami davvero… adesso dopo l’ennesima”beccata” ho chiuso anche se sono costretto a vederlo spesso poiche fa parte di ungiro di amici “etero” a cui non poso spiegare i motivi di non volerlo piu vedere….lui ha provato goffamente a rimediare ma io non mi fido piu… anche perche inquesto periodo so per certo che ha fatto sesso di nuovo con i suoi “amici” della notte… Vorrei sapere solo una cosa: può cambiare una persona ninfomane? Può vivere un rapporto di fedeltà? …solo per darmi una risposta che mi permetta di guardare avanti…. Grazie
Salve P.
La ninfomania non c’entra nulla con il comportamento del suo amico, dal momento che si è sempre pensato alla ninfomania come ad un’espressione patologica della sessualità femminile. (Oggi peraltro si tende a ridimensionare moltissimo questo genere di diagnosi, legata evidentemente anche a schemi e condizioni sociali che sono molto cambiati in questi ultimi tempi).
Un uomo sempre in cerca di sesso viene tradizionalmente considerato un ‘dongiovanni’, uno ‘sciupafemmine’, con un’accezione in genere positiva, perché la virilità, l’intraprendenza, lo spirito di conquista, sono aspetti tipicamente maschili (anche se oggi le donne non sono da meno…).
Detto questo, è chiaro che in una relazione omosessuale i comportamenti tipici maschili, salvo rare eccezioni, non cambiano ed in effetti nelle coppie ‘omo’ di lunga durata si è visto che tra le lesbiche c’è maggiore fedeltà di coppia, mentre tra i gay c’è molta tendenza alla trasgressione e alla promiscuità.
Nel suo caso temo che la risposta non sia quella che lei spera, per cui le consiglierei, come lei stesso dice, di guardare avanti.
Dr. Walter La Gatta
07-06-2006
Si tratta di sessuofobia?
Buongiorno, il mio è un grido di aiuto che ho dentro e che nessuno forse immagina… di cui non riesco a parlare per la vergogna e scrivere mi viene più semplice… Espongo in breve (seppure non sia facile) il problema. Il mio problema si è manifestato molti anni fa, io ne avevo poco più di venti, quindi sono stata in analisi che si è conclusa su consiglio della dottoressa, ritenendo finito il suo lavoro. Negli anni che sono seguiti e ancora adesso con il mio problema ci convivo. All’inizio questo problema mi ha condizionato a tal punto che non uscivo più, non lavoravo, ho interrotto una relazione e per tanto tempo non ne ho voluta, da sempre ha condizionato e condiziona tuttora tantissimo la convivenza con i miei familiari.
Adesso, mi ripeto, convivo con questa mia ‘fissa’ o fobia anche se contestualmente ho un lavoro che mi piace in un ambiente dove mi stimano, io del resto svolgo il mio lavoro con diligenza e precisione, sto con una persona e va tutto splendidamente bene (non mi sembra neppure vero!), sto finalmente realizzando un altro sogno che è quello di andare a vivere da sola (con il mio fidanzato ci sono da poco più di un anno, non abitiamo vicini e per il momento non ci sono progetti). Quindi che problema c’è? Sembrerebbe tutto a posto… perchè apparentemente non c’è nulla che non va.
Invece questo è il problema: io sono fissata della pulizia o meglio continuo a lavarmi le mani se ritengo di venire in contatto con due elementi che mi ossessionano. L’urina e le feci. Ad esempio mi rifiuto di toccare le maniglie di casa dei miei (avendo una nonna inferma a cui voglio però un mondo di bene), controllo mio padre se si lava le mani dopo essere stato al bagno e anche mia madre, cerco di non toccare dove passano loro e se sono costretta vado a lavarmi le mani (ho dei forti sensi di colpa nei loro confronti perchè sono due persone splendide!), non vi dico quando io stessa vado al bagno e credo di essermi sporcata con uno schizzo di pipì, quando devo usare dei bagni pubblici, quando devo andare in un ospedale oppure a fare le analisi portando l’urina e vedere tutta quella gente che penso non si sarà neppure lavata le mani… ma ci sarebbe da scrivere un libro! Spesso al posto delle mani ho escogitato di usare i piedi (mi vergogno!) oppure dei guanti o dei fazzolettini che poi butto. Al lavoro questa situazione è meno pesante e quindi sopportabile. Quello che mi fa star male è che adesso sta condizionando anche la relazione con il ragazzo migliore che io abbia mai conosciuto, di cui sono innamoratissima e con cui c’è una bella intesa anche sessuale fatta di desiderio e passione, con lui finalmente mi sento capita, amata, stimata, rispettata… davvero non avrei potuto desiderare di meglio! L’ultima situazione in ordine di tempo che non riesco a non pensare continuamente è questa: è capitato che gli ho chiesto di andare a vedere i lavori di casa mia, prima mi aveva detto di desiderare tanto fare l’amore con me e lo volevo anch’io, complice forse un bicchiere a pranzo, appena entrati in casa e presi da una passione senza misura ‘non ho fatto tempo’ ad andarmi a lavare le parti intime. Premetto che sono stata molto bene ma subito dopo mi sono sentita sporca (lui mi aveva accarezzato lì e poi tutto il mio corpo), avevamo sporcato il divano nuovo e un po’ di cose che dopo (quando ero sola e non mi vedeva nessuno) ho pulito e disinfettato, ho pensato di lavare o cambiare la fodera del divano e ho portato a lavare il mio vestito, ecc. ecc. La cosa ha assunto una dimensione gigantesca a tal punto che ho pensato che se non gli avessi proposto di andare a casa mia oppure se prima mi fossi lavata non avrei fatto tutto ‘sto casino! Premetto che non considero il sesso una cosa sporca e nello specifico è con l’uomo che amo e con lui sto molto bene. Sono arrivata al punto di voler chiedere a qualcuno, a mia sorella o ad un analista: ‘prima di un approccio ci si deve sempre lavare, se capitasse come a noi di non essere ‘a posto’, come si fa? Non sopporto che lui mi abbia accarezzato lì e ‘sporcato’ dove ha poi toccato… anche se nell’immediato ci siamo rinfrescati e poi a casa propria ci siamo fatti una doccia. Ma come si deve fare? E’ normale avere schifo di una ‘cosa naturale’ come l’urina!? Per qualcuno non sarà un problema, per me sì. Allo stesso modo mi ‘fa schifo’ la pratica del rapporto anale e quando è successo perchè io ‘ho accosentito per mettermi alla prova’ … mi sono sentita sporca e sporco tutto quello che abbiamo toccato. Secondo voi si tratta di sessuofobia? Ringrazio in anticipo dell’attenzione che vorrete darmi. Cordiali saluti.
