Figlio timido – Consulenza online

Dr. Walter La Gatta - Tel. 348 3314908
Psicoterapeuta Sessuologo
Dr. Walter La GattaANCONA TERNI CIVITANOVA MARCHE FABRIANO
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Buonasera, sono la mamma di 2 bambini il primo di 12 e il secondo di 6 Le scrivo perchè il mio figlio maggiore mi preoccupa da tempo fin da piccolo ha dimostrato di avere un carattere sensibile e intelligente che con il tempo è diventato anche introverso e insicuro in più ha sempre frequentato sua cugina più grande di 3 anni ma tutto ciò lo ha emarginato e reso poco spensierato e
giocoso come è giusto che siano i bambini inoltre è portato sempre a frequentare il mondo femminile.
Risultato a poco a poco quello che io temevo si sta avverando non ha amici in classe se non qualche femmina inoltre non piacendogli nessun sport specialmente il calcio l’emarginazione con gli altri maschi è presto fatta.

Teme la competizione è insicuro a volte si sfoga con me io lo rassicuro dicendogli che basta provare non deve essere un campione lo spingo a trovare un sport che gli piaccia quest’anno stiamo provando la pallavolo ma vedo che sta rinuciando e questa sera mi ha confessato che non vuole andarci perchè tanto la palla nel gioco non gliela passano e lui non è capace a giocare . Io l’ho rassicurato ma mi domando è giusto da parte mia forzarlo a fare sport?

Fin da piccolo ha giocato con le femmine e poco con i maschi si è sempre di più isolato specialmente ora che tutti giocano a calcio e fanno sport fosse per lui starebbe dentro casa con i suoi video games che io gli ho sequestrato.
Io e mio marito presi dalla disperazione abbiamo anche provato a parlagli per dirgli di cambiare perchè in cuor nostro temevamo che gli altri lo prendessero in giro nelle medie,(ma me ne sono pentita perchè mi sono chiesta che messaggio avrà capito penserà che non ci piace che ha qualcosa di sbagliato da nascondere e mi fà tenerezza ) gli vogliamo un mondo di bene e soffriamo nel vederlo così isolato e ci domandiamo cosa possiamo fare per aiutarlo?

Dimenticavo a me e mio marito ci sembra che ogni nostro tentativo per staccarlo dalla cugina per fargli frequentare i suoi cotanei sia stato sempre sfortunato non è mai andato a buon fine.

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A12

Gentile Signora,

Nella sua lettera mi sembra che vi siano scarsi riferimenti alla figura paterna e questo un po’ mi stupisce: infatti, se il ragazzo non ha amici coetanei con i quali dividere il tempo, la cosa più naturale sarebbe quella di trascorrere le ore libere con il papà: ad esempio andando insieme allo stadio, giocando alla playstation, andando a funghi, al bar a giocare a biliardo, al cinema per vedere un film d’avventura, in moto…

Tante sono le cose che possono fare insieme padri e figli e non capisco come mai suo figlio sia stato in qualche modo affidato a questa sua cugina, che chiaramente non può essere per lui un modello sul quale plasmare la sua personalità. Il suggerimento principale dunque è che il padre sia più attivo nell’interagire con lui (anche perché, avendo 12 anni, fra pochi anni, se non mesi, la figura paterna non potrà più essere un modello, come capita spesso nel periodo adolescenziale).

Un secondo suggerimento è quello di aprire le porte della vostra casa a famiglie che abbiano figli dell’età del vostro ragazzo e che le frequentiate anche fuori dalle quattro mura domestiche, ad esempio in gite e vacanze, in modo che suo figlio possa avere l’opportunità di conoscere dei coetanei in un ambiente protetto, dove il supporto e l’affetto dei suoi cari è sempre a portata di mano.

Quanto allo sport, poiché questo è essenziale per lo sviluppo psicofisico di un ragazzo, occorre fare bene attenzione a scegliere quello più adatto, quello che gli piace di più, e se lo sport di squadra non fa per lui, va benissimo optare per uno sport individuale, come il tennis o il nuoto. L’importante è fare qualcosa che gli piaccia e gli dia delle soddisfazioni: questo lo aiuterà nello sviluppare la stima e la fiducia in se stesso.

Infine, per completezza di informazione, è possibile che vostro figlio possa avere qualche incertezza sessuale, avendo solo amiche femmine, come capita a molti adolescenti nella stessa condizione. Questo potrebbe farlo sentire “diverso” dai coetanei, sia maschi che femmine, e generare in lui qualche atteggiamento depressivo. Probabilmente non è questo il problema, ma se fosse, sarebbe bene ascoltarlo con interesse ed attenzione, con la mente libera da qualsiasi pregiudizio, perché il ragazzo dovrebbe essere in questo caso aiutato a trovare se stesso.
Saluti cordiali e auguri.

Dr. Walter La Gatta

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Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona, a Fabriano e Terni. Possibili anche consulenze via Skype. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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