Si fuma per timidezza: perché smettere di fumare

fumare

SEI UN FUMATORE/UNA FUMATRICE?
SI FUMA PER TIMIDEZZA:
ECCO PERCHE’ DOVRESTI SMETTERE DI FUMARE

Nella vita, tutte le persone hanno a che fare con un po’ di ansia. Tuttavia, per alcuni, non si tratta solo di momenti difficili, in cui si vive un doloroso stato di incertezza e inquietudine che procura allarme (spesso ingiustificato), ma di uno stress prolungato e profondo, che può trasformarsi nel tempo in una seria malattia, psicologica o psicosomatica.

Le persone possono cercare di curare la propria ansia attraverso alcune auto-terapie che sembrano curare i propri disturbi, alleggerire i propri difetti: questo accade, ad esempio, ai fumatori, i quali si abituano, nei momenti di ansia e di stress, ad accendere una sigaretta. In questo modo essi hanno la sensazione di scaricare le tensioni e di stare meglio, con gli altri e con se stessi.

In realtà non è così: si tratta solo di una errata convinzione che è maturata con il tempo, ma che non ha alcun fondamento scientifico. Le ricerche mostrano infatti che, smettendo di fumare, si eliminano i ripetuti episodi di ansia e di conseguenza ci si sente meno ansiosi.

In genere si comincia a fumare durante l’adolescenza: inutile dire che il gesto del fumare in questo periodo può avere dei significati simbolici molto forti nel gruppo dei pari, in quanto attraverso il fumare ci si propone come persone adulte, capaci di trasgredire le regole e di sfidare chi vorrebbe imporre dei divieti.

Fumare da adulti può essere dunque semplicemente l’effetto di una dipendenza che si è venuta a creare nell’adolescenza e dalla quale non si riesce a prendere le distanze: un po’ per pigrizia, un po’ per abitudine.  La dipendenza tuttavia non dipende solo dalla nicotina, ma anche dalla gestualità: accendere una sigaretta è un grande salvagente per chi teme la timidezza e i momenti di ansia sociale.

La persona timida che fuma infatti può sentirsi più disinvolta con la sigaretta in mano o in bocca, e superare meglio i momenti di insicurezza personale quando si sente osservata, o ha difficoltà nell’eloquio: la sigaretta distrae l’interlocutore e permette delle pause per cercare le parole più adeguate.

Certamente c’è anche chi fuma per il piacere di farlo e non per superare i momenti di timidezza: il portare la sigaretta alla bocca è già di per sé un gesto di rassicurazione, che nasconde una soddisfazione erotica. Freud aveva infatti individuato nella zona orale la prima zona di piacere del bambino (che permane anche nella vita adulta con le pratiche sessuali). In realtà le persone che fumano solo per il piacere di respirare il tabacco sono molto poche.

Anche i gesti del fumare possono cambiare da persona a persona: c’è chi respira il fumo della sigaretta e chi lo espelle subito. Le ricerche hanno dimostrato che le persone che aspirano profondamente il fumo sono anche quelle più portate a mettere in atto comportamenti rischiosi ed impulsivi, senza valutare a pieno le conseguenze, dando maggiore importanza al momento presente che alla conservazione della propria salute e della propria sicurezza.

Fra gli adolescenti è provato che i maggiori fumatori si trovano fra i ragazzi meno scolarizzati, ma in questa statistica non si può non tenere conto dei modelli familiari: se si è assistito sin da bambini a questo rituale compiuto dai genitori, se si è visto che essi accendevano sigarette nei momenti di difficoltà e di tensione, è molto probabile che, prima o poi, ci si ritrovi a fare la stessa cosa (anche se da bambini le sigarette degli adulti possono aver dato fastidio).

In ogni caso, è importante riflettere su un dato ormai consolidato: chi non fuma è ben difficile che, in caso di stress, decida di accendersi una sigaretta, mentre chi fuma già è portato ad aumentare le dosi.

Questo significa che non è la sigaretta in sé che dona sicurezza e pace interiore; è evidente che si è spinti verso il fumo dal significato che si attribuisce a questa azione: è l’abitudine, e non il bisogno di rilassarsi, che può spingere il consumatore di tabacco ad aumentare progressivamente le sue dosi.

