Archivio Storico della Consulenza online – 8

dal 2002 al 2011

Studio di PsicologiaANCONA - ROMA - FABRIANO - CIVITANOVA MARCHE - TERNI
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Ultimo aggiornamento: Set 22, 2020 @ 11:46

Raccoglitore n. 8

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SONO UNO CHE SA QUELLO CHE VUOLE, TUTTAVIA…

Sono un uomo di 34 anni da 10 anni sto con una ragazza che ho sposato 5 anni fa.Sono una persona molto insicura, anche se quando voglio una cosa riesco ad ottenerla quasi sempre (ho una grande forza di volontà). Sono sempre stato molto timido, ma in alcuni momenti della mia vita sono sembrato addirttura spavaldo.Mi reputo un bel ragazzo in quanto non ho mai avuto problemi con le donne, ne ho avute anche troppe. In passato avevo problemi riguardo al fatto che arrossivo facilmente in situazioni come quelle di essere seduto accanto ad una ragazza (bella o brutta che fosse), anche se poi nel momento in cui riuscivo a rompere il ghiaccio risultavo più spavaldo del dovuto (sempre che mi accorgessi di piacere a quella persona), e quindi riuscivo sempre a conquistare la persona in questione. Al di la di questo piccolo problema, veramente irrilevante per il resto la mia vita sociale funzionava in maniera perfetta, tanti amici tante
ragazze (pima di mia moglie). Da qualche mese a questa parte mi sta capitando qualcosa che a mio avviso è inspiegabile, mi sento intimidito da tutte le situazioni sociali, anche quelle che riguardano la mia sfera familiare, divento rosso facilmente anche se parlo con mio fratello, per questo cerco di evitare i contatti con chiunque, anche se tutto sommato non li evito del tutto. Lo stato d’ansia che si viene a creare prima di dover incontrare qualcuno ormai è fisso, mi sento come se dovessi affrontare il giudizio universale! Sento che le persone giudicano il mio modo di fare, penso che se divento rosso davanti ad un uomo potrebbero considerarmi gay (e quindi divento rosso) se divento rosso davanti ad un bambino potrebbero considerarmi pedofilo (e quindi divento rosso), e questa situazione mi fa stare davvero male, anche perchè in apparenza sembro una persona molto sicura di se e senza problemi (uno che sa quello che vuole). Sto provando ad autoanalizzarmi a cercare di capire quali possono essere i motivi di questi miei problemi, ma proprio non riesco a capire. quando qualche mese fa mi è capitato per la prima volta…in maniera veramente esagerata, ho evitato per qualche giorno ogni tipo di situazione sociale e ne ho parlato anche con mia moglie che è stata molto comprensiva, poi però non ne ho voluto più parlare, le cose sono andate via via sempre meglio, ma non sono guarito del tutto. Ci sono alcune situazioni (prive di significato) che mi creano imbarazzo. Inoltre sono sempre ansioso, mi tremano continuamente le mani ed ho continuamente caldo, in particolare le vampate di calore mi vengono se mi trovo in una situazione “imbarazzante”.Grazie per l’eventuale consiglio!

Gentilissimo,
Credo che in lei stiano riaffiorando antichi timori riguardo alle sue capacità relazionali e probabilmente ciò sta accadendo in concomitanza di eventuali disagi personali, o del suo contesto familiare/professionale, che al momento stanno scuotendo le sue sicurezze.
Questa situazione è probabilmente alla base dei suoi disagi. Quando ci si trova nella sua condizione, molto spesso si può riscontrare come la persona sia eccessivamente focalizzata nell’osservazione di se stessa (i propri comportamenti, le proprie manifestazioni somatiche, come l’arrossire o l’eccessiva sudorazione) : questo crea le premesse per un’ansia anticipatoria che puntualmente realizza ciò che lei teme. Due sono i suggerimenti che posso darle: il primo riguarda il suo punto di osservazione, che non deve essere più ‘esterno’ a sé, pronto a criticare ogni suo comportamento o reazione somatica, bensì deve rientrare in se stesso e concentrarsi sull’osservazione del suo interlocutore/i e sul contesto in cui si trova.
Il secondo è quello di imparare a non rimuginare sull’episodio che le ha creato problemi: esso deve essere ricordato completamente slegato dalle emozioni negative che le ha procurato. In altre parole, deve cancellare il dolore e il senso di frustrazione provati, in modo da non andare ad alimentare ulteriormente il suo stato ansioso.
Dr. Walter La Gatta

A18

SONO UN SUPER-TIMIDO

sono Andrea un ragazzo di 19 anni e sono un super timido.Questa timidezza mi impedisce di affrontare le situazioni della vita ad esempio :Andare all’università,conoscere nuove persone,stringere nuove amicizie sono gli aspetti che mi fanno piu’paura,tutto cio’accade se sono da solo perchè se dovessi affrontare le situazioni che mi fanno piu’ paura assieme a persone che conosco non avrei le stessedifficoltà sarei comunque in imbarazzo ma ce la farei.La mia forte timidezza ha fatto precipitare la mia autostima tanto che nei momenti in cui mi sento giu’dimorale arrivi ad offendermi pesantemente,ma cio’ fa si che anche nei pochi momenti in cui non mi senta giu’ di morale tenda sempre ad avvilirmi e ad odiarmi anche sein maniera minore rispetto ad altri momenti.Tutto cio’fa venire me un forte nervosismo accompagnato da ansia e pessimismo e spesse volte dal manifestarsi di dolori allo stomaco alle gambe e alla schiena.Lei dirà che la mia nulla autostima,la concezione negativa della mia persona hanno un ruolo molto importante sulla mia timidezza ma come faccio a vedermi in maniera positiva se ho questo problema?Comefaccio a cambiare la visione negativa della mia persona?Come faccio a recuperare la mia autostima se per fare un esempio mi vergogno di andare all’università e di fare anche una domanda banale del tipo “dov’è il bagno”?.Per confidarmi su questo problema mi rivolgo sempre a 2 miei cari amici,al quale sono molto legato e al quale voglio bene alcune volte a causa dei miei problemi(in particolare con uno dei2)forse approfitto troppo della sua bontà ma io mi scuso sempre con lui dicendo di capirmi ma lui (essendo della mia zona, ma studiando fuori regione)da grandissimo quale è mi dice di non preoccuparmi mi aiuta tantissimo,mi sostiene e io per rigraziarlo gli darei anche la vita,stessa cosa dicasi per l’altro amico che anche mi aiuta e mi sostiene tanto.In conclusione vorrei avere un suo consiglio per cercare di uscire da questa situazione e nel caso abbia ancora qualche dubbio posso ancora rivolgermi a lei.Cordiali saluti

Gentilissimo Andrea,

Questi suoi due amici davvero sono encomiabili, per l’affetto e la disponibilità che le dimostrano.
Perché però vi sia una relazione terapeutica fra due persone, esse in primis devono essere estranee e poi ci vuole una certa preparazione. Infatti, quando ci si confida con un amico, non si riesce a dire proprio tutto ed anche l’altro, vuoi per amicizia, vuoi per mancanza di preparazione specifica, vuoi per sentimenti contrastanti ed ambivalenti, non è detto che possa fare delle valutazioni oggettive e dare sempre buoni consigli. Tanto è vero che, malgrado questo doppio counseling, lei è ancora nella stessa situazione.
Dunque, il primo consiglio è quello di cercare un terapeuta ‘vero’, che la possa aiutare.
Quello che lei deve fare è cercare di imparare a gestire la propria ansia: deve convincersi che non è la timidezza il suo problema, ma l’ansia ad essa collegata. La timidezza non è una malattia, è un tratto del carattere, un naturale riserbo nei confronti degli altri, il che non significa inadeguatezza o mancanza di buone maniere: è semplice introversione. L’ansia invece, quando diventa incontrollabile e generalizzata, può causare seri problemi alla persona, che non riesce più a controllare i suoi pensieri e si può lasciare andare a sentimenti di odio verso se stesso, per non riuscire ad essere quella persona idealizzata, perfetta in tutto, che si desidererebbe essere.
Vanno cambiati i comportamenti, ma non solo: vanno cambiati anche i pensieri, il modo di leggere la realtà. Per questo le consiglio di rivolgersi ad un buon terapeuta, che potrà fare un buon lavoro con lei, in un tempo non eccessivamente lungo (6 mesi-1 anno).
Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta
Clinica della Timidezza