Gentilissima,
Sicuramente la sessuofobia non le è estranea, ma potrebbe essere l’effetto di un disturbo ossessivo-compulsivo più generale, che è, notoriamente, un disturbo d’ansia. Questo significa che c’è in lei una base genetica che la porta a provare ansia anche in condizioni minime di stress ed un pensiero ossessivo, ripetitivo e martellante, che acuisce il suo stato di agitazione in modo invasivo e spesso inappropriato.
Nella lettera, lei cita spesso i suoi genitori, li definisce persone splendide, ma proprio per questo potrebbero essere state iperprotettive nei suoi confronti e non averle lasciato, durante l’infanzia, la possibilità di “sporcarsi” e di sperimentare liberamente la manipolazione degli oggetti intorno a sé, sviluppando queste fobie.
Poiché, mi sembra, questo disturbo le procura una certa sofferenza e interferisce pesantemente con le sue attività quotidiane, dovendo dedicare molte ore della sua giornata alla “disinfestazione”, direi che il lavoro di psicoterapia svolto a suo tempo non dovrebbe considerarsi concluso e che varrebbe sicuramente la pena riprendere il lavoro interrotto.
Va anche detto però che, in condizioni di stress eccessivo, o a causa di uno shock emotivo, o per un qualsiasi evento traumatico, è facile che certe paure infantili riemergano a coscienza, per cui, prima di tornare in psicoterapia, le consiglierei di cercare di risolvere il problema creando un’atmosfera il più possibile tranquilla e serena intorno a sé.
Auguri.
Dr. Walter La Gatta
25-11-2009
Timida in campo sessuale
Salve, mi chiamo Chiara, sono di P., ed ho 18 anni. Ho scelto di scrivervi perchè mi porto dietro un peso da anni ed anni che non mi permette di vivere la mia vita serenamente. Sono eccessivamente timida in campo sessuale. Fin da piccola i miei genitori mi hanno abituata a pensare che qualsiasi pratica sessuale fosse peccato in quanto rigidamente cristiani. Io sono cresciuta con questa convinzione per cui ho sempre evitato di affrontare certe situazioni.
Quando ho iniziato a frequentarmi con qualche ragazzo ho notato delle anomalie in me, come se non mi venisse per niente naturale scambiare effusioni. Il mio primo bacio è stata un’umiliazione, io mi sentivo bloccata e timida e la cosa mi ha condizionata parecchio. Quando mi si è presentata davanti l’opportunità di andare oltre al bacio ho sempre tirato fuori scuse per la vergogna e per la paura.
Ho maturato la coscienza che tutto ciò non è peccato, ho smesso anche di credere, ma la mia condizione non è cambiata, non riesco a concludere niente ed i ragazzi con cui sono stata mi hanno sempre rinfacciato questa mia timidezza e mi hanno anche abbandonata. Mi sento un alieno, mi sento spaesata e diversa. Vedere tutte le persone che alla mia età sperimentano ogni prima volta mi fa chiedere se io funzioni male, e mi sale un profondo senso di tristezza.
Ho paura che questa mia condizione mi vieti di vivere pienamente, io vorrei potermi sentire libera, impulsiva, invece vedo come un muro insuperabile davanti a me. Eppure stranamente io non credo di essere timida in generale, riesco a socializzare tranquillamente ed adoro stare in mezzo alle persone, è quando si tratta di relazioni intime che divento tutt’altra cosa.
Gentilissima,
Per farle capire che lei non è affatto un essere alieno e che c’è tanta gente come lei, le propongo di leggere qui. Non è chiaramente solo con un libro che ci si può aiutare, ma a volte avere gli stimoli giusti e tanta motivazione al cambiamento potrebbe essere abbastanza utile.
Se le fosse possibile iniziare una psicoterapia inoltre, potrebbe ricevere ulteriore aiuto a cambiare davvero il suo modo di affrontare il rapporto con l’altro sesso.
Certe convinzioni e certi pregiudizi non scompaiono solo attraverso una decisione razionale, perché comunque restano legati a delle paure inconsce, a dei meccanismi di difesa, che si sono nel frattempo creati, e che vanno prima individuati e poi eliminati.
