Giovani e utilizzo dei social media

Giovani e utilizzo dei social media

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L’utilizzo dei social media tra i giovani è ormai parte integrante della quotidianità. Le piattaforme digitali offrono possibilità impensabili fino a pochi anni fa, ma allo stesso tempo presentano sfide importanti in termini di benessere psicologico, identità, sicurezza online e qualità delle relazioni.

Negli ultimi anni, i social media sono diventati uno strumento fondamentale per la socializzazione: bambini e adolescenti vi accedono sempre più precocemente e trascorrono online una parte significativa del loro tempo. Ad esempio, nove adolescenti spagnoli su dieci si connettono a Internet più volte al giorno o sono costantemente online.

Analizziamo meglio il fenomeno.

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Il quadro statistico

Secondo dati Eurostat, nel 2024 l’88% dei giovani tra 16 e 29 anni nell’Unione Europea ha utilizzato una rete sociale online, e l’uso quotidiano di Internet nella stessa fascia d’età ha raggiunto il 97%.

Negli Stati Uniti, i dati del Pew Research Center (2024) mostrano che la maggior parte degli adolescenti utilizza i social media e possiede uno smartphone, e quasi la metà afferma di essere online quasi costantemente.

YouTube è in cima alla lista delle piattaforme online. Nove adolescenti su dieci dichiarano di utilizzare il sito, in leggero calo rispetto al 95% del 2022.

TikTok, Instagram e Snapchat rimangono ampiamente utilizzati tra gli adolescenti. Circa sei adolescenti su dieci affermano di utilizzare TikTok e Instagram, e il 55% afferma lo stesso per Snapchat.

L’uso di Facebook e X è diminuito drasticamente nell’ultimo decennio. Oggi, il 32% degli adolescenti afferma di usare Facebook. Questa percentuale è in calo rispetto al 71% del 2014-15, sebbene la percentuale di adolescenti che utilizza il sito sia rimasta stabile negli ultimi anni. E il 17% degli adolescenti afferma di usare X (ex Twitter), circa la metà rispetto a dieci anni fa (33%), e in calo rispetto al 23% del 2022.

Circa un quarto degli adolescenti (23%) afferma di utilizzare WhatsApp, con un aumento di 6 punti percentuali rispetto al 2022.

E il 14% degli adolescenti usa Reddit, una percentuale che è rimasta stabile negli ultimi anni.

In Italia in testa si colloca Instagram, il social basato sulla condivisione di foto e video brevi, frequentato da più di 8 giovani su 10 (83,1%), seguito da Facebook che si situa al secondo posto con il 72,5%. Seguono in una posizione intermedia Youtube con il 50,7%, e Tik Tok con il 37,6%. Meno rilevante la frequenza di utilizzo degli altri social network tra i quali si possono citare, ad esempio, X (10,7%), Linkedin (9,7%), Pinterest (6,3%) e Snapchat (5,2%)

Questi dati confermano che l’uso dei social media è ormai ubiquo e centrale nella vita quotidiana dei giovani.

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I benefici dell’uso dei social media

  • Le piattaforme permettono di mantenere contatti con amici e familiari anche a distanza, condividere esperienze e ricevere supporto emotivo.
  • I giovani utilizzano i social per esprimersi tramite arte, musica, opinioni e per trovare comunità affini ai propri interessi.
  • Video tutorial, gruppi tematici e forum offrono risorse per imparare nuove competenze, esplorare passioni e avviare progetti personali o professionali.
  • I social favoriscono la partecipazione a discussioni sociali, culturali e politiche, contribuendo alla formazione di una cittadinanza più attiva.

I rischi 

  • Impatto sulla salute mentale (ansia, depressione e scarsa autostima)
  • Utilizzo problematico (comportamenti compulsivi come scrolling continuo, costante ricerca dei likes ricevuti)
  • Confronto sociale e immagine corporea (ideali estetici irrealistici, confronti negativi, disturbi dell’immagine corporea)
  • Cyberbullismo, privacy e contenuti rischiosi (un terzo degli adolescenti è in contatto con sconosciuti)
  • Effetti su concentrazione e rendimento (interferenze con studio, sonno e attenzione)

Differenze di genere nell’uso e nell’impatto dei social media

Bambini e adolescenti non utilizzano le stesse piattaforme né perseguono gli stessi contenuti: i ragazzi seguono più sport, videogiochi e utilizzano più YouTube, le ragazze seguono maggiormente contenuti su musica, moda, salute, bellezza, politica e celebrità; utilizzano più spesso TikTok e Instagram.

