Se il lavoro non è di qualità, non si sta meglio

Se il lavoro non è di qualità, non si sta meglio

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In genere si pensa che avere un lavoro, una occupazione, permetta alle persone di godere di una migliore salute mentale rispetto a chi vive una condizione di disoccupazione. In realtà le cose non sembrano stare in questi termini: secondo un nuovo studio infatti, la salute mentale di una persona viene negativamente influenzata dallo stato di disoccupazione, ma le cose non migliorano se il lavoro che si va a svolgere è un lavoro di scarsa qualità psicosociale.

A27/A5

Studi precedenti avevano dimostrato che trovare lavoro riduce di per sé  i livelli di malattia mentale, per cui le persone che passano dallo stato di disoccupazione alla condizione di occupati, sembrano soffrire di meno di disturbi psicologici e psichiatrici. Questo nuovo studio, condotto da un team di esperti australiani e britannici, pubblicato su Psychological Medicine ci mette però in guardia dal credere che le cose stiano esattamente così.

Analizzando i dati relativi ai disturbi mentali raccolti nell‘English Adult Psychiatric Morbidity Survey, i ricercatori hanno studiato 2603 questionari, compilati da soggetti di età compresa fra 21 e 54 anni, che erano occupati, disoccupati o alla ricerca di un lavoro.

La qualità del lavoro è stata misurata in base a queste caratteristiche:

  • richieste lavorative
  • possibilità di controllo
  • riconoscimenti
  • livello di sicurezza

Secondo i risultati, coloro che svolgevano lavori poco qualificati non mostravano alcun segno di miglioramento nella salute mentale rispetto ai disoccupati. Questi lavoratori avevano infatti la stessa possibilità dei disoccupati di sviluppare malattie psicologiche e psichiatriche (es. depressione, ansia, fobie, ecc.) e il dato è rimasto costante anche quando sono stati presi in considerazione i fattori demografici e socioeconomici, dimostrando la sua significatività.

Anche se comunemente si crede che il lavoro migliori la salute mentale e il benessere personale, se il lavoratore ritiene che le sue mansioni siano di scarsa qualità psico-sociale, questo non migliora affatto la sua salute mentale. L’autore principale di questo studio, il Prof. Butterworth, ha detto che “gli sforzi della politica per migliorare la salute mentale della Comunità dovrebbero concentrarsi non solo nel migliorare i tassi di occupazione, ma anche nel preoccuparsi della qualità psico-sociale del lavoro”.

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La conclusione di Butterworth è che se i lavoratori, attraverso il nuovo impiego, non riescono a risolvere le difficoltà che incontrano nei confronti della autostima, della sicurezza e del controllo sul proprio lavoro, essi non avranno alcun miglioramento nella salute mentale e questi disagi psicologici andranno inesorabilmente a gravare sui sistemi sanitari pubblici.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:
Common mental disorders, unemployment and psychosocial job quality: is a poor job better than no job at all?
P. Butterwortha, L. S. Leacha, S. McManusa and S. A. Stansfelda Psychological Medicine2012; DOI: 10.1017/S0033291712002577, via Low Quality Job As Bad For Health As No Job, Medical News

Immagine:
Pexels

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