Concludendo, sicuramente il suo problema è risolvibile, ma va anzitutto affrontato con serietà.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
23-12-2010
La fobia dei piedi
Per essere brevi, ho una fobia che riscontro poco in giro , e della quale non sono riuscito a capirne i motivi . Ho la fobia dei piedi, sia miei che delle mie partner .
La sola vista mi innoridisce e non parliamo neanche del contatto. La mia vita sessuale è buona solo se posso far l’amore tenedomi le calze, e solo se non vengo minimamnete a contatto con i piedi ( ed in particolare le dita dei piedi ) del mio partner .
Non vi è nessun avvenimento particolare della mia infanzia al quale posso legare la mia fobia .Vorrei sapere se esitono studi al riguardo e se è correlata con qualche disfunzione.La ringrazio anticipatamnete Bear
Gentilissimo,
La fobia che lei lamenta viene descritta in letteratura come “podofobia”: non mi risulta sia molto diffusa, o almeno non tanto quanto la “podofilia” che è invece l’attrazione per i piedi, specialmente femminili, considerata una forma di feticismo. Le estremità ben curate infatti, possono essere considerate un’arma di seduzione.
La sua fobia è infatti quasi sicuramente legata a situazioni che lei ha vissuto nell’infanzia e per escludere del tutto questa possibilità occorrerebbe quanto meno analizzarla con attenzione durante una psicoterapia mirata sul sintomo.
Per essere altrettanto brevi, caro Bear, se fosse tutto così semplice, non ci sarebbe certo bisogno degli psicologi…
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
22-10-2008
Il bell’Antonio
Sono un uomo giudicato da molte donne bello ma non ha mai avuto rapporti sessuali; sono stato solo con una ragazza seriamente 9 anni fa e tra il 1999 e il 2002 ho avuto una depressione. ora sto con una che non immagina questo mio problema e non voglio dirglielo perchè pensa tutt’altro di me.. diverse volte ci siamo andati vicini ma io sono imbranato e lei fa tante domande, per cui il mio desiderio cala e mi viene l’ansia, penso di esssere impotente. cosa posso fare per cercare di stare più tranquillo? o forse lo sono davvero? a volte ho la sensazione di non provare neanche piacere quando facciamo petting, mi sento molto abbatutto proprio perchè ho un modo di pormi che fa pensare tutto il contrario e non posso dirle certo che sono vergine, lei non se lo aspetta proprio.poi cmq ure è ansiosa e pretende forse maggiore focosità da me..mi dia un consiglio, la mia è una situazione imbarazzante (anche io spesso sono sogetto a rossori quando mi trovo al centro dell’attenzione cmq) grazie. antonio
Salve Antonio,
Non tutti sono particolarmente portati a stabilire con facilità delle relazioni con l’altro sesso, specie quando vivono delle particolari ansie, che li inibiscono nei comportamenti e nelle possibilità di prendere delle iniziative. Lei però, più degli altri, ha la fortuna di avere un aspetto fisico attraente, il che le permette, come nel caso che sta vivendo attualmente, di essere corteggiato da una persona del sesso opposto, a prescindere dalle sue doti da latin lover o dalle sue abilità sociali. Stando così le cose dunque, lei avrebbe tutte le possibilità di fare tutte le esperienze che desidera, in modo da acquisire la sicurezza in sé stesso e l’autostima, che invece le mancano. La sicurezza di sé nasce esclusivamente dall’esperienza e, se manca l’esperienza, non vi può essere sicurezza di sé. Dunque, è un serprente che si morde la coda: per uscire da questa impasse bisogna farsi coraggio, superando tutti i blocchi e le resistenze che la vorrebbero convincere dell’inopportunità dell’azione e del ‘passaggio all’atto’. Qualora non riuscisse a trovare in sé la forza necessaria per cambiare i propri comportamenti con l’altro sesso, potrebbe essere indicata una psicoterapia di sostegno.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
20-03-2007
La monotonia sessuale – Consulenza online
Buonasera. Scrivo in quanto mi trovo in una situazione molto complicata. Frequento un ragazzo da 7 mesi, io 25 anni, lui 28. Fin dal principio, ma soprattutto nell’ultimo periodo, lui mi ha “confessato” di avere un problema. Ovvero di stancarsi molto velocemente nelle relazioni, così come in alcune cose: per esempio, lui è appassionato di fotografia, tempo fa ha acquistato una macchina fotografica e dopo un iniziale periodo in cui la usava veramente tanto, nel giro di 1 mese ha smesso di utilizzarla e l’ha rivenduta, nonostante continuasse ad essere appassionato dell’argomento. Lo stesso “picco iniziale” dice di averlo sempre avuto con le ragazze in passato, ma non appena la “monotonia sessuale” cominciava a farsi vedere (in parole povere, dopo un po’ che le frequentava), sentiva il bisogno di novità e per questo motivo le lasciava e ne cercava un’altra.
La differenza con me è che dice di non aver avuto questo “picco iniziale”, bensì l’interesse nei miei confronti è aumentato col tempo e ora è stabile. Inoltre mi ha confessato di trovarsi molto bene con me e che è la prima volta che gli succede con una ragazza. Per questo motivo, nonostante siano 7 mesi che fa sesso solo con me e la “monotonia sessuale” per lui è ormai entrata in gioco da un po’, vuole continuare il rapporto. Il problema è che mi ha detto chiaro e tondo che lui sente la necessità di vedere altre persone con il solo scopo di “prendere una boccata d’aria nuova nel sesso”. Lo sente come necessità, come un bisogno che, se non viene assecondato, lo logora da dentro.