ARROSSISCO FACILMENTE

buonasera, dopo un pò di tempo ho deciso di contattarvi pervhè ho un problema…..Daqualche mese ormai che ARROSSISCO facilmente..Prima non mi era MAI accaduto….Perme è molto imbarazzante..Mi capita maggiormente con persone del mio stesso sesso ma non solo…Ho cercato di analizzare il perchè…L’unica spiegazione è che mi dafstidio essere sottoposta a domande dirette, anche in contesti diversi..Ossia sia se mi trovo con un’altra sola persona, o anche in un contesta con più persone….Gli sguardi fissi nei miei dell’interlecutore mi destabilizzano, e nel momento in cui dentro di me, sento ke potrei arrosssire ecco che poi succede….Forse ora èdiventato anche un pò una paranoia,..cosa posso fare??cosa mi consigliate..?per mesta diventando veramente un problema…grazie

Gentilissima,

Non si tratta di ‘paranoia’, ma di ‘fobia’. La fobia è una forma di paura che dipende da pensieri ossessivi che si insinuano nella mente e che impediscono al pensiero razionale di esprimersi al meglio. In questo contesto le emozioni (negative) prendono il sopravvento ed il soggetto diventa vittima di proprie paure interne, spesso del tutto ingiustificate.
Nel tuo caso specifico la fobia di cui soffri è l’ereutofobia, ossia la paura di arrossire. Sei talmente spaventata dalla possibilità di questo evento che, inconsapevolmente, lo provochi, attraverso la costante agitazione del sistema nervoso, dovuta a questi pensieri ossessivi che non ti lasciano mai.
Poiché prima non ti succedeva, questo significa che è cambiato qualcosa in te: probabilmente hai cominciato a pensarci troppo.
Paradossalmente, il miglior modo per uscirne è cercare di non soffrire per le conseguenze di questi eventi: insomma, se ti capita di arrossire, dovresti imparare a riderci su e non a ruminarci troppo sopra, perché questo aggrava la situazione e, comunque, non ti porta a trovare soluzioni soddisfacenti.
Ciao, stai bene.

Dr. Walter La Gatta

Dr. Walter La Gatta - Tel. 348 3314908
Psicoterapeuta Sessuologo
Dr. Walter La GattaANCONA ROMA TERNI CIVITANOVA MARCHE FABRIANO
e Via Skype

Ultimo Aggiornamento: Set 22, 2020 @ 11:46

LA BIODANZA

Ho scoperto da poco il vostro sito e dalle risposte che ho letto nella sezione dedicata alla posta ho pensato potesse essere questo il posto giusto dove poter chiarire un piccolo dubbio: la biodanza può essere veramente efficace per combattere la timidezza e in generale per aiutare a sbloccare le persone che, come me, hanno difficoltà a rapportarsi con gli altri?
Ho 22 anni e da sempre soffro di timidezza. Sono arrivata a concludere che il mio
carattere introverso e diffidente sia dovuto alla mia situazione famigliare. Mia sorella è infatti affetta da una grave malattia fin dall’età di 6 anni (io ne avevo 3) e a causa di questa situazione abbiamo tutti vissuto in modo molto ritirato: i miei genitori non hanno amici, hobby, non abbiamo mai viaggiato molto a causa dei problemi dovuti all’avere un familiare sulla sedia a rotelle. La loro vita, e la mia di conseguenza, è sempre stata abbastanza lontana dai contatti umani, a parte la frequentazione di qualche parente. Il periodo più brutto è stato sicuramente quello delle medie: io bambina timida e cicciotella ero il bersaglio preferito delle prese in giro dei compagni maschi, prese in giro dovute ad una cotta adolescenziale, normalissima, per un ragazzino della mia classe (che, tuttavia, con me è sempre stato gentilissimo). Da quel momento mi sono chiusa in me stessa, soprattutto con i ragazzi, e fino ad un anno e mezzo fa si può dire che la mia unica amicizia era la mia vicina di casa, una ragazza della mia età che conosco da quando avevo 6 anni.
Nemmeno all’università sono riuscita a farmi grandi amicizie: a causa del mio carattere chiuso l’impressione che do alla gente è di essere una che “se la tira” e questi pregiudizi mi impediscono di farmi conoscere veramente. Da un anno e mezzo, proprio per ampliare il mio giro di conoscenze e per cercare di sbloccarmi nel rapporto con i ragazzi, ho iniziato a frequentare dei corsi di salsa. I miglioramenti ci sono stati, e anche grossi: una volta una mano sulla spalla mi faceva sussultare, adesso ballo con gente che non conosco tutti i fine settimana. Ho un gruppo di amici, vado alle feste, mi invitano ai compleanni, ecc. Ricevo anche molti complimenti dai ragazzi e tutti mi dicono che sono molto migliorata nell’aspetto fisico, tuttavia non ho ancora avuto alcuna relazione con nessun ragazzo. Nonostante questi successi sono consapevole di avere ancora molta strada da fare, il problema è che ormai non sono sicura che la salsa, da sola, possa riuscire a farmi ottenere il cambiamento che voglio. Ho pensato anche di andare da uno psicologo, ma il costo mi impedisce di potermelo permettere solo con i miei risparmi e non me la sento di chiedere i soldi ai miei genitori, non perché non me li darebbero, ma perché spiegare a loro, che da sempre credono vada tutto bene, il motivo per cui vorrei andarci, sarebbe troppo doloroso, per loro soprattutto che hanno già tanti problemi da affrontare. Per questo ho pensato alla biodanza e vi chiedo: nella mia situazione potrebbe essere realmente efficace o il mio caso è talmente disperato da richiedere l’intervento di uno specialista? Grazie per
l’eventuale risposta e complimenti per il sito.
Gaia

Salve Gaia.
Grazie anzitutto per i complimenti. Credo che tu abbia fatto molto bene a cercare di uscire dal guscio attraverso i corsi di danza che hai intrapreso e che, come hai visto, ti sono stati molto utili. Certo, l’aiuto dello psicologo sarebbe la soluzione migliore e più affidabile, ma dato ciò che hai detto, puoi cominciare con l’auto-aiuto. La cosa più importante è di aprirti alle nuove conoscenze ed aumentare il numero delle persone con cui entri in contatto, progredendo per piccoli passi, fin quando ti sentirai abbastanza sicura di te. Devi solo aspettare di incontrare la persona giusta e finora non è accaduto, ma sicuramente accadrà.
Quanto alla biodanza, credo che tutto ciò che è utile per raggiungere gli scopi che abbiamo detto debba essere tentato.
Cari saluti.
Dott. Walter La Gatta

SONO SIMPATICISSIMO

Sono un adolescente di 16 anni e il mio problema riguarda la socializzazione. in casa e in famiglia in generale, sono considerato simpaticissimo, esuberante ed estroverso, cioè come sono realmente. Nelle situazioni domestiche mi sento veramente me stesso. quando esco, o quando sono a scuola, non riesco ad essere me stesso: divento timido e introverso, ovvero l’opposto di come sono in realtà. situazioni come parlare in classe o con le ragazze mi portano a manifestare la mia ansia “temporanea” con facili arrossamenti. quando gioco a pallone o altri sport non ho problemi: riesco a manifestare la mia naturale verve e il mio carisma con gli altri, forse perchè sono bravo a praticare quelle attività; ma per esempio quando ho fatto il corso per il patentino l’insegnante mi aveva catalogato come un timido e ansioso che arrossisce subito. il fatto è che non sono così. anche i miei compagni di classe ormai mi hanno catalogato come un timido e introverso (pensi che oggi una mia compagna mi ha detto che dovrei andare al reality “la pupa e il secchione perchè sei timido”). questo falso catalogamento nasce probabilmente dal fatto che questa classe non mi piace. so come sono realmente, mi conosco, ma non riesco ad essere me stesso nelle situazioni suddette: parlare in pubblico o con gruppi di ragazzi/e (più ragazze) che mi ascoltano. questo mi crea problemi anche perchè non vado mai alle feste di classe (essendo per loro un timido non mi va di andarci) e nell’espandere le conoscenze, cosa che vorrei tantissimo. spero di essere stato sufficientemente esaustivo e particolareggiato e la prego di fornirmi consigli utili e indicazioni precise, perchè mi sono stancato di andare avanti così. grazie mille per il servizio che offrite.

