La sindrome del figlio di mezzo

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Da dove viene il concetto di “sindrome del figlio di mezzo”?

La sindrome del figlio di mezzo proviene originariamente dal medico e psicoterapeuta Alfred Adler, che sviluppò la teoria dell’ordine di nascita.

In cosa consiste la teoria dell’ordine di nascita?

La teoria dell’ordine di nascita suggerisce che la posizione in cui un bambino nasce in una famiglia può influenzare la sua personalità e i risultati della sua vita. Ad esempio, i bambini nati fra un fratello maggiore e uno minore, detti anche “figli sandwich” , come li chiamano gli americani, o “mediani” come talvolta si trova in italiano, tendono ad avere un certo insieme di caratteristiche che differiscono dal primo e dall’ultimo nato.

Secondo la teoria dell’ordine di nascita, i figli di mezzo si trovano in una posizione che massimizza la competitività con i loro fratelli. Non sono, infatti, né i più grandi, né i più piccoli, quindi potrebbero avere maggiori probabilità di sentirsi stressati da sentimenti di insignificanza e di gelosia. (Vedi Watkins CE. Birth-order research and Adler’s theory: A critical review. Individual Psychology: Journal of Adlerian Theory, Research & Practice. 1992;48(3):357–368)


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La teoria di Adler ha basi scientifiche?

No. La teoria di Adler, psicoanalista fra i primi allievi di Freud,  è stata sviluppata più di un secolo fa e da allora sono stati svolti diversi studi per dimostrarne la validità, ma le ricerche svolte sono state tutte considerate incoerenti. Ad esempio, molti degli studi non hanno tenuto conto dell’età e dell’etnia, oppure del sesso dei fratelli, le differenze di età, gli aspetti socio-economici della famiglia. Ciascuna di queste variabili può influenzare moltissimo lo sviluppo della personalità del figlio di mezzo.

L’American Psychological Association fa riferimento alla “sindrome del bambino di mezzo” come a una condizione “ipotetica” perché non ci sono prove sostanziali che suggeriscano che l’ordine di nascita influenzi in modo coerente e forte la personalità, le caratteristiche o l’intelligenza. (Vedi American Psychological Association. APA Dictionary of Psychology: Middle child syndrome).

Cosa hanno dimostrato gli studi fin qui condotti, al di là dei loro limiti?

Nel 1998 sono stati pubblicati tre studi per esaminare gli effetti dell’ordine di nascita sull’identità personale e sulle relazioni familiari.  Essi hanno dimostrato che i figli di mezzo avevano minori probabilità di sentirsi più vicini alle loro madri, rispetto ai primogeniti e agli ultimi nati. (Vedi Birth order and familial sentiment: middleborns are different. Evolution and Human Behavior. 1998;19(5):299–312).

I risultati del primo studio hanno mostrato che i figli di mezzo erano meno propensi dei primogeniti e degli ultimogeniti a fare riferimento ai genitori, quando dovevano chiedere un consiglio. Il secondo studio ha dimostrato che i figli di mezzo erano più propensi a rivolgersi ai fratelli rispetto che ai genitori in momenti di difficoltà, rispetto ai primogeniti e agli ultimi nati. L’ultimo studio ha dimostrato che i figli di mezzo avevano meno probabilità dei primogeniti e degli ultimi nati di interessarsi alla ricerca genealogica.

In conclusione, i figli di mezzo avevano minori probabilità di sentirsi vicini ai loro genitori rispetto ai primogeniti e agli ultimi nati, in quanto partono svantaggiati, senza il prestigio del primogenito e i privilegi del cadetto, si sentono meno seguiti del primo figlio e meno coccolati del terzo.

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Questo vale anche per la sessualità?

Si. Parlare di sesso con i genitori è qualcosa che non viene facile alla maggior parte dei bambini. Tuttavia, i figli di mezzo potrebbero essere quelli meno propensi a farlo, rispetto ai loro fratelli.

Uno studio ha analizzato i risultati dell’Indagine nazionale sugli atteggiamenti e gli stili di vita sessuali, dimostrando che i maschi nati fra due fratelli/sorelle avevano meno probabilità di sentirsi a proprio agio nel parlare di sesso con i propri genitori e nel ricevere educazione sessuale dalle proprie madri. (Vedi Elton L, Palmer M, Macdowall W. Birth order and parental and sibling involvement in sex education. A nationally-representative analysis. Sex Educ. 2018;19(2):162–179).

Quali altre caratteristiche hanno i figli di mezzo?