Come vi ho anticipato, la situazione è molto seria e complicata e io sono molto confusa, ma anche preoccupata per lui, in quanto è la prima volta che mi interfaccio con una situazione simile. Non nego di aver pensato che il problema sia io, ovvero che non gli piaccio abbastanza e non si sente soddisfatto sessualmente da me. Ma credo che alla base ci sia qualcosa di ben più serio, a livello psicologico.
Potete aiutarmi in tal senso? Avete avuto a che fare con situazioni simili? Cosa può fare lui per risolvere questo problema? Tengo a precisare che tutto il discorso e il problema riguarda solo l’aspetto fisico, sessuale.
Grazie mille.
Gentilissima,
In realtà credo che “prendere una bocca d’aria nuova nel sesso”, come lui dice, sia un’aspirazione della maggior parte delle persone, anche se hanno un rapporto soddisfacente ed appagante. Sarebbe un modo per soddisfare delle curiosità, di cercare conferme su se stessi, di nutrire la propria vanità e la propria autostima, accrescere la propria consapevolezza, imparare delle cose, provare sensazioni nuove e sconosciute.
Il problema è che, se si decide di vivere in coppia, tutto questo non è possibile! E’ una rinuncia sicuramente pesante, ma la si fa, in genere, in cambio di un rapporto sereno, tranquillo, dove si possa trovare nel/nella partner certezza, fiducia, complicità, sostegno, comprensione, tolleranza o, in una sola parola, amore.
La maggior parte delle persone dunque, rinuncia alla “boccata d’aria”, per assicurarsi i piaceri dello stare insieme come coppia. Altre persone, invece, non se la sentono di legarsi ad una sola persona, perché preferiscono di gran lunga le prime sensazioni alle seconde e, giustamente, restano single per tutta la vita, per essere liberi di viverle a pieno.
Voler avere entrambe le cose in una vita sola mi sembra invece una pretesa.
C’è da capire dunque a cosa il suo ragazzo è disposto a rinunciare, per desiderare che cosa.
Cordialmente.
Dr. Walter La Gatta
03-01-2021
Disfunzioni sessuali – Consulenza online
Buongiorno.
sono un ragazzo di 34 anni, fin da piccolo ho sviluppato un modo di masturbarmi basato sullo sfregamento del pene sul materasso del letto. Purtroppo riesco ad eiaculare soltanto in questo modo, non riesco ad avere ne rapporti sessuali ne a mantenere l’erezione neanche se stimolato manualmente da una ragazza.
Ho fatto delle visite da diversi andrologi e sembrerebbe che dal punto di vista fisico sia tutto ok.
Le é mai capitato una problematica di questo tipo? se si come potrei fare a superarla?
grazie per la disponibilità.
Gentilissimo,
Lei è evidentemente molto focalizzato sul suo problema della masturbazione (con sensi di colpa?) e dunque per questo motivo omette il racconto di come è andata quando la ragazza ha provato a stimolarla manualmente. E’ successo con più ragazze? Che tipo era/erano le ragazze con le quali ha avuto un approccio più intimo? Si è sentito in difficoltà con loro? Era imbarazzato? Aveva ansia da prestazione? Si sentiva a disagio per la sua scarsa esperienza sessuale? Aveva difficoltà a mostrarsi nudo? Ha mai provato ad avere rapporti sessuali completi? Come è andata? Queste sono le cose che lei dovrebbe spiegare ad uno specialista, non il fatto che si masturba sul materasso, che è un elemento di scarsa importanza, in quanto è normale che vi sia l’abitudine alla masturbazione prima dell’incontro con una partner, e ciascuno lo fa a suo modo. Che importa sapere se lei è l’unico o no che lo fa in questo modo?
E’ altrettanto sorprendente che lei sia andato da diversi andrologi e non da uno psicoterapeuta-sessuologo, che sarebbe in realtà l’unico professionista che potrebbe aiutarla.
Infatti, sarebbe stato giusto andare dall’andrologo se lei avesse avuto problemi di disfunzione erettile o impossibilità ad eiaculare, ma visto che tutto funziona quando lei è da solo, il problema evidentemente non riguarda il suo corpo, ma la sua psiche ed in particolare la relazione che lei ha con il suo corpo e la difficoltà che lei può avere con le ragazze.
Questi sono, con maggiore probabilità, i veri problemi.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
22-11-2016
Difficile rapporto con le donne – Consulenza online
Ho 36 anni e questa e la mia storia con la timidezza. Il mio problema è stato sempre relativo all’ambito amoroso. Quando frequentavo l’università non ho mai avuto a problemi ad abbordare ragazze e farmi lasciare il loro numero di telefono (ieri per caso ho guardato la rubrica ed i numeri che ho ancora sono tanti). Il mio problema prende forma in uno step successivo: la mia incapacità a richiamarle per paura di un rifiuto anche se sapevo che molte volte sarebbe stato improbabile: la cosa sconvolgente era (ed è) che io in fondo vedevo un lieto fine come qualcosa di lontano e quello che mi premeva era trovare una via di fuga dall’ansia, cosa possibile solo con l’evitamento. Diverse ragazze,alcune anche belle, mi hanno anche chiesto di uscire ma io ho sempre mandato tutto all’aria per colpa dell’ansia (certe volte ci uscivo pure ma ho sempre avuto una grossa difficoltà a far progredire la cosa). Non lo so ora a 36 anni mi ritrovo single, con tanti dubbi e con la pura di commettere all’infinito gli errori del passato.