Gentile Simpaticissimo,

Come tu stesso ti descrivi, sei un ragazzo allegro estroverso e simpatico ogni qual volta ti trovi in circostanze e situazioni che conosci e in cui ti senti a tuo agio. Il problema nasce quando in situazioni di cui non ti senti padrone, l’ansia di dare una buona immagine di te ti impedisce di realizzare questo desiderio. Credo allora che dovresti fare così come hai fatto per sentirti a tuo agio, ad esempio in famiglia: conoscendo i tuoi familiari ed integrandoti nel gruppo, lentamente, man mano che crescevi. Partendo da questa realtà puoi capire come, interagendo lentamente, per piccoli passi, con persone e situazioni sconosciute o per te disagevoli, potrai imparare a conoscerle meglio ed a sentirti a tuo agio.
Accetta qualche invito alle feste di compleanno ed all’inizio stacci fin che resisti: quando senti che non ti trovi più bene usa una scusa credibile e saluta tutti. La volta successiva cerca di fare in modo di restare per almeno mezz’ora in più della precedente. Ed avanti così’ per questa e le altre situazioni.
Ciao.
Dr. Walter La Gatta – Ancona

 

clinica della timidezzaCanale YouTubeDr. Walter La GattaConsulenza Via Skype

SEMAFORO ROSSO

Sono Arianna di C. e ho 20 anni. Il mio problema è l’eritrofobia, cioè arrossisco molto facilmente talvolta anche senza un motivo…e questo mi rende la vita un inferno, non riesco ad essere me stessa e sento una grande frustrazione dentro di me…so che non riuscirò mai ad essere felice….Ho questo problema fin da quando ero piccola ma pensavo che ovviamente crescendo queste cose si superano e invece eccomi qui…ad essere costantemente un semaforo rosso! Ho visto che ci sono tanti forum che affrontano il problema e questo è confortante per me…io pensavo di essere l’unica al mondo!Quindi non so magari lei può consigliarmi qualcosa o magari dirmi se nella mia città ci sono centri che risolvono il problema!La prego mi aiuti…non ce la faccio più!
Certa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti.
Arianna

Gentile Arianna,

Una persona che stabilisce a priori che non potrà mai essere felice, effettivamente non lo sarà mai. La prima cosa quindi da fare è cambiare il tuo punto di vista, cominciando a pensare che non sei felice oggi, ma lo sarai sicuramente domani. Perché ‘sicuramente’ ti potrai chiedere… Ti rispondo con un’altra domanda: perché non dovresti?
Poiché non c’è nessun motivo per cui tu dovrai essere infelice, cominciamo intanto a ridurre i motivi di infelicità di oggi. Cominciamo dal tuo arrossire.
Per prima cosa vorrei considerare il fatto che quasi mai quando si crede di arrossire, si è arrossiti davvero: ci sono alcune situazioni in cui si sente il calore sul viso, ma se tu avessi l’opportunità di specchiarti, vedresti che non sei affatto diventata rossa.
Pensa ad esempio che in estate si arrossisce di meno, semplicemente perché si è abbronzati.
Questo riduce di almeno la metà le occasioni in cui dovresti sentirti in imbarazzo, lasciandoti vivere più tranquillamente le situazioni oggettivamente meno ansiogene. Per l’altra metà, sarebbe opportuno aiutarsi con delle tecniche di rilassamento, per le quali potresti farti aiutare da uno psicologo, o altrimenti andare in libreria e scegliere fra i molti titoli disponibili.
Molti saluti.
Dr. Walter La Gatta – Ancona

MOLTO ANSIOSO

Mi chiamo S. e il mio problema sta nel fatto che sono molto ansioso, al solo pensiero di stare in una stanza con tante persone e con la probabilità magari di dover parlare, comincio già a sudare, (dalla fronte fino alle unghie dei piedi), lo stesso capita se ho un faccia a faccia con un’altra persona specialmente se questa è un mio superiore in ambito lavorativo o la ritengo una persona a me superiore. A volte, in determinate situazioni, inizio a sudare solo perchè ho pensato che ciò potesse accadere e il fenomeno aumenta se qualcuno mi guarda mentre sudo. Inoltre le mie mani sono perennemente sudate ed in estate a volte arrivano addirittura a gocciolare e questo fa aumentare il mio disagio se penso che qualcuno possa tendermi la mano in segno di saluto come spesso accade. Il mio disagio si attenua se mi trovo con qualcuno che magari suda come me o di più.
Grazie per avermi ascoltato.

Gentile S.,

Il disagio di cui ti lamenti è talmente diffuso che tu stesso, nel finale della tua lettera racconti come spesso ti capiti di stringere mani più sudate delle tue… Ciò vuol dire che il disagio di imbattersi in persone o situazioni appena conosciute è un elemento comune nelle umane relazioni. Quale può essere la soluzione? Devi smettere di osservare te stesso per concentrarti invece sulla realtà che ti circonda e su ciò che ti accingi a fare.
Cerca di avere sempre una soluzione pronta per le situazioni in cui ti senti più a disagio: un episodio da raccontare, un’esperienza personale che si ricollega a questo evento, una battuta… Preparati dei discorsi ‘di emergenza’ e usali quando occorre.
Ciao.

Dr. Walter La Gatta – Ancona


Consulenza online Walter La Gatta

ANCONA ROMA TERNI CIVITANOVA MARCHE FABRIANO

Ultimo Aggiornamento: Set 22, 2020 @ 11:46

FARFUGLIO

Ho 27 anni, sono laureato in lingue straniere, lavoro presso un ente pubblico e
faccio anche l’interprete, ho diversi amici e frequento un’associazione
parrocchiale. Diversamente da questi ambienti dove sono spesso io a organizzare, a guidare, etc, ho una paura tremenda a trovarmi solo in qualsiasi posto. Quando mi sposto per lavoro vado a tutte le riunioni e poi mi ritiro in albergo, perchè non so con chi posso parlare e mi prende malinconia. Non riesco a sentirmi accettato in nuovi gruppi, o almeno lo penso. Ho notato da qualche tempo che spesso non mi vengono le parole alla bocca, anzi farfuglio e altri non mi capiscono. Cosa posso fare per vincere questa timidezza? ora ho intenzione di cambiare lavoro e devo trasferirmi fuori provincia. Mi aspetta una vita di solitudine. Grazie se potete darmi qualche indicazione soprattutto sul fatto se la voce c’entra con questo stato di timidezza.
Marco

Salve Marco. In considerazione del fatto che quando è in ambienti perfettamente conosciuti lei è del tutto a proprio agio e che il suo problema si evidenzia soltanto in situazioni e con persone che non conosce, è evidente che questo suo disagio non dipende da competenze inadeguate, bensì da una scarsa considerazione di sé e stati d’ansia, che le impediscono di dare l’abituale livello di prestazioni. Quindi, in attesa del suo trasferimento, le suggerirei di cominciare sin d’ora ad ‘allenarsi’ per avere migliori prestazioni sociali, ‘evitando di evitare’ gli altri. In che modo?
Conoscendo il suo limite, dovrebbe studiare meglio le nuove situazioni che le capitano, prima di inserircisi, conoscendo prima i luoghi in cui esse si svolgeranno e preparando in anticipo un paio di argomenti di conversazione, uno sull’attualità ed uno inerente la situazione, in cui potrà sentirsi preparato ed essere a suo agio.
Cordiali saluti.
Dr. Walter la Gatta Ancona

