Quando il giudizio degli altri pesa sulla propria sessualità

Quando il giudizio degli altri pesa sulla propria sessualità

Dr. Walter La Gatta

La sessualità non è solo una questione individuale, ma anche sociale e culturale. Le norme culturali, le aspettative dei partner e dei gruppi sociali possono creare situazioni in cui le persone si sentono giudicate, escluse o umiliate per il loro modo di concepire la sessualità.

Questo articolo si basa su uno studio condotto in Austria nel 2022 su 3.000 persone, analizzando esperienze di ostracismo, umiliazione e stigmatizzazione legate al desiderio sessuale. L’obiettivo è capire come fattori sociali e culturali possano produrre disagio, spesso più relazionale che personale.

Dr. Walter La Gatta

 

Cos’è un disturbo del desiderio sessuale?

Secondo il DSM-5, un disturbo del desiderio sessuale si definisce non solo dal basso o alto interesse sessuale, ma anche dal disagio che questa situazione provoca nella vita della persona. Il disagio include effetti psicologici, sociali ed emotivi.

Avere poco o molto desiderio sessuale può essere un problema per la persona?

No. Non è il livello di desiderio in sé a essere patologico, ma il disagio che può nascere se la persona sente di non rispettare norme sociali o aspettative culturali.

Quali tipi di disagio sociale sono stati osservati in chi non si conforma alle aspettative culturali?

Lo studio preso in esame ha individuato tre principali forme di disagio sociale:

  • Molestie: insulti, pettegolezzi, umiliazioni, esclusione sociale e cyberbullismo.
  • Patologizzazione: uso di etichette come “frigida” o “pervertito” per giudicare la propria sessualità.
  • Misclassificazione sociale: attribuzione di stereotipi negativi legati a genere, età, orientamento sessuale o disabilità.

Chi subisce più spesso questi giudizi per ila propria sessualità?

In genere le donne eterosessuali possono essere criticate sia se desiderano troppo il sesso (slut-shaming) sia se ne desiderano poco.
Gli uomini eterosessuali sono giudicati invece “non virili” se hanno poco desiderio e “malati” se ne hanno troppo.
Le persone LGBTQ+ affrontano norme più complesse e critiche sia provenienti dalla comunità queer sia provenienti dalla società in generale.

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Che cos’è lo slut-shaming?

Il termine “slut-shaming” indica l’umiliazione o la stigmatizzazione di una persona, di solito una donna, per il suo comportamento sessuale percepito come “troppo libero” o “immorale” secondo norme sociali o culturali. In italiano si può tradurre come “far vergognare qualcuno per la propria sessualità” o più liberamente “umiliazione sessuale”.

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Esempio: una donna che ha più partner sessuali può essere insultata o giudicata negativamente dai suoi pari; questo è un caso di slut-shaming.

Cos’è la patologizzazione del desiderio?

Si ha quando si tenta di attribuire etichette cliniche superate per giudicare chi devia dalle norme sessuali, come “frigida” o “pervertito”. Questo può spingere le persone a comportamenti sessuali contro la loro volontà per conformarsi.

Che ruolo ha la misclassificazione sociale?

Collegare il desiderio sessuale a stereotipi di genere, età o orientamento sessuale può in molti casi creare esclusione e disagio. Ad esempio, uomini con basso desiderio sessuale possono essere etichettati come “gay” perché non si conformano agli stereotipi di mascolinità.


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Perché il disagio sessuale è spesso sociale e relazionale?

Perché il disagio nasce dal contesto: ciò che è considerato “troppo” o “poco” dipende dalle norme culturali, dalle aspettative del partner e del gruppo sociale. Le stesse persone possono sentirsi giudicate in modi diversi a seconda della situazione.

Ipnosi. Dr. Walter La Gatta
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Consigli pratici per chi si sente giudicato per la propria sessualità non conforme:

  • Riconoscere la fonte del giudizio: distinguere tra giudizio sociale e disagio personale.

  • Creare reti di supporto: cercare amici, gruppi o comunità che accettino la propria sessualità.

  • Educazione e consapevolezza: informarsi sui miti del desiderio e sulle norme sessuali, per ridurre internalizzazione di stereotipi.

  • Dialogo assertivo: comunicare ai partner o alle persone vicine i propri limiti e desideri senza colpevolizzarsi.

  • Spazio per il piacere personale: praticare attività che favoriscano il benessere sessuale, senza confrontarsi con aspettative esterne.

  • Supporto professionale: psicologi e sessuologi possono aiutare a elaborare vergogna, ansia o pressione sociale legata alla sessualità.

Dr. Walter La Gatta



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Fonte principale

Full article: Too much or not enough? Self-reported experiences of relational distress based on level of sexual desire. (s.d.). Recuperato 1 ottobre 2025, da https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/19419899.2024.2414338
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