Gentilissimo,
Credo che lei sia nel giusto quando sostiene che le sue problematiche con le donne siano di natura ansiosa. Su questo siamo d’accordo. L’ansia tuttavia non è qualcosa che piove dal cielo: è qualcosa che nasce dentro di noi in seguito alla percezione di un pericolo, che mette in allerta l’intero organismo.
Sarebbe utile a questo punto capire quale è il pericolo che lei sente quando esce con una donna: cosa teme? Non si sente fisicamente attraente? Pensa di non saper sostenere la conversazione? Non è sicuro delle sue funzioni sessuali? Per affrontare le paure, occorre conoscerle, dare loro un nome.
La inviterei dunque a ragionare su questi elementi e a cercare di capire che cosa veramente la spaventa, in modo da poter trovare un rimedio.
Quanto alla paura del rifiuto, nei sentimenti è un po’ come nel mondo del lavoro: se si va a fare un colloquio, non si può essere certi dell’assunzione, ma è certamente fuori di ogni logica il non presentarsi per paura di non essere assunti… Le pare?
Dunque, si tratta di fare due cose:
1. cercare di capire cosa la spaventa davvero e cosa si potrebbe fare per risolvere il problema
2. mettere in atto delle tecniche di rilassamento, per affrontare le situazioni temute senza imbarazzo.
Molti auguri.
Dr. Walter La Gatta
03-02-2015
Ansia e paura del sesso – Consulenza online
Buona sera, mi sono rivolto a voi perché riscontrato questi sintomi; ansia e paura del sesso con conseguente isolamento e continui tentativi di scongiurare il problema evitando totalmente il contesto. Ho 29 anni e sono quasi 5 anni che non faccio del sesso, non trovo le partner giuste e anche se un minimo mi dimostrano interesse tendo ad evitarle il più possibile dandomi subito per sconfitto. Ho collegato queste situazioni a degli eventi traumatici che ho avuto nella mia vita, sia umiliazioni da parte della mia famiglia,(questo è un esempio tra tanti: al compleanno di mio fratello per festeggiare è stato accompagnato ad un night club, mentre al mio sono rimasto solo) sia rigidità da parte di mia madre in più quando ero molto piccolo ho subito delle violenze che mi hanno attribuite come fantasie infantili facendomi sentire sia un bugiardo sia un visionario. (ho portato i segni per anni). Purtroppo non avendo risolto queste turbe psichiche mi sono trovato a dover utilizzare dei calmanti prescritti. Questo dolore è sfociato in pura rabbia e violenza.( Dimostrazione che il mio subconscio cercava in tutti i modi di curare il dolore). Adesso sto risolvendo lentamente tutti i traumi e mi piacerebbe sapere quali terapie e esercizi mi possono essere utili. Grazie mille per la possibilità di esprimermi senza dovermi vergognare. 🙂
Gentilissimo,
Per trovare una partner “giusta” occorre essere anzitutto sereni e proporsi alle ragazze in modo che sia per loro piacevole e interessante. Le suggerisco dunque di cercare intanto di risolvere i suoi problemi (con i farmaci che le hanno prescritto e con la psicoterapia, che non potrà che esserle utile).
Inoltre, provi a guardare le cose del passato anche da altri punti di vista: ad esempio, essere accompagnati dalla famiglia ad un night per i 18 anni (come è successo a suo fratello e non a lei) non necessariamente significa attenzioni e considerazione verso il ragazzo che diventa maggiorenne, potrebbe essere anzi esattamente il contrario…
Le terapie e gli esercizi utili purtroppo non è possibile darglieli in questo contesto, ma se lei si rivolgerà ad un terapeuta di fiducia, vedrà che potrà sentirsi sostenuto ed incoraggiato a ritrovare l’equilibrio e a soddisfare il suo sacrosanto desiderio di amore.
Saluti cordiali e buone cose.
Dr. Walter La Gatta
27-10-2013
Una vita di m… – Consulenza online
Salve a tutti. Sono un ragazzo di 23 anni. Sono sempre stato un ragazzo timido, ma nonostante questo handicap riuscivo a vivere bene…i problemi sono sorti da quando avevo 17 anni… Oltre alla timidezza (e alla balbuzia..già…soffro anche di questo fin da piccolo, non in modo gravissimo, ma grave) si è aggiunta l’iperidrosi, parmare, facciale, ascellare, toracica, insomma per tutto il corpo…ma non finisce qui…la cosa che mi fa “rabbia” è che sono stato sempre un ragazzo che piace alle ragazze, ma come detto mi sono bloccato tantissime volte per colpa dei miei handicap. Ogni giorno, ripeto, ogni giorno, passa nella mia testa un pensiero suicida, vorrei morire… Ora sono fidanzato, con una ragazza(una santa che conosce tutti i miei handicap), ma è sorto un altro problema, l’eiaculazione precoce… Sapreste darmi un consglio?! Cosa devo fare? La mia vita è un inferno, oramai esco poco..come perlo con qualcuno che non conosco o che conosco poco mi faccio rosso(eritrofobia) e sudo… faccio una vita di m—-..davvero!!! VI RINGRAZIO PER LA MIA ATTENZIONE… IPERTIMIDOIPERIDROSIBALBUZIEERITROFOBIAEIACULAZIONEPRECOCE
Gentilissimo,
I sintomi che lei descrive si riferiscono tutti ad una stesso problema: l’ansia. Più ci si sente insicuri, più si è preda dell’ansia, più si è preda dell’ansia, più ci si sente insicuri. E così via. Per bloccarle questo circolo vizioso ci vuole una psicoterapia. E’ inutile fare la vita che descrive, quando la soluzione c’è.
