La fobia sociale: cosa si prova

fobia sociale

Quando si soffre di ansia sociale (o fobia sociale), molte cose che le altre persone considerano “normali”, come incontrare delle persone nuove, parlare in pubblico, mostrare le proprie emozioni davanti agli altri, ecc. può essere causa di un grave disagio. Ecco allora una breve guida per comprendere meglio i vissuti di una persona che ha questo problema. In quali situazioni si prova maggiore disagio? Le situazioni che, in genere, causano maggiore ansia sono: Parlare con estranei Parlare in pubblico Incontrare delle persone conosciute Essere costretti a guardare le altre persone…

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Come gestire i pettegolezzi

pettegolezzi

In genere i pettegolezzi negativi sugli altri sono sempre fonte di curiosità e interesse, anzitutto perché sono considerate informazioni utili per non sbagliare nel giudicare cose e persone, considerandole diverse da quelle che sono. Detto questo, è chiaro che gli altri saranno a loro volta interessati a conoscere i pettegolezzi su di noi, specialmente quelli che ci mettono in cattiva luce. Questo interesse verso aspetti della propria vita che si vorrebbero mantenere nella massima privacy può produrre ansia e disagio e portare a fare passi falsi, nel tentativo di scrollarsi…

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L’ansia da separazione nei bambini

ansia da separazione

L’ansia da separazione rappresenta un normale stadio di sviluppo per i bambini, che viene in genere superata intorno ai tre anni. In alcuni bambini, questo stato ansioso al momento della separazione è segno di una condizione psicologica più grave,  nota come disturbo d’ansia da separazione. La situazione è considerata più grave se l’ansia da separazione appare intensa o prolungata,  se interferisce con la scuola, o con altre attività quotidiane, se include attacchi di panico o altri problemi. Il disturbo d’ansia da separazione può verificarsi anche negli adolescenti e negli adulti,…

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Consolare i bambini è meglio che farli piangere?

bambino che piange

Perché i bambini piccoli piangono? Tutti i bambini piangono, e alcuni più di altri. Del resto piangere è l’unico modo in cui il  bambino può esprimere le sue emozioni e i suoi bisogni. A volte è facile capire di cosa hanno bisogno i bambini, ma a volte non lo è affatto (e i loro pianti disperati possono a volte durare ore e ore…). Quali sono i motivi più comuni per cui i neonati piangono? fame pannolino sporco o bagnato stanchezza desiderio di coccole meteorismo caldo o freddo noia coliche Quale…

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La fobia del contatto o afefobia

fobia da contatto

Cosa è la fobia del contatto? L’afefobia o aptofobia (dal greco ἄπτω “toccare” e φόβος “paura”) è una fobia che comporta grande disagio, se non repulsione, nei confronti del contatto fisico con altre persone (sia dato che ricevuto). Perché accade questo, dal punto di vista psicologico? Si tratta di un’ipersensibilità prossemica del soggetto, che vive il contatto fisico come un’invasione della propria zona intima. Da cosa dipende? Potrebbe trattarsi di un trauma infantile derivante dal contatto con persone o oggetti sgradevoli o ritenuti tali (ad esempio, contatti sessuali). Come si manifesta? La…

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Bambini: relazione fra ansia sociale e problemi dermatologici

problemi dermatologici

I problemi dermatologici sono tra i più frequenti motivi per cui i bambini vengono fatti esaminare dai medici di famiglia. In genere si tratta di episodi passeggeri, ma a volte queste malattie possono diventare croniche e influire sulla salute, sia fisica, sia psicologica.   I dati epidemiologici mostrano che esiste una relazione complessa e bidirezionale tra le malattie dermatologiche e il benessere psicologico delle persone che ne soffrono. Infatti, i sintomi dermatologici influenzano i sintomi psicopatologici e viceversa. In campo pediatrico, le complesse relazioni tra salute fisica e psicologica sottolineano la…

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Il Fatalismo e l’atteggiamento fatalista

fatalismo

Cosa è il fatalismo? Il fatalismo (dal latino “fatum”, cioè fato o destino) è una filosofia secondo la quale il mondo è governato da una necessità ineluttabile e del tutto estranea alla volontà e all’impegno dell’uomo; in senso psicologico dunque l’atteggiamento fatalista è quello di chi mostra una rassegnata passività rispetto agli eventi. Che cosa era il “fato” nell’epoca classica? Nella Grecia antica, il «Fato» era invincibile. Le tre Moire, figlie di Zeus e Temi (le Parche dei Romani),  erano la personificazione del destino ineluttabile: Cloto, ( che in greco antico significa…

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