Il legame tra amigdala e paura – specialmente la paura degli altri, o fobia sociale, è stato fin troppo discusso e raccontato, non solo dalla psicologia popolare, ma anche da fonti psicologiche accademiche. Questo sostengono gli autori di uno studio che sarà pubblicato il prossimo mese su Current Directions in Psychological Science, una rivista dell’Association for Psychological Science.

E’ vero: molti esperimenti hanno scoperto che l’amigdala è attiva mentre le persone avvertono l’emozione della paura, ma non si può non tener conto che essa si attiva anche in altre occasioni, come ad esempio in risposta ad immagini gradevoli o a visi che esprimono l’emozione della gioia.

Il problema è nato a partire dal modo in cui i ricercatori hanno cominciato  a studiare il cervello. Molti di loro hanno apprreso cosa sia l’amigdala mentre stavano studiando la paura, dice Wil Cunningham della Ohio State University, autore della ricerca insieme a Tobias Brosch della New York University. “E’ molto emozionante studiarla, perché è molto importante, dal punto di vista evolutivo e attraverso di essa sappiamo molto sulla paura provata dagli animali”. Tutti gli studi sulla paura hanno scoperto l’importanza dell’attività dell’amigdala. Ma questo non significa che ogni attivazione dell’amigdala sia in corrispondenza con l’emozione della paura. 

Invece, l’amigdala sembra fare qualcosa di molto più sottile: l’elaborazione di eventi che sono collegati a ciò di cui una persona si preoccupa in un dato momento. Quindi, se si vive una situazione di paura o  si ha una personalità ansiosa, l’amigdala può attivarsi, ma succede la stessa cosa se avete fame e vedete del cibo, oppure se siete empatici e trovate delle persone con cui parlare.

“Quando si studiano le emozioni, si cercano parti specifiche del cervello che sono associate a emozioni diverse”, afferma Cunningham. Soprattutto nei primi tempi di sviluppo delle neuroscienze, gli scienziati speravano che prima o poi sarebbe stato possibile utilizzare la risonanza magnetica e altre tecniche di brain-imaging “per aprire il cofano e scoprire cosa realmente pensano le persone“.

…Ma il cervello è troppo complicato per poter fare questo. Cunningham ritiene inoltre che molti accademici siano ancora troppo attaccati ad questa definizione troppo rigida delle emozioni: rabbia, paura, tristezza, felicità, e così via.

Le emozioni in realtà non interessano solo una piccola parte del cervello, ma tutto l’insieme.

Fonte:

A   Association for Psychological Science. (2012, January 30). “The Amygdala And Fear Are Not The Same Thing.” Medical News Today. Via http://www.medicalnewstoday.com/releases/240911.php.

Dr. Walter La Gatta

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Amigdala, Wikimedia

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Dr. Walter La Gatta
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. Psicoterapie individuali e di coppia
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