Maltrattamenti infantili e sessualità adulta

Maltrattamenti infantili e sessualità adulta

Dr. Walter La Gatta

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Il maltrattamento infantile include abusi fisici, emotivi, sessuali e forme di trascuratezza, rappresenta un’esperienza purtroppo diffusa. Circa il 35-40% della popolazione riferisce di aver subito almeno un episodio di questo tipo, spesso in maniera ripetuta (Cyr et al., 2013; Macdonald et al., 2016). Questi eventi non solo influiscono sul benessere psicologico, ma possono avere conseguenze a lungo termine sulle dinamiche relazionali e sulla sessualità adulta (Bergeron et al., 2022).

Numerosi studi mostrano che una storia di maltrattamenti infantili è associata a insoddisfazione e disfunzioni sessuali, come riduzione del desiderio, difficoltà orgasmiche, dolore durante i rapporti o disfunzione erettile. Tali effetti sembrano più gravi quando le esperienze traumatiche sono state ripetute (Corsini-Munt et al., 2017; Vaillancourt-Morel et al., 2021). Inoltre, non solo le persone direttamente coinvolte, ma anche i loro partner possono sperimentare disagio psicologico e una minore soddisfazione di coppia (Vaillancourt-Morel et al., 2023).

In ambito clinico, questi temi emergono con frequenza: il 60% delle coppie e l’80% delle persone che cercano una terapia sessuale riportano una storia di maltrattamenti infantili (Berthelot et al., 2014; Bigras et al., 2017; Nelson & Wampler, 2000). Tra i problemi più diffusi compare il basso desiderio sessuale, spesso al centro delle preoccupazioni di coppia (McCabe et al., 2016; Péloquin et al., 2019).

Cerchiamo di saperne di più.

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Che cos’è il maltrattamento infantile e quanto è diffuso?

Il termine indica un insieme di esperienze traumatiche che includono abusi fisici, sessuali, emotivi e forme di negligenza. Secondo ricerche internazionali, fino al 40% delle persone riferisce di aver vissuto almeno un episodio di questo tipo nell’infanzia, spesso in contesti familiari.

In che modo il maltrattamento infantile influenza la sessualità adulta?

Le persone con una storia di maltrattamenti riportano più frequentemente insoddisfazione sessuale e difficoltà come calo del desiderio, dolore durante i rapporti, problemi erettili o difficoltà orgasmiche. L’impatto non è solo individuale: anche i partner possono vivere disagio e minore soddisfazione relazionale, segno che le ferite del trauma possono estendersi alla dinamica di coppia.

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Perché il desiderio sessuale è particolarmente coinvolto?

Il desiderio richiede fiducia, sicurezza e apertura all’altro. Chi ha vissuto esperienze traumatiche può sviluppare pensieri distorti su sé stesso e sugli altri (Briere, 2002; Finkelhor & Browne, 1985), percependosi come “inadeguato” e gli altri come “pericolosi”. Questa visione influenza la capacità di lasciarsi andare nelle interazioni intime, dove la vulnerabilità è inevitabile. Non sorprende che il basso desiderio sessuale emerga come uno dei problemi più comuni.

Che cos’è il disagio sessuale?

Si tratta della risposta emotiva negativa alla propria sessualità o alla funzione sessuale (Jodouin et al., 2021). Non è solo assenza di piacere, ma un vissuto doloroso che può alimentare ansia, insicurezza e conflitti di coppia. Nelle relazioni in cui è presente una discrepanza del desiderio, questo disagio può diventare molto marcato.

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Qual è il ruolo dell’avversione al tocco?

Il contatto fisico, normalmente associato a cura e piacere, può rappresentare un forte trigger per chi ha vissuto i maltrattamenti. Alcune persone sviluppano “avversione al tocco”: il contatto del partner viene percepito come sgradevole o minaccioso (Brennan et al., 1998; Maier et al., 2020). Questo fenomeno può ridurre il desiderio, aumentare il disagio e alimentare la distanza emotiva. Inoltre, può generare frustrazione e rifiuto anche nel partner, creando un circolo vizioso.

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Ci sono differenze di genere negli effetti dei maltrattamenti sulla sessualità?

Sì. Le donne tendono a riportare più spesso calo del desiderio, paura o disgusto legati all’attività sessuale, oltre a una minore soddisfazione complessiva. Gli uomini, invece, riferiscono con maggiore frequenza problemi legati alle prestazioni e un forte disagio sessuale (Bergeron et al., 2022; DiLillo et al., 2007). Tuttavia, entrambi i generi possono sperimentare conseguenze significative, che si riflettono nella qualità della vita di coppia.

Perché è importante studiare la dimensione di coppia?

Molti studi si sono concentrati solo sulle donne, trascurando gli uomini e soprattutto le dinamiche relazionali. Tuttavia, le ricerche disponibili mostrano che il maltrattamento infantile di una persona può influenzare anche la sessualità del partner (Vaillancourt-Morel et al., 2021). Questo significa che, nelle coppie, le difficoltà non sono solo individuali ma condivise: si parla di “effetti traumatici secondari”.

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Quali sono i meccanismi psicologici coinvolti?

Secondo i modelli teorici del trauma, chi ha vissuto maltrattamenti infantili tende a portare nell’età adulta sentimenti di paura, impotenza e tradimento. Questi vissuti possono riaffiorare nelle interazioni intime, dando vita a risposte di evitamento o di ipervigilanza, come l’avversione al tocco.

Quali prospettive cliniche emergono?

Capire come i maltrattamenti influenzino il desiderio e il disagio sessuale è fondamentale per costruire interventi efficaci. La terapia sessuale e di coppia deve integrare un approccio “trauma-informed”, che tenga conto dei possibili trigger legati al contatto fisico e alla vulnerabilità emotiva. Lavorare sul tocco, sulla fiducia e sulla comunicazione può aiutare a ricostruire la dimensione del piacere e della connessione.

Dr. Walter La Gatta

Fonte principale

Sansoucy, F., Kotiuga, J., Daspe, M.-È., Bigras, N., & Vaillancourt-Morel, M.-P. (2025). Childhood maltreatment, sexual desire and sexual distress in couples: The role of touch aversion. Child Abuse & Neglect, 164, 107460. https://doi.org/10.1016/j.chiabu.2025.107460

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