IN QUESTA NOTTE DI CITTA’ DESERTA…

In questa notte di città deserta mi trovo a riflettere troppo su di me e su alcuni disagi che mi turbano da qualche tempo.
Prima di cominciare a detestarmi ho pensato di cercare aiuto sul web e ho trovato voi, che magari potete aiutarmi a capire meglio cosa mi succede. Il problema che non riesco a spiegarmi riguarda il mio comportamento verso gli
uomini, un atteggiamento in apparenza sessualmente disinteressato che nasconde sfiducia e mancanza di stima verso il genere maschile. Non esagero nell’ affermare di provare questi sentimenti, non sono reduce da un’immediata delusione amorosa e non mi sento vittima di alcun particolare stratagemma mascolino. Questa totale senso di sospetto genera in me atteggiamenti svariati; in generale in presenza di uomini mi comporto da uomo,(il mio aspetto resta femminile ma mi comporto da amica, mi rifugio nello scherzo e rifiuto cronicamente qualsiasi forma di ambiguità) finchè non vengo trattata io stessa come un membro del gruppo. Ci tengo a sottolineare che questo mio comportamento non è ricercato da me, ma del tutto involontario. Se poi un ragazzo, nonostante questo schermo iniziale, cerca di avvicinami, io devio l’argomento, fuggo (anche fisicamente), sparisco, oppure mi rifugio ancora nell’ironia, nello scherzo (ma comunque li allontano rapidamente),
Paradossalmente i miei due migliori amici sono due ragazzi, gli unici due esseri del sesso opposto con cui io riesca a relazionarmi naturalmente.  Ho avuto una storia di tre anni e mezzo con un ragazzo finita un anno fa,come capita spesso, in maniera trascinata e fastidiosa, ma, epilogo a parte, è stato un rapporto felice e non credo che il mio disagio attuale dipenda da questo.  Dopo di che solo un paio di storielle, e sono ormai 7 mesi che non ho rapporti con un ragazzo. La cosa mi stona, non soltanto fisicamente, ma perchè sono molto preoccupata per il mio atteggiamento, che è tanto involontario quanto ripetuto.
Esaminando gli episodi della mia vita, mi rendo conto che non si tratta di un comportamento nuovo del mio carattere, ma che c’e’ sempre stato, ed è questo che piu mi spaventa. Sicuramente la vicenda ha qualche nesso con il rapporto che ho con i miei genitori, separati da ormai quasi 20 anni. Mio padre è affetto da depressione ciclica a fasi alterne, e nonostante il grande affetto che provo per lui è una persona che riesce a trasmettermi unicamente insicurezza e instabilità. Mia madre ha invece un carattere da crocerossina (termine, ne convengo, assai poco tecnico, ma calzante) e, appena all’età di 55anni ha deciso di alienare la sua intera esistenza per la causa altrui (clienti, colleghi, familiari, mio padre stesso da cui, ripeto è separata da 17 anni!) Mi dispiace per la lunghezza della lettera, mi piacerebbe solo avere un parere e un consiglio su quale tipo di specialista potrei contattare per cercare di rintracciare le cause di questa mia totale sfiducia in me e nel mio rapporto con l’altro sesso e cercare di migliorarmi. Vi ringrazio moltissimo e aspetto una risposta da parte vostra.
Sara

Salve Sara.
Sono abbastanza d’accordo con lei sul fatto che le radici di questo suo comportamento vadano ricercate nel passato ed in particolare nella relazione con i suoi genitori. Essere figlia di genitori separati non ha certo aiutato a preparare in lei aspettative di stabilità nel rapporto con l’altro sesso. Il fatto anche che la sua ultima lunga relazione sia stata lunga solo perché è andata un po’ trascinandosi, seguita poi da altre storie assai più brevi, può voler dire che sia ormai strutturato in lei un modello di coppia instabile e di breve durata. E’ però singolare l’aver scelto come migliori amici proprio due ragazzi: mi pare che questo ci dica che in realtà lei desidera avere un rapporto forte con l’altro sesso e che il limite lo ponga soltanto lei. Certamente un collega psicologo potrà esserle di grande aiuto per liberarla da questa sorta di confusione nei rapporti con gli altri e guardare alle relazioni fra i sessi in un modo diverso e da lei desiderato.
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta Ancona

DIFFICILE DIRLO

Ho un grande problema…viene difficile dirlo…ma parlando con altri amici coetanei…vedo che il problema è diffuso e si chiama “EIACULAZIONE PRECOCE”. A volte mi è capitato pure in sogno di fare sesso e raggiungere l’orgasmo precocemente. Sono sposato da 2 mesi…lei per adesso è contenta…pensa che la mia eiaculazione precoce sia “merito” della sua bellezza e bravura….ma so che non sarà sempre così. Tra l’altro il problema mi è capitato con mia moglie (tranne con i rapporti orali)…con altre donne (prima del matrimonio) a volte anche al primo contatto, immagina che vergogna!!! E le donne vengono con me perchè sono convinte che sono un grande amatore. Come devo fare???
Paolo

Salve Paolo. Credo che più che soffrire di eiaculazione precoce, a meno che non le sia stata già diagnosticata, lei tema di soffrirne. Del resto se questo tema appare anche nei suoi sogni, già questo dovrebbe far riflettere. Un’altra considerazione riguarda i suoi comportamenti: infatti lei dice di avere questo problema nei rapporti con sua moglie, tranne che in quelli orali. Perché in quelli orali no e negli altri si? Aggiunge poi di aver avuto rapporti pre-matrimoniali con altre donne, conclusi al primo contatto. Ritengo quindi che tutto sia determinato da uno stato d’ansia, con da un lato forti timori di inadeguatezza e dall’altro sensi di colpa che le hanno impedito, nei rapporti prematrimoniali, di goderne davvero in passato e con sua moglie oggi.
Perché infine escludere che la bellezza e la bravura di sua moglie abbiano un ruolo? Magari aumentando la frequenza dei rapporti potrebbe anche migliorare la durata degli stessi.
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta Ancona

Walter La Gatta
psicologo psicoterapeuta sessuologo
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GRAVE INSICUREZZA

Sono un ragazzo di 21 anni.Il mio problema è una grave insicurezza che mi fa stare a disagio con gli altri.Ho sempre trascurato questo problema perchè intorno a me vedo gente che mi apprezza,ma da un pò e proprio con le persone a cui voglio più bene che mi sento più a disagio.Mi rendo conto
che,nonostante la mia timidezza,in gruppo ,non proprio con tutti ma con molte
persone, riesco a essere ugualmente simpatico,a ridere e scherzare.Ma è soprattutto nei rapporti fisici che ho difficoltà.Ho avuto pochissime ragazze finora e con tutte ho avuto una sorta di blocco che mi ha paralizzato dopo il primo bacio.Con qualcuna avrei voluto riprovare e spiegarle che non volevo prenderla in giro,passare solo una serata divertente,ma per paura ho preferito passare per bastardo invece che per un ragazzo con dei problemi.Mi è successa la stessa cosa con una ragazza conosciuta 2 estati fa,molto più grande di me,di cui penso di essermi innamorato per la prima volta nella mia vita.A lei ho parlato,ma l’ho fatto troppo tardi,quando lei pensava già a un altro.Ora per lei sono solo un ottimo amico,ma io non riesco ad accontentarmi e sono tormentato dai rimorsi per non averle parlato prima.Ora non riesco a farmi avanti più con nesssuna per paura che mi succeda di nuovo la stessa cosa. E in più spesso provo attrazione sessuale per qualsiasi ragazza e a ogni sguardo ricambiato mi costruisco illusioni che però non ho il coraggio di constatare se siano fondate.Un altro problema è che non riesco a chiedere ai miei amici di
uscire,forse perchè inconsciamente ho paura di un rifiuto.Devono essere sempre loro a chiamarmi,così spesso passo per snob e vengo scaricato e,con grandissima
fatica,sono costretto a farmi nuovi amici.Eppure ultimamente penso di avere fatto molti passi avanti parlando agli altri,come a questa ragazza,a mio padre con cui non avevo mai parlato,dei miei problemi.Solo che in questo periodo provo un senso di ansia che mi provoca una specie di vuoto di stomaco costante.Forse dovrei consultare uno specialista,un medico o uno psicologo? C’è qualcosa di preciso che posso fare? Spero mi possa rispondere.Grazie e cordiali saluti
21enne

