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Allievi depressi

Ragazzi svogliati, irritabili e disattenti sono sempre presenti in una classe. Sono tipi riservati, silenziosi, poco comunicativi, anche a livello gestuale. Probabilmente sono depressi.
A Londra si è tenuta una conferenza il cui focus era cercare di individuare i sintomi della depressione adolescenziale e gli strumenti da utilizzare per dare aiuto.

Nel Regno Unito, il censimento del 2001 ha mostrato che lo 0.9% dei ragazzi fra 5 e 1 anni era depresso, ovvero, uscendo fuori dalla freddezza delle cifre, circa 68.000 ragazzi in difficoltà.
Studi più recenti hanno innalzato la percentuale della depressione dei ragazzi sopra i dodici anni fra l’1,4 ed il 5%.

Il problema è che la depressione, oltre che distruggere l’autostima ed interferire negativamente con le crescenti abilità sociali del giovane, ha un impatto negativo sull’apprendimento scolastico.
Quale che sia il livello di depressione dei ragazzi, che come per soggetti adulti può essere lieve, apprezzabile o alto, ciò che viene meno è la concentrazione, che invece dovrebbe essere al centro dell’impegno scolastico dei giovani.

Un episodio sporadico di depressione potrebbe durare dai cinque ai sette mesi e potrebbe portare il ragazzo a farsi idee sbagliate sul suo conto. E’ frequente trovare ragazzi che pensano di sé stessi: ‘non sono capace a interagire con gli altri, non so farmi valere’. Un adulto, se attraversa un periodo di depressione può mettere a confronto ciò che è stato con ciò che è attualmente, può riconoscere di attraversare un periodo di crisi: il ragazzo no, non ha esperienze precedenti che possano sostenerlo in un momento di sfiducia circa le proprie possibilità.

Ecco perché la depressione adolescenziale va presa molto sul serio. Secondo gli psicologi inglesi, paradossalmente, ricevere una diagnosi di depressione può essere d’aiuto: ‘sono così perché sono depresso, non perché non valgo niente, come pensavo… ‘

I ragazzi si deprimono per vari motivi: complesse situazioni familiari anzitutto, ma anche l’ossessione di voler essere magri, prendere o non prendere le droghe, fare o non fare sesso, più tutti gli impegni e le tensioni della scuola. Così la vita di un adolescente può essere tutt’altro che spensierata e diventare insopportabile.

Forse, secondo le testimonianze di presidi di scuola inglesi intervenuti alla conferenza, i medici sono troppo riluttanti nell’accettare queste depressioni infantili e adolescenziali, come se i sintomi fossero dei tratti di personalità e non l’effetto di una sindrome depressiva.

Si è detto inoltre che la depressione in età adolescenziale ha un forte impatto anche sulle famiglie, che non sanno come far fronte ai problemi di ansia sociale, alle fobie scolastiche, agli attacchi di panico dei loro ragazzi.

Gli insegnanti poi, possono accorgersi di questi sintomi depressivi? Chiaramente no, non è il loro mestiere, ma possono certamente notare dei cambiamenti nel comportamento, per esempio nel fare i compiti a casa, una perdita di interesse nelle amicizie, oppure la manifestazione di ansia o timori irrazionali.

Nella scuola di Acland Burghley, a nord di Londra, è stato messo a punto un programma di supporto da otto anni, coordinato da Vavi Hillel, la quale seleziona dei volontari di tutte le età che interagiscono con i suoi allievi. Il supporto sociale dei pari è cruciale per aiutare i ragazzi nei loro periodi di depressione. Parlare con un altro ragazzo della propria età infatti può essere d’aiuto per un ragazzo, più che parlare con una persona adulta. Questi giovani volontari ‘auditori’ poi sono in grado anche di socializzare, di interagire con i loro ‘assistiti’ e quindi possono offrire il supporto del gruppo di amici quando il ragazzo o la ragazza non riescono ad averne uno.

Fonte: The Guardian

Dr. Giuliana Proietti
Clinica della Timidezza

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Dr. Giuliana Proietti

Psicoterapeuta Sessuologa

● Attività professionale in presenza: Ancona, Roma, Fabriano, Civitanova Marche
Terapie online Via Skype e Whatsapp

● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

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