Archivio Storico – Relazioni Romantiche
Qui raccogliamo lettere riguardanti relazioni romantiche, difficoltà nell’approccio sentimentale e dubbi sul partner.
Dal 2012 ai giorni d’oggi, centinaia di lettori ci hanno scritto per ricevere consigli pratici su amore, attrazione, comunicazione e gestione dei conflitti, offrendo uno spaccato reale delle relazioni e dell’epoca in cui sono state vissute, anche se nella maggior parte sono ancora attualissime.
Le lettere dal 2002 al 2011 sono in gran parte organizzate in ordine cronologico nell’archivio generale. Alcune lettere di quegli anni, particolarmente rilevanti per tema, sono state invece inserite direttamente nelle sezioni tematiche per facilitarne la consultazione.
Dire, fare, baciare
sono una ragazza d 30 anni e negli ultimi tempi sto vivendo la mia vita in punta di cuore arrosisco vivo in modo agitato, anche se arrossire è una caratteristica costante del mio essere, ma il fatto è che accade spesso con i ragazzi, quando qualcuno mi rivolge attenzione, con persone nuove e ancor di più con i conoscenti da una vita. Ora con il tempo ho compreso che è normalità anche questo ma vorrei trovare un equilibrio al mio cuore affaticato perchè a volte l’emozioni mi attraversano e mi fulminano, ho provato con l’autocontrollo, con tecniche d rilassamento, con i fiori d bach. IL mio ragazzo dice che gli piace questa cosa di me ma a me pare d essere indifesa in mezzo alla gente perchè do agli altri me stessa, io ignoro la manifestazione del mio rossore e vado avanti ma ripeto negli ultimi tempi sta diventando + fobia sociale… Cosa posso fare?
Gentilissima,
Le persone non si distinguono fra quelle che arrossiscono e quelle che non arrossiscono, ma fra quelle che hanno successo nella vita e quelle che non ne hanno. Ha successo nella vita chi riesce a realizzare i suoi sogni, ad avere una relazione sentimentale stabile e appagante, a circondarsi di persone “giuste” che le vogliano bene. Provi a riflettere su questa cosa.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
16-12-2008
Cerco risposte
Salve sono Pietro ho 24 anni vivo a N., sono su internet da un’ora a cercare risposte, non riesco a capire perchè sono così chiuso solamente ed esclusivamente nei rapporti con l’altro sesso, non riesco proprio a esternare le mie emozioni non ne ho la + pallida idea del perchè. Vorrei fare un complimento a una ragazza che mi piace ma proprio non ci riesco non so per quale motivo.
Proprio stamane avrei voluto “approcciare” con una ragazza che conosco pochissimo ma non so come fare è una cosa per me impossibile, sono molto timido e anche lei lo è. Lei ha 21 (…) Sono una persona ipersensibile, me lo dicono tutti, (…)
Lei è molto particolare è una persona molto sensibile e timida ha uno sguardo talmente dolce che lascia senza parole, la sua dolcezza si vede nel suo sguardo e si sente quando canta. Appena lei è entrata (…) c’è stato un “magnetismo” avvertito da ambedue le parti, c’è stato un attimo molto imbarazzante che è difficile descrivere per e-mail è stata un’incitazione molto sottile da parte di (…) a conoscerci e a stare insieme ovviamente ci siamo impietriti tutti e due, lei addirittura ha abbassato lo sguardo.
Siete gli unici ai quali chiedo consiglio perchè ho trovato queste righe nell’articolo http://blog.donnamoderna.com/sessoeluna/archives/753 :
I timidi infatti sono delle persone normalmente molto riflessive, preoccupate di piacere agli altri (per questo si preparano sempre al meglio, in tutte le circostanze!), sono persone empatiche, gentili e anche, generalmente, con un elevato livello intellettivo. E’ davvero spiacevole che tante umane qualità vengano poi espresse nel modo sbagliato, solo per la difficoltà a contenere le emozioni e per un troppo elevato livello di autocritica. Molto spesso i timidi assumono per questa ragione atteggiamenti di estrema incertezza, oppure comportamenti antisociali, evitanti, o perfino arroganti.
Credo sia importante puntualizzare il fatto che i timidi sono fondamentalmente questo e che riescono a provare emozioni fortissime
Non sono mai stato con una ragazza non ho mai avuto rapporti, c’è stato solo il primo bacio e basta. Ho paura forse di non essere in grado di dimostrare l’amore vero che ancora non si capisce bene cosa sia veramente, ho paura di mostrarmi nudo a una ragazza, ma sono sicuro del fatto che ce la metterei tutta per farla stare bene e per farle setire che le voglio veramente bene.
Attendo fiduciosamente un vostro consiglio
Grazie
Pietro
Gentile Pietro,
Anzitutto mi perdoni per gli omissis, ma lei ha fornito dei particolari così precisi nella sua lettera, che sarebbe stato facilmente individuabile e dunque, per ragioni di privacy, abbiamo dovuto tagliare un po’.
Non tutte le persone semplicemente timide hanno difficoltà a sviluppare un rapporto con una persona dell’altro sesso. Credo che, nel suo caso, oltre alla timidezza, vi siano anche dei condizionamenti dovuti a precedenti esperienze negative con l’altro sesso, o a pregiudizi nei riguardi del genere femminile. A volte la grande ansia provata in determinate circostanze è dovuta semplicemente a mancanza di informazioni e di esperienze.
Credo che la persona che vi ha consigliato di frequentarvi, evidentemente più matura ed esperta di voi, abbia intuito le affinità dei vostri caratteri e dunque anche io le suggerirei di mettersi alla prova con questa persona, che probabilmente più di altre potrebbe comprendere le ragioni delle sue esitazioni e delle sue incertezze.
Come fare? La cosa migliore è agire per gradi; mai tentare di superare se stessi… Cominci con degli sguardi sempre più prolungati, poi cerchi una scusa per avvicinarsi a lei e per toccarla amichevolmente, qualche scambio di sorrisi, poi la richiesta del numero di cellulare, poi un sms, poi una telefonata e così via.
Auguri!
Dr. Walter La Gatta
21-02-2011
Giorni di fine estate
Buongiorno,
sono Marco, ragazzo di Taranto di 16 anni (classe 1995). Le vorrei chiedere aiuto per un problema che serpeggiava un po’ durante tutta l’estate, ma che sta uscendo fuori in maniera drammatica in questi giorni di fine estate. Ho vissuto una bellissima estate. Ho ritrovato i miei amici del mare, e ho fatto amicizia con quasi tutti nella mia spiaggia. Ho avuto delle bellissime esperienze: conoscere gente nuova, fare nuove amicizie, soprattutto con alcuni ragazzi, uscire fino a tardi tutte le sere, fare i falò in spiaggia, passare tutta la notte sveglio a Ferragosto. Questa estate è stata bellissima, molto più bella delle mie aspettative, specialemente dopo un brutto inverno, dove, per colpa del leader della classe, che mi ha distrutto solo per la nostra rivalità, ho dovuto affrontare l’emarginazione del gruppo di amici di ragazzi dalle uscite del sabato sera e dai vari ritrovi a casa degli amici.
Adesso la vita è totalmente diversa, ho ottenuto conferma delle mie capacità sociali, la mia abilità nello stare nel gruppo, e ho trovato un po’ di supporto in classe per l’anno scolastico che sta per iniziare, ed eventualmente altri amici con cui uscire. Non dovrei avere problemi. E invece ce ne ho uno. Uno molto grave. Molto grave perchè sta riuscendo ad avvelenarmi in questi giorni di fine estate, quando ormai è tutto finito e non si fa più niente se non prepararsi per il nuovo inverno. Per lei, può sembrare banale, ma per me adesso è la questione più importante, la più urgente, quella che devo eliminare immediatamente. Questo problema è che non ho la ragazza. Alla mia età, in genere i ragazzi hanno avuto, almeno dalle mie parti, le loro prime esperienze con le ragazze. Per esempio, il primo bacio in genere arriva intorno ai 12 anni. Il primo fidanzamento arriva in genere a 13 – 14 anni. E, se vogliamo anche andare oltre, a 16 – 17 anni arriva il primo rapporto sessuale. Io sono arrivato ai 16 anni senza neanche aver dato il mio primo bacio. Ritardo di ben 4 anni rispetto ai miei coetanei. Ma non è tanto essere in ritardo o in anticipo che mi preoccupa.
Il mio problema principale è che non ho la ragazza e ho il terrore di non averne mai una. Mi sento spacciato perchè innanzitutto è difficile che io conosca ragazze nuove. Certo, questa estate ne ho conosciute tante. Però molte erano più grandi di me, o già impegnate. E non ho occasione di conoscerne di nuove: per esempio, alla fine le ragazze della spiaggia che potevo conoscere non erano tante. E non potevo mica buttarmi sulle sconosciute, sembra tanto di fare la figura del maniaco. E, ponendo il caso che riesca a conoscerne abbastanza, ho un altro problema, non grave, gravissimo: non so come “provarci” con una donna. Non so come muovermi, non so cosa fare, cosa non fare. So solo che è vietato diventare amico di quella che mi piace: se ci divento amico, lei mi vedrà come tale, e sarà impossibile ottenere “di più”, farla diventare la mia ragazza. E ho anche paura di sbagliare: non posso permettermi troppi errori, se no le donne finiscono. Alla fine, di 1 in 1, i 6 miliardi di popolazione mondiale li raggiungi.
E non posso permettermi di continuare a vivere senza una vita sentimentale/sessuale. Ho bisogno anche io di essere amato, di essere desiderato, voluto. E non so come fare. Mi sento vuoto dentro, come se stessi sprecando il mio tempo. Col pensiero fisso che mi devo arrendere, che non posso piacere a una della mia età. Che la mia sensibilità, dolcezza, capacità di darmi totalmente, essere sempre disponibile, pronto, non sono delle qualità attrattive ma cose tipo odori sgradevoli, repellenti, capaci di allontanare ogni donna. E mi sento distrutto, sconfitto, fallito. Non sono ai livelli di qualche mese fa, da volermi suicidare, ma sono sempre in quel punto: da che direzione vado, per vincere la guerra? Cosa devo fare, per farcela? Ho bisogno di aiuto… da solo, senza nessuna dritta, nessun consiglio per conquistare una donna, non credo proprio di farcela. Già vedo il mio futuro: avrò tanti amici, ma a casa mia sarò solo come un cane. Senza nessuno da salutare la mattina al risveglio o la sera prima di dormire, senza nessuno a cui dire quanto voglio bene…
Gentile Marco,
Hai fatto benissimo a scrivere questa lettera, perché sicuramente aver espresso in parole tutte le tue emozioni e le tue paure ti ha permesso di scaricare un po’ la tensione e di sentirti meglio. Dici che hai trascorso un’estate bellissima e che questo ti ha fatto capire che, volendo, puoi farti molti amici ed amiche: ora sta a te non rovinare tutto con finti problemi e finte convinzioni.
Infatti, chi ha detto che, per avvicinare una ragazza, non bisogna esserci amico? Anzi, è proprio l’essere amico di una ragazza ciò che ti può permettere di entrare in intimità con lei o, nel peggiore dei casi, di conoscere meglio tutte le sue amiche… Se poi ci dovessi provare con qualcuna, nessuna ti prenderà certamente per maniaco, ma per un ragazzo del tutto normale (i maniaci hanno ben altri comportamenti!).
Quanto alle diverse età che indichi per il primo bacio, il primo rapporto ecc., non ti formalizzare: anche nelle cose dell’amore e del sesso, c’è chi comincia prima, chi comincia dopo e ci sono pro e contro in entrambe le cose. Il consiglio che posso darti è di pensare di meno e di fare di più, a cominciare da questo momento… Perché non provi a telefonare alla ragazza che ti piace e ad invitarla a prendere un gelato con te? Se ti dirà che, guarda caso, oggi è impegnata, no problem, passa alla seconda della tua lista. Prima di arrivare a 3 miliardi di donne circa che ci sono al mondo, ce ne vuole!
Ciao, stai bene!
Dr. Walter La Gatta
06-09-2011
Lei è depressa
mi chiamo Fabio ho 31 anni ed ho un disperato bisognode vostro aiuto. Negli ultimi 2 mesi ho intrapreso con una mia carissima amica unaintensa relazione e col passare dei giorni al sesso si e’ unito un forte sentimentoreciproco.Lei purtroppo soffre di depressione e un improvviso lavoro estivo che laimpegnerà moltissimo l’ha gettata nello sconforto.Questa novità l ha portata achiudersi in un profondo stato di apatia.Quelli che erano baci e carezze sonospariti da un giorno all’altro lasciando il posto alla freddezza e allatristezza.Lei sostiene che conosce bene questo suo stato e che i suoi sentimentiverso di me non sono cambiati ma soltanto raggelati dalla sua condizione che e’ solouna questione temporanea.Mi chiedo se sia possibile che la depressione possarealmente congelare ogni suo sentimento e desiderio e sopratutto come posso fare peraiutarla?? devo assecondare questo suo periodo evitando il contatto fisico o devocercare di esserle più vicino anche se lei non vuole essere nemmeno sfiorata?E’ davvero un incubo vedere una persona cosi allegra completamente trasformata…non so cosa fare.
Gentile Fabio,
Non cada anche lei nella trappola della ‘depressione’: troppo spesso abusiamo di questo termine e definiamo così una persona che può essere semplicemente, malinconica, preoccupata, triste, seccata di qualcosa ecc. Una vera diagnosi di depressione può farla solo uno specialista, a volte utilizzando anche strumenti diagnostici, come test ed altro.
