Fine di un amore

fine di un amore

“Salutarsi è una pena così dolce che ti direi addio fino a domani”, scriveva William Shakespeare, ma per alcuni salutarsi, quando un amore finisce, non è sempre facile. Non si sa con quali parole dirlo, quale atteggiamento assumere, se continuare a frequentarsi o dividere per sempre ed inesorabilmente le proprie strade. Ecco qualche informazione per cercare di vivere più serenamente la difficile fase della crisi e soprattutto per fare una scelta più ponderata sulla reale necessità di dirsi addio.

Una relazione in crisi può essere salvata?

Le relazioni non sono mai completamente cattive e sbagliate: si tratta di concentrarsi anzitutto sulle cose che ancora si apprezzano nel/nella partner, oltre che di trovare nuovi modi di stare insieme, nuove regole nella coppia.  Prima di gettare tutto al vento vale la pena cercare sempre di impegnarsi nella relazione con sufficiente motivazione e speranza, affinché le cose possano cambiare e si possa ritrovare l’intesa di un tempo. Dopo tutto, ogni relazione di coppia subisce diversi momenti di difficoltà, per cui l’attuale crisi potrebbe non necessariamente essere presagio di una rottura definitiva.

Vale la pena parlarne con il/la partner?

Certamente. Se si rimane chiusi nel proprio mutismo, se non si dice al partner come ci si sente,  l’altra parte potrebbe non avere idea del disagio che si prova nella relazione. Spesso si ha paura di parlarne per il timore di peggiorare le cose, ma rimanendo in silenzio e provando a risolvere i problemi da soli, non si dà all’altro l’opportunità di contribuire a ristabilire le sensazioni di soddisfazione provate all’inizio della relazione.

Quando conviene tentare in tutti i modi di salvare la relazione?

Sicuramente quando si prova ancora stima per il/la partner e si prova ancora piacere nello stare insieme, nonostante la crisi. In questo caso vale sicuramente la pena di provare a salvare il rapporto di coppia. Un altro motivo molto valido per tentare di salvare il rapporto è la presenza di figli piccoli i quali, in caso di separazione dei genitori, sono destinati a perdere la famiglia nella quale sono cresciuti e cioè una delle loro maggiori fonti di sicurezza: se i due partners vanno ancora abbastanza d’accordo, nonostante la conflittualità e i problemi quotidiani, se non vi è ancora un serio coinvolgimento in altre relazioni fuori della coppia, è sempre meglio cercare di salvare ciò che si ha, piuttosto che sognare improbabili situazioni future di felicità con altre persone e in famiglie allargate. Ovviamente, se queste due condizioni non sussistono, la scelta di troncare è molto più facile (ed è anche una scelta sana).

Una breve relazione con una terza persona può essere un serio pericolo per il proprio rapporto?

E’ difficile che gli amori occasionali sopravvivano, perché i due partners trovano sul loro cammino degli ostacoli davvero difficili da superare: la presenza dei familiari o dei partner fissi, a volte la distanza, le diverse abitudini, i diversi progetti per il futuro ecc. Quello che però una storia occasionale può lasciare in chi la vive è la sorpresa per quello che è accaduto e la sensazione di non essere più innamorati del proprio partner. Se il tradimento dunque viene utilizzato dalla coppia per riscrivere le regole del rapporto, per cambiare le vecchie abitudini e per cercare maggiori occasioni di benessere comune, questo può essere addirittura salutare per la coppia.

Oltre al tradimento, quali altri fattori possono rivelarsi critici per la coppia?

Fattori scatenanti potrebbero essere un trasferimento, un cambiamento delle abitudini di vita, la nascita di un figlio, la perdita di una persona cara, la perdita del lavoro, ecc.

Quali sono i segnali di pericolo per la relazione?

  • Intolleranza verso il/la partner. Quando le persone sono ancora innamorate, spesso hanno molta pazienza nei confronti dei difetti del partner, perdonano rapidamente e hanno fiducia che determinate situazioni non si ripresenteranno. Quando i sentimenti positivi iniziano però a svanire, l’intolleranza diventa esplicita e si comincia a verbalizzare tutto quello che si pensa attraverso lamenti e critiche. Si perde inoltre la fiducia e la speranza nei possibili cambiamenti.
  • Diminuzione dei gesti d’amore e dei rapporti sessuali. Quando l’affetto diminuisce, non ci sono più carezze, baci, abbracci.  La maggior parte delle coppie in crisi hanno rapporti sessuali sempre meno frequenti ed intensi.
  • Perdita del desiderio della presenza dell’altro nella propria vita. I partner che hanno un buon rapporto sono profondamente legati anche una volta superato il periodo intenso dell’innamoramento: essi rimangono in contatto anche quando sono lontani  perché mantengono vivo il sentimento di affetto e il desiderio di condividere le cose della vita. Anche due partner in crisi possono cercare il contatto in più occasioni durante la giornata, ma sono comunicazioni pratiche, senza sentimenti, senza emozioni.
  • Mancanza di atteggiamenti di cura nei confronti dell’altro. Quando le persone sono in difficoltà emotiva, spesso regrediscono a comportamenti più infantili, anche per cercare nell’altro il genitore amorevole che si prenda cura di sé. Se le persone sono profondamente innamorate questa offerta di cure è sincera, generosa e incondizionata, ma quando non c’è più il sentimento dell’amore non solo non ci sono più cure, ma diminuiscono anche le attenzioni nei confronti del disagio provato dall’altro.
  • Insensibilità verso la privacy. Le persone innamorate parlano di esperienze intime e personali, confidando che rimarranno per sempre custodite dall’altro/a. Man mano che le persone diventano meno importanti l’una verso l’altra però si perde anche questa sensibilità verso la privacy del partner e si può arrivare a divulgare le sue cose private ad altre persone, con la massima noncuranza.

Dr. Giuliana Proietti

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Pixabay

Autore:

Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

Per appuntamenti e collaborazioni: 347 – 0375949 Ancona

Biografia completa della Dr. Giuliana Proietti: qui

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