Scelga bene 😉
Dr. Walter La Gatta
06-07-2009
Dieci notte a letto insieme, ma niente… Consulenza online
Ho un problema che proprio non riesco a risolvere…sono fidanzata da 6 mesi con un ragazzo stupendo: intelligente, acculturato,abbiamo tanti interessi in comune!tuttavia, nonostante le occasioni non manchino, lui non si decide a vivere l’intimità con me, forse a causa della sua eccessiva riservatezza! siam stati in vacanza assieme, abbiamo dormito 10 gg nello stesso letto, ma a parte qualche timido approccio (più da parte mia che sua)…nulla!Non sò proprio cosa fare, le mie amiche mi han consigliato di parlarne apertamente ma è un argomento delicato e non ci riesco…mi sento come bloccata! Eppure mi ritengo una bella ragazza: non riesco proprio a capire x quale motivo lui si comporti così!Cosa fare? dargli tempo? oppure parlarne?Aiutooo!
Gentilissima,
Non è del tutto normale quello che racconta nella sua mail a proposito della vostra vita sessuale, così come del resto la sua incapacità di parlarne. Evidentemente avete tanti e tali tabù sessuali che difficilmente riuscirete ad affrontare e a risolvere se andate avanti così. Nel suo stesso interesse dunque, le consiglierei di farsi molto coraggio e di cominciare a parlarne apertamente con il suo ragazzo, in modo da capire subito il problema, senza invischiarsi ulteriormente in una relazione che al momento non si rivela affatto come promettente, malgrado le buone qualità che lei trova in lui.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
03.09-2008
Ho iniziato un processo di femminilizzazione
Ho iniziato un processo di femminilizzazione. Per rendere il mio corpo un pò piu femminile. Mi bastera poco. Meno peli, meno barba, il seno 1/2 taglia in più e i capezzoli un pò piu grandi. Mi hanno detto che, assumendo la pillola anti concezonale, potrebbe bastare.
Non prendetemi per un ” deficente”, non sono fisicamente adatto per essere una donna, ma alcuni lati del loro aspetto mi mancano.Premetto che sono sposato ed ho 1 figlio e, d’accordo con mia moglie è 3 giorni che prendo yasminn, quella che prende lei tutti i giorni.
Ora però un piccola attacco di coscenza mi è venuto. Non sarà pericoloso per la mia salute? Ho sottovalutato il problema?Mi hanno detto che smettendo l’effetto è abbastanza reversibile.Grazie per l’attenzione
Gentilissimo,
Le pillole non sono caramelle e un processo di femminilizzazione è una questione assai delicata e complessa, che sicuramente non si risolve assumendo un anticoncezionale.
Le consiglierei di rivolgersi ad un sessuologo per avere dei suggerimenti relativi ai suoi bisogni personali e alla sua relazione di coppia, piuttosto che improvvisare con superficialità delle soluzioni ‘fai-da-te’ che possono nuocere alla sua salute.
Per iniziare davvero un eventuale processo di femminilizzazione dovrà rivolgersi a un endocrinologo e sottoporsi ad una terapia psicologica, oltre che affrontare alcuni interventi chirurgici piuttosto invasivi.
La cosa importante che vorrei trasmetterle con questa risposta è che il processo di femminilizzazione è un processo molto serio, impegnativo e costoso, non è un giochino da fare in coppia.
Un’altra riflessione finale: è probabile che le sue problematiche riguardino altri problemi, come la mancata accettazione di sé, un cattivo rapporto con il suo corpo, qualche senso di inadeguatezza, problematiche sessuali… Non è detto che la soluzione dei suoi problemi esistenziali riguardi esclusivamente un eventuale processo di femminilizzazione. Qualche seduta con un terapeuta sessuologo non potrà che aiutarla a chiarirsi le idee.
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta
11-07-2008
Non riesco più a fare l’amore con il mio ragazzo – Consulenza onLine
Caro dottore,sono una ragazza di 21 anni di R. che da 2 anni è mezzo ha una relazione fissa con un ragazzo. Prima di conoscere lui ho sofferto per anni di disturbi alimentari ed ho incominciato ad avere una vita sentimentale solo qualche mese prima di conoscere il mio lui attuale.Ai tempi il mio psichiatra mi prescriveva 80 mg di fluoxetina al giorno (ne prendevo da 2 anni) e io ero molto attiva sessualmente con il mio ragazzo, quando mi è stato dimezzato il dosaggio ho cominciato ad evitare i rapporti sessuali e inventare scuse, nonchè a sentirmi sempre molto stanca…
Ora non prendo più quel farmaco e la situazione è rimasta da un anno e più la stessa…Non vado più da uno psichiatra perchè dopo anni di farmaci ho capito che non potevo continuare così..Non riesco più a fare l’amore con il mio ragazzo tranquillamente, e lui dice che secondo lui il problema è lui…è convinto di non piacermi più..eppure io sono convinta che non sia questo il problema…Non so cosa fare…non voglio passare tutta la vita prendendo farmaci per stare bene con me stessa e con gli altri…Secondo lei potrebbe essere stata la mancanza del farmaco a farmi reagire così?Cosa posso fare?Grazie mille in anticipo.