Quello che lei può fare per la sua ragazza è cercare occasioni per farla divertire, distrarre, rilassare, tranquillizzare.
Non provi però a fare lo psicologo, perché poi, quando i pazienti guariscono, non tornano più…
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta
07-08-2006
Un ragazzo di 25 anni con fobia sociale
Sono un ragazzo di 25 anni (da poco compiuti) e soffro di fobia sociale da sempre, e + passa il tempo + peggiora. Non ho mai avuto una ragazza, non ho amici, quei pochi che avevo li ho allontanati proprio per la mia eccessiva timidezza.
Non sono assolutamente capace di sostenere una discussione, conoscere gente nuova, parlare in pubblico, insomma un perfetto asociale. Frequento un corso di grafica dove sono l’unico a non essersi inserito come gli altri.
Tutto ciò che faccio lo faccio da solo, leggo da solo, ascolto musica da solo, guardo film da solo, mi alleno da solo (questo però lo faccio più per risparmiare soldi e tempo rispetto alla palestra).
Ultimamente mi sono innamorato (prima volta nella mia vita) di una ragazza del corso, le ho saputo dire ciò che provavo solo tramite e-mail e mi ha risposto che è fidanzata. Sono andato molto vicino al suicidio, perchè sinceramente sono stanco di continuare a vivere così.
Vado da una psicologa da 3 anni senza risultati. Sono andato da un neurologo che mi ha dato una cura ma poi ha detto che non poteva aiutarmi. Attualmente prendo un farmaco ma solo all’inizio faceva effetto, però continuo a prenderlo perchè almeno così riesco a mangiare in pubblico (cosa che senza non riuscirei a fare).
Vorrei tanto riuscire anch’io a parlare con le altre persone come fanno gli altri ma non ci riesco, se poi si tratta di una ragazza che mi piace ancora peggio. Cosa posso fare? Cè una speranza o è meglio che mi rassegno e non ci penso più? grazie per tutto quello che fate, ciao
25enne
Salve “25enne”,
Lei soffre di fobia sociale (o ansia sociale), un problema psicologico che può essere trattato con relativa facilità (stupisce dunque il fatto che lei in tre anni di psicoterapia non sia riuscito neanche ad attenuare i sintomi…).
Si tratta di trovare un equilibrio, imparare a controllare le proprie emozioni, cercare di esporsi gradualmente al giudizio degli altri in situazioni non troppo sconvolgenti e, soprattutto, migliorare la propria autostima. L’autostima si migliora attraverso il conseguimento di obiettivi: ogni volta che lei riuscirà a raggiungere una meta che si era prefissa sentirà un senso di completezza e di efficienza che la aiuteranno a poter contare sui suoi punti di forza e sulle sue abilità e conoscenze anche nelle situazioni future. Come è intuitivo, l’autostima cresce con le esperienze di vita e con l’età stessa.
Il suggerimento, dunque, è di non sottrarsi alle esperienze, ma senza pretendere troppo da se stesso: si può stare con un gruppo di amici senza per forza mettersi al centro dell’attenzione, si può argomentare su qualcosa in cui ci si sente più sicuri, lasciando agli altri le dissertazioni su temi che non ci si sente pronti ad affrontare in pubblico. Con il tempo le proprie performances miglioreranno.
Inoltre, lei potrebbe anche cercare di diventare abile in qualcosa che gli altri non sanno fare: ad esempio, potrebbe cimentarsi con le lingue straniere, con uno sport, il gioco degli scacchi, il cinema, la musica…. Ognuno deve valorizzare i talenti che ha.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
13-03-2006
Ventunenne con rapporto disastroso con le ragazze
Sono un ragazzo di 21 anni.Ritengo il mio problema alquanto strano e vorrei sapere in verità se sia raro o più diffuso di quanto io pensi.Premetto di essere una persona timida con entrambi i sessi,che non ha mai avuto veri amici,perchè non sa coltivare le pur molte conoscenze che fa,e perche si imbarazza a annoiare gli altri raccontando loro i suoi problemi.Ma ciò che in questo momento mi preoccupa di più è il rapporto disastroso con le ragazze:le poche volte in cui ho successo, dopo il primo bacio mi viene come un blocco emotivo,come se inconsciamente pensassi di non saper andare oltre,di non saper iniziare un rapporto vero con una ragazza .Ultimamente questo mi è successo anche con una persona che mi sta a cuore e temo che lei si sia sentita presa in giro.Tuttavia mi vergogno a dirle la verità su questi miei blocchi emotivi. Vorrei sapere se è posssibile che questo problema sia superabile senza alcuna terapia,magari sforzandomi di avere più fiducia in me stesso,e se è possibile che sbloccandomi la prima volta con una ragazza io possa superare i problemi relazionali non solo con le ragazze, ma con gli altri in genere,dato che finora per me avere un vero amico,e non un semplice conoscente con cui uscire il sabato,è stato per me sempre un sogno.Spero di ricevere una risposta.Grazie per l’attenzione.Strano ventunenne
Salve strano 21 enne.
Beh, per prima cosa devo dirti che non sei così strano come credi. Anche la persona più sicura di sé al mondo vive periodi o situazioni di incertezza che la fanno dubitare sulle sue possibilità. Dubitare del resto è un segno di intelligenza, perché permette di auto-correggersi se e quando ce n’è bisogno.
Dubitare SEMPRE di sé stessi invece non è un bene, perché ciascuno di noi ha bisogno di poter contare su un minimo di sicurezza interiore. Tu dici di non averla.
Dovresti allora cercare di aiutarti, comprandoti un bel quadernino, sul quale scrivere tutte le cose belle che hai fatto nella tua vita, i successi (seppur minimi) che hai ottenuto e continuare a scrivere, ogni volta che senti di aver fatto qualcosa di notevole (basta poco. Ad esempio un successo con una ragazza, una uscita in discoteca con un nuovo amico, un bel voto, ecc.)
Ogni volta che dubiterai di te, vai a riguardare quel quaderno e cerca di ritrovare la fiducia che hai momentaneamente smarrito.
Un’altra cosa: se tu pensi di essere noioso per primo, come puoi pensare di non esserlo per gli altri? Cerca di sforzarti ad essere più simpatico: impara a memoria qualche battuta, se proprio non ce la fai a produrne di tue, fatti un bel repertorio di argomenti che possano interessare gli altri e poi, nelle situazioni sociali, soridi sempre per primo. Vedi come va e poi fammi sapere.
Dr. Walter La Gatta
20-03-2006
Aspetta che qualcuno la ami per quello che è
Salve, sono Maria e ho 24 anni. Sono timida da quando ero bambina. A scuola faticavo nel relazionarmi con i compagni e con le insegnanti, e avevo anche evidenti difficoltà nello studio avendo timore di esporre la mia lezione alle insegnanti. Il problema si è ampliato sempre di più alle scuole medie e superiori, perchè ero infastidita dai maschietti che sembravano più grandi di me perchè utilizzavano sempre termini molto spinti. Ricordo che mia madre andava spesso a parlare con i professori e loro, invece di aiutarmi mi dicevano che non sarei andata mai avanti nella vita . All’età di 17 anni ho iniziato ad uscire con l’amica del cuore sulla panchina della piazza ma non mi sentivo a mio agio perchè mentre le mie coetanee iniziavano ad avere le prime relazioni amorose, io stavo sempre sulle mie e mi sentivo a disagio soprattutto quando mi si diceva che ero di poche parole. Premetto però che i miei non mi hanno mai dato un’educazione troppo rigida, anzi sono io che non parlo molto con la mia famiglia perchè mi sento diversa dagli altri. Ora mi sono laureata, sto sudiando per la specialistica e il problema della timidezza persiste, all’università prendo però voti piuttosto alti, infatti mi sono laureata con 110 e lode. Dopo la triennale ho frequentato un ragazzo, il primo, che mi ha lasciato perdere perchè ero troppo timida e soprattutto per il fatto che non mi piaceva ballare, infatti preferisco le serate tranquille (pizzeria, locale con un po’ di musica, passeggiate). Dopo qualche mese ho frequentato un altro ragazzo caratterialmente molto simile a me, mi ero innamorata ma lui non se l’è sentita di fidanzarsi. Dopo un anno mi sono legata ad un altro ragazzo, con lui sto bene, non siamo fidanzati proprio perchè ho paura che lui non sopporti il mio carattere. Oggi ho una cerchia di amici molto ristretta, con le amiche di sempre sono me stessa ma basta che entri in comitiva una sola persona che mi chiudo di nuovo, ripetono sempre che non parlo mai, che non mi diverto, che mi devo svegliare, più me lo fanno notare, più mi chiudo. Vorrei capire cosa c’è che non va in me perchè sentirmi come malati è bruttissimo, tra l’altro ho 24 anni e non ho mai baciato nè altro perchè aspetto che veramente qualcuno mi accetti e mi ami per quella che sono. Spero di ricevere un aiuto.
Gentile Maria,
Se “spera di ricevere aiuto” evidentemente si rende conto che c’è qualcosa che non va, che qualcosa in lei potrebbe, o dovrebbe, essere cambiato… Ed infatti così è. In genere si dà sempre la colpa del proprio carattere ai genitori e all’educazione ricevuta ma, come nel suo caso, con onestà si potrebbe anche dire che certi atteggiamenti potrebbero essere anche del tutto auto-prodotti, nel senso che sono delle soluzioni sbagliate a problemi veri, che forse non si è capito come affrontare diversamente.
E’ possibile infatti che, di fronte ad una sfida, ad una scelta difficile, lei abbia preferito in primis limitare l’eventuale danno, evitando a priori ogni persona o evento che uscisse fuori dalle sue abitudini consolidate e mettesse a rischio le sicurezze raggiunte.
Il lavoro psicologico che lei dovrebbe fare ora su se stessa, eventualmente guidata da un terapeuta, dovrebbe partire proprio da questa sua certezza errata, ovvero che lei sia “fatta così” e debba essere apprezzata “per quello che è”.
In realtà è possibile che lei, oltre quello che ha fin qui dimostrato di essere (ad esempio brava a scuola e dunque intelligente), abbia ancora delle potenzialità nascoste, che non hanno avuto la possibilità di emergere, di sbocciare, di farsi notare, viste le restrizioni e le rigidità che si è auto-imposta.
A questo punto è necessario trovare, dunque, il coraggio di cambiare, di abbandonare le proprie certezze ed accettare nuove sfide, nella consapevolezza che la perfezione non è di questo mondo e che sbagliare non è un problema, se serve ad imparare e a migliorarsi, ogni giorno di più.
Saluti cordiali.
Dr. Walter La Gatta
16-07-2012
Trovare una fidanzata
Sono un Ragazzo di 27 anni e la seguente descrizione rappresenta in pieno la mia situazione: – In genere riesci a stabilire un rapporto con le donne, ma non senza fatica e con qualche incomprensione. Non ti mette paura affrontarle, ma cerchi con loro un rapporto paritario, del tutto avulso ad ogni forma di seduzione e corteggiamento. Sei in genere considerato un buon amico, anche se spesso polemico e qualche volta un po’ ‘pesante’. Vorresti essere più brillante, ma ti senti un po’ stupido quando provi ad esserlo. Hai sicuramente avuto molte amiche, ma poche fidanzate.
Alcuni amici hanno provato a darmi dei consigli ma non riesco a cogliere l’esenziale, intorno ai 20 anni non pensavo molto al problema perchè mi dicevo che prima o poi, come tutti gli altri, troverò una fidanzata.
Adesso il mio problema mi dà molto da pensare per il semplice motivo che sento il bisogno di una persona al mio fianco. Ringrazio sin d’ora per la vostra consulenza.
Gentilissimo,
Verrebbe da risponderle con le parole del Piccolo Principe: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. Il sito Clinica della Timidezza è molto ricco di consigli su questo argomento… Provi a sfogliarlo. L’unica cosa che posso aggiungere è che lei dovrebbe anzitutto chiedersi se, per raggiungere i suoi obiettivi, è davvero pronto a mettersi in gioco, anche affrontando degli sforzi quotidiani, per superare i propri limiti e le proprie insicurezze.
Per scalare una montagna infatti, non basta guardare la sua cima e sospirare: occorre partire !
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
03-03-2010
Ai confini della realtà
Premessa:
Innanzitutto, un breve quadro di me: sono una persona molto sensibile, vivo ormai da più di 14 anni da dipendenza dell’anoressia nervosa e in passato anche con periodi intervallati da bulimia, Timida e ipercontrollata, propensa al rendere “perfetta” ogni circostanza della mia vita, ma anche a vivere ogni minima emozione e sensazione VERA.
Sono ormai nove mesi che non sto più insieme a un ragazzo con il quale ho vissuto una relazione di circa 3 anni e mezzo. Lui era l’opposto di me, sicuro, socievole, estroverso, comprensivo, dolce, curioso, pragmatico, istintivo… tutte belle qualità!
