Alessitimia: quando le emozioni non hanno parole
L’alessitimia significa letteralmente “nessuna parola per i sentimenti” (dal greco a- «mancanza», lexis «parola», thymos «emozione»). Questa condizione descrive la difficoltà di riconoscere, comprendere e comunicare le proprie emozioni. Scoperta negli anni ’50 in pazienti con patologie psicosomatiche come ulcera, eczema o asma, fu inizialmente chiamata “analfabetismo emotivo” e resa nota al grande pubblico nel 1976 durante la XI Conferenza Europea sulle Ricerche Psicosomatiche.
Cerchiamo di saperne di più.
L’alessitimia è una malattia o un tratto di personalità?
Ci sono correnti di pensiero diverse: alcuni autori considerano l’alessitimia un tratto della personalità piuttosto che una patologia vera e propria. Alcune caratteristiche sono comuni anche in persone con sindrome di Asperger o personalità narcisistica. In questo senso, l’alessitimia può essere vista come un deficit della funzione riflessiva del Sé più che come una malattia isolata.
Le origini dell’alessitimia
Il concetto nasce dalla filosofia occidentale, che attribuisce valore positivo all’espressione verbale delle emozioni come indice di salute mentale e maturità. Studi neurofisiologici suggeriscono che l’alessitimia possa derivare da un difetto nella modulazione dell’input emotivo dal sistema limbico alla neocorteccia o dal fatto che le emozioni vengano direttamente incanalate negli organi tramite vie neuroendocrine, provocando sintomi somatici.
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Quanto è diffusa l’alessitimia?
Circa il 10% della popolazione generale presenta tratti di alessitimia, con incidenza maggiore in persone con disturbi dello spettro autistico, difficoltà relazionali o bassa empatia. Chi ne soffre è generalmente consapevole delle emozioni, ma fatica a classificarle, riconoscerle o esprimerle verbalmente in alcune situazioni.
Caratteristiche principali dei soggetti alessitimici
Le persone con alessitimia mostrano costrizione emotiva, scarsa fantasia, sogni incolori e difficoltà nel trovare parole adeguate per descrivere le emozioni. Le relazioni interpersonali sono spesso ostacolate da una comunicazione emotiva ridotta, motivo per cui vengono talvolta descritti come “robot umani” o “analfabeti emotivi”.
Altre caratteristiche tipiche includono incapacità di distinguere emozioni tra loro, confondere stati fisici ed emotivi, difficoltà a mentalizzare le emozioni, tendenza a sostituire il linguaggio con azioni, scarsa disposizione a provare emozioni positive, personalità passiva e dipendente, postura rigida e limitate espressioni facciali.
Cause possibili dell’alessitimia
Oltre a fattori genetici, si ipotizza che l’alessitimia possa derivare da ambienti familiari emotivamente poveri, dove i bambini non hanno avuto possibilità di sviluppare competenze per modulare le emozioni.
Terapie e strategie
Gli alessitimici partecipano difficilmente alla psicoterapia tradizionale. Tendono a ripetere gli stessi argomenti, annoiarsi e non collaborare. Approcci più pratici e basati sull’educazione emotiva, esercizi di introspezione e allenamento alla comunicazione dei sentimenti possono risultare più efficaci.
Alessitimia e depressione
Studi longitudinali su pazienti depressi hanno dimostrato che l’alessitimia è relativamente stabile nel tempo. Tuttavia, alcuni aspetti come la difficoltà a riconoscere o descrivere le emozioni possono migliorare con la diminuzione dei sintomi depressivi, confermando che l’alessitimia può essere sia un tratto stabile di personalità sia un fenomeno momentaneo in contesti di stress o depressione.
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Mini test: potresti avere tratti di alessitimia?
Rispondi alle seguenti affermazioni valutando quanto ti rispecchiano: mai, raramente, qualche volta, spesso, sempre.
1. Ti è difficile descrivere le tue emozioni con parole.
2. Fatichi a riconoscere come ti senti in diverse situazioni.
3. Le tue emozioni ti sembrano confuse o miste a sensazioni fisiche.
4. Preferisci agire piuttosto che parlare dei tuoi sentimenti.
5. Ti senti spesso distaccato o poco coinvolto emotivamente nelle relazioni.
6. Hai sogni poco vividi o difficili da ricordare.
7. Tendi a concentrarti sui fatti concreti più che sulle emozioni altrui.
Se hai risposto “spesso” o “sempre” a molte di queste affermazioni, potresti avere tratti di alessitimia. Parlane con uno psicologo esperto per comprendere meglio la tua esperienza emotiva.
Dr. Walter La Gatta



