Nella testa delle persone che pensano positivo

pensiero positivo

Le persone con una visione ottimistica della vita cercano sempre di guardare il lato positivo delle cose. E forse, così facendo, influenzano gli eventi della loro vita in modo positivo.

Gli scienziati del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging, presso lo University College di Londra hanno pubblicato uno studio questa settimana in cui mostrano che le persone ottimiste sono effettivamente diverse dalle altre, non solo a livello caratteriale, ma neurologico.

Lo studio dimostra infatti che le persone ottimiste tendono ad imparare solo dalle informazioni che rafforzano la loro visione positiva delle cose. Questo aspetto tuttavia sembra dovuto essenzialmente al funzionamento “difettoso” dei lobi frontali del cervello.

“Vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto può essere una cosa positiva – si può abbassare lo stress e l’ansia, e questo è un bene per la nostra salute e il nostro benessere”, ha detto il Dott. Tali Sharot. “Ma può anche significare che ci sono meno probabilità di prendere precauzioni, come praticare sesso sicuro, o risparmiare per la propria pensione. Allora perché non si impara dalle informazioni che invitano alla prudenza?”

Per scoprirlo, i ricercatori hanno esaminato le funzioni cerebrali, con la risonanza magnetica funzionale (fMRI), di 19 volontari, potendo così osservare le variazioni nella attività cerebrale in tempo reale.

Ai soggetti sono stati presentati una serie di eventi di vita negativi, come contrarre malattie, o subire il furto dell’auto. A questo punto è stato chiesto di stimare la probabilità che un evento del genere possa accadere a loro stessi. In seguito ai partecipanti è stato comunicato il dato statistico relativo alla possibilità che queste cose possano accadere, normalmente, ad una persona.

Ai soggetti è stato dunque chiesto di ri-valutare le proprie possibilità di subire situazioni così spiacevoli. Essi hanno infatti modificato la loro valutazione, ma solo nei casi in cui le probabilità reali che gli erano state comunicate erano migliori di quanto avevano inizialmente ritenuto.

Se le probabilità statistiche peggioravano il quadro, i soggetti tendevano ad ignorare queste informazioni. Le buone notizie si sono mostrate nella scansione cerebrale con una maggiore attività nella corteccia frontale, ma le cattive notizie non hanno suscitato una tale attività nel cervello delle persone ottimiste.

“Il nostro studio suggerisce che siamo noi stessi a scegliere le informazioni che ascoltiamo“, ha detto il Dott. Sharot. I più ottimisti hanno meno probabilità di essere influenzati dalle informazioni negative sul futuro. Questo può avere benefici per la nostra salute mentale, ma comporta anche aspetti negativi evidenti. Molti esperti ritengono, ad esempio, che la crisi finanziaria nel 2008, di cui tutti oggi paghiamo le conseguenze, sia stata dovuta ad un eccesso di ottimismo, anche di fronte a prove evidenti del contrario.

Fonte:

Optimistic people wired differently, Earthtimes

Dr. Walter La Gatta

www.clinicadellatimidezza.it

Immagine:

Koppdelaney, Flickr

Autore:

Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

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