Io, lasciata, sono ricaduta in uno stato tipico di senso di vuoto, debolezza, insicurezza, ai “margini del mondo”, sento sempre un legame con lui tutt’ora tipico da “cordone ombelicale” .
non riusciamo però a non vederci, non sentirci,…
Avverto in questi mesi di essere molto vulnerabile…
Ora c’è una persona che lavora all’estero, ogni tanto torna in Italia, abbiamo avuto occasione di rivederci (insieme a gruppo di amici in comune e mio ex), chattiamo da un po di tempo, mi dice che ha bisogno di affetto di coccole… di dolcezza, mi ha invitato a trascorrere insieme un weekend “romantico”… vuole sapere tante cose di me..come passo le mie giornate lavoro a parte, se mi stimo, mi voglio bene, se oltre a lavorare così tanto mi rilasso DAVVERO, se sono una persona mentale o se mi creo paturnie…
In chat con lui è bello ridere , parlare, mi piace come situazione non lo posso negare, mi fa desiderare questa persona… non mi aspetto nulla… solo di trascorre momenti BELLI e di riuscire a lasciarmi andare… di nuovo. In chat riesco a lasciarmi andare con fiumi e fiumi di parole scrite velocemente, pensieri reali ed emozioni che riesco a lasciare scorrere liberamente.
MI ha chiamato e mi ha chiede ogni tanto di dirgli quello che ho scirtto in chat, o di dirglio ancora cosa belle… oggi per esempio dice: “cos’è ora non mi parli… allora è solo apparenza!!”, penso alludendo a come di solito gli scrivo tramite chat e come invece succede per telefono (comunque non ho un bel rapporto con il telefono nel comunicare con le persone, e poi è un cellulare estero, l’aspetto economico è importante non possiamo stare tanto tempo a parlarci in questo modo!).
Non so… mi sento giudicata ancora prima che possa conoscermi davvero..e mi blocca questa sensazione. inoltre sono molto timida, ma vorrei lasciarmi andare con questa persona, vorrei provare qualcosa di nuovo… e ho paura che la mia insicurezza e la mia timidezza possano non giovare a questo; so bene che cosa cerca ora lui ( si è da poco lasciato con unaragazza molto “problematica” che a detta sua non lo faceva + vivere… e lui non sopportava più di dover starle dietro,… con le sue paturnie, problemi….dopo averla aiutata in ogni modo possibile; era molto molto innamorato e penso lo sia ancora anche se è sicuro di non volerla più nella sua vita) una DONNA, matura, che viva ogni sensazione, che sia libera, che si rilassi… che viva davvero ogni momento ascoltando i piaceri che le procurino, con la qaule no nsmettere mai di parlare, parlare tanto… di divertirsi… uan relazione come definisce lui “ai confini della realtà”.
Non si aspetta nulla da me ma desidera poter trascorre un po di tempo tra “un po di coccole e, dolcezza”…
Io sono una persona forse troppo sognatrice,… alla ricerca di amore, dolcezza, passione, complicità, rispetto, dedizione e soprattutto desidero troppo sentirmi libera… non giudicata, ne “messa alla prova”!!
Vorrei imparare a convivere meglio con questa timidezza in modo da vivere anche queste nuove esperienze .. Sogno troppo forse??
Gentilissima,
La sua relazione con questa persona è già “ai confini della realtà”… Infatti, se è una bella cosa e le fa passare dei momenti di serenità, non è il caso di rinunciarvi, ma per capire se è una storia che può funzionare o meno. non resta che superare i confini ed entrare nella realtà… E’ chiaro che la sua paura più grande al momento è quella di restare delusa, ma non affrontando questa paura potrebbe vivere di sogni e di illusioni: gratificanti, ma non costruttivi.
Con molti auguri.
Dr. Walter La Gatta
06-10-2009
Timido con le donne
Buon giorno,
ringrazio prima di tutto del vostro servizio di consulenza.
Sono un uomo di 35 anni che non ha mai avuto una ragazza e quindi una relazione. Ho vissuto ciò con una certa serenità e forse dimenticanza dovuta, oltreché mio essere timido, ai tanti impegni extra lavoro, ma ora sento il bisogno di relazionarmi con un donna.
Sono sempre stato abbastanza “pauroso” con le ragazze, anche quando erano loro a proporsi, insomma scappavo e poi pensavo ad altro. Ma adesso non é più cosí, soprattutto da quando ultimamente, uscendo con nuove persone, ho conosciuto una donna più grande di me (43 anni). Sin dall’inizio ho capito che esisteva una piccola affinità. Poi nei giorni a seguire le ho chiesto contatto con Facebook e lei mi ha cominciato a manifestare attenzioni e siamo usciti sempre sua proposta piú volte, ma sempre con amici/amiche comuni.
Ci siamo sentiti più volte tramite messaggio, fino a quando non mi propone di andare a mangiare una pizza dove a lei piaceva molto. Una serata piacevole terminata con un mio guizzo: prima che andasse via l’ho baciata. La sua reazione é stata di stupore e mi ha detto “per stasera basta così…” . Poi mi ha scritto e ma abbiamo continuato a vederci con amici e non mi ha mai detto nulla di quell’episodio e nemmeno io.
É stata in vacanza mi ha sempre scritto e io anche e ci siamo sempre in gruppo è quando mi vede, oltre a toccarmi e a preoccuparsi di me, la vedo felice.
Non le ho mai nascosto la contentezza per averla conosciuta e anche lei ha sempre ricambiato, anche con affetto.
Ora mi trovo ad un bivio:
Se continuare a frequentarla con amici, anche se provo per lei altro e mi piacerebbe certamente continuare con un altro tipo di frequentazione; oppure se lasciare totalmente perdere e magari non uscire nemmeno piú con lei in gruppo.
Questa situazione, anche per via della mia timidezza, mi mette a dura prova e mi rende inquieto. Non ho voglia di rimanere in “sospeso” ma mi piacerebbe superare le mie paure e i miei freni (come ho fatto in maniera azzardata quando l’ho baciata), e fare chiarezza una volta per tutte, pur sapendo che magari se lei mi dirà che sono solo un amico, forse perderei anche il gruppo di amici con cui ora ci vediamo.
È una strana situazione. Ho anche il dubbio che lei, essendo persona più grande di etá e con esperienza, si sia accorta di avermi dato troppa confidenza. Peró perché continuare con gesti d’interesse verso di me?
Grazie per l’attenzione e per il piccolo aiuto che potrete darmi.
Gentilissimo,
Come lei giustamente dice nella lettera, fra di voi potrebbe esservi solo una “piccola affinità”. La differenza d’età oggi non è più un problema così grande, ma lo diventa se le esperienze di vita vissute sono diverse.
Nel caso delle relazioni affettive e sessuali, infatti lei è ancora all’anno zero, praticamente intorno ai sedici anni, mentre la sua amica potrebbe aver vissuto relazioni molteplici e di lunga durata. In questo senso è comprensibile lo stupore e il disappunto provato in seguito al suo bacio: nonostante l’attrazione e la simpatia che prova per lei, da persona più esperta e più matura, capisce che questa relazione potrebbe essere sbagliata e per questo cerca di difendersene.
Venendo a lei, visto che ha preso il coraggio a due mani, riuscendo a superare le sue paure, questo è il momento di agire.
Per prima cosa si iscriva, senza perdere tempo, a una scuola di ballo: non c’è nulla di maggiormente terapeutico per un problema di timidezza con le donne che imparare a relazionarsi con loro, anche sul piano fisico, come può avvenire in una scuola di ballo.
Essendo stato solo per tanto tempo, cerchi di interessarsi e documentarsi sui temi che interessano le donne (sfogli per questo qualche settimanale femminile), in modo da non sentirsi a corto di argomenti al momento opportuno.
Infine, si faccia seguire da uno psicologo in questo percorso, in modo da avere suggerimenti appropriati, sostegno, consolazione nei possibili fallimenti.
In conclusione, le consiglierei di sospendere la decisione su questa specifica persona e dedicarsi alla conoscenza di altre donne, in modo da avere gli strumenti per capire se questa è davvero la donna che fa per lei, o è semplicemente la prima persona che passava di lì quando lei ha deciso di “svegliarsi”…
Buon lavoro e buone cose.
Dr. Walter La Gatta
19-09-2019
Appena lo vedo divento rossa
Salve sono una ragazza di 20 anni, mi piace un ragazzo siccome so talmente timida appena lo vedo divento rossa ho provato nn farmelo piacere ma non ci riescola mia timidezza e data xkè alle superiori sono stata vittima di bullismo mi prendevono in giro e via dicendo e questa cosa non riesco a superarla ci ripenso sempre
Gentilissima,
Sicuramente gli episodi di bullismo di cui è stata vittima avranno contribuito a crearle un’ansia sociale che prima non aveva, o aveva in misura meno elevata.
Resta il fatto che diventare rossi quando si vede qualcuno che ci piace c’entra poco con il bullismo e molto con i sentimenti e con l’amore.
E’ un messaggio non verbale che si invia, involontariamente, alla persona interessata e spesso la cosa può essere imbarazzante. Sembra che la natura si sia divertita a favorire gli incontri, svelando in modo pettegolo i delicati segreti delle persone… Che ci vuol fare?
Ci sono solo due soluzioni: disamorarsi di lui o fidanzarcisi! 🙂
Auguri.
Dr. Walter La Gatta
29-09-2008
Un ragazzo che mi piace
Quello che devo esporre non è un problema mio, ma di un ragazzo che conosco… e che mi piace… purtroppo ha un comportamento veramente assurdo nei miei confronti, cioè stiamo andando avanti da sei mesi solo perchè gli ho chiesto se usciva con mè una sera, la prima volta mi ha detto di sì, poi ha iniziato a dire ti farò sapere, ti dirò etc… e così siamo andati avanti da giugno fino a fine luglio, poi io sono dovuta partire per dublino per un mese e non ci siamo più visti ovviamente, poi quando sono tornata dopo un mese, e ci siamo finalmente rivisti, lui mi ha chiesto se uscivamo una sera, e io gli ho detto che andava bene, ma poi non si è + fatto sentire, allora dopo una settimana sono andata li dove lavora lui (fà il pasticcere) e chiedergli se aveva deciso e mi viene a dire che è confuso e che ha dei problemi… che ci deve pensare…. allora ho lasciato stare per un pò… poi gli ho chiesto se almeno si poteva parlare e allroa mi ha detto di sì, ma poi la sera che dovevamo trovarci non si è nemmeno fatto vedere, e non mi ha nemmeno mandato un messaggio, poi ho chiesto spiegazioni e mi ha detto chemi aveva mandato un messaggio e che non poteva farci niente se non mi era arrivato e che non è venuto perchè si era rotta l’auto… mah… in ogni caso gli ho chiesto perchè si comporta in questo modo e lui invece di rispondere ha detto che è meglio che non ci vediamo più… allora io per un mese non gli ho parlato, anche perchè lui ha una certa “fobia” per parlare con mè, cioè sembra che parlare sia la cosa più impossibile del mondo…. e poi a volte diventa anche rosso… insomma dopo un mese e mezzo, gli ho chiesto ancora se era confuso e mi ha detto di sì e che ci stava ancora pensando…. ma io quando cerco di parlargli mi dice sempre che deve andare via e non mi guarda nemmeno in faccia, ora io capisco la timidezza ma questa per mè è anche bastardaggine, però il fatto è che questo ragazzo mi piace molto, (lui ha 18 anni mi ero scordata di dirlo) anche se un sacco di gente mi ha consigliato di lasciarlo perdere,ma è più forte di mè, e in ogni caso, da fonti sicure sò che lui non lo fà apposta, solo che è un caso disperato di timidezza! (almeno penso che sia quello) Ora io chiedo un consiglio a voi: è il caso che lascio veramente perdere o magari provando ad aspettare, e magari con il tempo la situazione potrà migliorare??? Lascio la parola agli esperti!!! E grazie per avermi ascoltata!!!
Gentilissima,
Complimenti intanto per la determinazione con la quale cerchi di ottenere ciò che desideri… A parte questo però, credo che non sia giusto giudicare male una persona solamente perché ti ha rifiutato: potrebbe avere dei motivi che tu non conosci e che non gli va di spiegarti ed in questo caso la tua insistenza potrebbe avere l’effetto opposto a ciò che desideri.
Qualora però si trattasse solamente di timidezza, come le tue attendibili fonti ti hanno segnalato, questo ragazzo ha semplicemente bisogno di esprimersi meglio con te, prima di passare al dunque. Cerca allora di non metterlo di fronte a scelte così impegnative e stressanti come quelle di uscire da solo con te: cerca, prima, di metterlo a suo agio, invitalo quando ci sono anche altre persone, portalo in luoghi aperti, frequentati anche da altri, in modo che non senta l’urgenza e la necessità di compiere il passo che praticamente lo obblighi a fare. A questo punto potresti dire che tutte queste storie ti stancano e non hai la pazienza di aspettare… Può essere giusto, ma allora allarga i tuoi orizzonti e, invece di interessarti di un ragazzo timido, provaci con i bulletti del quartierino: vedrai che non ti faranno aspettare neanche un po’…. Ma avranno le qualità ed il mistero che ha per te questo ragazzo bello e impossibile?
Saluti e auguri.