Gentilissima,
Probabilmente le cose sarebbero andate allo stesso modo anche se lei non avesse mai assunto quel farmaco. E’ infatti una cosa normale, specialmente per le donne, che vi sia una certa diminuzione della libido dopo i primi anni di intensa passione. Questa cosa non deve spaventare, perché fa parte della vita.
Per farle un esempio ‘alimentare’, anche la cioccolata è molto buona, ma se lei la mangia tutti i giorni, a pranzo e a cena, per x tempo, finirà per non gradirla più così tanto, o per averne la nausea. Ecco allora che a questo punto interviene l’intelligenza, la creatività: si può continuare a tenere insieme un rapporto con reciproca soddisfazione se lo si cambia continuamente, se periodicamente si rivede il patto di coppia che è alla base della relazione, se si adottano nuove regole, altre abitudini, stimoli diversi.
Tutto quello che all’inizio veniva spontaneo, sulla base dell’intensa passione, ora deve essere ‘costruito’, sulla base del sentimento e dell’affetto che si è stabilizzato fra di voi. Mantenere una buona intesa sessuale è fondamentale per la durata e la qualità del rapporto, ma perché ciò accada non c’è bisogno di prendere farmaci. Piuttosto, occorre ‘far accadere le cose’ e non ‘aspettare che le cose accadano’.
Cari saluti.
Dr. Walter La Gatta
09-11-2007
Disturbo erettivo – Consulenza online
Soffro di un disturbo erettivo prima della penetrazione. Durante la notte e nel corso della giornata non ho alcun problema (nemmeno con la masturbazione) ma con la mia partner con cui sto da oltre 11 anni da circa 6 mesi riscontro questo problema. Ho consultato un psicologo e dopo alcune sedute il problema
senbrava scomparso. Ultimamente e’ ricomparso e il nostro rapporto ne soffre sino ad arrivare a liti e scambi di reciproche accuse. Soffro del fatto che la mia partner non prende mai l’iniziativa, infatti se voglio avere un rapporto, da sempre, ho dovuto eccitarla io per primo. Ora arrivati al punto non riesco a
mantenere l’eccitazione. So che e’ un problema psicologico ma non riesco a venirne fuori. Cosa posso fare?
Grazie
Il problema sembrerebbe essere psicologico e non organico, visto che l’intervento di uno psicologo ha avuto efficacia, seppure passeggera. La cosa da fare è dunque una terapia di coppia, perché la disfunzione non riguarda solo lei, ma la vostra coppia, che vive un momento di crisi e non riesce più a comunicare e ad essere complice.
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta
08-07-2006
Vaginismo – Consulenza online
Buongiorno,
vi scrivo perchè ho un grosso problema e mi affido a voi, nella speranza di trovare la strada giusta per risolverlo…
Ho 30 anni, dopo una vita trascorsa nella più completa solitudine sentimentale, finalmente ho trovato un ragazzo fantastico, con cui mi sento completa e amata.
A marzo saranno 6 mesi che stiamo insieme, con lui mi trovo bene in tutto e sento che sia davvero la persona della vita, la persona giusta, ritagliata apposta per me…
Nonostante tutto questo… non riesco ad avere rapporti sessuali completi perchè lo respingo nel momento della penetrazione.
Lui mi dice che sembra tutto chiuso, è come se trovasse un muro… abbiamo provato diverse volte, gradualmente, in diverse posizioni, ma sento sempre fastidio (anche quando mi tocca solo con le dita) e nel momento in cui cerca di “entrare” sento dolore e mi irrigidisco… E come se avessi paura di provare dolore, quindi mi “difendo” irrigidendo i muscoli (provando ancora più dolore… assurdo..)
Non sono ancora andata da un ginecologo (…a dire il vero non ho mai fatto una visita ginecologica), però ho iniziato a documentarmi su internet e mi sono ritrovata parecchio in quelli che sono i “sintomi” del vaginismo… Quindi ho provato ad effettuare la codiddetta “dilatazione graduale”… però sono parecchio sconfortata, perchè fatico a trovare l’apertura vaginale e provo fastidio anche ad inserire un cotton fioc… Cosa mi consigliate di fare?
Lui è tanto comprensivo e non mi fa pressioni… però la situazione sta diventando pesante e ne soffriamo parecchio… entrambi.
Grazie in anticipo per l’aiuto…
Buona giornata a tutti voi!
Gentilissima.
In effetti sembrano proprio i sintomi del vaginismo. Come prima cosa direi di cessare di preoccuparsi, perché si tratta di un problema in genere risolvibile, anche in tempi ragionevoli.
Il consiglio è quello di rivolgersi ad uno psicoterapeuta-sessuologo, che la aiuterà nei vari step che la porteranno alla guarigione. Intanto, se volesse fare da sola il primo esercizio, prenda uno specchio e passi un po’ di tempo ad osservare con attenzione i suoi genitali: è il primo passo per conoscersi e per imparare ad apprezzare la sessualità.
Gli uomini in questo sono facilitati perché, sin dalla più tenera età, imparano ad accedere ai loro genitali, che sono completamente esterni: le donne, per conoscersi, devono invece usare lo specchio. Prenda subito appuntamento con un sessuologo e vedrà che in poche settimane potrà apprezzare notevoli miglioramenti.
