Il rapporto con la nudità

Venere di Urbino Tiziano

Le immagini di nudo femminile sono storicamente prevalenti rispetto ai nudi maschili (Berger 1977; Bordo 1993; Callaghan 1994, Clark 1985; Nead 1992, Pollock 1988).

L’effetto che il corpo nudo fa sugli spettatori dipende dal loro genere sessuale: un uomo che guarda la riproduzione artistica di un corpo femminile trova conferme della propria mascolinità (Dines 1992; Kimmel 1990), mentre le donne le trovano interessanti in quanto vedono come è il loro corpo e dunque come appaiono esse stesse agli occhi di un osservatore esterno.

Tuttavia, questa esperienza visiva per le donne è più complicata di quanto non lo sia per gli uomini. Come suggerisce Betterton (1987, 3) , “le donne hanno un rapporto ambiguo con l’immagine del corpo nudo. Questo accade perché esse sono rappresentate così spesso in queste immagini e dunque hanno un ruolo di protagoniste e spettatrici ad un tempo, il che  viene raramente preso in considerazione”.

I nudi maschili invece sono meno comuni.  Queste immagini si prestano meno all’oggettivazione (Coward 1985; Davis 1991;
Saunders 1989) anche se recentemente le immagini di uomini nudi compaiono sempre più spesso sui giornali, in particolare nelle pubblicità relative alla moda. Questo non dipende dalla richiesta femminile di immagini nude di uomini, ma secondo alcuni (Bordo, 1999) è il risultato  del gusto estetico dei fotografi gay, che hanno erotizzato il corpo, la sensualità, la potenza virile.

Betterton ( 1987) e Bordo (1992) ritengono che lo spettatore mantenga il potere e il controllo sulla persona osservata e per questo molti uomini, gay o eterosessuali, non gradiscono essere oggetto di osservazione da parte di altre persone, perché in questo caso il proprio livello di autostima decade, in quanto non si sentono più dei veri uomini.

Pronger (1990) fa presente che tutti gli uomini, eterosessuali e omosessuali, si guardano l’un l’altro negli spogliatoi, sebbene tutti sappiano che l’attenzione prestata non debba essere eccessiva, per timore di essere presi per gay. Chi guarda troppo a lungo o ama guardare i propri compagni mette seriamente in dubbio la sua reputazione di soggetto eterosessuale.

Allo stesso modo, Kimmel (1994) ritiene che la paura, a volte cosciente, a volte inconscia, che altri uomini potrebbero percepire i loro atteggiamenti come omosessuali, li porta ad assumere comportamenti esagerati e atteggiamenti tipicamente maschili, per assicurarsi che gli altri non si facciano di loro un’idea sbagliata.

Disch e Kane (1996) hanno notato che ci possono essere conseguenze negative per le donne sorprese a “sbirciare troppo” gli uomini nudi. Guardare con occhio critico gli uomini va contro il tradizionale ruolo femminile e interrompe il rapporto di potere maschile.

Bordo (1999) ha osservato che le donne “non sono abituate a vedere uomini nudi ritratti come “oggetti” sessuali, ma le donne in anni recenti hanno imparato anch’esse ad essere “guardone”.

In uno studio ci si è chiesti: cosa succede quando gli uomini e le donne si trovano ad affrontare un immagine di nudo maschile in un luogo pubblico?

Il campione era composto di 45 persone, per lo più di razza bianca, con qualche persona appartenente ad altre etnie.
Essi sono stati intervistati per circa un’ora e mezzo, dopo aver visionato 23 immagini di nudo tratte da quattro differenti contesti: testi medici  “riviste di intrattenimento per adulti”, riviste tradizionali e libri d’arte.

Le immagini erano di dimensione simile ed incollate su uno sfondo neutro. Gli intervistati dovevano identificare e discutere l’origine di ogni immagine e il suo significato sociale. Nella maggior parte dei casi, gli spettatori conoscevano la corretta
origine (ad esempio, le immagini di National Geographic e Penthouse erano facilmente identificate dai partecipanti così come quelle tratte da “libri d’arte”). Sono state fatte anche le seguenti domande (1) discussione su arte e pornografia (ad esempio, come si fa a definire ciascuno di questi concetti?), (2) abitudini di consumo culturale (ad esempio:  legge il giornale? Quanto
guarda la televisione?), e (3) domande di contenuto religioso e orientamento politico.