Dr. Walter La Gatta
06-12-2006
Difficoltà con le ragazze
credo di essere un uomo senza problemi di relazione, ho amici e amiche, sono impegnato in varie attività extralavoro.Tuttavia non ho mai avuto una ragazza, nonostante la desideri moltissimo, ho tantissimi progetti e confrontandomi con gli amici credo di avere anche idee molto serie e concrete al riguardo (fedeltà…)Mi riesce però difficile approcciare con una ragazza, provare anche solo a chiedere di uscire… credo che il fatto sia dovuto al pensiero che forse non potrei piacere, nel senso che sono una persona molto semplice negli atteggiamenti, molto pratico, non seguo molto le mode, a detta degli amici sono “troppo buono” (non ingenuo però!). Spesso non mi ritrovo con certi atteggiamenti che poco sembra abbiano a che afer con l’amore e con il prendersi cura di una persona vedevdola nella sua interezza (certo a parole è tutto facile lo so)Alcune amiche si confidano anche con me, si fidano molto, sanno che sono capace di ascoltare e di comprendere… ho modi di fare molto educati, mai volgari.Sono sicuro che esistono molte ragazze che potrebbero apprezzarmi, ma mi è difficile sia avere incotri che vincere la “paura” di chiedere o anche solo in qualche modo di far capire che mi piacerebbe provare a iniziare una relazione.Cosa posso fare, non voglio sprecare la mia vita restando solo, quando credo molto nella famiglia ed ho tanti progetti.Grazie
Gentilissimo,
Credo che lei debba continuare a fare quello che fa: cercare di coltivare le sue amicizie femminili, cercando di farsi presentare le amiche delle sue amiche e allargare costantemente il giro. Prima o poi qualcosa succederà. Del resto, visto che per lei l’amore, la coppia, la famiglia sono un valore, non vale la pena buttarsi via con una ragazza che non la merita. Abbia pazienza e si dia da fare.
Dr. Walter La Gatta
23-06-2008
Fase di approccio con le ragazze – Consulenza online
Salve a tutti, sono Fabio e ho 22 anni e mi ritrovo qui a chiedervi qualche consiglio perchè non mi sento affatto sicuro nella fase di approccio con le ragazze.
Forse è meglio se vi parlo un po di me, fino a 3-4 anni fa ero seriamente in sovrappeso e questo mi ha sempre impedito di trovarmi una ragazza poi però sono riuscito a perdere gran parte del peso e sono diventato normopeso (di certo non sono il classico figo che tutte vogliono ma non sono nemmeno il classico cesso, sono esteticamente normale) e questo ha fatto si che abbia iniziato ad avere delle ragazze e delle storie serie anche molto lunghe (oltre l’anno) quindi tutto sommato non posso dire di non sapermi relazionare con le persone ed in particolare con le persone dell’altro sesso. Inoltre ho una vita sociale normale, ho la mia compagnia con la quale ci troviamo tutti i fine settimana e con cui andiamo in giro, pub, locali, discoteche…
Da tutti sono considerato molto simpatico perchè ho sempre la battuta pronta e mi piace moltissimo divertirmi, parlare e scherzare.
Ora voi vi chiederete perchè diavolo vi scrivo se non ho problemi a relazionarmi con le altre persone, bene allora adesso arrivo al punto, in pratica io riesco ad essere me stesso (simpatico e divertente) SOLO se conosco la persona che mi sta di fronte o comunque se dopo che ci parlo un attimo riesco a prendere le misure di chi ho davanti e capisco fino a dove mi posso spingere nello sparare cazzate.
Solitamente le ragazze che ho avuto (non molte per la verità, 4-5) le ho conosciute o tramite amici che me le hanno presentate oppure mediante internet (specifico che non erano siti di incontri ma mediante facebook) quindi capite bene che queste tecniche non mi sono utili al mio scopo e per questo vi chiedo aiuto. Io vorrei sapere come si può approcciare una ragazza partendo dal nulla, cioè senza averla mai vista ma andando semplicemente da lei ed iniziando a parlarle, io ho il problema che non so proprio cosa dire e so che se andassi a parlare con qualcuna che magari mi piace pure, non riuscirei a fare una grandissima figura -.- so che questo è dovuto al fatto che sono abbastanza timido e che non ho una grandissima autostima in me stesso. Io ho sempre paura di fallire e di fare brutta figura 🙁 Mi sapete consigliare su come posso controllare questa mia “paura”? E soprattutto mi sapete consigliare qualche tattica di approccio da utilizzare ad esempio in discoteca? Vorrei sapere qualche argomento di cui parlare per attaccar bottone perchè so che poi potrei anche cavarmela da me ma proprio non ho idea di come rompere il ghiaccio ed iniziare a parlare 🙁 Potete ad esempio suggerire qualche frase o simulazione di discorso che voi fate, avete fatto o fareste se doveste agganciare una ragazza?
Grazie mille dell’aiuto. Ciao a presto.
Gentile Fabio,
Per sapere cosa possa interessare davvero una ragazza, le consiglierei di andare sul sito di un femminile e di leggere quello che c’è di nuovo, di cosa si discute, magari leggendo anche i commenti che hanno lasciato altre ragazze, in modo da essere preparato alle possibili reazioni e alle diverse sensibilità.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
02-03-2011
L’approccio con le ragazze
Mi chiamo claudio ho quasi 32 anni il mio poblema riguarda nell’approccio con leragazze io esco da anni sempre solo xche ero sempre in casa ho preso la patente a24 anni e da li sono uscioto, io sono un ragazzo sensibile,tranquillo e moltotimido non riesco e non ho mai tentato di avvicinarmi alle ragazze non conoscendole xche ho anche un difetto motorio praticamente cammino irregolare male dalla nsascita ma faccio tutto da solo vorrei anchio ogni tanto poter fare sesso con le ragazze ma essendo cosi non so cosa fare e sopratutto avvicinarmi non so se mi accettano al di la di trovare ragazze x fare sesso ogni tanto vorrei avere accantoa me una ragazza che mi ama x quello che sono oltre nel locale che frequento da 3anni sempre e non conosco nessuna ragazza oltre allo staff del locale non vado mai neanche in disco o nessuna altra parte che non ogni tanto ai vari concerti masempre solo vi saluto e a presto CLAUDIO
Salve Claudio
Il consiglio è quello di non pensare alle ragazze solo ‘per fare sesso’. Per cominciare infatti dovresti provare a diventarci amico, a scambiare con loro qualche battuta spiritosa, imparando così a farti accettare.
Poi, quando avrai numerose amiche, loro ti presenteranno via via le loro amiche ed il tuo giro si allargherà, fino a comprendere, possibilmente, anche la ragazza con la quale instaurare un rapporto più profondo.
Se non hai sufficiente dimestichezza nel parlare con le ragazze, loro tenderanno ad escluderti, a non considerarti. Dunque, lo sforzo da fare è cercare di frequentarle e allo stesso tempo di vedere come si comportano i modelli maschili ‘vincenti’ copiando loro tutto quello che è possibile. Soprattutto, cerca di avere sempre qualcosa di intelligente da dire, da commentare, da proporre per farle sorridere.
Saluti e auguri.
Dr. Walter La Gatta
09-08-2006
P.S. Sono sposato – Consulenza online
Sono Marcello di Milano. Ho 44 anni. Dopo un lungo percorso di auto-analisi (conl’aiuto negli anni di letture di vari libri e riviste) sono arrivato a miglioraremolto il mio stato di “timido cronico”, ma ho ancora qualche “problema”. Da ragazzoavevo paura di affrontare le situazioni, semplicemente perché non mi sentivoall’altezza di affrontarle. Ad esempio, verso i 17 anni, una ragazza della miacompagnia cominciò a farmi capire che le interessavo, ma siccome era la ex delragazzo considerato (ai tempi) il più “ganzo” del gruppo, non mi reputai all’altezzae preferii lasciare la compagnia…. (scoprii dopo che qualcuno cominciò persino apensare che ero gay, dato che la ragazza era anche lei molto ganza… non so se mispiego). Comunque nel tempo capii che per sbloccarmi dovevo aggredire le mie paure,e cercare di affrontare le situazioni, per lo meno per cercare di cavarmi poi diimpaccio… questo mi ha portato da un lato a prendere coraggio, ma anche a faredelle grandissime figuracce….. Comunque ho realizzato quella che forse per molti éun’ovvietà: il blocco per me è semplicemente dovuto a una somma di fattori miei(grande sensibilità) con fattori esterni (educazione rigida, scarsa considerazioneda parte dei miei genitori che hanno minato la mia autostima). Tra l’altro il miomodo di essere mi porta ad essere sensibile e raffinato (ho effettivamente pensatoanche di essere omosessuale, ma alla fine ho proprio realizzato proprio che no, nonlo sono). Però come (pare che sia così) i gay riesco a diventare amico di molteragazze, che con me parlano di tutto, ma proprio di tutto (avendo letto molto riescoa parlare con naturalezza di molti argomenti, e così alla fine mi raccontano deiloro rapporti, delle cerette, del ginecologo, i mariti stronzi, le figlie ascuola…). Spesso ho scambiato questa confidenza come intimità, almeno per me eracosì, e a volte ho preso delle cotte tremende rimediando le figuracce di cuisopra… tra parentesi ho scoperto che per molte persone l’amicizia é a sensounico. Comunque il mio blocco é da sempre dovuto semplicemente alla consapevolezzache in soldoni il fine di un approccio con l’altro sesso é appunto… il sesso! Esiccome con l’educazione rigida che ho ricevuto il sesso era una cosa sporca, lafrittata é fatta…. Inoltre avendo fin da piccolo una grande fantasia, sapevobenissimo cosa avrei potuto fare con le ragazze, e questo mi portava (e mi portaancora) ad essere impacciato. L’ovvietà? Che anche le ragazze vogliono farlo, anchese adesso per me il problema é “di comunicazione”. Comunque il mio essere timido non era solo verso le ragazze: in ufficio me ne sonosempre stato sulle mie, e dato che nel mio lavoro ero bravo, il mix che gli altripercepivano era che fossi un sapientone con la puzza sotto il naso, raccogliendodelle feroci antipatie dai miei colleghi, ed essere snobbato da quasi tutte lecolleghe. La situazione sotto certi punti di vista é migliorata in parecchi sensi daquando ho lasciato l’ufficio e mi sono messo in proprio a fare il consulente (o midavo una svegliata… o morivo di fame). Se dal punto di vista interpersonale inambito lavorativo le cose sono migliorate molto (devo prorpio essere un’empatico, lagente a parte il lavoro mi racconta di tutto), per quanto riguarda l’altro sesso lecose invece no. Ultimamente mi sono rimesso in forma facendo molto sport, e mi écapitato che alcune ragazze manifestassero verso di me qualche interesse (occhiatevarie, strette di mano mooolto prolungate, battute varie…) il problema é cheessendo timido e non volendo essere “sfacciato” prendo tempo, divago, insomma non midecido mai a chiedere qualcosa tipo “ti va di andare a bere qualcosa” oppure “cosafai dopo?”. Insomma, quando credo di essere sicuro di poter combinare qualcosa noncombino nulla; quando invece non c’è nulla da combinare, rimedio figure. Insomma,cosa posso fare per migliorare la mia situazione? Mi potete dire qualcosa? Comeposso “crescere” ancora? Grazie. Marco PS: sono sposato, ma il mio matrimonio va male (per quello che mi sono “rimesso informa”..). A proposito, mia moglie ai tempi me la presentarono degli amici cheavevamo in comune …
Marcello
Gentile Marcello,
La sua ultima precisazione, riguardo al suo essere sposato, non è del tutto irrilevante. Ritengo che lei abbia fatto un ottimo lavoro su sé stesso a giudicare dalla sua buona proprietà di linguaggio, dall’analisi dei suoi comportamenti e dei suoi vissuti e dalle conclusioni cui è giunto e che sono condivisibili. Credo che questo suo riaccendere il tema delle relazioni e della comunicazione sia la punta dell’iceberg rappresentato dall’unione con sua moglie, che a quanto dice attraversa un momento difficile. Il suggerimento che vorrei darle, dopo aver letto la sua lunga lettera è quello di utilizzare tutte le abilità e le competenze che ha saputo conquistarsi negli anni per migliorare il rapporto con sua moglie e soltanto dopo l’eventuale fallimento di ogni suo/vostro possibile sforzo, potrà legittimamente dedicare il suo impegno alla ricerca di una persona che sappia condividere con lei i suoi bisogni ed i suoi desideri.
Dal tono della sua lettera sembra quasi che lei voglia ricominciare a vivere la sua vita partendo dalla sua fase adolescenziale, per riattraversare tutte le esperienze che l’hanno portata fin qui. A mio giudizio invece, quelle fasi sono oramai superate e, messo un punto fermo alla sua vita di oggi, di lì ripartire per continuare a costruire il suo percorso.
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta
30-11-2006
La solitudine mi sta logorando – Consulenza online
all’ età di 29 anni mi ritrovo sola e, quel che è peggio, senza una vita sentimentale alle spalle!
Strano, ma vero in tanti anni non ho mai avuto una storia con un ragazzo… Ho un vuoto dentro, che mi sembra incolmabile! Mi sento come “spenta”, incapace di provare emozioni, se si esclude la profonda sofferenza alla vista delle mie coetanee alle prese con fidanzati, mariti e figli!
Ma come si fa ad andare avanti con l’angoscia di rimanere soli per sempre?!? E se davvero fosse così, a cosa aggrapparsi per continuare a vivere dignitosamente, senza farsi venire la depressione?Cosa fare quando la malinconia degli anni che passano inesorabilmente assale?
Tutti mi dicono che innanzitutto bisogna stare bene con sè stessi…
E se io per stare stare bene con me stessa avessi bisogno di star bene con un’altra persona?!?
