Ostilità verso le donne, psicopatia e violenza sessuale

Ostilità verso le donne, psicopatia e violenza sessuale

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L’ostilità verso le donne rappresenta un costrutto psicologico centrale nella comprensione delle dinamiche alla base della violenza sessuale e di genere. Cerchiamo di capire quali sono i principali modelli teorici e le evidenze empiriche che collegano tale atteggiamento a fattori di personalità, tratti antisociali, emozioni negative ed esperienze di vita.

Qual è la definizione di ostilità verso le donne secondo la letteratura psicologica?

L’ostilità verso le donne viene definita da Check (1988) come un atteggiamento ostile specificamente diretto verso le donne, caratterizzato dalla presenza di credenze quali l’idea che le donne siano ingannevoli o manipolatrici. Tali atteggiamenti non si limitano a convinzioni cognitive ma trovano spesso espressione in comportamenti violenti nei confronti delle donne.

In che modo l’ostilità verso le donne rappresenta un fattore di rischio per la violenza sessuale?

Numerose ricerche hanno identificato l’ostilità verso le donne come un fattore di rischio ben consolidato per l’aggressione sessuale (Marshall & Hambley, 1996; Marshall & Moulden, 2001; Murnen et al., 2002; Ray & Parkhill, 2023; Seto et al., 2023).

Oltre alla violenza sessuale, tale atteggiamento è associato ad altre forme di violenza perpetrate dagli uomini contro le donne (O’Neil & Harway, 1997; Schippers & Smid, 2021).

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Qual è il legame tra ideologia maschile e ostilità verso le donne?

Secondo il modello socioculturale dello stupro, l’organizzazione patriarcale della società promuove la dominanza maschile e la sottomissione femminile, contribuendo così alla perpetuazione della violenza sessuale (Burt, 1980; Gallagher & Parrott, 2011; Murnen et al., 2002; O’Neil & Harway, 1997).

In questa prospettiva, la violenza sessuale viene vista come uno strumento per mantenere il dominio degli uomini sulle donne (Burt, 1980; Gallagher & Parrott, 2011; Proulx & Beauregard, 2014).

Quali tratti di personalità sono più fortemente associati all’aggressione sessuale secondo la ricerca?

Una meta-analisi condotta da Murnen et al. (2002) ha identificato i costrutti di “mascolinità ostile” (Malamuth et al., 1991) e di “ipermascolinità” (Mosher & Anderson, 1986) come significativamente correlati all’aggressione sessuale. Più recentemente, Ray e Parkhill (2023) hanno confermato l’ampio consenso sull’associazione tra mascolinità ostile e comportamenti di aggressione sessuale.

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Come viene concettualizzata la mascolinità ostile secondo il modello di confluenza dell’aggressione sessuale?

Nel modello di confluenza dell’aggressione sessuale (Malamuth et al., 1991), la mascolinità ostile integra tratti caratteriali come l’ostilità, la diffidenza e il desiderio di dominio sulle donne.

Questo costrutto è stato misurato attraverso strumenti come l’Adversarial Sexual Beliefs Scale (Burt, 1980), la Hostility Toward Women Scale (Check, 1988), la Sexual Dominance Scale (Nelson, 1979) e la Negative Masculinity Scale (Spence et al., 1979).

In che modo la mascolinità ostile si collega a tratti psicopatici e narcisistici?

Secondo Malamuth et al. (1993, 1996), la mascolinità ostile risulta correlata non solo a tratti psicopatici (ad esempio, manipolazione, mancanza di empatia e aggressività) ma anche a caratteristiche narcisistiche, come misurato in parte dalla Negative Masculinity Scale.

Qual è la sequenza evolutiva proposta dal modello di confluenza?

Il modello di confluenza suggerisce un percorso eziologico che parte dalla vittimizzazione infantile, passa per la delinquenza giovanile e l’acquisizione di atteggiamenti favorevoli alla violenza e alla mascolinità ostile, fino a culminare nella violenza sessuale contro le donne (Malamuth et al., 1991, 1996).

Quali evidenze esistono sul legame tra mascolinità ostile e psicopatia?

Knight e Sims-Knight (2003) hanno evidenziato che la mascolinità ostile presenta una struttura concettuale simile a quella della psicopatia, suddivisibile in due sottocomponenti: una legata all’insensibilità e alla mancanza di empatia, e l’altra legata al comportamento antisociale.