Le ragazze seguono più membri della famiglia sui social e sono più esposte a messaggi relativi all’estetica e agli standard di bellezza. Questo le rende più vulnerabili a insoddisfazione corporea, confronto sociale costante, promozione di ideali di magrezza, bassa autostima e problemi alimentari. Studi hanno collegato l’uso di Instagram all’insoddisfazione corporea e quello di Facebook a cambiamenti nel comportamento alimentare.

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Social media, femminismo e rischi di violenza di genere

I social media hanno amplificato le voci delle donne, unendo la “sorellanza” e favorendo movimenti come #MeToo, #IBelieveYou e #NotOneMore, che denunciano violenze e discriminazioni.
Le reti sociali hanno inoltre favorito la collaborazione tra donne su temi come: fertilità, sindrome dell’impostore, sostegno emotivo, attivismo contro la discriminazione.

Lato negativo: molestie e adescamento

Le ragazze ricevono più messaggi indesiderati e subiscono più molestie online dei loro coetanei maschi.
Uno studio del Women’s Institute (2022) ha rilevato che l’80% delle ragazze ha subito qualche forma di molestia online, la metà degli episodi è legata al tentativo di instaurare relazioni intime, nella maggior parte dei casi gli autori sono sconosciuti.

L’emergere della “machosfera”

L’emancipazione femminile sui social ha provocato una risposta reazionaria: la machosfera (o “manosphere”), uno spazio virtuale che promuove mascolinità tossica, misoginia e disinformazione sulla violenza di genere.

I dati spagnoli del Barometros dei giovani mostrano una crescita inquietante tra i ragazzi che ritengono che la violenza di genere sia una invenzione ideologica: 11,9% (2019), 20% (2021), 23% (2023).

Molti ragazzi trovano nella machosfera una comunità tossica che alimenta sfiducia verso le donne e modelli relazionali distorti.

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Videogiochi: un ambiente ostile per le ragazze

Circa il 47% dei videogiocatori è composto da donne, eppure molte subiscono insulti, commenti denigratori, sessualizzazione, esclusione. Per questo motivo, alcune nascondono la propria identità durante il gioco. Anche le donne che lavorano nel settore videoludico riportano frequenti molestie sui social.

Pornografia e parità di genere

L’accesso precoce alla pornografia — soprattutto tra i ragazzi — influisce sulla percezione delle relazioni affettive e sessuali. I contenuti online spesso mostrano ruoli femminili sottomessi, comportamenti aggressivi normalizzati, relazioni distorte. Alcuni adolescenti interiorizzano questi modelli e li ripropongono nelle relazioni reali.

Intelligenza artificiale e stereotipi di genere

L’uso crescente di influencer creati tramite intelligenza artificiale (come Aitana López, Shudu Gram, Alex e Kyra) mostra come i sistemi generativi riproducano e amplifichino pregiudizi di genere incorporati nei dati di addestramento, replicando ruoli e caratteristiche stereotipati. Nonostante la diffusione di tali tecnologie, gli studi dedicati al loro impatto sono ancora pochi.

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I social media possono essere usati in modo “sano” ?

Si, ecco un decalogo di consigli utili:

  • Limitare il tempo di utilizzo
  • Stabilire orari e evitare l’uso prima di dormire.
  • Scegliere con cura contenuti e piattaforme
  • Curare il feed e rimuovere contenuti tossici.
  • Pensare prima di postare
  • Considerare la permanenza e le implicazioni dei contenuti condivisi.
  • Favorire interazioni reali
  • Mantenere una vita offline sana ed equilibrata.
  • Promuovere l’educazione digitale
  • Educare su privacy, sicurezza e cyberbullismo.
  • Moderazione come stile di comportamento

Un uso moderato sembra favorire livelli di benessere maggiori rispetto a un uso eccessivo o nullo.

In conclusione, l’uso dei social media tra i giovani non può essere definito universalmente “buono” o “cattivo”: tutto dipende da come, quanto e perché vengono utilizzati. Le piattaforme offrono opportunità straordinarie di socializzazione, creatività e informazione, ma comportano anche rischi importanti in termini di salute mentale, sicurezza e costruzione dell’identità.

Per i giovani – e per genitori, insegnanti ed educatori – la sfida consiste nel coltivare un’esperienza digitale equilibrata, critica e consapevole. Allo stesso tempo, è fondamentale lavorare con le nuove generazioni per prevenire stereotipi, violenze, discriminazioni e per promuovere un uso etico e responsabile delle tecnologie digitali, comprese quelle basate sull’intelligenza artificiale.

Dr. Giuliana Proietti

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Fonte principale

The Conversation

Immagine

Foto di Andrea Piacquadio

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