La paura del buio, nei bambini e negli adulti

Paura del buio (nictofobia): cause, sintomi e come affrontarla

La paura del buio, detta anche nictofobia, è spesso associata all’infanzia, ma può persistere anche in età adulta causando ansia e disagio significativi. Si tratta di una paura legata non tanto all’oscurità in sé, quanto a ciò che essa rappresenta: l’ignoto, la solitudine e la perdita di controllo.Questa forma di ansia può mantenersi stabile nel tempo e resistere anche quando le evidenze oggettive smentiscono il pericolo percepito, influenzando il benessere quotidiano e la qualità del sonno.

Cerchiamo di saperne di più.

Da cosa deriva la paura del buio?

La paura del buio è un’ansia persistente e spesso irrazionale legata all’assenza di luce. Può derivare da esperienze traumatiche, da uno stato di ansia generalizzata o dall’associazione del buio a situazioni di vulnerabilità e pericolo.

Nei bambini, questa paura è spesso collegata alla difficoltà di distinguere tra realtà e immaginazione, mentre negli adulti può essere alimentata da stress, preoccupazioni e vissuti emotivi irrisolti.

Non di rado, il buio amplifica paure più profonde, come la paura della solitudine, della morte o della perdita di protezione.

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Paura del buio nei bambini

È normale che i bambini piccoli manifestino paura del buio o difficoltà ad andare a letto. Più che il buio, ciò che spaventa è spesso la sensazione di essere soli e privi della protezione delle figure di riferimento.

Per questo motivo è fondamentale non sottovalutare le loro paure. Un bambino può vivere come reale ciò che per un adulto è immaginario: mostri, ombre o presenze nella stanza sono percepiti come concreti e minacciosi.

È utile parlare delle paure durante il giorno, quando il bambino si sente più sicuro, ascoltandolo senza giudizio. Anche modificare l’ambiente può aiutare: cambiare la disposizione dei mobili o eliminare oggetti che creano ombre ambigue può ridurre l’ansia.

Creare una routine serale rassicurante favorisce il rilassamento e il senso di sicurezza. Una luce notturna può essere utile, purché non produca ombre disturbanti. Anche la presenza di un oggetto familiare o di conforto può facilitare l’addormentamento.

È importante inoltre evitare stimoli paurosi prima di dormire e non rinforzare la paura permettendo al bambino di abbandonare stabilmente il proprio letto. La presenza rassicurante del genitore nella sua stanza rappresenta una soluzione più efficace.

Il comportamento degli adulti ha un ruolo centrale: modelli genitoriali eccessivamente ansiosi o iperprotettivi possono contribuire allo sviluppo e al mantenimento delle paure.

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Se la paura persiste o interferisce con il benessere del bambino, può essere utile consultare uno psicologo.

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Dr.ssa Giuliana Proietti

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Paura del buio negli adulti

Negli adulti, la nictofobia può derivare da esperienze stressanti vissute al buio, dall’associazione dell’oscurità a pericoli sconosciuti o da uno stato generale di ansia. Il buio può accentuare la percezione di vulnerabilità e favorire pensieri catastrofici.

I sintomi possono includere reazioni fisiche come palpitazioni, sudorazione, tremori, nausea e sensazione di soffocamento, oltre a manifestazioni psicologiche come ansia intensa, paura di perdere il controllo e attacchi di panico.

Spesso è presente anche un’ansia anticipatoria, che porta a evitare situazioni in cui si potrebbe restare al buio, come uscire di notte o spegnere le luci prima di dormire.

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Come superare la paura del buio

Affrontare la paura del buio richiede un approccio graduale e integrato. Le terapie psicologiche, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale, aiutano a individuare e modificare i pensieri distorti legati alla paura e a esporsi progressivamente alle situazioni temute.

La desensibilizzazione sistematica consiste proprio in un’esposizione graduale al buio associata a tecniche di rilassamento, con l’obiettivo di ridurre la risposta ansiosa nel tempo.

Come evidenziato in letteratura, “l’esposizione graduale e controllata agli stimoli temuti rappresenta uno degli strumenti più efficaci per il trattamento delle fobie” (Wolpe, 1961).

Allo stesso modo, “la terapia cognitivo-comportamentale consente di intervenire sui pensieri disfunzionali e migliorare la gestione dell’ansia” (Hofmann et al., 2012).

Intervenire sulla paura del buio significa quindi lavorare sia sui pensieri che sulle emozioni, favorendo un progressivo senso di sicurezza e controllo.

Dr. Giuliana Proietti

Immagini:
Pixabay PDP

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