La paura del buio, nei bambini e negli adulti

La paura del buio negli adulti e nei bambini

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La paura del buio, detta anche nictofobia, è spesso associata ai bambini. Tuttavia, molti adulti ne soffrono, sperimentando ansia e disagio significativi in situazioni di oscurità. Cerchiamo di saperne di più.

Da cosa deriva la paura del buio?

La paura del buio può essere definita come un’ansia persistente e irrazionale legata all’assenza di luce. Questa condizione può derivare da esperienze traumatiche, ansia generalizzata, o semplicemente dalla paura dell’ignoto che l’oscurità rappresenta.

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Cosa fare per aiutare i bambini a superare la paura del buio?

Anzitutto i genitori non dovrebbero sottovalutare le paure del bambino, considerandole assurde o inappropriate; è importante comprendere che spesso il bambino è incapace di distinguere fra fantasia e realtà e dunque lui/lei teme realmente che vi siano dei mostri nella sua stanza, o che qualcuno sia venuto a prenderlo/a per portarlo via.  È importante far sapere al bambino che non deve avere paura, perché i suoi genitori sono lì per proteggerlo e lo aiuteranno a superare tutti i pericoli e tutte le sue paure.

Inoltre:

– Informarsi sul tipo di paure provate dal bambino/a.Durante il giorno, è consigliabile sedersi sul letto del bambino e chiedergli quali sono i punti della stanza che di notte gli sembrano spaventosi. E’ bene cambiare la disposizione dei mobili, insieme al bambino, per rassicurarlo, togliendo dalla sua vista gli oggetti che di notte, per un gioco di luci e di ombre, diventano dei mostri pericolosi.

– Chiedersi se i familiari del bambino/a che ha paura del buio sono dei modelli di persone troppo ansiose o paurose.

La predisposizione all’ansia può essere ereditata, sia attraverso il corredo genetico trasmesso dai genitori, sia attraverso il modello comportamentale che essi offrono ai figli, sul quale i bambini plasmano la loro personalità. E’ importante dunque non mostrare ai propri figli modelli di comportamento eccessivamente ansiosi o fobici di fronte a stimoli che potrebbero essere affrontati con minore allarmismo.

– Evitare di essere troppo protettiviGenitori troppo protettivi, che non permettono al bambino di sviluppare delle sue difese, in quanto intervengono ancor prima che i problemi si presentino al figlio/a, possono contribuire involontariamente alla determinazione di paure e angosce nei loro bambini, che potrebbero invece essere evitate.

– Evitare che i bambini assistano ad eventi che potrebbero traumatizzarli

Le paure potrebbero essere scatenate da molti eventi: film visti in TV, racconti ascoltati dai coetanei o dagli adulti, esperienze particolarmente traumatiche per il bambino, come la morte o l’abbandono di un congiunto, una malattia, una ospedalizzazione. E’ importante capire se, dietro alla paura del buio vi sia ad esempio la paura della morte, del dolore, o altro.

– Informarsi sulla vita del bambino/a quando è fuori casa

Vanno indagati anche i vissuti dei bambini quando sono fuori di casa, ad esempio a scuola: hanno un buon rapporto con i compagni, con gli insegnanti, con gli amici? Possono aver subito aggressioni o atti di bullismo?

– Evitare che venga a dormire nel lettone

Permettere al bambino/a di venire sul lettone potrebbe aiutare a breve termine, ma rafforza il fatto che dormire nella sua stanza è qualcosa di pauroso.La cosa migliore da fare è rimanere nella stanza del bambino finché non si addormenta. È più facile rilassare lentamente il bambino facendolo scivolare nel sonno, piuttosto che farlo addormentare nel lettone e poi spostarlo. Se si sveglia di notte uno dei due genitori dovrebbe raggiungerlo nella sua cameretta per rassicurarlo e permettergli di riprendere sonno.

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– Creare una routine rilassante prima di coricarsi

La paura del buio è spesso il risultato della paura dell’ignoto. Sviluppare una tranquilla routine prima di andare a dormire (bagno caldo, favola, tisana, coccole ecc.) può essere un modo per far sentire il bambino al sicuro.

Usare una luce notturna
La luce notturna va bene, ma fare attenzione: alcune luci potrebbero proiettare ombre sul muro che assomigliano a mostri e questo renderebbe inutile l’intervento!

– Utilizzare un rinforzo positivo

Dare al bambino una piccola ricompensa se riesce a rimanere nel suo letto durante la notte. Possibilmente evitare che queste ricompense siano cibo o denaro e puntare soprattutto su affermazioni positive, tipo “sei bravissimo/a” oppure coccole, tempo da dedicare ai suoi giochi.

-Rendere allegro il buio

Cercare di desensibilizzare il bambino a questa paura, ad esempio facendo buio nella casa in modo graduale, cominciando a spegnere via via le luci, evitando di passare da una stanza completamente illuminata ad una completamente buia.  Si può inoltre rendere allegro il buio, con la musica o ad esempio con le ombre cinesi (immagini fatte con le mani e proiettate sul muro).

– Chiedere consigli ad uno psicologo/a

Se le paure del bambino non diminuiscono, è bene chiedere aiuto ad uno psicologo/a: per consultarsi su ulteriori interventi e per rassicurarsi a propria volta.

Dr.ssa Giuliana Proietti
Tel. 347 0375949
Ancona - Fabriano - Civitanova Marche - Terni e ONLINE

Quali sono le cause principali della paura del buio negli adulti?

Le cause principali possono essere:

1. Eventi stressanti o traumatici vissuti al buio

2. Associazione del buio a pericoli sconosciuti e alla propria vulnerabilità

3. Ansia per le preoccupazioni generali della vita

Come si manifesta la paura del buio negli adulti?

Gli adulti che soffrono di nictofobia possono sperimentare una serie di sintomi fisici e psicologici, tra cui:

– Palpitazioni, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento e nausea.

– Ansia intensa, pensieri catastrofici, paura di perdere il controllo e attacchi di panico.

– Ansia anticipatoria in situazioni in cui ci potrebbe essere buio, come uscire di notte o spegnere le luci prima di dormire.

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Come affrontare la paura del buio? Ci sono delle Tecniche?

Affrontare la paura del buio richiede un approccio integrato che può includere terapie psicologiche, tecniche di rilassamento e modifiche comportamentali.

La terapia psicologica più indicata è la terapia cognitivo-comportamentale, che aiuta i pazienti a identificare e modificare i pensieri distorti legati alla paura del buio, oltre a esporli gradualmente alle situazioni temute in modo controllato (Hofmann et al., 2012).

La tecnica della desensibilizzazione sistematica comporta l’esposizione graduale e progressiva al buio, combinata con esercizi di rilassamento, per ridurre la risposta di ansia (Wolpe, 1961).

Dr. Giuliana Proietti

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Immagini:
Pixabay PDP

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