Auguri
Dr. Walter La Gatta
09-03-2011
Non so baciare come si deve – Consulenza online
Salve, il vostro sito è davvero ben strutturato e ricco di informazioni. ho 18 anni, non ho avuto molte esperienze in campo amoroso a causa di delusioni continue che mi hanno abbassato l’autostima, arrivata ad un certo punto ho pensato che il mio problema fosse l’incapacità a baciare (un ragazzo con il quale uscivo da poco mi ha rinfacciato di non averlo baciato come si deve). ma si può essere incapaci a baciare? o dipende dalla poca fiducia nelle proprie capacità? dipende dal non sentirsi all’altezza? grazie, ho davvero bisogno di uno stimolo per ricominciare.
Gentilissima,
No, non si può essere incapaci di baciare, perché questa è una cosa assolutamente naturale, che tutti sanno fare. E’ un po’ come il gesticolare, il camminare, il parlare… Naturalmente, con l’esperienza e con l’approfondimento delle conoscenze e delle tecniche, tutto può essere migliorabile. Va anche detto che non c’è un modo migliore di un altro per baciare: molto dipende dai gusti personali e pertanto quello che può non essere piaciuto a quel ragazzo potrebbe piacere moltissimo ad un altro… Cerchi di essere naturale!
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
29-09-2010
Giovane Donna
Sarò breve. Oggi ho 38 anni, a 22 ho conosciuto un ragazzo di 19 con il quale sono stata per ben 9 anni!! Eravamo entarmbi vergini. Poi ho deciso di lasciarlo perchè lui non voleva fare l’amore e sentivo che un rapporto senza sesso non poteva andare bene. Mi sentivo molto umiliata. E’ vero, siamo due persone di fede, ma io poi ho maturato che in un rapporto di coppia il sesso è fondamentale e glielo chiedevo con insistenza, perchè per me era una cosa aberrante il suo ingiustificato rifiuto:lui non ne voleva sapere, ogni volta mi trovava una scusa diversa per non farlo. Ho sempre aspettato, gli ho sempre dato tante chances, perchè è un ragazzo bravo, in gamba, perbene, sano, anche oggi abbiamo una buona amicizia. Ovviamente dopo tanti ci vogliamo tanto bene, ma credo che, nonostante tanti miei ripensamenti, non faccia al caso mio. Dopo di lui ho avuto diversi uomini, i quali mi hanno fatto assoparare il gusto di fare l’amore. Ritengo di aver sbagliato ad attendere così tanto tempo, ma Le assicuro che ancora penso a quel ragazzo, anzi ogni tano ci vediamo, solo perchè è un “Bravo ragazzo”, ma ho capito che con lui non sarò mai felice, perchè non ha il piacere del sesso che ho io. La ringrazio dell’attenzione e attendo un Sua gentile risposta. “Giovane Donna”
Gentile Giovane Donna,
Non è detto che gli affetti debbano per forza coincidere con attrazione e piacere sessuale. Questo sarebbe il massimo in una coppia che si ama, ma purtroppo non sempre è così. La sua lettera termina senza una domanda esplicita. Provo dunque a dedurla da quanto espone: “è meglio aspettare di incontrare una persona che soddisfi entrambi gli aspetti dell’amore o contentarsi di un rapporto che soddisfa solo a metà” ? Se questo fosse il suo quesito, risponderei che nessuno, più dell’interessato/a, può sapere cosa vuole fare veramente della sua vita… A 38 anni però temo che questa decisione vada presa abbastanza in fretta, per motivi biologici più che sociali e culturali.
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta
28-01-2009
Timidezza sui temi sessuali – Consulenza online
Premetto che sono una ragazza in passato timida a livelli esagerati e adesso crescendo ho per fortuna superato un po’ questa cosa ma ho un problema. Rimango molto introversa per quanto riguarda gli argomenti sessuali è come se non mi attraesse molto questo mondo , sono fidanzata da tanti anni e abbiamo anche rapporti ma io non ho tutta questa voglia continua o pensieri sullo sperimentare cose insieme, non piace neanche parlarne, spesso è come se lo sentissimo quasi un obbligo ( sottolineo che sono innamoratissima di questo ragazzo e sono sicura di voler passare tutta la mia vita con lui) però spesso questa cosa mi fa sentire sbagliata. Sono consapevole di avere un’autostima al di sotto dello zero non piaccio quasi mai ( anche se non ho grandi difetti fisici o altro ma è proprio una sensazione costante mia).
Gentilissima,
Probabilmente questo suo disinteresse nei confronti della sessualità dipende da una qualche fobia, che lei ha sviluppato durante il periodo dell’infanzia e dell’adolescenza.
E’ anche possibile che sia la scarsa autostima di cui parla a crearle problemi, dal momento che potrebbe non sentirsi all’altezza neanche di essere una buona partner sessuale.
Il suo comportamento evitante, tuttavia, a mio parere non la porterò verso una soluzione del problema e, alla lunga, potrà anche crearle difficoltà a livello di coppia.
Il suggerimento è dunque quello di intraprendere una psicoterapia individuale, per essere aiutata a superare il problema.
Cordiali saluti
Dr. Walter La Gatta
18-02-2021
Lavori in corso: Archivio tematico in costruzione
Stiamo aggiornando e organizzando le lettere della nostra Consulenza Online per rendere più facile la consultazione per tema: timidezza, relazioni romantiche, sessualità, famiglia e socialità/ansia.
Al momento alcune sezioni potrebbero essere incomplete, ma presto sarà disponibile l’archivio completo. Torna presto a trovarci!