In realtà penso di essere vittima oltre che di una forte insicurezza ( e timidezza)
di un blocco psicologico, che mi tiene lontana dai rapporti con l’altro sesso! Solo superando concretamente, giorno per giorno, queste assurde paure, forse riuscirei per la prima volta a sorridere alla vita. Ho bisogno di conoscere meglio me stessa non più (o non solo) attraverso l’introspezione, ma attraverso il contatto diretto con un’altra persona. Questa situazione di perenne solitudine mi sta logorando e ha fatto crollare ad una ad una le poche certezza che avevo…E se in me ci fosse qualcosa di sbagliato?Temo di non essere in grado di avviare e gestire un rapporto di coppia, data la totale inesperienza!Aiuto!Sono in crisi!!
Ragazza in crisi
Gentilissima ragazza in crisi,
Effettivamente ha ragione: basta con l’introspezione! Quando si è introversi e si tende all’isolamento, non c’è cosa peggiore che continuare a rimuginare su sé stessi, al solo scopo di evitare l’azione.
Lei non deve più aspettare che la persona che lei desidera le compaia un bel giorno, vestito di azurro e su un cavallo bianco… Lo deve cercare lei questo qualcuno, perché oggi ci sono tutti i modi per farlo: chat, forum, agenzie matrimoniali, on line e non, corsi, gite, ecc. ecc. Consideri che, prima di conoscere la persona giusta per lei, ne dovrà avvicinare molte: spesso resterà delusa, ma se riuscirà ad imparare dai suoi errori, se dopo ogni incontro capirà meglio che cosa cerca veramente nella vita, comprenderà anche, sin dal primo momento, chi fa per lei e chi no. In ogni caso, continuare a pensare, senza fare nulla è, al momento, il suo vero problema.
Dr. Walter La Gatta
30-07-2007
Come fa a sbloccarsi? Consulenza online
Salve. E’ la prima volta che vi scrivo, anche se vi conosco da alcuni anni. Ho già 49 anni. Sono sempre stato timido ed impacciato, con pochissime amicizie, per lo più maschili. Con le donne è sempre stato un disastro. Le poche volte che ho fatto sesso nella mia vita, l’ho fatto con prostitute. Non ho mai avuto una fidanzata (ho 49 anni!).
Ho un lavoro stabile. Nonostante cerchi da tempo risposte e rimedi al mio problema su internet e libri, non ho raggiunto risultati positivi.
Il problema principale è che proprio non riesco a conoscere ed approcciare donne nuove. Comincio a sentirmi vecchio: sono irrimediabilmente passati i miei anni migliori ed ho difficoltà a conoscere donne nuove ed ad avere un rapporto con qualcuna di loro. E’ forse troppo tardi che conoscere nuove donne e iniziare ad avere una relazione? E come faccio? Sono totalmente inesperto, privo di esperienza e di abilità sociali.
Il fatto è che tutto è reso ancor più difficile e complicato dalla mia timidezza e dalla mia mancanza di abilità sociali. Le donne lo notano sin da subito ed a volte me lo hanno fatto anche notare dicendomi frasi del tipo: “Si vede che sei timido” oppure: “Si vede che con le donne non ci sai proprio fare”. Si figuri come posso sentirmi; la mia autostima è molto bassa, da sempre. Ci sono ragazze che mi scansano e vi assicuro che non ho fatto o detto loro nulla di male.
Mi è stato consigliato di provare ad approcciare donne sconosciute. Ma ho paura. Mesi fa mentre ero per strada ho guardato in viso una ragazza che camminava verso di me. Non mi sono accorto che dietro di lei c’era il fidanzato che la seguiva. Costui mi riempie di insulti e poco è mancato che mi menasse.
Vivo in un ambiente sociale ristretto tipico di una cittadina di provincia dove tutte le donne già a 30 anni sono già impegnate. Come faccio a sbloccarmi? Per cercare di affrontare il problema mi sono iscritto ad alcune scuole di ballo serali, che frequento regolarmente. Il problema però non è risolto: i problemi con le ragazze e le donne non sono affatto diminuiti. All’inizio qualcuna ha nei miei confronti qualche interesse, che però svanisce pochi giorni dopo avermi conosciuto, dopo aver notato la mia timidezza ed il mio essere impacciato.
Il mio problema con le donne è forse solo una parte di un problema più grande: non sono timido solo con le donne, ma con tutte le persone in generale.
Chiedo aiuto e consiglio. Non voglio più essere così. Essere timido mi sta costando troppo caro. Vorrei essere assertivo, aperto, avere molti amici ed avere successo con le donne. Sono esattamente il contrario.
Voglio cambiare la mia vita. Non voglio essere più timido (con le donne e con le persone in generale). Non mi interessa vivere ancora così. Mi rifiuto di vivere ancora questa vita che non mi piace affatto. Un tempo non capivo perché la gente commette atti estremi come il suicidio: da un po’ di tempo comincio a pensarla diversamente, come una sorta di rimedio ad un fallimento.
Penso di essere sbagliato. E’ come se fossi nato con una sorta di handicap che mi impedisce di vivere come vorrei. Vivo come se fossi un pezzo difettoso uscito da una fabbrica. E il pezzo difettoso merita di essere buttato via…
Gentilissimo,
Lei finora ha fatto tutto quello che poteva fare per risolvere il suo problema: ha cercato su Internet, ha letto dei libri, ha ricevuto consigli dagli amici, si è iscritto ad una scuola di ballo… Ha fatto tutto, meno che la cosa principale che avrebbe dovuto fare: andare da uno psicologo, per essere aiutato in un percorso di crescita personale e motivazionale, oltre che per imparare tecniche di rilassamento efficaci, che la possano aiutare nei momenti più difficili delle interazioni sociali.
Questo è veramente incredibile e mi chiedo proprio come mai non ci abbia ancora pensato….
Ciò che mi sentirei di consigliarle è di non aspirare inutilmente alla perfezione, ma di imparare a “contentarsi” di una serie di piccoli ma crescenti successi, che possano aiutarla a creare una buona stima di sé, la capacità di stare con gli altri, di gestire le sue emozioni, di essere meno sensibile alle critiche, di avere, per dirlo con una sola frase, il coraggio di vivere.
Dr. Walter La Gatta
20-11-2017
La sua storia – Consulenza online
Buongiorno, vi contatto per raccontarvi la mia storia e avere un vostro parere.
Un anno fa ho conosciuto un ragazzo fantastico, lui appena uscito da una lunga e difficile relazione, io fidanzata ma con tanti problemi. Non ci siamo dovuti dire niente, l’attrazione, la chimica, la voglia di viverci era palpabile a chiunque. In meno di in mese io ho chiuso la mia relazione e abbiamo iniziato a frequentarci. Da lì a poco io sempre più presa magari, avevo un pò troppe richieste e pretese, cosa che ancora non ero nelle condizioni di poter avere (avendo ancora situazioni in sospeso con il mio ex). Notando i miei errori siamo andati avanti continuando a “frequentarci”. Quarantena passata assieme abitando vicini, ma raramente dormiva con me, solo in rare occasioni.
Finita la quarantena riprese le nostre vite, lo sentivo sempre più lontano, come se io venissi dopo tutto il resto. Questa cosa mi ha portata ad essere ancora più ansiosa e attaccarmi a lui. Fino ad arrivare a palesi volte in cui lui mi evitava di proposito. A fine agosto lui ha preso la scelta di chiudere questa nostra frequentazione dandomi motivazioni che mi hanno spiazzata. Il suo discorso è stato ” io a te ci tengo tantissimo, ma sai che esco da una relazione pesantissima, rapportarmi con te mi ha fatto rendere conto che non sono pronto a una relazione. Non sono pronto a dovermi impegnare a essere presente attento e costante. Anche il dormire assieme, io non riesco a dormire con te, perché gli ultimi mesi della mia relazione io avevo la nausea all’idea di dormire affianco a lei, e purtroppo le poche volte che abbiamo dormito assieme questo ricordo mi tornava addosso. Io a te ci tengo un sacco, ti voglio nella mia vita e fidati, se non uscissi da una situazione così, sarei a tutt’altro livello con te”.
Da lì è iniziato il delirio, lui continuava ciclicamente a cercarmi, alle volte ci vedevamo e tornavamo a letto assieme. Ma da lì a poco ho scoperto che lui vede anche “altre persone”, nel senso che lui si sente libero a tutti gli effetti, ma vuole anche me nella sua vita.
Arrivati ad oggi, dopo diversi alti e bassi, siamo più o meno in una situazione stazionaria. Lui mi cerca (non tutti i giorni) alle volte lo cerco io, ci vediamo almeno due volte a settimana, ma non ha cambiato la sua idea di non voler qualcosa di serie, e soprattutto fa spesso battutine sul fatto che io posso fare “quello che voglio” e lui anche. Ma lui sa benissimo quanto sono presa e in fondo in fondo penso che sappia che per me è l’unico. Non riesco a capire se la sua è realmente solo paura ma ci tiene o se mi sta solo usando perché gli piaccio. C’è qualche possibilità che questa situazione evolva in meglio?
Gentilissima,
Certo che la speranza c’é, la speranza è sempre l’ultima a morire! Detto questo, al momento la situazione mi sembra che non sia affatto bilanciata: lei è molto presa da lui, mentre lui si sente libero e le suggerisce di fare altrettanto, per avere meno sensi di colpa.
Credo che il comportamento di lui sia spiegabile: dopo una lunga e difficile relazione è comprensibile che non si voglia legare a nessuno in particolare e desideri conoscere più persone, anche per comprendere bene dentro di sé quali sono i suoi bisogni e come riprogrammare il suo futuro, dopo la perdita della sua ex.
La stessa cosa probabilmente dovrebbe desiderare anche lei: se non lo fa è forse perché non le va a genio di riconoscere che con questa persona ha preso un abbaglio.
Secondo me lei non dovrebbe vederla così: il suo rapporto era profondamente in crisi, ma nessuno dei due aveva, evidentemente, il coraggio di rompere. Con questa nuova conoscenza e innamoramento, lei ha avuto la forza di chiudere con l’altro, mettendo saggiamente fine a una relazione che non funzionava più. Questo è il punto importante.
Il fatto che lei si sia illusa su questo ragazzo ha meno valore: non è per lui che ha lasciato l’altro, ma è grazie a questo magico incontro che lei ha avuto il coraggio di fare quello che non aveva il coraggio di fare. Ora però c’è da guardare avanti, perché il suo percorso non può finire qui, cadendo dalla padella nella brace!
Sicuramente, cercando meglio, troverà una persona maggiormente disponibile a instaurare un solido legame di coppia.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
03-01-2021
Si, viaggiare… Consulenza online
Buongiorno, scrivo per chiedere un vostro consulto in quanto mi trovo in un momento di grande confusione ed incertezza personale.
Ho una relazione da più di 3 anni con una donna della mia stessa età, con cui ci troviamo bene e ci amiamo.
Da qualche tempo, vivendo in città differenti ma non lontanissime e vedendoci nei weekend e qualche giorno in settimana, vorremmo giustamente cercare una soluzione che ci permetta di vivere insieme. Abbiamo esplorato più possibilità, anche tenendo conto che lei ha un figlio ancora minore, e la cosa migliore è stabilirsi da lei.
Qui si arriva alla mia difficoltà, perché, anche dopo vari confronti e discussioni, ho accettato questa idea di stabilirsi da lei pur mantenendo il lavoro nella città in cui abito ad oggi e quindi dovrei fare avanti e indietro. Questa condizione mi mette parecchia ansia, in quanto ho sempre sostenuto di non aver voglia di fare avanti e indietro perché lo trovo davvero snervante sul lungo termine e poi diverrebbe una vita anomala in cui sarei più “in strada” che a dare una mano a lei oltreché antieconomico, ma non me la sono più sentita di dire un “NO” secco per paura delle conseguenze negative della mia scelta, anche perché avendo lei un figlio, mi spaventa l’idea di una delusione per entrambi.
Oggi quindi mi trovo in grande difficoltà difronte a questa scelta, perché vorrei parlare con la mia compagna di questa difficoltà ma ho il timore ad affrontare la questione, visto che entrambi vorremmo poter costruire una vita insieme, ma al contempo sapermi in viaggio tutti i giorni, non mi convince e mi pare una situazione strana.
Vi chiedo, cortesemente, un vostro aiuto.
Grazie anticipatamente per il riscontro che darete.
Cordiali saluti
Gentilissimo,
A me sembra che lei, al momento, abbia preso la decisione migliore. Infatti, la vostra storia di coppia non può realmente cominciare se non iniziate una convivenza: è attraverso il vivere insieme, l’avere relazioni quotidiane, sia con la sua compagna che con suo figlio, che lei potrà capire se questa relazione può avere davvero un futuro e se questa è effettivamente la donna della sua vita. In seguito, se questa situazione di spostamenti vari le causasse effettivamente troppa ansia, ma potesse ormai contare su una relazione di coppia ben consolidata, credo che la sua compagna collaborerebbe con lei nel cercare una soluzione, abitativa e/o lavorativa, che possa essere comoda per tutta la famiglia.
Per contro, se lei non avesse preso questa decisione di viaggiare, implicitamente avrebbe scelto la fine della relazione: credo sia inutile spiegarle i motivi, che lei conosce benissimo, visto che nella lettera accenna a “conseguenze negative” in caso di scelta contraria. Ogni scelta comporta una rinuncia a qualcosa: lei, con la scelta che ha fatto, ha anteposto l’amore alla comodità. E’ una scelta giusta? Tutto dipende dalla qualità della relazione che andrete a stabilire, e dunque ci vorrà del tempo per fare delle valutazioni.
