La timidezza, dice ancora Sayyed Ali Fadlallah, comincia con l’essere timido davanti ad Allah, poiché Egli non deve vederci rispondere alle sue grazie con un modo di comportarsi indifferente. La timidezza governa anche i nostri rapporti con gli altri, in modo che non siano dominati dalla maleducazione. Ciò significa anche che dobbiamo rispettare la timidezza in ciò che indossiamo, o in ciò che diciamo. Non dobbiamo ascoltare barzellette immorali e cose simili, che vengono trasmesse dalla televisione a scopo di divertimento.
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Dobbiamo distinguere tra timidezza e senso di vergogna: quest’ultimo potrebbe infatti impedirci di dire la verità, di godere del bene o allontanare il male.
La timidezza è qualcosa che l’Islam ha cercato di confermare, chiedendo l’uso dell’ Hijab e insistendo sul fatto che lo stare insieme fra persone di sesso diverso deve essere l’eccezione e non la regola. E’ inoltre vietato usare parole oscene o urlare e non comportarsi secondo le buone maniere in pubblico. L’Islam proibisce di guardare o avere a che fare con scene pornografiche. L’Islam ha anche proibito di partecipare alle riunioni che offendono la propria timidezza, anche in eventi ammissibili, come la cerimonia di un matrimonio legale.
Qualcuno potrebbe dire che tutto questo è relativo perché quello che alcune persone potrebbero considerare immorale, altre potrebbero trovarlo normale. Altri sostengono che questa epoca ha i suoi valori, e ciò che era considerato vergognoso in passato non è più considerato così.
Tuttavia, questo non è vero per i testi sacri dell’Islam. In realtà, la tradizione distingue chiaramente tra ciò che è accettato, soprattutto per quanto riguarda i vestiti, e ciò che non lo è. Pertanto tale logica è inaccettabile, anche se la mancanza di timidezza è diventata un’abitudine, e anche se l’Hijab non serve più a ciò cui era destinato.
Cerchiamo di trattenere la virtù della timidezza perché è la chiave di tutte le altre virtù. E’ il modo di comprendere tutto ciò che è bello e di proteggersi contro tutto ciò che è brutto.
Fonte:
Sayyed Ali Fadlullah: “Shyness: An Islamic moral trait”, Abna
Dr. Walter La Gatta
Saluto del Centro Italiano di Sessuologia
Immagine:

Il Sito www.clinicadellatimidezza è un sito di psicologia, online dal 2002, e si occupa di timidezza, ansia e fobie sociali.
Fondatori e Curatori i Terapeuti:
Dr. Walter La Gatta
Dr. Giuliana Proietti
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sono di religione musulmana e non credo che la donna islamica deve essere timida come avete detto voi ma deve essere riservata e più educata, ciò non significa essere timidi ma significa rispettarsi e rispettare gli altri, non come oggi tutto è cambiato soprattutto nel mondo occidentale : la donna va in discoteca, fuma, e ogni settimana si fa fidanzata con un altro e penso che ci sia una grande differenza tra timidezza e riservatezza o educazione.
Non lo abbiamo detto noi, ma Sua Eminenza Sayyed Ali Fadlallah, il cui pensiero abbiamo semplicemente tradotto e trascritto.