Non avere amici è pericoloso?
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Nel contesto della timidezza, la difficoltà a costruire e mantenere relazioni sociali è un tema centrale. Sebbene l’assenza di amicizie possa essere vissuta come una condizione temporanea o una scelta personale, le evidenze scientifiche mostrano che l’isolamento sociale cronico può avere conseguenze significative sulla salute mentale e fisica. Cerchiamo di saperne di più.
Quale è la differenza tra solitudine e isolamento sociale?
La prima si riferisce alla percezione individuale di essere soli o non sufficientemente connessi agli altri, mentre il secondo riguarda l’effettiva scarsità o assenza di contatti sociali. Una persona può sentirsi sola anche in mezzo a molti, così come può non provare solitudine pur avendo poche interazioni. Tuttavia, entrambi i fenomeni, quando persistono nel tempo, sono stati associati a esiti negativi sul piano psicologico.
Perché alcune persone pensano di “non avere bisogno di amici”?
Le ragioni possono essere molto diverse: perché si è rimasti delusi in passato di qualche amicizia finita male, oppure perché si trova il supporto sociale nella famiglia, senza sentire il bisogno di allargare la propria cerchia ad ulteriori persone. Infine, perché non si ha il coraggio di proporsi agli altri, per eccessiva timidezza.
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Perché non si ha il coraggio di proporsi agli altri?
Si può avere paura di non essere all’altezza delle aspettative degli altri: ridurre al minimo le amicizie può sembrare ad alcuni un modo per non deludere e non rimanere delusi.
E’ possibile che sia il superlavoro a rendere le persone troppo sole?
E’ possibile: costruire e mantenere amicizie richiede infatti tempo e fatica. Se si è impegnati a tempo pieno con famiglia, lavoro, volontariato, scuola, ecc. si potrebbe ritenere di non avere il tempo o l’energia da dedicare agli amici.
L’essere o il sentirsi soli ha effetto sulla psiche?
Si. Numerosi studi evidenziano che l’assenza di relazioni amicali è correlata a un aumento del rischio di depressione, ansia e bassa autostima. In particolare, la letteratura segnala che l’isolamento sociale prolungato attiva meccanismi neurobiologici simili a quelli dello stress cronico (Cacioppo & Hawkley, 2009). I livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, tendono ad aumentare nei soggetti soli, con impatti negativi sulla regolazione emotiva e sulle funzioni cognitive.
Nei soggetti timidi, l’evitamento sociale può inizialmente apparire come una strategia di protezione. Tuttavia, nel lungo periodo, può trasformarsi in un circolo vizioso in cui la mancanza di esperienze sociali impedisce di sviluppare fiducia, competenze relazionali e senso di appartenenza. La solitudine diventa così un fattore di mantenimento della timidezza stessa.
La solitudine provoca anche patologie fisiche?
Si. Oltre agli effetti psicologici, la solitudine sociale ha mostrato associazioni significative con l’incremento di patologie fisiche. Uno studio longitudinale condotto da Holt-Lunstad et al. (2015) ha evidenziato che la mancanza di relazioni sociali è associata a un aumento del 26% della probabilità di mortalità prematura. L’isolamento sociale è stato equiparato a fattori di rischio noti come il fumo di sigaretta o l’obesità, suggerendo che le reti relazionali svolgano un ruolo protettivo non trascurabile.
Avere anche solo una relazione di amicizia può essere sufficiente?
Si. Avere anche solo una relazione significativa può costituire un importante fattore di protezione. Le amicizie, oltre a fornire supporto emotivo, favoriscono la regolazione delle emozioni, l’apprendimento sociale e il senso di identità. In età adulta, i legami amicali si associano a una migliore qualità della vita, maggiore soddisfazione e ridotti livelli di ansia sociale. Per le persone con tratti marcati di timidezza, costruire relazioni autentiche può diventare un processo lento, ma potenzialmente trasformativo.
Si può trovare l’amicizia nel/nella partner?
Si, è possibile: oggi nella coppia stabile si è soprattutto amici, si condividono spesso le stesse passioni e così può accadere che il/la partner diventi anche la persona più “amica” che si ha.
Oggi le persone fanno affidamento sulle amicizie più o meno del passato?
Moltissimi studi riferiscono che le persone fanno affidamento sui propri amici come principale fonte di supporto in modo assai meno frequente rispetto al passato. Ad esempio, un sondaggio Gallup del 1990 rilevava che il 26% degli adulti si sarebbe rivolto, per un problema personale, prima di tutti a un caro amico; nel 2021 solo il 16% degli adulti ha dichiarato che avrebbe parlato con un amico prima di parlarne con chiunque altro.