Gentile 21enne,
Se permette il gioco di parole, lei non ha il problema di dover spiegare i suoi problemi, bensì risolverli. E’ del tutto inutile infatti che lei si impegni a spiegare a tutte le ragazze di cui si innamora quanto le sia difficile chiedere loro un appuntamento, o baciarle: dovrebbe invece impegnarsi a trovare il coraggio di agire quando si trova nella situazione adatta.
Come si fa? Si deve cercare di superare i limiti che ci si è auto-imposti per paura di cadere, di sbagliare, di sentirsi ridicoli. Per riuscire, non occorre fare un salto mortale carpiato, ma ogni volta superare se stessi a piccole dosi: questa è la via che la porterà al miglioramento di sé.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

PARLARE CN PERSONE KE NN CONOSCO

ho un problema ke mi preocc molto: ho difficoltà nel parlare cn persone ke nn conosco o ke cmq conosco da poco e ho difficoltà anke nel parlare di fronte a molte persone. Cn persone a me amike e anke cn i miei parenti o, piu in generale, cn persone ke conosco, riesco ad esprimermi benissimo. Perke mi succede questo?? Spero di leggere la sua risp al piu presto..La ringrazio..

Se permette, credo che anche con me lei abbia avuto qualche difficoltà : siamo infatti ormai tutti abituati a questo linguaggio-morse che si usa nei cellulari, ma quando si tenta di esprimere il proprio vissuto personale, occorrerebbe forse cercare di usare le parole più adatte per spiegare quali sono le sfumature delle proprie emozioni e dei sentimenti vissuti nelle situazioni di conflitto, di ansia, di paura. Finché lei crederà che per parlare con gli altri ci si può limitare ad esprimersi al minimo, senza tentare di stabilire una relazione più profonda, mascherandosi dietro le parole, oppure dietro le mode del momento, credo non riuscirà a superare il suo problema ed a sentirsi a suo agio nelle relazioni interpersonali Cerchi dunque di sforzarsi di più e per primo/a nei confronti degli altri, senza aspettare che il primo passo arrivi sempre dal mondo esterno.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

Dr. Giuliana Proietti

QUALCHE CHILETTO IN PIU’

mi ritrovo a scrivervi perchè sento l’esigenza di superare un mio grandissimo problema: la timidezza. Da piccola ero una bambina vivace e non avevo problemi a stare al centro dell’attenzione, anzi ero una sorta di punto di riferimento per gli altri. Poi.. sono arrivati i problemi. Ho iniziato a frequentare la scuola media in un altro paese e con gente sconosciuta, a causa del mio aspetto fisico molto “tondo” sono stata presa di mira ed emarginata, così da leader sono passata ad outsider. Inutile dirvi che la mia autostima è calata tantissimo ed ancora adesso ne porto i segni: sono convinta che solo calando di peso potrò uscire liberamente ed essere accettata, non che sia obesa, ho solo qualche chiletto in più. Ad accrescere il mio problema di socializzare con gli altri ci sono stati altri fattori (il paese in cui vivo è di poche centinaia di abitanti, l’amicizia che ho verso un paio di persone mi ha fatta escludere dal “gruppo del paese”, ho perso i contatti perchè studio fuori casa) ed ora mi ritrovo a desiderare di far parte di un gruppo ma non so cosa fare.. Non è così semplice, non si tratta di iniziare un’amicizia partendo da zero perchè queste persone le conosco da anni ed anni e si è creata una sorta di barriera, mi sono accorta che spesso gli altri mi considerano fredda e distaccata in realtà non lo sono affatto, quando sto con gli altri vorrei parlare, socializzare ma non so mai cosa dire, a volte neanche saluto per paura di non essere ricambiata(anche se almeno su questo punto sto migliorando, mi sono accorta che a volte capita anche agli altri). Cosa posso fare? AIUTOO
Marta

Gentilissima Marta,

Per poter piacere agli altri, bisogna prima di tutto piacere a se stessi. Non so quanti chili siano di troppo, ma se lei ritiene che sia così è sicuramente necessario impegnarsi per migliorare l’aspetto fisico, magari unendo dieta ed esercizio.
Quando sarà finalmente soddisfatta del suo aspetto (e da quel che dice non ci vorrà molto), tutto le sembrerà più facile ed anche le relazioni con gli altri potranno molto migliorare. Una persona di bell’aspetto è sempre gradita, in qualsiasi gruppo. Quanto ai comportamenti, sembra che qualche piccolo passo in avanti sia stato già fatto e le suggerisco di perseverare, continuando sempre per piccoli passi e cercando di avere maggiori contatti con tutte le persone che le stanno intorno.
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta Ancona

GUARDO I SUOI OCCHI STUPENDI

Sono un ragazzo di 17 anni nn sono mai stato fidanzato, sono un tipo molto simpaticoquando sono con i miei amici e nn ho difficolta a socializzare con loro il problemasmissi presenta nella socializzazione con il mondo femminile, nn riesco a parlare con lesmie compagne di classe nn ho vere e proprie amiche femmine.Sono innammorato di una ragazza che vedo tutte le mattine a scuola da ormai piu disun anno e piu piccola di me dovrei essere avvantaggiato per questo ma nn riesco asparlarle quante volte o immagginato cosa dire e cosa fare e quante volte mi sonosripromesso di farlo il giorno dopo niente nn ci sono mai riuscito nn faccio chesguardarla questo si credo che ormai se ne sia accorta ma nn riesco a parlarle che sofferenza tutte le mattine guardarle i sui occhi stupendi senza dire niente. Il fatto e che inoltre nn la conosco e o paura di fare una brutta figura. cosa posso fare aiutatemi

Dr. Walter La Gatta

Gentilissimo,

Probabilmente la cosa è reciproca, perché se tu guardi i suoi occhi, lei guarda i tuoi… Ci hai mai pensato? Dunque, prova a convincerti che in questa storia la vera timida è lei e cerca di aiutarla un po’, di facilitarle il compito di farti capire che ti piace. Crea situazioni favorevoli, sorridile, insomma, cerca di aiutarla, visto che oltre tutto è più piccola.
A questo punto potresti rispondermi: ‘ma io non sono sicuro che le cose stiano veramente così e che io piaccia a lei’. Risposta: Appunto, non sei sicuro, dunque le cose stanno così nel 50% dei casi. E’ abbastanza per fare quello che ti ho detto. Provaci.

Ciao.