Dr. Giuliana Proietti

Quali tratti di personalità sono coinvolti nella relazione tra ostilità verso le donne e aggressività sessuale?

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Ricerche successive hanno confermato il legame tra ostilità verso le donne e tratti di personalità come psicopatia, narcisismo e comportamento antisociale (LeBreton et al., 2013; Malamuth et al., 2021; Marshall & Moulden, 2001). Ad esempio, Hunter et al. (2010) hanno riscontrato una forte associazione tra mascolinità ostile e tratti psicopatici, utilizzando diverse scale psicometriche.

Quali altri fattori emotivi o psicologici sono associati all’ostilità verso le donne?

Oltre ai tratti antisociali, altre variabili psicologiche come la negatività emotiva e il disagio personale sono fortemente collegate all’ostilità verso le donne. La solitudine, l’isolamento sociale e l’incapacità di costruire relazioni intime sembrano essere predittori significativi (Check & Malamuth, 1985; Malamuth et al., 1991; Marshall & Hambley, 1996; Seto et al., 2023).

Marshall (1989) suggerisce che tali condizioni emotive possano sfociare in comportamenti violenti come forma di espressione della frustrazione.

In che modo la bassa autostima e il disagio personale contribuiscono a questo atteggiamento?

Uomini con elevati livelli di ostilità verso le donne mostrano frequentemente bassa autostima, sentimenti di inadeguatezza e mancanza di benessere psicologico (Boden et al., 2007; Cowan & Mills, 2004; Mills, 2003). Inoltre, una visione negativa del futuro e un senso di incompetenza sembrano essere ulteriori predittori (Williams & Arntfield, 2020).

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Qual è il ruolo delle esperienze infantili nello sviluppo dell’ostilità verso le donne?

Le esperienze di abuso infantile rappresentano un fattore di rischio significativo. La revisione sistematica di Tharp et al. (2013) identifica il maltrattamento infantile come uno dei principali predittori delle aggressioni sessuali in età adulta.

Tale variabile è integrata nei principali modelli eziologici della violenza sessuale (Hunter et al., 2010; Knight & Sims-Knight, 2003; Malamuth et al., 1996), sottolineando come la vittimizzazione precoce possa influenzare lo sviluppo di atteggiamenti ostili e comportamenti violenti nei confronti delle donne.

Come riconoscere una persona che prova ostilità verso le donne?

Può non essere sempre immediato, poiché tali atteggiamenti si manifestano spesso in forme sottili o socialmente accettate. Tuttavia, alcune caratteristiche ricorrenti possono aiutare a individuarne la presenza:

  • Linguaggio denigratorio o sessista: Commenti che ridicolizzano, svalutano o colpevolizzano le donne, anche sotto forma di battute o ironie.
  • Atteggiamenti di superiorità di genere: Convinzione che gli uomini siano “naturalmente” più adatti a certi ruoli o che le donne debbano occupare posizioni subordinate.
  • Tendenza a colpevolizzare le donne: Attribuzione della responsabilità di molestie, violenze o discriminazioni alle vittime stesse, giustificando comportamenti aggressivi.
  • Reazioni emotive intense: Rabbia, fastidio o irritazione quando si affrontano temi di parità di genere o di diritti delle donne.
  • Comportamenti di controllo: Tentativi di limitare l’autonomia delle donne nella vita personale, lavorativa o sociale.
  • Rifiuto del cambiamento sociale: Resistenza verso le trasformazioni culturali a favore dell’uguaglianza di genere, accompagnata da nostalgie per modelli tradizionali di maschilità.

Questi segnali, se presenti in modo sistematico e persistente, possono indicare un atteggiamento ostile verso le donne, con possibili implicazioni nei comportamenti relazionali e sociali della persona.

Dr. Giuliana Proietti

La Terapia CdT

Fonte principale
Deli C, Garant E, Gauthier A, Proulx J. Developmental Trajectories Leading to Hostility Toward Women: A Structural Equation Modeling Study. Violence Against Women. 2025 Jul;31(9):2245-2263. doi: 10.1177/10778012241254851. Epub 2024 May 24. PMID: 38783777; PMCID: PMC12084657.

Immagine

Foto di Lennart Wittstock

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