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Quanto è comune non avere amici?
Un sondaggio ha suggerito che il 27% dei millennial ha riferito di non avere amici intimi, mentre il 22% ha riferito di non avere amici per niente. Per fare un confronto, solo il 16% della generazione X e il 9% dei baby boomer hanno riferito di non avere amici.
Un sondaggio dell’Associated Press ha rilevato che il 18% degli intervistati aveva solamente una (o meno) persone al di fuori del proprio nucleo familiare a cui avrebbero potuto chiedere aiuto se ne avessero avuto bisogno.
Perché molti giovani riferiscono di avere pochi o nessun amico, nonostante i social?
Sebbene le ragioni esatte non siano ancora del tutto chiare, l’aumento dei social media e dell’uso di Internet sembra svolgere un ruolo importante, ma in negativo. Una ricerca ha infatti scoperto che le persone che usano i social media tendono a sperimentare livelli più elevati di depressione e solitudine.
Il Covid che ruolo ha avuto in tutto ciò?
Sicuramente il Covid ha influito molto sulle relazioni. Secondo le ricerche, il 28% degli uomini di età inferiore ai 30 anni non ha più stretti legami personali. Tuttavia c’è un dato interessante: le recenti ricerche hanno mostrato che, sebbene nel periodo del Covid l’isolamento sociale abbia fatto perdere i contatti con i vecchi amici, quasi il 50% degli adulti si è fatto almeno un nuovo amico nell’ultimo anno.
Quali sono i vantaggi nell’avere amici?
La ricerca suggerisce che avere un sistema di supporto sano è importante per il benessere mentale degli individui, anche se spesso si pensa di non averne bisogno. Avere un sistema di supporto sociale è infatti associato a meno stress e ansia. Avere forti amicizie può anche aiutare a migliorare la salute fisica: gli amici possono infatti aumentare le possibilità che si svolgano attività all’aria aperta.
E’ sano non aver bisogno di amici?
Se ci si sente felici anche senza amici, può essere sano. Alcune ricerche hanno, ad esempio, scoperto che tra le persone molto intelligenti e creative trascorrere il tempo con gli amici diminuisce, anziché accrescere, i livelli di soddisfazione per la vita.
Se il supporto sociale può essere trovato nel/nella partner o nella famiglia, se ci si sente circondati da persone cui poter chiedere aiuto in caso di difficoltà, anche se queste persone non sono propriamente degli amici, non ci sono problemi. Se invece ci si rende conto di essere soli o isolati, se non ci sono persone intorno a sé cui chiedere potenzialmente aiuto, è consigliabile assolutamente fare qualcosa per allargare la propria cerchia di conoscenze e amicizie.
Cosa fare per sentirsi più sicuri nel cercare amici?
Per le persone timide che desiderano uscire da una condizione di isolamento, interventi psicologici come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) o i training di abilità sociali hanno dimostrato efficacia nel migliorare l’autoefficacia e ridurre l’evitamento. In parallelo, percorsi di gruppo – anche online – possono facilitare un’esposizione graduale alle dinamiche relazionali, promuovendo fiducia e abilità sociali.
Dove si possono cercare nuovi amici?
E’ molto più facile di come si potrebbe pensare. Ecco alcune idee:
- Fare volontariato per un’organizzazione o una causa a cui si tiene. Trascorrere del tempo lavorando su qualcosa che si ritiene importante è un ottimo modo per incontrare persone che la pensano come noi e che condividono gli stessi nostri interessi e passioni.
- Cercarsi un nuovo hobby : iscriversi a un corso dedicato a qualcosa su cui si desidera saperne di più, che si tratti di cucina, pittura, lingue, o giardinaggio. Entrare a far parte di un gruppo di escursionisti, in una squadra sportiva o in un club del libro sono solo alcune idee che possono aiutare a conoscere nuove persone, fra cui selezionarne alcune.
- Ricordarsi sempre che fare amicizia da adulti è spesso molto più difficile: potrebbero essere necessari tempo, fatica e disponibilità a mettersi in gioco. Una volta stabilite le relazioni con le persone poi, è importante continuare a coltivarle, offrendo agli altri il proprio tempo e le proprie attenzioni.
Dr. Walter La Gatta
Saluto del CIS
Saluto del Centro Italiano di Sessuologia - Dr. Walter La Gatta
Una presentazione del Centro Italiano di Sessuologia durante un Congresso tenutosi a Civitanova Marche.
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