Adolescenti ed esposizione alla violenza

Adolescenti ed esposizione alla violenza

Dr. Walter La Gatta

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Negli ultimi anni la percezione della violenza di genere come problema sociale sembra in calo tra i giovani, mentre crescono forme nuove e meno visibili di violenza, soprattutto digitale. Il rapporto INJUVE 2024 rivela dati preoccupanti: da un lato, sempre più adolescenti ritengono la violenza di genere un’“invenzione ideologica”; dall’altro, aumentano i casi di violenza online, il consumo di pornografia e l’esposizione a contenuti che rafforzano stereotipi sessisti. In questo scenario, l’educazione sessuale ed affettiva appare come la strategia più efficace per promuovere relazioni sane e consapevoli. Cerchiamo di capire meglio questo fenomeno.

Dr. Walter La Gatta

Come è cambiata la percezione della violenza di genere tra i giovani?

Nel 2019 l’82,5% dei giovani considerava la violenza un problema rilevante,; nel 2023 solo il 65% è dello stesso parere. Parallelamente, cresce chi la definisce un’“invenzione ideologica”: il 23% dei ragazzi e il 13,2% delle ragazze, quasi il doppio rispetto al 2019.

L'Adolescenza

Quali fattori spiegano questo calo di sensibilità?

Possiamo considerare come cause l’uso massiccio dei social (oltre 4 ore al giorno per il 70% degli adolescenti), l’esposizione a contenuti polarizzanti e stereotipati, la circolazione anonima di informazioni non verificate che riducono l’empatia e normalizzano la violenza.

Che cos’è la violenza digitale e quanto è diffusa?

Comprende la sextortion (diffusione di materiale intimo senza consenso), controllo attraverso i social, accesso illecito a password, cyberbullismo e grooming (adescamento di un minore in Internet tramite tecniche di manipolazione psicologica volte a superarne le resistenze e a ottenerne la fiducia per abusarne sessualmente). Il 47% dei giovani dichiara di esserne stato vittima, contro il 9% che ha subito aggressioni in strada.

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Perché si parla di “violenza digitale insidiosa”?

Perché si manifesta in modo progressivo e silenzioso, con scarso supporto da parte di famiglie, scuole e istituzioni, e rischia di diventare irreversibile.

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L’esposizione a questi contenuti crea una normalizzazione e una certa insensibilità alla violenza: una sorta di “violenza persistente a bassa intensità “. In questo contesto, possiamo parlare di una situazione di impotenza digitale durante l’adolescenza, intesa come la mancanza di meccanismi efficaci per riconoscere, prevenire e rispondere alla violenza che si verifica negli ambienti digitali.

Qual è il ruolo della pornografia in questo scenario?

Il 70% dei ragazzi e il 30% delle ragazze dichiarano di averne fatto uso. La maggior parte dei contenuti è violenta e dominata da logiche patriarcali, che alimentano visioni distorte su consenso e desiderio. Il 32% delle giovani donne riporta esperienze sessuali non consensuali.

L’esposizione a contenuti pornografici, soprattutto tra gli studenti minorenni, può contribuire a una percezione distorta della realtà , poiché tali contenuti spesso diluiscono sia il desiderio che il consenso e raffigurano scene che costituiscono aggressione come atti sessuali.

In questo contesto, diversi studi hanno dimostrato una relazione significativa tra consumo di pornografia e violenza sessuale , una relazione che aumenta quando il contenuto è violento .

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Quali strategie sono proposte per affrontare questi rischi?

Rafforzare l’educazione sessuale ed affettiva, includendo temi come empatia, consenso, responsabilità affettiva e assertività. L’obiettivo è sviluppare competenze relazionali e critiche che riducano l’influenza della pornografia come fonte primaria di apprendimento.

Dr. Walter La Gatta

Ipnosi Terapeutica CdT

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Fonte
Los adolescentes viven inmersos en violencia digital: ¿cómo les afecta?

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Foto di Pixabay

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