Guardare le donne

La prima serie di immagini che gli intervistati di questo studio hanno osservato riguardavano le foto di corpi di donne nude: Cindy Crawford sulla copertina di Rolling Stone, con le braccia incrociate sui seni nudi. L’immagine è tagliata a metà coscia, e un pezzo di stoffa copre la zona pubica. Kate Moss con una immagine tagliata in corrispondenza della vita e un seno nudo esposto. Una foto era in bianco e nero, di Robert Mapplethorpe con la culturista Lysa Lion che esce nuda dalle acque. Infine, vi è una foto di Hariette Hartigan, che ritrae una donna nuda seduta, esposta di tre quarti. La seconda serie di immagini femminili  viste dagli intervistati includeva nudi classici, ad esempio di Tiziano (Venere di Urbino).

Gli uomini, come ricerche precedenti avevano già dimostrato, apprezzano il corpo femminile, anche se sono meno attratti dalle riproduzioni che giudicano “artistiche”, un termine asettico che toglie al corpo il suo naturale potenziale erotico (Nead 1992). Quando gli uomini guardano queste immagini, non rivelano alcun imbarazzo o timidezza.  Essi sembrano valutare il nudo femminile come un loro naturale diritto.

Le donne, vedendo i corpi di queste bellissime modelle hanno affermato: “Mi piacerebbe avere un corpo come questo”, o “E’ ‘una donna attraente. Mi piacerebbe assomigliarle”. Le donne sembrano dunque usare il nudo femminile per riflettere sul proprio corpo e valutare se può essere gradevole o meno per un osservatore esterno.

Per le donne dunque, i nudi femminili sono oggetti da studiare, osservare, giudicare, e, soprattutto sono da paragonare al proprio corpo nudo. (Es. Devo perdere 10 chili). Le donne giudicano le altre donne secondo canoni di valutazione maschile.

Guardare gli uomini

Quando agli intervistati viene chiesto di commentare la scultura di un satiro del V secolo aC gli intervistati hanno poco da dire, se non: “é arte“. Diversa invece è la reazione verso nudi maschili contemporanei. Oltre al satiro sono stati mostrati in questo studio un ritratto dipinto da Lucian Freud e immagini tratte da Playgirl.

Gli uomini non guardano queste immagini maschili con lo stesso piacere mostrato per quelle femminili. Infatti, più della metà degli uomini del campione non ha commentato le immagini maschili.  Due uomini hanno dichiarato il loro orientamento eterosessuale in modo esplicito, come se questo potesse spiegare la loro incapacità di commentare. Altri hanno fatto riferimento implicito alle loro preferenza sessuali, notando che l’immagine del nudo maschile non era eccitante, come se la visione di un nudo maschile dovesse interessare esclusivamente un pubblico omosessuale.

Le risposte delle donne sono state più complicate. Esse possono essere anche attratte dai nudi maschili, ma li vivono ancora con un senso di vergogna, soprattutto per la mancata abitudine a vedere immagini di uomini nudi.

Sia gli uomini che le donne si sentono dunque a disagio nel visionare un corpo nudo maschile. Le paure sono però diverse. Ma le paure sono diverse.: gli uomini temono di guardare con troppo interesse, tanto da essere scambiati per omosessuali; per le donne invece il disagio è dato dall’imbarazzo, dalla vergogna, dal senso di colpa o perfino dalla repulsione, nei confronti dei nudi maschili. Naturalmente le donne più giovani si sono mostrate più abili nella visualizzazione di queste immagini, data l’abitudine, acquisita recentemente, di visionare immagini di corpi nudi maschili attraverso la pubblicità o la pornografia.

Adattato da: Men Are Much Harder: Gendered Viewing of Nude Images,  Beth A.,  Gender and Society, Vol. 17, No. 5 (Oct., 2003), pp. 691-710 Sage Publications

Dr. Walter La Gatta

Immagine:
La Venere di Urbino, Tiziano, Wikimedia

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

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www.clinicadellatimidezza.it


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