Dr. Walter La Gatta

LA TOSSE

ho 21 anni, frequento l’università e sono timidissimo. Infatti, durante gli esami dell’università, cerco sempre, se possibile, di evitare gli orali. Il mio problema,soprattutto, è che quando conosco gente nuova, la mia voce si blocca! A volte parlo ma non escono le parole, ed inizio a tossire, come per farmi coraggio, e poire inizio a parlare, ma tossendo spessissimo, è come se mi va sempre giù la voce (ma non è così, perchè se vado a casa, tutto torna normale)… a volte magari risolvo con una caramella, anche se credo sia un problema psicologico… al telefono, invece non ho problemi, anche se cerco sempre di evitare qualsiasi contatto, preferendo sempre gli sms. non so come posso risolvere questo problema :(in attesa di una risposta, vi porgo cordiali saluti Antonio

Gentile Antonio,

Quello che ti riguarda è un classico ‘apprendimento errato’. Infatti, probabilmente perché non ti senti a tuo agio nelle situazioni sociali, hai iniziato ad usare la tosse per mascherare qualche incertezza nel tono o nell’espressione verbale. Risultato: ora la tosse è diventata un comportamento compulsivo, che non riesci più a gestire, se non quando sei in situazioni tranquille e protette, come a casa o al telefono.
Oltre tutto, tossire in continuazione come fai adesso, attira sicuramente l’attenzione dell’interlocutore su di te: esattamente, credo, la cosa che volevi evitare.
Dunque devi convincerti che questo comportamento che all’inizio ti è sembrato un’ancora di salvataggio semplicemente non funziona ed anzi, produce dei danni.
Cerca dunque di abbandonare questo comportamento disadattivo. Se puoi, fatti aiutare da uno psicologo (è sempre la cosa migliore!). Se invece non puoi, prova a seguire questo consiglio:
Quando ti viene da tossire immagina un meccanismo che porta ossigeno alla tua gola ed ai tuoi polmoni e che immediatamente ti impedisce di tossire. Può anche funzionare lo spostamento del sintomo. Ad esempio, quando ti viene da tossire concentrati invece su quanto ti fanno male i piedi (ripetendo a te stesso: non è la tosse il mio problema, ma i piedi….)

Va da sé che questa è una soluzione assolutamente temporanea. (Altrimenti poi dovrai andare anche dal podologo….). Quello che devi fare è affrontare al più presto la tua ansia sociale, con una psicoterapia e magari apprendendo una buona tecnica di rilassamento, come il training autogeno.

Ciao.

Dr. Walter La Gatta

Prima volta su Clinica della Timidezza?

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GRANDE DISAGIO

Vi scrivo in un momento in cui sto vivendo un grande disagio. Sono in una condizione di ansia continua, un senso di angoscia e depressione….mi vengono paure di ogn itipo come sensazione di sentirmi schiacciato dal soffitto…un senso di claustrofobia e provo nausea e testa in totale confusione…ma questa è solo una sensazione del momento perchè poi di fobie ne ho di varie…. io vorrei sapere come mai mi trovo in questa situazione…..lo so che questo sito è collegato ai problemi di timidezza e fobie sociali soprattutto ma credo di soffrire anche di queste….non credo di soffrire di una timidezza patologica ma uno dei miei piu grandi terrori èstato sempre quello di parlare davanti ad un pubblico…..ad esempio gli esami all’università erano un incubo per me perchè sapevo che spesso si facevano ad aulaaperta e gli altri stavano dietro ad ascoltarti….e provavo un sospiro di solliveoquando invece il professore chiudeva la porta e non speravo altro….ma questo micondiziona la vita….e tutto questo è stato peggiorato dalla depressione edall’ansia che si è manifestata in modo sempre piu frequente e anche conattacchi…fino al punto che oggi ho paura di sentirmi male in ogni situazione, sonodiventato insicuro di tutto, mi sento una persona che non riesce a governarsi e adessere padrona del proprio destino….mi sento in balia della mia testa che gira incontinuo e non si ferma e basta….ovviamente ci sono altre cose che dovrei direrelativamente al mio passato e altre cose ma non so cosa fare per risolvere questemie problematiche….chiedo un aiuto.

Salve. Il suo problema è l’ansia e probabilmente anche un po’ di ipocondria.
Sono dei problemi attualmente più che risolvibili, utilizzando un approccio farmacologico o psicoterapeutico (o entrambi). Deve solo rivolgersi ad uno specialista e non cercare di curarsi da solo: esattamente come farebbe se avesse il mal di denti…
Saluti cordiali.

Dr. Walter La Gatta

E’ TUTTO ROSSO!

Ho 17 anni e non ho mai avuto una ragazza, anche se vorrei. sono una persona di natura vivace ed esuberante, ma riesco ad esprimermi come sono solo quando intorno a me ci sono familiari o amici stretti; quando si tratta di parlare in classe, adesempio, sono molto teso e spesso arrossisco (l’arrossimento aumenta a causa dei “è tutto rosso!!” dei compagni di classe). all’intervallo, quando è pieno di ragazzi ditutta la scuola, non riesco ad essere totalmente sciolto. provo spesso ad esserecome sono in realtà, ma poi penso che il mio vero IO sia troppo esuberante peressere manifestato al di fuori di un gruppo familiare. il disagio aumentasoprattutto di fronte al sesso femminile. ringraziandovi per l’attenzione, vi chiedocome posso “guarire” e sentirmi finalmente bene con me stesso e con gli altri.

Salve. Il tuo problema non è tanto quello di diventare rosso, quanto tutte le brutte cose che sicuramente dici a te stesso ogni volta che ti succede questa cosa; il problema è tutto il tempo che impieghi nel pensarci e ri-pensarci, tutte le energie che spendi per questo motivo e che invece potrebbero essere utilizzate in altro modo.
Non c’è un metodo per ‘guarire’ come dici tu, ognuno è fatto a suo modo. Paradossalmente, l’unica cosa da fare per migliorarsi, è cercare di non dare più importanza alla cosa, tentando di rilassarsi ed imparando ad utilizzare le proprie risorse ed energie per raggiungere obiettivi attraverso i quali si possa essere apprezzati, da sé stessi e dagli altri, e permettere così alla propria autostima di risalire la china.
Ad esempio, cerca di concentrarti sulla ricerca di una ragazza: non è poi così difficile se te lo poni come obiettivo primario. La prima cosa da fare è individuare la persona che ti piace e poi stabilire una strategia che possa essere efficace. Ogni volta che ti trovi a pensare a quando e come sei arrossito, cerca di deviare la tua attenzione pensando a lei, a come incontrarla, a cosa dirle.
Sarebbe preferibile cercare questa ragazza fuori dall’ambiente scolastico, in modo che tu possa sentirti meno sotto stress, maggiormente rilassato. Auguri.

Dr. Walter La Gatta

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GENETICA PREDISPOSIZIONE ALL’INFEDELTA’

Ho 33 anni e ho avuto diverse storie d’amore e come credo sia normale ho ricevuto da tutte le mie compagne un fiume di emozioni che mi portero’ per sempre dentro nella vita. Il punto è proprio questo, non riesco a staccarmi completamente da loro, mi mancano e così le cerco, le desidero, credo di esserne ancora innamorato… non di una soltanto in un certo tempo, ma di tutte contemporaneamente. A complicare il mio stato confusionale c’è il fatto che sono attualmente legato ad una ragazza stupenda (comprensiva, dolce, intelligente, bella…) di cui sono parimenti innamorato. A tutte ho confessato la mia tendenza ad apprezzare in più donne particolari caratteristiche, fisiche, morali,comportamentali, intellettive e di sentirmi attratto in modo diverso da tutte. loro cosa ne pensano? la mia attuale compagna ne soffre e nonostante questo per ora non intende recidere il rapporto; le altre vivono la cosa come me… godendo insieme a me (clandestinamente) della reciproca compagnia… mi preme sottolineare che i nostri incontri non sempre sono conditi da momenti erotici… ma spesso capita di trascorrere con loro giornate al lago, in montagna, in moto, nei ristoranti, senza necessariamente tentare approcci sessuali. Dove e’ il problema? uno la mia coscienza( e quello delle mie “amiche”), due la sofferenza che causo all’attuale compagna,tre è che sono abbastanza grande da dover (voler) pensare di mettere su famiglia (mi piacerebbe nel prossimo futuro avere un bambino) ma su quali basi poggiare la prima pietra? Mio padre mi racconta che mio nonno aveva avuto una vita sentimentale molto ingarbugliata… soffro forse di GENETICA PREDISPOSIZIONE ALL’INFEDELTA’?
Renzo

Salve Renzo.