Per quello che riguarda il tempo di viaggio, cerchi di viaggiare in tranquillità, senza ansie, facendo qualcosa di interessante: ad esempio, ascoltando qualche podcast sugli argomenti che le interessano, oppure ascoltando argomenti che possano aiutarla sul lavoro (lingue, economia, informatica, ecc.), in modo da non avere tempi morti nella propria giornata e costruirsi la possibilità, in futuro, se fosse necessario, di trovarsi un lavoro non solo migliore, ma anche più vicino a casa.
Con molti auguri.
Dr. Giuliana Proietti
30-12-2023
Avvolgere corpo e mente di amore, serenità e fiducia – Consulenza online
vorrei fare solo cio che voglio io…cerco sempre di sfuggire dalle richieste altrui e a volte inventando scuse assurde solo a ripensarci…..e difatti mi son negata la possibilita’ di conoscere persone e situazioni nuove.vorrei sciogliermi vorrei aver voglia di uscire vorrei smettere di preoccuparmi su cosa dicono e pensano gli altri…vorrei avvolgere il mio corpo e mente di amore serenita’ e fiducia…cosa mi blocca al grande lancio???…….help….grazie infinite.attendo vostre notizie ….saluti sara
Gentilissima Sara,
Dalla sua lettera si comprende la sua frequentazione di ambienti new age, quelli cioè dove si è convinti che mente, corpo e spirito siano una cosa sola e che tutto quello che serve nella vita per stare bene sia sapersi mettere in armonia con l’universo, attraverso esercizi o massaggi, che donano benessere e serenità.
Personalmente non ho nulla contro questo modo di guardare alla realtà, anzi sono convinto che questo approccio possa essere utile a molte persone, per cercare una via verso la salute e l’armonia psichica. Nel suo caso, ad esempio, queste teorie l’hanno aiutata a capire che la convivenza in famiglia era diventata intollerabile e che aveva bisogno di costruirsi una sua vita, dove poter affermare la sua personalità e prendersi maggiore cura di se stessa.
Ora però, come vede, queste discipline mostrano i loro limiti, dal momento che non sono in grado di curarla dal punto di vista psicologico. Come avrà notato infatti, smobilizzare i punti chakra non basta per risolvere antichi conflitti interiori, o trovare il coraggio di assumersi le responsabilità della propria vita adulta.
Il consiglio allora è quello di rivolgersi a questo punto ad una buona cura psicoterapeutica, per cercare nella realtà e non nel magico o nel trascendente, i modi per superare la depressione, oltre a migliorare l’autostima e le capacità empatiche e relazionali.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
24-03-2011
Rimettersi in gioco – Consulenza online
Mi chiamo Ezio ho 38 anni e volevo illustrare al mia situazione.Sono sempre stato timido ma essendo riuscito ad incontrare la donna della mia vita il problema non mi riguardava più o almeno così credevo fino a quando ilmio matrimonio è finito.Ho passato 2 anni cercando senza riuscirci a risanare questa frattura ed a rimpiangere i bei momenti che furono.Quando ho cominciato aguardare al mio futuro ed a cercare di trovare un altrea ragazza mi sono reso conto che non ho propio la forza di approcciare una ragazza,la timidezza mi blocca completamente,è come se fossi di fronte ad un precipizio e qualcuno mi chiedesse di saltare.Come posso fare a superare questa situaziione che mi angoscia sempre di più e mi fa stare male mentalmente e fisicamente?
Gentile Ezio,
Quando non si ha l’abitudine a fare una cosa, qualsiasi cosa, tutto resta difficile.
Per fare un esempio pratico, anche lei avrà imparato a guidare con difficoltà: all’inizio per lei coordinare i movimenti delle mani sul volante e sul cambio, così come i piedi, sul freno e la frizione, le prime volte non sarà stato per nulla facile… Giusto? Ma poi?
Dopo qualche mese di guida si sarà accorto anche lei che guidare diventa un fatto automatico e il ricordo delle tante difficoltà iniziali fa quasi sorridere…
Tornando al suo discorso, se non si ha esperienza nel fare qualcosa si incontrano difficoltà: è normale. Come si risolve? Tornando alla nostra metafora: facendo tanti, tanti chilometri di… Guida!
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
29-06-2010
Ho vissuto sempre in solitudine – Consulenza on Line
Sono un 41enne che dalla adolescenza in poi ho vissuto quasi sempre in solitudine,di questo mi vergognavo a tal punto da evitare luoghi dove avrei potuto incontrare persone conosciute. Attualmente i miei rapporti umani sonolimitati all’ambiente lavorativo,dove ho buoni rapporti con i colleghi e a quello familiare d’origine.Non ho mai avuto relazioni affettive con una donna.L’emotività, l’insicurezza , la timidezza mi hanno costretto ad una non vita.
Questo pensiero mi angoscia perennemente, talvolta vorrei farmi male dalla disperazione,vorrei spegnere i pensieri e cancellare la memoria di una vita buttata via. Sarebbe meglio non nascere, Prima riempivo la vita buttandomi nello sport,nella attività fisica.vari problemi in cui sono incappato me lo impediscono, così non ho neanche più quello.
Gentile Quarantunenne
Stando alle statistiche, lei ha da vivere almeno il tempo che ha già vissuto. Visto il bilancio negativo che fa della sua vita (che poi tanto negativo non mi sembra: lavoro, sport, buone relazioni familiari e con i colleghi… ) una buona idea potrebbe essere quella di decidere che il suo futuro debba essere decisamente migliore del suo passato. Occorre un atto di volontà, di coraggio. Lei ha avuto/ha dei problemi psicologici, ma questi possono essere curati. La timidezza o la fobia sociale non sono maledizioni divine, da subire passivamente, senza alcuna possibilità di salvezza o di riscatto: come tutte le problematiche psicologiche, esse possono essere affrontate e risolte, in tempi abbastanza ragionevoli (6-18 mesi). Se lei avesse cominciato una terapia dieci anni fa, probabilmente oggi sarebbe già da tempo un marito e un padre soddisfatto. A quarantuno anni lei può ancora dare una svolta decisiva alla sua vita. Non ci pensi troppo: lo faccia.
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta
11-12-2007
Al solo pensiero del tradimento divento rossa – Consulenza on Line
Desidero sapere cosa fare per non diventare rossa in presenza dei miei familiari,solo in determinate circostanze se squilla il telefono se si parla di tradimenti o se incontro una determinata persona in presenza di mio marito, premetto che non ho mai avuto a che fare con questa persona ne con altri anzi sono una casalinga che non esco mai di casa se non con mio marito il quale non ha un bel carattere per niente. spero tanto nel vostro aiuto TIZ.
Gentilissima Tiz,
Probabilmente lei è molto influenzata dal carattere difficile di suo marito ed è anche molto severa con se stessa. Per questo, alla sola idea che qualcuno possa anche solo immaginare un suo interesse per un altro uomo, prova un forte stato d’ansia, che poi si manifesta con la reazione fisica che descrive.
È possibile che questa reazione non sarebbe così intensa se non ci fosse, in qualche misura, un vissuto di colpa. Non ho però elementi sufficienti per capire esattamente da dove nasca. Forse potrebbe aiutarla provare a vivere questi pensieri con maggiore leggerezza, senza considerarli automaticamente qualcosa di grave o moralmente inaccettabile.
Essere incuriosita o provare un interesse, anche solo mentale, per un’altra persona non equivale a tradire. Tradire è un comportamento concreto; pensare o fantasticare, invece, rientra nella normale vita interiore di ciascuno. È una forma di trasgressione immaginata, ma non è un’azione reale.
Potrebbe quindi esercitarsi a sentirsi più libera nei suoi pensieri, senza condannarsi, censurarsi o colpevolizzarsi. Imparando a riconoscere e gestire le emozioni che certi pensieri, immagini o ricordi suscitano, potrà sentirsi più sicura di sé anche nelle situazioni sociali, riducendo gradualmente l’ansia e le sue manifestazioni fisiche.
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta
28-02-2020
Esprimere l’amore – Consulenza online
Sono una ragazza di 29 anni,sposata e con un bambino di 2 anni e 8 mesi.Da qualche tempo,mio marito mi rimprovera di non aver capito che lui si stava allontanando ed io non me ne sono accorta.Di conseguenza,ne è nata una forte rottura e mi ha detto di non amarmi più.Vorei sapere come fare per esprimergli il mio amore,visto che non ci sono mai riuscita per timidezza.
Gentilissima,
Francamente mi rimane difficile pensare che, per timidezza, lei non sia ancora riuscita ad esprimere a suo marito tutto il suo amore, visto che ormai dovrebbe conoscerlo bene, avendo avuto con lui un bambino che ha quasi tre anni…
Mi sembra però di leggere fra le righe che probabilmente quello cui lei allude non è tanto il dire “ti amo”, o il fargli le coccole: è molto probabile che lei si riferisca piuttosto alla vita sessuale, la quale, come accade in molte coppie dopo il primo parto, si è forse interrotta (e suo marito si è di conseguenza allontanato).
Se questo fosse il caso, occorrerebbe saperne molte di più per esprimerle un parere. Il consiglio è dunque quello di rivolgersi ad uno/a psicoterapeuta sessuologo, che saprà sostenerla e consigliarla nel modo più opportuno per favorire un riavvicinamento. Anche una terapia di coppia, che coinvolga suo marito, oltre che lei, potrebbe essere molto utile.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
03-03-2010
Il mio fidanzato è più estroverso di me – Consulenza on Line
Sono una ragazza di 22 anni che da sempre “combatte” con la timidezza ma che più meno riesce a controllarla. Nonostante sia sempre molto preoccupata del giudizio che gli altri hanno su di me ho una buona vita sociale, mi dedico a diverse attività, ho buoni risultati all’università. Quando sono con gli altri ovviamente sono sempre molto controllata, attenta a non attirare l’attenzione, preoccuapata di sembrare perfetta.
Da tre anni sono fidanzata con un ragazzo che è il mio opposto. Pur essendo dentro di sè un pò timido non fa nulla per nascondersi. Si espone continuamente e non ha nessuna paura di sembrare goffo o imbarazzato. Quando sono sola con lui sto molto bene ma quando siamo con gli altri per me è un incubo. Lo osservo con ansia e con il desiderio (di cui mi vergogno veramente tanto) di controllare il suo comportamento.
Spesso gli faccio notare che certe cose non deve dirle o che deve tenere un certo tipo di comportamento. Ho paura di quello che gli altri possono pensare di lui (che poi comunque spesso risulta simpatico) e quindi di riflesso di me però mi rendo conto che in questo modo lo condiziono. Vorrei solo sapermi rilassare un pò e questa situazione mi porta da una parte a dubbi sulla nostra relazione dall’altra parte a una grande rabbia nei mie confronti che per le mie insicurezze rischio di rovinare tutto. Cosa posso fare?
Gentilissima,
I comportamenti estroversi di lui accendono l’attenzione sociale non solo sulla sua persona, ma anche su chi gli è accanto (e che invece vorrebbe continuare a restare nell’ombra, come ha sempre fatto). Credo che lei dovrebbe considerare il carattere del suo ragazzo come una grossa opportunità, e non come un limite.
Avere una persona più estroversa accanto può servire per arricchirsi, per migliorarsi, imparando a gestire al meglio le relazioni sociali. Tuttavia, è anche giusto che lei rispetti il suo bisogno di riservatezza e, talvolta, di solitudine.
Per fare un’esempio alimentare, la cioccolata è buona, ma mangiarne troppa fa male: il consiglio è quello di godersi la fortuna di avere un fidanzato così predisposto alla socialità, ma sapendo ben misurare i tempi e gli spazi, per non esporsi ad “indigestioni”. In ogni caso, si sforzi di somigliargli un po’, perché essere estroversi nella vita aiuta molto!
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
19-09-2008
Uscire con le diciassettenni – Consulenza online
Ho vent’anni e avrei bisogno di un vostro consiglio per superare la mia timidezza ei miei stati di ansia. Da sempre mi capita che quando cerco di instaurare unrapporto di amicizia con persone che conosco solo di vista perchè sono del mio paeseio non riesco ad essere me stessa mi sento un pesce fuor d’acqua, mi sento inferioreper come tutti mi conoscono cioè “una santarellina” e per il fatto che io hopochissima esperienza sia in campo dell’amicizia e di uscire e divertirsi sia incapo amoroso, riesco solo a spiccicare qualche parola che sente poche persone onessuno e per il resto della serata non faccio altro che asco9ltare e parteciparealle risate. In pratica non riesco a farmi conoscere dalle altre persone perche sonopreoccupata di come loro mi guidicano per la figura che faccio nei confronti ditutti e questo mi tormenta tutti i giorni e crea in me dei forti stati d’ansia chemi tolgono la concentrazione su tutto. é una vita che provo ad avere delle vereamiche cioè delle amiche che ti cercano con le quali condiviere tutto e di cui tipuoi fidare perche sai per certo che ti vogliono bene. Ora siccome le mieultimeamiche che ho avuto sono sparite dallla circolazione perchè alcune hanno unfidanzato ed altre non escono o non vogliono uscire più con me perche ci si annoia,è una settimana che esco con mia sorella di 17 anni, le sue amiche ed altri amicimaschi che escono con loro che anno in media 21 anni. della mia stessa età c’è solouna mia amica che faceva parte di quelle che sono sparite che esce con tutti questiperchè è fidanzate con uno di loro. Io le amiche di mia sorella le conosco quasitutte e conosco per lo meno di vista anche tutti glia altri ma siccome sono tuttidel mio paese io ho paura di come prendono il fatto che io unica ragazza ventennetra molte 17enni possa uscire con delle ragazzine. il fatto è che tutti loro nonsanno perchè stò cominciando ad uscire con loro lo sa solo mia sorella e la miaamica fidanzata. Quando stò con loro mi sento un pò un fallimento perche anche le17enni nelle relazioni interpersonali sono più esperte di me ed io più grande nonriesco a farmi conoscere per come sono veramente. inoltre mi preoccupa il fatto chemolto spesso quando esco con loromi tocca stare con queste 17enni con le quali ci siparla bene ma sento a volte il fatto che io sono più matura di loro anche negliatteggiamenti e ragionamenti e questo mi dà un pò fastidio percheè ostacola lapossibilità di riuscire ad avere delle vere amicizie anche perchè penso che anche aloro non interessi molto la mia amicizia perchè gli basta avere quelle che hannogià. non sò è tutto così conplicato e dentro di me c’è un perenne stato d’ansiaperchè vorrei finalmete riuscire ad avere delle amicizie vere e anche soprattutto unfidanzato chenon ho mai avuto e che mi manca molto, a volte preferisco più impegarminell’avere un fidanzato piùttosto che impeganrmi nel cercare per l’ennesima volta dientrare in un gruppo di amici. non so se mi sono spiegata bene comunque datemi unconsiglio nn so neanche se quello che sto cercando di fare è una buona idea.