I figli di mezzo vengono spesso rappresentati come bambini arrabbiati e incompresi, che cercano attenzione mettendosi nei guai. Uno studio ha analizzato i dati del National Longitudinal Study of Adolescent Health (Add Health) per esaminare gli effetti dell’ordine di nascita fra individui che delinquono. I risultati mostrano che, rispetto ai primogeniti, i figli di mezzo e gli ultimogeniti avevano maggiori probabilità di mettere in atto comportamenti problematici. (Vedi Cundiff PR. Ordered delinquency: the “effects” of birth order on delinquency. Pers Soc Psychol Bull. 2013;39(8):1017–1029).

Questi risultati influenzano la personalità solo nell’adolescenza o per tutta la vita?

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Sebbene questi studi abbiano trovato associazioni significative tra i figli di mezzo e le caratteristiche della personalità, non è ancora chiaro se la posizione di una persona nella propria famiglia influenzi i risultati per tutta la vita. Ovviamente dipende da numerose variabili, ancora non analizzate.

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Ci sono anche studi che dimostrano che l’ordine di nascita non è importante?

Si. Uno studio ha analizzato grandi set di dati di tre panel nazionali provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania, senza  mostrare alcun effetto significativo nell’ordine di nascita sulla personalità, inclusi gradevolezza, coscienziosità, stabilità emotiva, estroversione o immaginazione. (Vedi Rohrer JM, Egloff B, Schmukle SC. Examining the effects of birth order on personality. Proc Natl Acad Sci U S A. 2015;112(46):14224–1422)

Quali sono le caratteristiche di personalità di un figlio di mezzo?

Alcune delle caratteristiche che si potrebbero trovare in un figlio di mezzo sono:

  • Gelosia
  • Sentirsi insignificanti
  • Competitività
  • Ribellione
  • Rabbia
  • Sensazione di essere trascurati

Come si manifesta la sindrome del bambino di mezzo in età adulta ?

Essere un figlio di mezzo può creare sentimenti negativi nei confronti di se stessi. Uno studio ha esaminato la relazione tra percezione dell’identità e ordine di nascita tra gli studenti universitari, mostrando maggiori percezioni di identità negative nei figli di mezzo e nei figli unici. (Vedi Çabuker ND, Batık HESBÇMV. Does psychological birth order predict identity perceptions of individuals in emerging adulthood? International Online Journal of Educational Sciences. 2020;12(5):164–176).

Questo studio spiega anche che i figli di mezzo potrebbero non aver ricevuto la stessa quantità di attenzioni dai loro genitori, rispetto agli altri fratelli, il che li fa sentire poco amati, trattati in modo ineguale e non presi sul serio.  Ciò crea sentimenti di abbandono che causano una maggiore sensibilità al rifiuto con la convinzione di non essere abbastanza bravi. Potrebbero pensare che la vita sia una competizione costante con i loro fratelli che hanno più talento e successo di loro.

Ciò porta ad una maggiore frustrazione, sensazione di inutilità, pensieri autodistruttivi e pessimismo, oltre che una diminuzione della fiducia in se stessi

L’accumulo di queste esperienze infantili e adolescenziali si rivela dannoso per il loro processo di sviluppo dell’identità e può manifestarsi come percezione identitaria negativa durante l’età adulta.

 

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Come comportarsi come genitori con un figlio di mezzo?

Può essere utile trascorrere del tempo di qualità con il figlio di mezzo, prendendosi del tempo durante il giorno, mostrando che si tengono in conto i suoi bisogni e desideri e che si apprezza la propria relazione con loro.
E’ bene astenersi dal confrontare i figli fra loro: ciò aiuta a ridurre la loro necessità di competere per ricevere attenzione.
E’ inoltre consigliabile apprezzare i loro sforzi e convalidare le loro emozioni, in modo che sentano che sono riconosciuti per quello che sono.

Cosa può fare la psicoterapia?

La terapia può aiutare i figli di mezzo a capire come le esperienze passate possano influenzare la persona che si è oggi. Nella terapia si cerca di risolvere i conflitti, esprimere ricordi e sentimenti legati all’educazione, si lavora sull’autostima e sulla accettazione di sé.

Come si pensa che si comportino i figli di mezzo nella vita?

In genere si pensa che i figli di mezzo, che hanno dovuto lottare da piccoli per ottenere le attenzioni dei genitori, anche da adulti possano mantenere questa mentalità da conquistatori e rivelarsi professionalmente molto ambiziosi.

Dr. Giuliana Proietti

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