Credo che tutte le persone del mondo soffrano della sua stessa ‘malattia’, solo che, in qualche modo, cercano di ‘curarla’, peraltro senza riuscirci sempre…
L’idea che l’amore sia come l’interruttore della luce, in grado di accendere e spegnere una passione a comando, mi sembra riduttiva. E’ logico che se si è molto amata una persona e con lei si è rimasti in buoni rapporti, continua ad esistere nei suoi confronti una forma di amore, che si esprime in sentimenti di complicità, di stima, ed anche, perché no, di attrazione fisica.
In genere è più facile disinnamorarsi completamente quando il/la partner ci ha profondamente deluso, umiliato, deriso, causandoci enormi sofferenze; se tutto questo però non avviene e ci si lascia con il sorriso sulle labbra, è molto più difficile staccarsi completamente e reinvestire tutti i propri sentimenti e le proprie passioni su una nuova persona.
Io ritengo che lei abbia due caratteristiche: 1. una certa ‘immaturità’, che deve essere intesa come il desiderio di non assumersi responsabilità, di fare reali sacrifici, per creare un rapporto stabile; 2. una certa estroversione, accompagnata da auto-ironia, che le permette di vivere la vita in modo scanzonato, allegro, senza mai prendersi troppo sul serio (e senza mai prendere troppo sul serio neanche le sue tante ‘fidanzate’, vecchie e nuove).
Dunque, da una parte lei riesce, con grande abilità e savoir faire a conquistare una donna, ma allo stesso tempo non riesce a fare di lei la sua principessa: tutte le sue conquiste, prima o poi, sono destinate ad entrare nel suo harem personale, lei è l’uomo di tute le donne.
Mi verrebbe da dire che forse non ha ancora incontrato il grande amore, oppure non ha dei modelli familiari di riferimento, per cui non è poi così motivato a mettere su famiglia e ad avere il figlio di cui parla.
In ogni caso, se lei è felice così, se le sue donne sono a conoscenza di questo suo modo di fare e lo accettano, dove è il problema? Quando una ragazza che le interessa veramente le dirà: ‘o me o le altre’ sbattendole la porta di casa in faccia, credo che lei riuscirà a ‘guarire’.

Dr. Walter La Gatta

STO ROVINANDO LA MIA ADOLESCENZA

mi chamo noemi888 e ho 18 anni.il mio problema è latimidezza.non so più come fare.non riesco ad comunicare e stare con gli altri,siacon persone che conosco sia con persone che non conosco.sto sempre chiusa acasa(anche se desidererei uscire)per paura chi fare la figura della scema che nonparla mai.anche se provo a parlare non so mai cosa dire.sono sempre stata un pòtimida ma crescendo questa mia situazione si aggrava sempre di pù.non ne parliamopoi con il rapporto che ho con i ragazzi.ho voglia di avere una persona accanto a mema non riesco a istaurare un rapporto.le persone mi dicono che sono bella ma io avolte mi sento brutta.aiutatemi perchè non riesco ad andare aventi così,perchèvoglio essere più socievole.in questo modo sto rovinando la mia adolescenza.grazie.

Gentile Noemi,
Forse questa lettera l’hai scritta in un momento in cui ti sentivi un po’ giù di morale. Del resto, come vedi, anche se si è belli, non sempre si è sicuri di esserlo e questo vale anche per altri aspetti del carattere, dell’intelligenza, del successo personale. Ci sono alte e basse maree: il consiglio è quello di stampare a caratteri d’oro nella propria memoria tutti i successi personali raggiunti (e cercare di averne sempre di più, attraverso obiettivi alla propria portata, raggiungibili in tempi di breve-medio periodo), in modo da ricorrere ad essi nei momenti di sconforto, senza perdere la propria autostima. ‘Ha da passà a’ nuttata…’ come diceva Eduardo.
Due consigli pratici: 1. preparati sempre qualcosa da dire prima di andare in un gruppo di persone delle quali conosci gli interessi 2. se capisci che quel giorno non è la tua giornata, non chiedere troppo a te stessa, rilassati e intanto preparati per essere migliore il giorno successivo.
La vita non è poi così breve!

Dr. Walter La Gatta – Ancona

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USCIRE CON LE DICIASSETTENNI

Ho vent’anni e avrei bisogno di un vostro consiglio per superare la mia timidezza ei miei stati di ansia. Da sempre mi capita che quando cerco di instaurare unrapporto di amicizia con persone che conosco solo di vista perchè sono del mio paeseio non riesco ad essere me stessa mi sento un pesce fuor d’acqua, mi sento inferioreper come tutti mi conoscono cioè “una santarellina” e per il fatto che io hopochissima esperienza sia in campo dell’amicizia e di uscire e divertirsi sia incapo amoroso, riesco solo a spiccicare qualche parola che sente poche persone onessuno e per il resto della serata non faccio altro che asco9ltare e parteciparealle risate. In pratica non riesco a farmi conoscere dalle altre persone perche sonopreoccupata di come loro mi guidicano per la figura che faccio nei confronti ditutti e questo mi tormenta tutti i giorni e crea in me dei forti stati d’ansia chemi tolgono la concentrazione su tutto. é una vita che provo ad avere delle vereamiche cioè delle amiche che ti cercano con le quali condiviere tutto e di cui tipuoi fidare perche sai per certo che ti vogliono bene. Ora siccome le mieultimeamiche che ho avuto sono sparite dallla circolazione perchè alcune hanno unfidanzato ed altre non escono o non vogliono uscire più con me perche ci si annoia,è una settimana che esco con mia sorella di 17 anni, le sue amiche ed altri amicimaschi che escono con loro che anno in media 21 anni. della mia stessa età c’è solouna mia amica che faceva parte di quelle che sono sparite che esce con tutti questiperchè è fidanzate con uno di loro. Io le amiche di mia sorella le conosco quasitutte e conosco per lo meno di vista anche tutti glia altri ma siccome sono tuttidel mio paese io ho paura di come prendono il fatto che io unica ragazza ventennetra molte 17enni possa uscire con delle ragazzine. il fatto è che tutti loro nonsanno perchè stò cominciando ad uscire con loro lo sa solo mia sorella e la miaamica fidanzata. Quando stò con loro mi sento un pò un fallimento perche anche le17enni nelle relazioni interpersonali sono più esperte di me ed io più grande nonriesco a farmi conoscere per come sono veramente. inoltre mi preoccupa il fatto chemolto spesso quando esco con loromi tocca stare con queste 17enni con le quali ci siparla bene ma sento a volte il fatto che io sono più matura di loro anche negliatteggiamenti e ragionamenti e questo mi dà un pò fastidio percheè ostacola lapossibilità di riuscire ad avere delle vere amicizie anche perchè penso che anche aloro non interessi molto la mia amicizia perchè gli basta avere quelle che hannogià. non sò è tutto così conplicato e dentro di me c’è un perenne stato d’ansiaperchè vorrei finalmete riuscire ad avere delle amicizie vere e anche soprattutto unfidanzato chenon ho mai avuto e che mi manca molto, a volte preferisco più impegarminell’avere un fidanzato piùttosto che impeganrmi nel cercare per l’ennesima volta dientrare in un gruppo di amici. non so se mi sono spiegata bene comunque datemi unconsiglio nn so neanche se quello che sto cercando di fare è una buona idea.

Penso che frequentare il gruppo di tua sorella è comunque una buona idea, perché soltanto attraverso l’ampliare le tue amicizie potrai anche conoscere un tuo futuro fidanzato. Non preoccuparti della differenza di maturità: tre anni sono importanti, ma come tu dici in molti aspetti queste diciassettenni possono sembrare più ‘grandi’ di te: è solo una questione di esperienza di vita, quindi non fermarti alle apparenze.
Smetti dunque di osservarti e di criticarti, dimentica tutto ciò che hai scritto nella lettera e vivi con più leggerezza i tuoi venti anni. Quanto alle ‘amiche vere’, l’unico modo di incontrarle è fare quello che fai. Poi dipende dal destino.
Ciao, auguri!

Dr. Walter La Gatta – Ancona

PERCHE’ UNA CLINICA DELLA TIMIDEZZA?

