Relazioni fra colleghi sul luogo di lavoro: contano più dello stipendio

Relazioni sul lavoro: perché oggi contano più dello stipendio

C’è un elemento che nel 2026 pesa sempre di più sulla qualità della vita professionale: le relazioni umane. Dopo anni segnati da smart working, cambiamenti organizzativi, turnover elevato e nuove modalità di collaborazione digitale, il benessere sul lavoro non dipende più soltanto dal salario o dalla carriera, ma soprattutto dal clima che si vive ogni giorno con colleghi e responsabili.

Le aziende più innovative hanno capito che produttività, creatività e motivazione nascono prima di tutto da ambienti relazionali sani. E le ricerche più recenti confermano che sentirsi ascoltati, rispettati e parte di una comunità professionale riduce stress, burnout e desiderio di lasciare il proprio impiego.

Già anni fa lo psicologo John Gottman, famoso per i suoi studi sulle relazioni di coppia, sosteneva che i rapporti professionali funzionano in modo molto simile a quelli personali. Oggi quella intuizione appare più attuale che mai.

Cerchiamo di saperne di più.

Ipnosi. Dr. Walter La Gatta

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Dr. Walter La Gatta

Perché le relazioni sul lavoro sono diventate così importanti?

Perché il lavoro occupa una parte enorme della nostra vita quotidiana. Sempre più persone trascorrono più tempo con i colleghi che con amici o familiari. In questo contesto, un ambiente tossico può avere effetti pesanti sulla salute mentale, mentre relazioni positive migliorano energia, coinvolgimento e soddisfazione professionale.

Le aziende stanno iniziando a comprendere che il capitale umano non si misura solo attraverso le competenze tecniche, ma anche attraverso la qualità delle interazioni tra le persone.

Cosa rende positiva una relazione professionale?

Secondo molti esperti di organizational wellbeing, la base di ogni buon rapporto professionale resta la fiducia. Fiducia significa sapere che l’altro manterrà gli impegni, ascolterà senza giudicare e collaborerà in modo leale.

Lo psicologo Brandon Smith, conosciuto come “The Workplace Therapist”, parla di tre elementi fondamentali: autenticità, credibilità e vulnerabilità. Essere autentici significa mostrarsi coerenti e sinceri. La credibilità nasce dall’affidabilità quotidiana. La vulnerabilità, invece, coincide con la capacità di chiedere aiuto, riconoscere un errore o accettare il confronto.

Nel lavoro contemporaneo, sempre più ibrido e digitale, questi aspetti diventano ancora più delicati. Una call fredda o una comunicazione impersonale possono aumentare distanze e incomprensioni. Per questo molte aziende stanno investendo su leadership empatica, ascolto attivo e collaborazione trasversale.

Il rapporto con il capo conta davvero?

Moltissimo. Numerosi studi dimostrano che uno dei principali motivi di dimissioni non è il lavoro in sé, ma il rapporto con il proprio responsabile.

Un manager capace di valorizzare le persone, condividere informazioni e creare fiducia migliora motivazione e performance del team. Al contrario, leadership aggressive, controllanti o poco comunicative alimentano ansia, conflitti e disconnessione emotiva.

Oggi si parla sempre più di “human leadership”, cioè una leadership capace di unire competenze manageriali ed empatia. Le persone vogliono sentirsi considerate non soltanto come risorse produttive, ma come individui.

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Dr. Walter La Gatta

Le amicizie tra colleghi aiutano a lavorare meglio?

Sì, purché restino equilibrate. Le amicizie sul lavoro possono aumentare il senso di appartenenza, ridurre lo stress e rendere più piacevoli anche le giornate più difficili. Collaborare con persone con cui esiste stima reciproca favorisce inoltre creatività, scambio di idee e problem solving.

Naturalmente esistono anche rischi: gelosie, favoritismi, pettegolezzi o competizione possono compromettere il clima aziendale. Per questo è importante mantenere confini chiari e professionalità.

La solitudine lavorativa è un problema reale?

Assolutamente sì. Uno dei fenomeni più discussi negli ultimi anni è proprio la workplace loneliness, la solitudine sul lavoro. Può colpire soprattutto chi lavora da remoto, chi cambia spesso azienda o chi si trova in ambienti poco collaborativi.

Sentirsi isolati riduce motivazione, fiducia nei colleghi e coinvolgimento. Nel lungo periodo può aumentare stress, ansia e burnout. Per questo molte organizzazioni stanno cercando di creare momenti di connessione autentica anche nei team distribuiti.

Qual è allora la vera sfida delle aziende moderne?

Costruire ambienti dove le persone possano lavorare bene insieme senza perdere umanità. Oggi competenze tecniche e tecnologia non bastano più. Servono ascolto, intelligenza emotiva, rispetto reciproco e capacità di creare relazioni sane.

Come sosteneva Gottman, le emozioni positive fanno la differenza anche sul lavoro. Un complimento sincero, un confronto costruttivo, un gesto di supporto o semplicemente sentirsi inclusi possono cambiare radicalmente l’esperienza professionale di una persona.

Perché alla fine il lavoro non è fatto solo di obiettivi, scadenze e risultati. È fatto soprattutto di persone.

Dr. Walter La Gatta

Saluto del CIS
Saluto del Centro Italiano di Sessuologia - Dr. Walter La Gatta

Una presentazione del Centro Italiano di Sessuologia durante un Congresso tenutosi a Civitanova Marche.

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Fonte principale:
https://careerservices.upenn.edu/blog/2025/08/21/a-guide-to-building-positive-and-productive-workplace-relationships/

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Foto di Yan Krukau: https://www.pexels.com/it-it/foto/scrivania-banco-ufficio-lavorando-8837364/

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