Consigli per le persone timide
Cosa è la timidezza?
La timidezza è un’emozione che può influenzare il modo in cui una persona si relaziona con gli altri e con se stessa.
Quali sono le cause della timidezza?
La timidezza può avere diverse cause, come una bassa autostima, la paura esagerata del giudizio altrui, o la tendenza a identificarsi, come persona, in modo negativo.
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Quali strategie seguire per imparare a stare meglio con se stessi (e anche con la propria timidezza)?
Ecco qualche suggerimento che può essere utile per imparare a convivere con la propria timidezza:
- Nelle situazioni sociali imparare a prestare attenzione più agli altri che a se stessi;
- Avere sempre in mente quali sono le proprie qualità e i punti di forza, anche quando la situazione esterna crea qualche difficoltà;
- Cercare di avere una buona postura e di parlare con se stessi in modo calmo, gentile e rassicurante;
- Non paragonarsi inutilmente agli altri;
- Non soffermarsi troppo nel pensare a quale giudizio le persone abbiano dato per le proprie prestazioni: distrarsi!
- Non evitare le situazioni sociali, ma affrontale con molta gradualità, partendo dalle situazioni più semplici.
Quale è la parola chiave da tenere sempre in mente?
La parola chiave è “accettarsi”: la timidezza non è una parte estranea al proprio sé, ma è parte integrante del proprio modo di essere, che merita comunque rispetto. La timidezza non va “superata” grazie a cure magiche, ma va accolta, affrontata, gestita, migliorata. In altre parole, occorre lavorare su se stessi e non semplicemente sperare che le cose cambino da sole, sfuggendo continuamente alle situazioni che creano ansia.
Cosa fare se la timidezza si trasforma in fobia sociale?
Se la timidezza diventa una fobia sociale, occorre rivolgersi a uno specialista e, a seconda della gravità o delle caratteristiche della fobia che si è sviluppata, ricorrere alla psicoterapia e alla farmacoterapia (sempre meglio integrare questi due approcci).
Come aiutare una persona timida?
- Comunicare un sentimento di empatia, non giudicante, per le emozioni dolorose provate dalla persona timida;
- Incoraggiarla a parlare delle sue esperienze quotidiane e di come le vive, senza sminuirle;
- Rendersi conto dei conflitti provati dalla persona timida fra il suo bisogno di appartenenza e la paura di essere rifiutata;
- Cercare di mettere la persona timida nella condizione di sperimentarsi (in ambiente protetto, come ad esempio a casa, nella coppia, fra gli amici più intimi) nel proprio ruolo sociale;
- Aiutare la persona timida a mettere a punto degli obiettivi specifici e raggiungibili che riguardano il comportamento e stabilire mezzi ragionevoli per raggiungerli;
- Aiutarla ad allontanare i frequenti pensieri negativi su se stessa e sugli altri;
- Aiutarla a creare delle alternative costruttive, che le permettano di ridurre il disagio sociale;
- Evitare etichette negative e pressioni troppo forti per il comportamento sociale della persona timida
Ricordare, infine, che la timidezza è un’esperienza talmente comune nelle persone, che non può essere considerata una malattia (almeno fino a quando non si trasformi in una fobia!)
Dr. Walter La Gatta
Saluto del CIS
Saluto del Centro Italiano di Sessuologia - Dr. Walter La Gatta
Una presentazione del Centro Italiano di Sessuologia durante un Congresso tenutosi a Civitanova Marche.
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