La personalità di chi si mangia le unghie
Relazione fra sesso e cibo
Dr.ssa Giuliana Proietti
Tel. 347 0375949
Ancona - Fabriano - Civitanova Marche - Terni e ONLINE
L’abitudine di mangiarsi le unghie, in termini scientifici onicofagia, è considerata, in termini clinici, un comportamento ripetitivo focalizzato sul corpo (body-focused repetitive behavior, BFRB), simile alla tricotillomania (tirarsi i capelli) o alla dermatillomania (grattarsi la pelle). Ma è un comportamento normale o un sintomo?
Cerchiamo di saperne di più.
Quando questo comportamento viene considerato un disturbo?
Dipende dalla frequenza, dall’intensità e dal grado di disagio che provoca. Se praticata occasionalmente, può essere vista come un’abitudine comune, soprattutto nei bambini e negli adolescenti. Tuttavia, se diventa cronica, dolorosa, causa sanguinamento o interferisce con la vita quotidiana, può essere considerata un disturbo e rientrare nei comportamenti ossessivo-compulsivi.
Come viene considerato, in senso clinico, il mangiarsi le unghie?
Nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders Fifth Edition (DSM-5), l’onicofagia è classificata come “Altro disturbo ossessivo-compulsivo specificato e correlato” con la specificazione di “comportamento ripetitivo focalizzato sul corpo (BFRB)”, mentre la Classificazione statistica delle malattie e dei problemi di salute correlati, l’ICD-10 classifica la onicofagia come “altri disturbi comportamentali ed emotivi specificati con insorgenza che di solito si verifica nell’infanzia e nell’adolescenza”
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Chi si mangia le unghie più spesso?
Secondo diverse ricerche, l’onicofagia è più frequente nei bambini e negli adolescenti, con un picco tra i 10 e i 18 anni. Tuttavia, anche molti adulti mantengono questa abitudine. Non ci sono differenze significative tra i generi.
Quali problematiche psicologiche sono in genere associate al mangiarsi le unghie nei bambini?
Le condizioni psicologiche più comuni legate al mangiarsi le unghie nei bambini sono il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, il disturbo oppositivo provocatorio e il disturbo d’ansia da separazione. Inoltre, possono esservi alcuni altri disturbi in comorbilità, che riguardano il disturbo depressivo maggiore, il disturbo da tic, forme di disturbo ossessivo-compulsivo, enuresi (minzione involontaria), ritardo mentale, disturbo pervasivo dello sviluppo, disturbo d’ansia generalizzata e disturbo di panico.
Quali sono le cause psicologiche di questo comportamento?
Secondo una ricerca (Siddiqui et al., 2020), le ragioni per cui le persone si mangiano le unghie sono:
- Comportamento inconsapevole, di cui non ci si rende conto
- Stress e ansia: mangiarsi le unghie può funzionare come valvola di sfogo o meccanismo auto-calmante.
- Noia o inattività: spesso il comportamento emerge in momenti di inattività, come davanti alla TV o durante lo studio.
- Perfezionismo: alcune persone riferiscono di rosicchiarsi le unghie perché notano imperfezioni e cercano di “correggerle”.
- Forma di controllo dell’aggressività
- Sintomo di un disturbo ossessivo compulsivo
Perché i perfezionisti dovrebbero mangiarsi le unghie?
Si pensa che mangiarsi le unghie possa essere collegato a un tipo di personalità perfezionista perché il perfezionismo è associato a una bassa soglia di noia e a una tolleranza molto ridotta della frustrazione.
Il mangiarsi le unghie è sempre collegato a disturbi psicologici?
Non sempre, ma può esserlo. In alcuni casi è associato a:
- Disturbo ossessivo-compulsivo (OCD)
- Disturbo d’ansia generalizzato
- ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività)
- Disturbo da tic
Ci sono conseguenze fisiche?
Sì. Le principali includono:
- Danni alle unghie e al letto ungueale
- Infezioni (come paronichia)
- Problemi ai denti e gengive
- Dolore e sanguinamento
- Trasferimento di batteri dalla bocca alle mani e viceversa
Come si può smettere?
Smettere non è facile, soprattutto se l’onicofagia è radicata da anni. Alcune strategie utili includono:
- Consapevolezza: tenere un diario per individuare i momenti e le emozioni che scatenano il comportamento.
- Tecniche sostitutive: tenere le mani occupate (es. con una pallina antistress) o usare gomme da masticare.
- Barriere fisiche: applicare smalti dal sapore amaro o cerotti protettivi.
- Manicure regolare: avere unghie curate può ridurre la tentazione.
- Terapia cognitivo-comportamentale (CBT): particolarmente efficace nei casi più persistenti o legati ad ansia e perfezionismo.
Mangiare le unghie è sempre un segno di disagio emotivo?
Non necessariamente. In molti casi è solo un’abitudine automatica, che non implica una sofferenza psicologica evidente (ad esempio, un’intensa vergogna, senso di colpa o ansia nel mostrare le proprie mani con le unghie rovinate, ma nonostante questo ci si sente incapaci di smettere).
Inoltre, se questo comportamento è accompagnato da altri sintomi (ansia, irritabilità, difficoltà relazionali), può essere utile rivolgersi a un/a professionista.
Quando il mangiarsi le unghie non è patologico?
Vi sono persone che non eccedono nel comportamento e che non ne soffrono in particolare modo: in questo caso si tratta quasi di un passatempo, che aiuta nella concentrazione o nel superare un momento di ansia o di stress.
Certamente potrebbero esserci passatempi meno dannosi, ma del resto stiamo parlando anche di abitudini acquisite nell’infanzia (secondo Freud nello stadio orale dello sviluppo psicosessuale) che possono anche avere una loro efficacia per il benessere della persona a causa dell’abitudine e della ripetitività dei comportamenti.
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Quando è il caso di chiedere aiuto?
Quando il comportamento diventa incontrollabile, provoca danni fisici, interferisce con la vita sociale o genera forte imbarazzo. Anche se non si tratta di un disturbo grave, può essere un segnale di un disagio che merita attenzione.
Cosa fare con i bambini che si mangiano le unghie?
Nei bambini, l’ammonimento o il rimprovero sono quasi sempre inefficaci. Possono tuttavia funzionare le tecniche di rinforzo positivo: se non fai questo, puoi guadagnare quello. Ad esempio si può offrire un premio, una cosa desiderata, ecc.
In conclusione, cosa si può dire?
Si può concludere dicendo che mangiarsi le unghie è un comportamento molto diffuso e non sempre patologico. Lo diventa in presenza di altri segnali di disagio, oppure se il comportamento causa malessere e senso di colpa o vergogna, oppure se lo si fa in modo particolarmente aggressivo o frequente.
La psicoterapia ha diversi strumenti per aiutare le persone a superare questo problema.
Dr. Giuliana Proietti

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Psicoterapeuta Sessuologa
● Attività professionale online
● Terapie individuali e di coppia
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.
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