Vorrebbe essere una ragazza normale – Consulenza online

Vorrebbe essere una ragazza normale – Consulenza online

 

Dr. Giuliana Proietti

Terapie Online

 

Salve a tutti e grazie in anticipo a chi mi aiuterà. Allora qualche mese fa ho conosciuto un’amica con la quale ho legato fin da subito. Due mesi dopo mi confessa di essere bisex e di piacerle. Io ho una crisi d’ansia per una settimana (soffro di ansia già di mio e sono in cura).

Non riesco a comprendere questa mia ansia tanto che non ho pensato ad una cosa del genere essendo etero da sempre. Le dico che non mi interessano le ragazze e la questione si chiude lì. In questi mesi però ci leghiamo sempre più e io inizio ad essere gelosa di lei e, data la quarantena, mi mancava terribilmente.

Questa cosa mi ha spaventata parecchio perché se dovesse piacermi sul serio io mi vergognerei troppo a vivere la mia relazione con lei alla luce del sole. Lei è molto dolce e comprensiva però ha continuato e tutt’ora continua a provocarmi e a chiedermi di pensarci perché secondo lei a me piace anche.

Ho pensato a tante cose:a come potrebbe prenderla mia madre omofoba, la mia famiglia intera anch’essa non molto favorevole al l’omosessualità e a tutti nel mio paese. Se avessi vissuto in una città molto grande, penso che le avrei dato una possibilità giusto per capire un attimo. Lei è molto importante per me e so che se lei dovesse allontanarsi perché le risulta difficile continuare ad essere mia amica, ci soffrire molto.

Il problema è perché sono così nei suoi confronti. Adesso non so che fare:ieri mi ha dato un bacio a stampo ma non ho provato quello che sicuramente avrà provato lei. Il punto è che anche quando bacio un ragazzo raramente provo qualcosa di forte. Non riesco a capirmi, a leggermi dentro, a capire i miei problemi, a comprendere perché ho così difficoltà ad aprirmi con gli altri e a vivere un rapporto sereno con un ragazzo o una ragazza che sia. Forse è colpa della mia ansia sociale? Non saprei. Avrei bisogno di consigli. Vorrei soltanto essere una ragazza normale come le altre. Grazie mille

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Gentilissima,

è possibile che la crisi d’ansia che sta vivendo sia legata al timore di essere omosessuale. Fino ad ora, infatti, questa possibilità non era mai stata presa in considerazione e probabilmente lei aveva interiorizzato le idee, anche critiche o negative, presenti nel suo contesto familiare. L’incontro con questa ragazza ha però aperto uno scenario nuovo, inatteso, suscitando da un lato curiosità e dall’altro una comprensibile paura.

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Dentro di sé, forse sente che, se potesse fare un’esperienza senza conseguenze, sarebbe disposta a provarci. Tuttavia, il contesto in cui vive, più ristretto e meno anonimo, rende tutto più complicato: il timore del giudizio degli altri, delle possibili voci e delle reazioni dell’ambiente circostante può diventare molto forte. A questo si aggiunge una domanda ancora più profonda: cosa accadrebbe se questa esperienza le piacesse davvero? Questo significherebbe mettere in discussione non solo l’immagine che ha di sé, ma anche i valori e i giudizi ricevuti finora.

In questa fase, però, è importante non affrettare conclusioni. L’identità affettiva e sessuale non è qualcosa di rigido o immediatamente definibile in categorie nette. Non esiste una divisione così semplice tra “bianco o nero”, né tra eterosessualità e omosessualità come etichette definitive. Può darsi che lei si senta attratta da questa persona in particolare, senza che ciò definisca in modo assoluto il suo orientamento. Così come è possibile che un’esperienza, anche significativa, non determini necessariamente una direzione stabile.

Per questo motivo, il suggerimento è di non concentrarsi troppo su ciò che potrebbe accadere dopo, né sul giudizio degli altri. Non è necessario, in questo momento, attribuirsi un’etichetta o prendere decisioni definitive. È più utile concedersi il tempo di comprendere ciò che prova, senza pregiudizi e senza forzature, lasciandosi guidare da ciò che sente autentico. La sua normalità non è in discussione: che si relazioni con un ragazzo o con una ragazza, questo non cambia il valore della sua persona né la sua dignità, anche perché l’omosessualità non è in alcun modo una malattia.

Un’attenzione importante riguarda la tutela della sua privacy. Se decidesse di esplorare questa esperienza, potrebbe essere saggio farlo in modo riservato, condividendo eventualmente i suoi pensieri solo con una figura competente, come uno psicoterapeuta. Questo le permetterebbe di comprendere meglio se stessa in uno spazio protetto, senza esporsi a pressioni o giudizi esterni, e di fare chiarezza con maggiore serenità.

Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

Dr. Giuliana Proietti

 

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