Si fuma, oltre che per ansia e stress, anche per noia, per darsi uno stimolo, per tenere impegnate le mani, per fare qualcosa. Analizzando bene le cose tuttavia, ci si può rendere facilmente conto che anche questi sono segnali di ansia.

Oggi, che il fumo è vietato in molti luoghi pubblici e che, anche nelle case private è molto meno tollerato rispetto al passato, la persona che insiste nel voler fumare una sigaretta, quando non lo faccia per manifesto sprezzo delle regole, lo fa molto probabilmente per timidezza o per incapacità di gestire la sua ansia.

Ci sono tanti altri modi per sedare l’ansia, che fanno molto meno male del fumo: insistere con la sigaretta appare veramente anacronistico e spesso, se lo si fa per celare le proprie insicurezze,  può essere del tutto inutile…

Il consiglio dunque è quello di smettere di fumare, al più presto possibile.

Seguono alcuni consigli e riflessioni per cercare di smettere da soli. Nel caso non si riuscisse nell’impresa (a volte si tratta davvero di una impresa…), non resta che rivolgersi ad un terapeuta, per essere aiutati.

RIFLESSIONI E CONSIGLI UTILI

La nicotina è una droga fortemente coinvolgente, che influenza la chimica del cervello. I fumatori a volte pensano che fumare sia solo una cattiva abitudine e che possono smettere quando vogliono… Molti restano sorpresi nello scoprire che non è proprio così quando cercano di smettere.

Non è mai troppo tardi per smettere. Anni di fumo e problemi di salute legati al fumare possono far credere che la cessazione del fumo non sarà di alcun beneficio, poiché il danno è già stato fatto. Questo non è vero. Appena si smette di fumare, il corpo inizia a guarire. Sebbene non tutti i danni causati dal fumo possano essere annullati, molti possono essere sicuramente migliorati o arrestati.

Quando si smette di fumare pensieri ossessivi, relativi al fumo, e sentimenti di perdita e tristezza sono normali. La dipendenza che si è creata farà sperimentare sicuramente i sintomi dell’astinenza da nicotina, ma essi sono destinati a sparire in poche settimane.

Le crisi di astinenza saranno dunque la prima sfida da affrontare. Per superare questa fase, breve ma intensa,  occorre imparare l’arte della distrazione. Occorre riprogrammare le proprie abitudini, trovando qualcosa di diverso da una sigaretta (che non sia cibo o altre sostanze che inducono dipendenza) per riempire un vuoto. Dopo la prima settimana di astinenza ci si sorprenderà nell’aver appreso così bene a saper resistere alla tentazione del fumo.

La guarigione dalla dipendenza da nicotina richiede tuttavia un periodo più lungo, che dura almeno un anno.  Ogni giorno che si trascorre senza fumare è un passo avanti verso
il successo.

La chiave per rompere in modo permanente i legami con il fumo sta nel cambiare la relazione con il fumo. La sigaretta non deve più essere pensata come il momento di comfort, di compagnia, di gestione dello stress e altro ancora.

Un’altra cosa importante è informarsi seriamente sui danni che il fumo produce alla salute: leggere le ricerche, le notizie, le statistiche è sicuramente d’aiuto nel cercare di essere quanto più determinati nel liberarsi dalle sigarette.

Può sembrare macabro, ma è utile, cercare anche i racconti di prima mano di coloro che hanno combattuto contro le malattie causate dal fumo.

Aver smesso di fumare, aver riconquistato il proprio benessere e la propria libertà sarà una bella ricompensa, che vale tutti i sacrifici che questo percorso richiede.

Se tutto questo non bastasse, per convincersi di smettere, è utile guardare le foto di queste due signore gemelle, una fumatrice e una no.

effetti del fumo

Ellepi Associati Ancona Terni

psicoterapeuta sessuologa AnconaFoto Dr. Walter La Gatta

 

psicoterapeuta sessuologa AnconaFoto Dr. Walter La Gatta

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Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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Biografia completa del Dr. Walter La Gatta: qui

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