Salve,
Penso che frequentare il gruppo di tua sorella è comunque una buona idea, perché soltanto attraverso l’ampliare le tue amicizie potrai anche conoscere un tuo futuro fidanzato. Non preoccuparti della differenza di maturità: tre anni sono importanti, ma come tu dici in molti aspetti queste diciassettenni possono sembrare più ‘grandi’ di te: è solo una questione di esperienza di vita, quindi non fermarti alle apparenze.
Smetti dunque di osservarti e di criticarti, dimentica tutto ciò che hai scritto nella lettera e vivi con più leggerezza i tuoi venti anni. Quanto alle ‘amiche vere’, l’unico modo di incontrarle è fare quello che fai. Poi dipende dal destino.
Ciao, auguri!
Dr. Walter La Gatta – Ancona
06-09-2006
Il più bel ragazzo che abbia mai visto – Consulenza online
mi chiamo Daniela,ho 24 anni e sto vivendo una situazione confusionale. Fin`ora in fatto di storie affettive ho accumulato solo una lunga serie di rifiuti o incontri andati a finire male, la frase piu` famosa che descrive piu` o meno la mia vita e“si passa la vita ad amare chi non ci ama, amati da qualcuno che non ameremomai`….e cosi` sono diventata una insicura cronica,so di non essere brutta, ma c`e`un qualcosa nei miei gesti, nel mio modo di fare che mi rende non piacevole…e credo sia proprio l`insicurezza. Arrivo al dunque, adesso sono fidanzata, con quelloche per tanto tempo e` stato il mio piu` caro amico,che ha imparato a conoscermi afondo, con lui sto benissimo, siamo molto felici insieme, anche se da un po` di tempo c`e` la lontananza a dviderci,su lui non ho nulla da dire oltre al fatto che lo amo da impazzire….pero`….e c`e` un pero`,ho conosciuto uno di questi giorni in discoteca un ragazzo, il piu` bel ragazzo che abbia mai visto in vita mia,bellissimo, l`ho visto per 2 sere di seguito e una delle ultime sere lui mi si e`avvicinato, abbiamo ballato assieme e mi ha chiesto il numero di cellulare…edarriviamo ad oggi, mi ha chiesto di uscire…..proprio a me…lui che potrebbe permettersi le ragazze piu` belle di questo mondo, ha chiesto proprio a me di uscire….assurdo!!!Sono nel panico piu` totale, combattuta tra il non fare del male alla persona cheamo e che piu` rispetto a questo mondo, e la curiosita` di vedere cosa vuol dire uscire con uno di quei ragazzi che di solito non mi degnavano neanche di uno sguardo…Cosa scegliere tra:dare scacco alla insicurezza ma avere rimorsi, e tenersi l`insicurezza ma senza rimorsi??
Gentile Daniela,
Purtroppo alla Clinica della Timidezza non diamo consigli di morale: è giusto cedere alla curiosità, riscattarsi dal proprio senso di inadeguatezza uscendo con un tipo ‘bello e impossibile’ o è meglio restare fedele a chi la ama?
In questa decisione, c’entra più la coscienza che la scienza.
Guardando alla cosa dal punto di vista strettamente psicologico, un rapporto stabile è per lei utile in quanto le permette una crescita ed una maturazione serena, all’interno di una relazione fortemente empatica e affettiva; l’altra situazione potrebbe invece accrescere la sua autostima (ma anche portarle serie conseguenze in fatto di sensi di colpa, e di umiliazione, qualora fosse per lui un incontro usa-e-getta).
Forse la cosa migliore da fare è quella di cercare di capire meglio le motivazioni di questo invito ad uscire, per poi prendere una decisione consapevole.
In ogni caso, credo di poterle dire con un certo grado di sicurezza che uscire con questo tipo non le toglierà, di colpo, tutte le sue insicurezze, ma che in compenso la riempirà certamente di rimorsi, qualora dovesse, come è probabile, tornare al suo porto sicuro, rappresentato dal suo attuale ragazzo.
Dr. Walter La Gatta
31-01-2007
Non ha mai avuto una fidanzata – Consulenza online
Salve,
mi chiamo Matteo e ho 24 anni. Sono un ragazzo apparentemente solare che vive abbastanza bene al livello familiare ed economico. Sono laureato e ho degli amici ed amiche. Vi scrivo perché il problema della timidezza con le donne mi affligge da troppo e per tale motivo non ho mai avuto una fidanzata.
Con gli amici,le amiche e con persone che frequento abitualmente non ho di questo problema. Tuttavia quando vedo una ragazza che mi piace mi blocco, ho paura di aprire bocca e dire stupidaggini, mi mancano le parole, mi sento un pesce fuor d’acqua.
Il problema in questi ultimi anni si è accentuato per diversi motivi che principalmente sono dovuti:
1) alla completa dedizione allo studio per il conseguimento della Laurea;
2) a degli amici che talvolta non condividono gli stessi interessi oppure che non si rivelano per quello che sono. Per questo motivo mi ritrovo molte volte da solo.
3) a dei consigli di persone che più grandi di me e che si sono rivelati un completo fallimento.
Questi fattori concomitanti non hanno fatto altro che aumentare la timidezza e chiudermi ancora più in me stesso. Vi ringrazio per la cortese attenzione e spero che mi rispondiate al più presto. Cordiali Saluti
Gentile Matteo,
Per cercare di risolvere il problema della timidezza con le ragazze è necessario anzitutto un cambiamento di atteggiamento, ovvero una assunzione di responsabilità.
Se lei, fin qui, non ha mai avuto una fidanzata, non può ragionevolmente pensare che questo dipenda solo dalla cattiva sorte, dagli impegni di studio, dalle colpe degli altri… Evidentemente anche lei non ha saputo proporsi nel modo giusto, non si è messo in gioco, ha evitato gli incontri e le occasioni. Non le sembra questo il miglior punto di partenza per cercare di impegnarsi a cambiare vita?
Se è la bellezza di lei che le crea disagio, perché non prova a “farsi le ossa” con ragazze che la interessano un po’ di meno, o che la mettono meno in imbarazzo? Le donne non sono tutte uguali e sicuramente anche lei, cercando e frequentando più gruppi di persone, potrà avere occasione di incontrare ragazze con le quali sentirsi a suo agio e con le quali stringere amicizie, o piccoli flirt.
Anzitutto dovrà togliersi di dosso lo stigma di “quello che non ha mai avuto una ragazza” (che in genere è motivo di preoccupazione soprattutto per l’interessato) e quella paura, che ben descrive, quando deve interagire con una ragazza.
A mio avviso potrebbe esserle molto utile anche la consulenza di uno psicologo.
Saluti cordiali.
Dr. Walter La Gatta
24-07-2012
Successo solo con le straniere – Consulenza online
Salve mi chiamo Andrea e ho 31 anni. Il mio problema si riferisce a un’enorme difficoltà a costruire una relazione sentimentale. Sono una persona di bella presenza, in molti mi definiscono un bel ragazzo. Non sono nemmeno uno stupido, mi sono laureato in pari e ho gia uno studio professionale mio , creato da me, senza appoggi da parte di genitori, amici e parenti (non erano nemmeno in grado di darmelo). Ho persino diversi interessi che spaziano dal calcio, alla letteratura, al cinema , eppure pur svolgendo una vita sociale come tutti gli altri, non sono mai stato voluto da nessuna delle ragazze italiane che mi interessavano. Ciò mi genera continuamente un senso di frustrazione e anche rabbia perchè le ragazze le ho sempre ascoltate con attenzione, rispetto e oltretutto sono sempre stato educato e galante nei loro confronti. Purtroppo sono sempre stato sbeffeggiato, preso in giro, ignorato e diverse volte semplicemente non corrisposto. Eppure non mi sembra di fare niente di male; quando entro in confidenza con una ragazza, se vedo che parliamo volentieri, le chiedo di uscire per un caffè; ecco che allora mi da buca oppure mi ignora (cosa che non ho mai sopportato in quanto la mia educazione mi ha sempre impedito di fare una cosa del genere). Oltretutto sono anche una persona di grande compagnia. Qual’è allora il problema direte? La risposta è che secondo il mio modesto parere, non essendo un amante della moda, ne un metallaro, ne un suonatore di chitarra nei vari gruppi musicali, ne un punk, ne un riccone, un palestrato, un duro , un appassionato di programmi tv di basso livello, o uno che si spaccia come artista vengo considerato agli occhi delle ragazze come uno da prendere poco in considerazione. E questo purtroppo lo sostengo pur essendo convinto che non si debba mai generalizzare in quanto la gente è talmente tanta che non è possibile ricondurla ad un’unica mentalità o a diverse mentalità categorizzate. Lo sostengo perchè altrimenti non riesco a spiegarmi la situazione. In precedenza ho scritto “non sono mai stato voluto da nessuna delle ragazze italiane che mi interessavano”; c’è un motivo per cui ho scritto questo. L’anno scorso ho conosciuto una ragazza americana intelligente (assistente all’università di Chicago), bella come una valletta televisiva e l’ho conosciuta vincendo la timidezza, in un locale. Ci siamo frequentati tutta l’estate (era in vacanza con la famiglia) poi a malincuore ci siamo lasciati per l’enorme distanza che ci separa. Quello che mi ha colpito è che mi ha detto che le piacevo perchè piu adulto e indipendente dei ragazzi italiani ( e sottolineo italiani) della mia età. Purtroppo da quando ho 16 anni colleziono fallimenti: tutte le ragazze che ritengo intelligenti e che mi piacciono molto , con le quali entro in confidenza o mi ignorano quando gli mostro il mio interesse, o mi danno buca oppure mi cercano solo per essere consolate e poi mi mandano a quel paese. Non faccio un elenco di tutto quello che mi è successo perchè annoierei chi legge. Dico solamente che l’ultimo dei miei innumerevoli tentativi (tutti con ragazze che mi piacevano) si è concluso in questa maniera: lei una traduttrice , vincitrice di piu concorsi, è una bella ragazza che abita a poche centinaia di metri da casa mia. La conosco in biblioteca, diventiamo amici, andiamo spesso a bere qualcosa insieme, ci sentiamo sempre su facebook. Ancora una volta ho creduto , stupido che sono, di essere corrisposto. Immediatamente diventa piu fredda e vengo a sapere che si è messa con uno uscito da poco dagli arresti domiciliari per traffico di stupefacenti. Ovviamente lui è un duro un grintoso e pure prepotente , quindi io devo essere rifiutato per uno cosi. Sono assolutamente disilluso, triste, frustrato che da qualche tempo mi sono ossessionato nella ricerca a tutti i costi di una ragazza perdendo cosi anche spontaneità nell’approccio, e vivendo con dolore di stomaco e di testa fisso perchè è mio desiderio crearmi una famiglia ma mi trovo di fronte un muro. Possibile che sia piu semplice laurearsi e crearsi uno studio professionale da soli che trovare una ragazza come trovano praticamente tutti? Possibile che uno conquisti una ragazza bellissima americana e non venga corrisposto dalle italiane? Sarà che c’è uma mentalità piu evoluta negli USa e nei paesi del nord Europa, dove ad esempio in Svezia (guarda caso) esisteva gia il suffragio universale a metà dell’800 e qui è venuto nel 1946? Possibile che qui quello che conta è quasi esclusivamente l’immagine? E’ vero anche che sono timido ma non eccessivamente . Vorrei solo avere qualche dritta per abbandonare questa ossessione di cercare a tutti i costi e per perdere questa frustrazione nel non riuscire ad avere una vita amorosa come gli altri. Detto questo vi ringrazio per l’attenzione e vi porgo cordiali Saluti. Andrea
Gentilissimo,
La prima cosa che verrebbe da osservare è che probabilmente lei piace più alle straniere che alle italiane perché il suo modo di porsi viene considerato semplicemente come “Italian Style” e non come qualcosa che invece appartiene solo a lei (e che pertanto può essere confrontato con il modo di fare di tanti altri ragazzi come lei).
