Ansia sociale nei giovani e comportamenti sbagliati dei genitori

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Che cos’è l’ansia sociale?

L’ansia sociale si riferisce a una forte preoccupazione o paura legata alle situazioni interpersonali. Chi ne soffre tende a evitare contesti sociali per paura di essere giudicato, imbarazzato o rifiutato. Questo disagio può manifestarsi in vari momenti della vita, ma è particolarmente frequente durante l’adolescenza e la prima età adulta.

Quanto è diffusa l’ansia sociale nei giovani adulti?

Studi internazionali indicano che oltre un terzo (circa il 36%) dei giovani in età compresa tra i 18 e i 25 anni mostra sintomi riconducibili al disturbo d’ansia sociale. In contesti specifici, i dati possono variare: ad esempio, una ricerca condotta negli Stati Uniti ha rilevato una prevalenza del 3,4%, mentre uno studio cinese ha riportato un tasso del 23,7% tra studenti universitari.

Perché proprio tra i 18 e i 25 anni?

Secondo la teoria dello sviluppo psicosociale di Erik Erikson, questo periodo della vita è cruciale per la costruzione di relazioni intime. È una fase di transizione in cui le persone si distaccano dalla famiglia d’origine e iniziano a costruire una vita indipendente, cercando di adattarsi a nuovi ambienti sociali, culturali e relazionali. Questa combinazione di cambiamenti e vulnerabilità rende l’età adulta emergente un momento particolarmente delicato sul piano della salute mentale.

Quali sono le conseguenze dell’ansia sociale?

L’ansia sociale può avere effetti significativi sulla qualità della vita. Può compromettere la comunicazione interpersonale, ostacolare il rendimento scolastico e, nei casi più gravi, aumentare il rischio di depressione e comportamenti suicidari.

Che ruolo ha la famiglia nello sviluppo dell’ansia sociale?

Secondo i modelli cognitivo-comportamentali, i comportamenti sociali appresi durante l’infanzia, soprattutto attraverso le interazioni con i genitori, influenzano profondamente il modo in cui una persona affronta le relazioni in età adulta. Le esperienze familiari precoci contribuiscono a formare schemi di pensiero e di comportamento che possono favorire o ostacolare le capacità sociali.

In che modo l’uso dei dispositivi digitali da parte dei genitori incide sull’ansia sociale dei figli?

Negli ultimi anni si è cominciato a parlare di parental phubbing, un termine che indica il comportamento dei genitori che, durante i momenti di interazione con i figli, si distraggono frequentemente usando lo smartphone. Questo atteggiamento può trasmettere ai bambini e ai ragazzi il messaggio che il telefono è più importante della loro presenza. I bambini possono sentirsi trascurati o addirittura rifiutati, sviluppando così emozioni negative come insicurezza, tristezza e ansia sociale.

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Cosa dice la teoria dei sistemi familiari su questo fenomeno?

La teoria dei sistemi familiari suggerisce che ogni comportamento dei membri della famiglia ha un impatto sugli altri. Il parental phubbing può dunque essere interpretato come un’interruzione nella comunicazione affettiva tra genitori e figli. Questa distanza emotiva può aumentare il rischio che i figli sviluppino ansia sociale o altre difficoltà relazionali.

Esiste una relazione diretta tra phubbing genitoriale e ansia sociale nei giovani?

Diversi studi hanno evidenziato una correlazione tra livelli elevati di parental phubbing e aumento dei sintomi di ansia sociale nei figli. In particolare, questa dinamica sembra influenzare negativamente la motivazione all’interazione sociale e la capacità di gestire situazioni relazionali, rendendo più difficile per i giovani affrontare contesti sociali in modo sereno ed efficace.

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Quali altri fattori individuali possono influire?

Oltre agli aspetti familiari, anche caratteristiche individuali come la timidezza e la paura di essere giudicati negativamente giocano un ruolo importante nel determinare il livello di ansia sociale. Questi fattori possono aggravare gli effetti del parental phubbing, creando un circolo vizioso di evitamento e isolamento sociale.

Cosa si può fare per prevenire o ridurre l’ansia sociale nei giovani adulti?

È importante sensibilizzare le famiglie sull’impatto che l’uso eccessivo dei dispositivi digitali può avere sui figli, promuovendo una comunicazione più attenta e presente. Inoltre, interventi di tipo psicologico, come la terapia cognitivo-comportamentale, possono aiutare i giovani a riconoscere e modificare i propri schemi di pensiero negativi, migliorando così la gestione dell’ansia e le competenze sociali.

Dr. Walter La Gatta

CdT sorrisi

Fonte principale
Li J, Tang F, Yin H, Liu S. The relationship between parental phubbing and social anxiety in emerging adulthood students: a serial mediation model. BMC Psychol. 2025 Apr 21;13(1):413. doi: 10.1186/s40359-025-02748-3. PMID: 40259415; PMCID: PMC12013069.

Immagine

Foto di Pavel Danilyuk

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