Il rifiuto delle ragazze – Consulenza online

Il rifiuto delle ragazze – Consulenza online


Consulenza online Walter La Gatta

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Egregio Dottore,

Siamo due genitori preoccupati in quanto i nostri due figli rifiutano qualsiasi tipo di approccio con le ragazze. Il problema è maggiore con il più grande di dodici anni, che mentre si relaziona con facilità con tutti i compagni della sua età (principalmente compagni di scuola), rifiuta totalmente l’idea nei confronti di una bambina.

Mentre i suoi compagni di sempre ora cominciano a passeggiare e a frequentarsi più assiduamente con le compagne di scuola (provando i primi sentimenti verso il sesso opposto), mio figlio preferisce restare solo a casa piuttosto che stare con i soliti compagni che ora si incontrano con le ragazze (il motivo da lui stesso dichiarato è appunto la presenza delle ragazze nel gruppo). In alternativa preferisce incontrarsi con il compagno di scuola, con il quale non ha mai legato, piuttosto che restare da solo. Anche il più piccolo di nove anni, rifiuta totalmente l’idea, anche solo al parlarne, di un’amichetta femmina.

A completare il quadro, siamo stati e lo siamo ancora, genitori particolarmente riservati, rarissime le occasioni di incontro con altri amici o altre famiglie: fondamentalmente chiusi, anche se con i figli stiamo cercando (con enormi difficoltà) di invertire la rotta (invogliandoli a sport, musica, feste con i compagni di scuola, uscite nel weekend a cinema o passeggiate in città in compagnia degli amichetti).

Avremmo prima di tutto noi necessità di qualche consiglio su come affrontare e far affrontare il problema ai nostri figli. E’ ancora presto? Bisogna lasciare che i nostri figli facciano le loro esperienze o intervenire per spingerli o motivarli da subito alle frequentazioni con le ragazze? Quale può essere il motivo recondito di questo rifiuto verso il sesso opposto?

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Gentilissimi,

il motivo più profondo è che, quando i bambini e le bambine sono molto piccoli, riescono a giocare insieme con naturalezza, poiché le differenze tra loro sono ancora poco marcate. Con la crescita, però, tendono progressivamente a preferire la compagnia di coetanei dello stesso sesso. Questo avviene perché è all’interno di questi gruppi che si sentono più liberi di confrontarsi, sia nei giochi sia nel modo di pensare e di comportarsi.

In tali dinamiche di gruppo si osserva spesso un fenomeno di reciproca imitazione: il modo di parlare, di vestirsi o persino piccoli atteggiamenti vengono condivisi e riprodotti, nel tentativo di somigliarsi e riconoscersi maggiormente l’uno nell’altro. Si tratta di un processo naturale e importante.

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Dal punto di vista evolutivo, infatti, questa fase contribuisce a rafforzare l’identità sessuale, che via via si definisce e si differenzia rispetto a quella dell’altro sesso. È una tappa che può protrarsi anche fino ai 16-17 anni, pur con alcune eccezioni sempre più frequenti. Oggi, infatti, si osserva una maggiore precocità nella scoperta della dimensione affettiva e sessuale, con alcuni ragazzi e ragazze che iniziano relazioni con coetanei dell’altro sesso già in giovane età, talvolta anche con esperienze più avanzate. Tuttavia, questi casi rappresentano ancora una minoranza rispetto al gruppo complessivo dei pari.

Per questo motivo, è importante rassicurarsi: quando i ragazzi si sentiranno pronti, si avvicineranno spontaneamente all’altro sesso. Nel frattempo, ciò che assume un ruolo fondamentale è il contesto familiare. È utile che i genitori favoriscano occasioni di socializzazione, ad esempio frequentando altre famiglie, incoraggiando la partecipazione ad attività sportive o di gruppo, e aprendo la propria casa a momenti di incontro come feste o ritrovi. Le competenze sociali, infatti, si sviluppano prima di tutto all’interno della famiglia e delle esperienze quotidiane che essa rende possibili.

Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

Dr. Walter La Gatta

Immagine:
Pexels

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