E’ possibile che lei appaia come un bravo ragazzo, ma forse per questo un po’ troppo scontato, nel senso di troppo prevedibile, troppo “inquadrato”: questo tipo di uomo effettivamente potrebbe non piacere, specialmente a ragazze che hanno voglia solo di divertirsi e che non stanno ancora cercando il compagno della vita.
Completamente diverso invece potrebbe essere l’incontro con una ragazza che condivide i suoi stessi interessi e valori, ma dove incontrarla? Verrebbe da dire che questa ragazza potrebbe frequentare parrocchie, musei, biblioteche… Ma lei ha conosciuto la sua ultima fiamma, quella che le ha preferito il tipo agli arresti domiciliari, proprio in biblioteca… Vede? E’ sempre sbagliato mettere etichette e fare generalizzazioni. Il consiglio allora è quello di provarci sempre e, nel numero, vedrà che anche lei riuscirà a trovare la ragazza che desidera.
Molti auguri.
Dr. Walter La Gatta
10-11-2013
Non si sente adatta a lui – Consulenza online
Salve, sono una fisioterapista di 28 anni.. Non ho un lavoro stabile ma lavoricchio. Il mio problema é che non riesco più a socializzare.. Incontrare nuova gente mi inibisce, mi sento a disagio e giudicata! Non spiaccico parola e ciò che dico é laconico..ripetitivo.. Privo di contenuto e infantile! Mi carico di ansia.. Ho paura che possa soffrire di disturbi di comprensione o addirittura alzheimer precoce!!! Son fidanzata da poco con un tipo brillante.. Innamoratissima.. La mia ossessione é che non é un tipo adatto a me perché meriterebbe qualcuna alla sua altezza! .. Non so che fare.. E se chiedere aiuto psicologico di qualche esperto.. Cosa consigliate?
In attesa di risposta.. Ringrazio per l’attenzione
Gentilissima,
La prima cosa che mi sembra utile dirle è che è inutile cercare a tutti i costi di cambiare personalità: se il suo fidanzato si è sentito attratto da lei, pur nella grande diversità, evidentemente lei è una persona che a lui piace come è, anche per quelli che lei sente come difetti. Una persona brillante infatti non ha problemi nel proporsi o nel corteggiare altre ragazze: se ha scelto lei è perché la considera senz’altro “alla sua altezza”. Senza dunque pensare a grandi stravolgimenti copernicani della sua esistenza, cerchi “soltanto” di migliorarsi un po’: dal punto di vista intellettivo (leggere, informarsi, aggiornarsi, ecc.), fisico (salute, fitness, estetica) e relazionale (interesse ed attenzioni, empatia, supporto, progettualità). Soprattutto, cerchi di vivere questa storia con maggiore serenità.
Auguri!
Dr. Walter La Gatta
17-06-2014
Lui è aggressivo – Consulenza online
Salve mi chiamo Anna da diversi anni vivo con un compagno di cui ho avuto una figlia che adoro ma il problema è sin dalla gravidanza non programmata lui e più giovane di me e diventato aggressivo verbalmente per mille occasioni banali non sono riuscita ad avere mai un dialogo tranquillo e molte volte si ostina a umiliarmi sembra che perda il controllo tutto questo mi fa stare male mi da senso di solitudine non so come affrontarlo .perché anziché aprirsi al dialogo offende e si chiude in se stesso convinto di aver ragione e criticare .ù
Gentilissima Anna,
Sicuramente la situazione va affrontata, in qualche modo. In primis sarebbe bene parlarne con lui, cercando di capire per quale ragione è così aggressivo, cosa c’è che non va e cosa si potrebbe fare per farlo stare più tranquillo. In secondo luogo, la soluzione ottimale potrebbe essere quella di andare in terapia di coppia, perché così tutto quello che non riuscite a dirvi e che brucia sotto la cenere verrebbe fuori e potrebbe così essere affrontato. Poiché dubito che questo ultimo suggerimento possa essere messo in pratica, le suggerirei alcune cose importanti: non si isoli dalla sua famiglia e dalle sue amicizie; se possibile cerchi di avere un impegno lavorativo extra-domestico; se la violenza dovesse trascendere non faccia finta di nulla, per poi ricominciare tutto come prima, ma cerchi di cambiare le regole del gioco, eventualmente considerando la separazione. Sul web ci sono molti centri anti-violenza cui rivolgersi, anche per consultazioni gratuite. Spero che tutto questo non accada, ma lei stia in allerta.
La saluto e le auguro di vivere una vita più serena e più felice.
Dr. Giuliana Proietti
14-07-2015
La persona giusta – Consulenza online
Buonasera, sono una ragazza di quasi 21 anni. Vi scrivo per avere un consulto che riguarda i miei blocchi sessuali. Sono sempre stata una ragazza molto seria e tranquilla. Da piccola ero più timida, ma negli ultimi tempi sono diventata più aperta e socievole, facendo emergere anche il lato più divertente del mio carattere. Tuttavia, anche se riesco ad interagire senza eccessivi problemi( non sto muta, parlo anche abbastanza)con me è sempre presente una leggera ansia sociale, soprattutto se sto con persone con cui non mi trovo al 100% e non riesco a essere veramente me stessa.
È come se mi sentissi in dovere di fornire una prestazione sociale che sia all’altezza. E di quest’ansia me ne accorgo facilmente perchè mi viene un po’ di mal di testa e mi sento più nervosa. In un certo senso è come se dopo un po’ mi stancassi di stare in mezzo alle persone, ho bisogno di rilassarmi e prendere del tempo tutto per me. Non mi dispiace stare sola, anzi quando accade ne sento la necessità perchè mi rigenera. Riesco a pensare con maggior lucidità, mi rilasso e mi concentro, ascolto musica. Vado in bici sola, cammino da sola. E mi sento proprio bene. Dopo un certo tempo sola avverto la necessità di relazionarmi, però poi ho bisogno proprio di staccare.
Tutto ciò si ripercuote anche nella sfera sessuale. Ufficialmente non ho mai avuto un ragazzo. A dire il vero non sento tutta questa necessità di far sesso e di trovare per forza qualcuno con cui stare, per il momento. Mi limito a guardare alcuni ragazzi e a considerarli carini, dopodichè sono molto timida con loro. E non sento alcuna voglia di far sesso, proprio con nessuno. Magari qualche carezza sì, ma il sesso nemmeno me lo immagino. È una cosa che mi interessa poco e che conosco anche molto poco. Preferisco un’unione prettamente mentale ed emotiva. Per ora sono uscita con un paio di ragazzi anche più grandi, l’ho fatto più che altro per conoscenza ed amicizia. Con uno mi trovo benissimo ed è l’unica persona con cui non mi sento per nulla in ansia, esprimo esattamente la mia persona così com’è senza forzature. Non sento però alcuna attrazione fisica. Per ora non sento di amarlo. Tuttavia sto molto bene insieme lui. Per ora siamo amici, anche se lui vorrebbe provarci ma è molto rispettoso e ha accettato la situazione cosi com’è molto serenamente
Con l’altro sono uscita una volta e voleva provare a darmi un bacio, ma nulla mi è preso il blocco totale e un grande imbarazzo. Sono certa di non provare alcuna attrazione fisica nemmeno per lui, ancora meno del primo. Però pensandoci con lui in effetti non mi sono sentita perfettamente a mio agio. Penso non faccia proprio per me e sia poco compatibile, per quanto sia molto più divertente del primo
Preciso che non ho mai subito traumi sessuali.
Forse non ho ancora trovato la persona giusta? Forse sono molto selettiva? Forse ho solo bisogno del mio tempo? Vorrei qualche prezioso consiglio perché sono parecchio confusa su questo tema. Grazie mille
Gentilissima,
Per prima cosa vorrei dirle che lei non dovrebbe sentirsi “particolare”: è semplicemente una persona introversa e questo significa che sa stare bene con se stessa e che a volte può riuscire a preferire la solitudine, piuttosto che la vacuità dei discorsi sociali.
Non c’è nulla di sbagliato in tutto ciò, in quanto gli estroversi non sono i “normali”, ma solo quelli che nella scala introversione-estroversione risultano collocati dopo la prima metà. La normalità è nel mezzo, il che può rappresentare benissimo la sua condizione. Le suggerisco dunque di accettarsi come è, anche se ovviamente apprendere le competenze sociali (cosa dire, come dire, quando dire ecc. nelle relazioni con gli altri) non potrà che esserle molto utile e limitare i suoi mal di testa, che dipendono da ansia da prestazione.
Venendo agli aspetti sessuali, credo che lei abbia un po’ sopravvalutato l’idea della persona giusta, forse aspettando una sorta di Principe Azzurro: il suggerimento è quello di sperimentare questo primo bacio, il che la metterà nella condizione di capire con maggiore consapevolezza se prova o no attrazione verso chi l’ha baciata. Un bacio non è un impegno per la vita, non è una minaccia per la sua tranquillità.
Saluti cordiali
Dr. Giuliana Proietti
22-09-2020
Gentile Giuseppe,
Da quello che si capisce, fra le righe della sua lettera, lei sarebbe quasi rassegnato alla sua timidezza e alla sua mancanza di abilità sociali con l’altro sesso: quello che invece sembra preoccuparla è che non sia mai riuscito a fidanzarsi ufficialmente, a portare una ragazza a casa dei suoi.
Evidentemente i suoi genitori le fanno pressione in tal senso e lei si sente in colpa nei loro confronti, per il fatto di non riuscire a soddisfare le loro aspettative.
Questo ragionamento non funziona: lei deve riuscire a superare la sua timidezza e a stabilire un rapporto con una ragazza per se stesso, non per far contenti i suoi genitori. Cominci dunque a frequentare delle ragazze, solo per fare “allenamento”: non è necessario che siano bellissime o simpaticissime, devono essere solo delle amiche con le quali trascorrere un po’ di tempo insieme, da solo o insieme ad altre persone. V
Vedrà che frequentando un po’ di ragazze, scoprirà quali sono gli argomenti che le interessano e, via via, si troverà ad essere sempre più disinvolto con loro, senza sentire imbarazzo. A questo punto sarà pronto per invitare a cena anche le persone davvero “interessanti”: sarà forse più complicato di quanto era con le semplici amicizie femminili, ma vedrà che, con un po’ di impegno, gli argomenti verranno fuori e lei si sentirà sicuro di sé.
Nel frattempo, cerchi di imparare delle tecniche di rilassamento, come lo yoga o il training autogeno, legga libri di psicologia femminile e riviste femminili (vedrà quanti argomenti di conversazione le suggeriranno!), si apra un profilo Facebook e chieda l’amicizia a quante più persone conosce.
Un saluto cordiale.
Dr. Walter La Gatta
27-09-2011
Vergine e sola – Consulenza online
Sono una donna “disperata” di 39 anni: alla mia veneranda età, infatti, non ho mai avuto una relazione sentimentale-amorosa con un uomo! Vivo come un peso terribile la mia verginità: mi vergogno, mi sento frustrata e disillusa nei confronti del futuro…Ho una paura folle di rimanere sola per tutto il resto della mia vita!!!
I motivi di questa quasi assoluta mancanza di contatto con l’altro sesso sono molteplici: timidezza, insicurezza, eccessiva selettività, mancanza di opportunità, aspetto non proprio gradevole…
Il punto, però, è un altro: Lei ritine possibile che alla soglia dei quarant’anni una persona possa abbattere un muro del genere?!? Cosa potrebbe mai pensare un uomo di una donna attempata senza la minima esperienza?Temo mi deridererebbe, mi considererebbe una “sfigata”, per non dire altro… Grazie intanto per aver letto il mio sfogo. Attendo una risposta. Lettrice Sola e disperata.
Gentilissima,
Arrivata a questo punto l’errore più grande che potrebbe fare è quello di gettarsi fra le braccia del primo che capita, solo per sbarazzarsi della sua verginità.
Sarebbe un errore, perché questo rapporto poco voluto, poco sentito, potrebbe essere traumatico e spingerla così verso la scelta drastica di vivere senza amore e senza sesso.
La verginità non è né un bene, né un male: è semplicemente un problema che non c’è. Un tempo infatti, nella nostra cultura, questo pezzettino di membrana regolava l’intera vita della donna: i suoi diritti, ma soprattutto i suoi doveri.
Oggi, finalmente, possiamo dire che l’imene non interessa più nessuno e dunque, se non è un problema la sua lacerazione precoce, non può esserlo neanche la sua integrità tardiva…
Cancelli completamente questi retaggi culturali e cominci a guardarsi intorno con occhi nuovi: 39 anni non sono poi tantissimi e qualsiasi corpo, anche poco gradevole, può essere oggi reso molto attraente con qualche piccolo accorgimento.
Togliere importanza al concetto stesso di verginità le sarà utile per affrontare le relazioni con maggiore naturalezza. Eventualmente, qualche seduta di psicoterapia potrà aiutarla a cambiare i suoi pensieri ed i suoi atteggiamenti.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
21-07-2009
Lavori in corso: Archivio tematico in costruzione
Stiamo aggiornando e organizzando le lettere della nostra Consulenza Online per rendere più facile la consultazione per tema: timidezza, relazioni romantiche, sessualità, famiglia e socialità/ansia.
Al momento alcune sezioni potrebbero essere incomplete, ma presto sarà disponibile l’archivio completo. Torna presto a trovarci!