Aldosterone ed ansia: quale relazione?
L’aldosterone è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali che aiuta a regolare l’equilibrio di sodio e potassio nel corpo e, di conseguenza, la pressione del sangue. Un eccesso di aldosterone può causare una condizione medica nota come iperaldosteronismo primario, o sindrome di Conn, caratterizzata da pressione alta, squilibri elettrolitici e altri sintomi fisici noti. Negli ultimi anni, numerosi studi internazionali hanno suggerito che l’aldosterone potrebbe avere effetti anche sul comportamento emotivo, in particolare sull’ansia e sugli attacchi di panico.
Cerchiamo di saperne di più.
Che cos’è l’iperaldosteronismo?
L’iperaldosteronismo primario è una malattia endocrina in cui le ghiandole surrenali producono troppo aldosterone. Questo eccesso porta a ritenzione di sodio e perdita di potassio, con conseguente aumento del volume di liquidi nel corpo e ipertensione. La condizione può derivare da una crescita anomala delle ghiandole surrenali o da un adenoma. Il ruolo dell’aldosterone nel corpo è fondamentale per il bilancio dei fluidi e della pressione sanguigna, ma il suo impatto può andare oltre questi effetti classici. (Fonte: MSD Manuals)
Qual è il legame tra aldosterone e ansia?
Diversi studi scientifici indicano una possibile connessione tra livelli elevati di aldosterone e comportamenti emotivi legati all’ansia. Ricerche sperimentali su animali hanno mostrato che l’esposizione cronica ad aldosterone può portare a un aumento dei comportamenti simili all’ansia. In questi studi, livelli prolungati dell’ormone hanno influenzato la risposta comportamentale in test specifici usati per valutare l’ansia, suggerendo che l’aldosterone può avere un effetto diretto sul sistema nervoso.
Esistono evidenze cliniche nell’uomo di un legame tra iperaldosteronismo e disturbi d’ansia?
Alcune indagini cliniche indicano che le persone con iperaldosteronismo hanno una maggiore prevalenza di disturbi d’ansia rispetto alla popolazione generale. Uno studio italiano dell’Università di Padova pubblicato su Psychotherapy and Psychosomatics ha riscontrato che una parte significativa dei pazienti con eccesso di aldosterone soddisfaceva i criteri per disturbi d’ansia secondo i manuali diagnostici, e in casi isolati anche di disturbo di panico, molto più frequentemente rispetto a quanto atteso nella popolazione generale. Questi dati derivano da un gruppo limitato di casi e gli autori sottolineano la necessità di studi più ampi, ma suggeriscono un’associazione significativa tra iperaldosteronismo e ansia.
Ci sono altri studi che confermano questa associazione?
Ricerche pubblicate in riviste internazionali suggeriscono che livelli elevati di aldosterone sono associati a sintomi depressivi e ansiosi. Analisi su grandi registri di pazienti con iperaldosteronismo mostrano che una larga proporzione di soggetti soddisfa criteri per sintomi d’ansia o d’umore. Questi risultati indicano che l’effetto dell’aldosterone sul cervello e sul comportamento potrebbe essere clinicamente rilevante e non solo un fenomeno osservato negli esperimenti animali.
Esistono studi recenti su panico e iperaldosteronismo?
Un caso clinico recente pubblicato nel 2023 ha descritto una donna con agorafobia e attacchi di panico associati a iperaldosteronismo. Dopo trattamento con un antagonista dei recettori del mineralcorticoide, farmaco che riduce l’effetto dell’aldosterone, la paziente ha mostrato un netto miglioramento dei sintomi psicologici oltre che di quelli fisici legati alla pressione alta. Questo caso suggerisce che l’eccesso di aldosterone potrebbe contribuire a sintomi di panico in alcuni individui, e che intervenire sulla componente endocrina può avere effetti benefici anche sul piano emotivo.
Quanto è maggiore la probabilità di ansia e panico nelle persone con eccesso di aldosterone?
Gli studi disponibili indicano che nelle persone con iperaldosteronismo la presenza di disturbi d’ansia è molto più frequente rispetto alla popolazione generale. Secondo le ricerche cliniche citate, la probabilità di avere un disturbo d’ansia tra chi ha livelli elevati di aldosterone risulta significativamente maggiore rispetto a quella osservata nella media della popolazione, anche se il grado esatto di aumento del rischio varia tra gli studi e richiede conferme su campioni più ampi.
Quali sono le implicazioni di queste scoperte?
La possibilità che un ormone coinvolto nella regolazione cardiovascolare e dei fluidi corporei possa influenzare stati emotivi come l’ansia e il panico cambia il modo in cui si comprende la relazione tra endocrinologia e salute mentale. Questi risultati indicano che i professionisti della salute dovrebbero considerare non solo gli aspetti psicologici nei disturbi d’ansia, ma anche eventuali fattori biologici endocrini, in particolare nei pazienti con sintomi resistenti ai trattamenti tradizionali.
Per ulteriore informazione:
La Scuola di medicina dell’Università di Padova, in particolare il gruppo del prof. Gian Paolo Rossi, è un’eccellenza mondiale nello studio dell’aldosterone e dell’iperaldosteronismo primario (PA). Le ricerche padovane hanno chiarito il ruolo dell’imaging e definito nuove linee guida diagnostiche per l’ipertensione, studiando l’impatto dell’eccesso di aldosterone su cuore, reni e vasi.
Dr. Walter La Gatta
Fonti principali:
Hlavacova N, Jezova D. Chronic treatment with the mineralocorticoid hormone aldosterone results in increased anxiety-like behavior. Horm Behav. 2008 Jun;54(1):90-7. doi: 10.1016/j.yhbeh.2008.02.004. Epub 2008 Feb 21. PMID: 18377905.
Journal of Psychiatric Research, Volume 130, 2020, Pages 82-88, ISSN 0022-3956,
https://doi.org/10.1016/j.jpsychires.2020.07.006.Kijima, R., Tesen, H., Igata, R. et al. Agoraphobia and panic attacks complicated by primary aldosteronism improved by treatment with eplerenone: a case report. BMC Psychiatry 23, 787 (2023). https://doi.org/10.1186/s12888-023-05275-w
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