Gli psicopatici non sono poi così intelligenti

Gli psicopatici non sono poi così intelligenti

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L’intelligenza delle persone con psicopatia è un tema spesso frainteso, influenzato da rappresentazioni mediatiche che associano automaticamente psicopatia e genialità criminale. La ricerca scientifica degli ultimi decenni ha invece fornito un quadro più sfumato, distinguendo tra tratti psicopatici, funzionamento cognitivo e adattamento sociale.

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Che cos’è la psicopatia?

La psicopatia è un costrutto di personalità caratterizzato da tratti affettivi e interpersonali specifici, come freddezza emotiva, ridotta empatia, superficialità affettiva, manipolatività e scarso senso di colpa, associati a comportamenti impulsivi e antisociali. In ambito clinico e forense viene spesso valutata attraverso strumenti standardizzati come la Psychopathy Checklist-Revised, sviluppata da Robert D. Hare. È importante distinguere la psicopatia dal Disturbo antisociale di personalità, che nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Quinta Edizione rappresenta la categoria diagnostica ufficiale più vicina, ma non sovrapponibile.

Le persone con psicopatia sono più intelligenti della media?

No. L’idea che le persone con psicopatia abbiano un quoziente intellettivo superiore alla media non trova un solido supporto empirico. Le meta-analisi indicano che, in media, il QI delle persone con alti livelli di tratti psicopatici è simile o leggermente inferiore a quello della popolazione generale, soprattutto nei campioni forensi. Tuttavia, la variabilità individuale è ampia e non mancano soggetti con psicopatia e alto funzionamento cognitivo.

Perché si ritiene comunemente che lo siano?

Poiché molti psicopatici sono persone affascinanti e manipolative: si è spesso pensato che essi avessero un’intelligenza superiore alla media, anche grazie al mito di Hannibal Lecter, il serial killer, cannibale e psichiatra del libro e del film “Il silenzio degli innocenti”, forse lo psicopatico più conosciuto.

Ipnosi. Dr. Walter La Gatta

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Una persona psicopatica è sempre pericolosa?

No. Non tutti gli psicopatici infrangono la legge o fanno del male a qualcuno, ma la probabilità che essi lo facciano è più alta del normale.

Esistono differenze tra intelligenza generale e abilità specifiche?

Sì. L’intelligenza generale, misurata tramite test standardizzati, può non differire significativamente dalla media. Alcuni studi suggeriscono che determinate componenti, come la velocità di elaborazione o alcune abilità verbali, possano essere relativamente preservate o talvolta superiori in sottogruppi specifici. In particolare, nei soggetti con tratti interpersonali marcati, come fascino superficiale e loquacità, si osservano talvolta buone competenze verbali e pragmatiche, utili in contesti manipolativi.

Che ruolo ha l’intelligenza emotiva?

La psicopatia è associata a un deficit nell’empatia affettiva, cioè nella capacità di condividere emotivamente lo stato dell’altro. Tuttavia, molti individui con tratti psicopatici mostrano una discreta o buona capacità di comprendere cognitivamente le emozioni altrui, un aspetto legato alla cosiddetta teoria della mente. Questa dissociazione tra comprensione cognitiva ed esperienza emotiva può facilitare comportamenti manipolativi. In questo senso, non si parla di maggiore intelligenza emotiva globale, ma di un profilo asimmetrico.

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La psicopatia è associata a particolari profili neurocognitivi?

Le ricerche di neuroimaging hanno evidenziato differenze funzionali e strutturali in aree coinvolte nell’elaborazione emotiva e nel controllo comportamentale, come l’amigdala e la corteccia prefrontale. Tali differenze non implicano necessariamente un livello di intelligenza superiore o inferiore, ma suggeriscono modalità atipiche di elaborazione delle informazioni sociali e morali. Alcuni studi indicano anche difficoltà nei processi decisionali quando sono coinvolte conseguenze emotive o morali.

Esistono psicopatici “di successo”?

La letteratura distingue talvolta tra psicopatia primaria e secondaria, e tra soggetti con tratti psicopatici in contesti forensi e individui con tratti subclinici in contesti aziendali o competitivi. Alcuni autori hanno ipotizzato l’esistenza di psicopatici “di successo”, cioè persone con elevati tratti psicopatici ma buon adattamento sociale e professionale. In questi casi, l’intelligenza generale e le funzioni esecutive adeguate potrebbero fungere da fattori protettivi, consentendo un migliore controllo dell’impulsività e una pianificazione più efficace.

La psicopatia compromette le funzioni esecutive?

I risultati sono eterogenei. Nei campioni carcerari con alti punteggi alla Psychopathy Checklist-Revised si osservano talvolta deficit nelle funzioni esecutive, nella pianificazione e nel controllo inibitorio. Tuttavia, tali deficit possono essere più pronunciati nei soggetti con marcata impulsività e comportamento antisociale, piuttosto che nei soggetti con predominanza dei tratti affettivo-interpersonali. Ciò suggerisce che la psicopatia non sia associata in modo uniforme a un unico profilo cognitivo.

La psicopatia può essere curata?

Allo stato attuale, gli psicopatici tendono ad essere considerati “incurabili” e infatti molti di coloro che sono in carcere lo sono per recidiva. La psicopatia non risponde alle psicoterapie ed il trattamento e la riabilitazione per gli psicopatici è difficile, anche perché questi soggetti non si rendono conto di essere malati.

Dr. Walter La Gatta

Fonte principale:
bioRxiv, doi.org/10/bxj4, via Real-life psychopaths actually have below-average intelligence, New Scientist

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