Cara Clinica della Timidezza,
la mia non vuole essere una “richiesta di consulenza”, ma semplicemente una domandaa cui sarei grata se rispondeste. Perchè si considera la timidezza, un problema, una “malattia” che bisogna assolutamente “curare”?Non può essere accettata come parte di noi, del nostro carattere, e lasciare gli altri ai loro giudizi (o pregiuzi), fregarsene. Del resto se a qualcuno non piace un lato di noi significa che non apprezza la persona di per sè. Al mondo ci sono tante persone arroganti, eppure non esiste una “clinicadell’arroganza” (o meglio ancora dell’ipocrisia). Secondo me essere timidi è un pregio! Una persona timida è anzitutto introspettiva,ciò significa che riflette prima di agire, non solo per se stessa, ma anche per capire meglio gli altri. Inoltre una persona timida è più propensa all’ascolto dichiunque altro.Io sono contenta di essere timida! e se c’è qualcuno a cui non piace questo lato di me, non me ne importa! anzi la timidezza mi aiuta a capire di chi realmente mi posso fidare.Mi scuso se la mia email è stata poco pertinente al vostro sito e se sono sembrata poco educata. Capirò se non risponderete alla mia domanda, anche se ci terrei a sapere il vostro pensiero a riguardo.Cordiali saluti!

Gentile amica, proprio come tu dici, la tua lettera è poco ‘pertinente’ al sito, in quanto sembra tu ti sia fermata al nome e non ai suoi contenuti. In ogni parte di questo sito infatti vi è scritto che:

1. La timidezza è un tratto del carattere
2. La timidezza è diffusissima fra la popolazione
3. Essere timidi è un diritto della persona e gli altri sono tenuti al rispetto della timidezza altrui

Ma anche che:

1. Essere timidi a volte può essere causa di sofferenza e di isolamento sociale, per cui occorre reagire e tutelare i propri interessi e la propria dignità

2. La timidezza può trasformarsi in fobia sociale e portare a malattie psichiatriche o al suicidio, per cui nei casi più gravi va trattata con tecniche psico-farmacologiche

Ma soprattutto che:

La maggior parte delle persone non riesce a considerare la timidezza un lato del carattere, non riesce a convivere con le sue fragilità, con le sue insicurezze.

Sebbene il termine ‘clinica’ rimandi nella sua accezione corrente alla patologia e quindi al bisogno di cura come riconduzione alla normalità, la nostra Clinica della Timidezza si propone come supporto: informazioni e conoscenze su questa realtà, volte ad accompagnare quanti si rivolgono a noi, o semplicemente ci leggono, in un processo di trasformazione e di crescita interiore, che porti la persona ad un maggiore equilibrio personale (per cui non senta più la necessità di rivolgersi ad uno psicologo, accusando la propria timidezza come un ‘sintomo’ di malattia).

Grazie per la domanda.

Dr. Walter La Gatta – Ancona

Studio di PsicologiaANCONA - ROMA - FABRIANO - CIVITANOVA MARCHE - TERNI
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Ultimo aggiornamento: Set 22, 2020 @ 11:46

MI BLOCCO NEL PARLARE

Ho 18 anni e quando parlo con qualsiasi persona mi blocco nel parlare e non riesco aesprimermi come voglio anche se non balbetto. Sono u ragazzo timido specialmente conle ragazze e non so questo quanto possa influire. Quando devo parlare con unestraneo per la prima volta ho l’esigenza di battere la lingua all’interno della bocca oppure battere le mani contro le gambe di nascosto. Come posso risolvere tuttociò. La ringrazio infinitamente.

Salve. Lei non sa quante persone, anche importanti o famose, hanno questi tic, generati da ansia ed insicurezza. La cosa da fare tuttavia non è quella di attivarsi quando ci si sente in ansia, facendo movimenti di nascosto, o sforzi mentali particolari, per avere la sensazione di stare meglio.
I comportamenti di cui parla sono gesti compulsivi, nel senso che lei non può fare a meno di produrli perché le danno l’impressione (ma appunto, è solo un’impressione), di esserle d’aiuto nel controllo delle emozioni. Al contrario, nei momenti di stress occorre imparare a rilassarsi, allentare tutte le tensioni muscolari, lasciarsi andare, pensando a cose positive e ripetendosi che tutto va bene, tutto è calmo e tranquillo… Ci provi e se non ci riesce da solo, si faccia aiutare da uno psicologo.
Saluti.

Dr. Walter La Gatta – Ancona

Clinica della Timidezza

FARE TEATRO

Sono una giovane ragazza di 20 anni che quando era piccola era molto timida( gliestranei mi terrorizzavano, non osavo neanche rispondere al telefono….). A 10 annii miei genitori mi hanno spinta a fare un corso di teatro e da lì la mia vita èdecisamente migliorata. Riesco a parlare davanti a tanta gente ad alta voce, non mi vergogno delle piccole cose della vita quotidiana. Il mio problema è che a 20 annin on ho mai avuto un ragazzo, perchè con loro riesco a stabilire solo “relazioni disguardi”. Uno sguardo oggi, un’occhiata domani e forse un sorriso….. Purtroppo nonsono la classica persona che se vuole una cosa se la prende, anche perchè sequalcuno che mi piace è davanti a me, mi tremano le mani e il solo pensiero chequest’ultimo si possa spingere più avanti mi fa sentire male. Ho paura di queste mierezioni, che secondo me sono troppo forti…. Vorrei ricominciare a fareteatro,penso che potrebbe darmi una mano di nuovo…. Aspetto una vostra crisposta,GRAZIE. Pedra.

Gentile Pedra,
pubblichiamo volentieri la sua lettera, anche per fornire un suggerimento a quanti volessero fare qualcosa di utile e divertente per superare ansia e inibizioni quando devono parlare in pubblico o comunque esibirsi di fronte ad un pubblico giudicante. Certamente il teatro le ha fatto bene e le ha dato quella sicurezza di sé che ora le permette di affrontare le cose che prima temeva con la massima naturalezza… Certo, nella vita ci vuole anche un po’ di fortuna e forse questa le è finora mancata. Due sono però le osservazioni da fare: 1. E’ molto giovane e non dovrebbe preoccuparsi troppo di questo: statisticamente ha molte possibilità, in questo periodo della vita, di incontrare una persona che le piaccia; 2. Le nonne dicevano : ‘Aiutati, che Dio ti aiuta’. E non sbagliavano.
Auguri.

Dr. Walter La Gatta

PENSO DI SOFFRIRE DI…

Ciao,
mi chiamo Vincenzo peso di soffrire di fobia sociale e disturbo ossessivo legato alla paura di far del male agli altri, vorrei superare questi disturbi.  Racconto in breve la mia storia. Tutto è iniziato due anni fa da allora la mia vita è molto cambiata.
Due anni fà circa ho cambiato lavoro, tutto all’inizio andava molto bene ero tranquillo e sereno, poi probabilmente a seguito della gravidanza di mia moglie del trasferimento nella nuova casa ,ovvero situazioni stressanti, sono iniziati i miei problemi.
Quello che mi è successo è che improvvisamente ho cominciato ad aver paura di perdere il controllo da qui la paura di arrossire la paura di essere giudicato un pervertito la paura di piangere senza motivo la paura che dalle mie espressioni si capisca il mio malessere interiore da qui tante ansie e paure inspiegabili.  Per quanto riguarda le ossessioni soffro notevolmente in presenza di coltelli Forbici oggetti appuntiti e tutto quello che può arrecare danno ad altre persone.
per quanto riguarda la fobia sociale soffro notevolmente quando si parla di sesso di alcool di droghe di abusi in genere ,il pensiero che mi fa arrossire è  che gli altri possano pensare vedendomi arrossire che sono un perverso e da
qui la mia sofferenza, molte volte nonostante la forza di volontà per evitare l’ansia la depressione e la mortificazione interiore preferisco isolarmi dagli altri.  Vorrei tanto riuscire ad essere di nuovo la persona serena e sicura di una volta, a volte penso che non accadrà mai. Ho tanta voglia di vivere la vita pienamente. Oggi per esempio si parlava di prostitute e sono arrossito, il mio pensiero è stato ora arrossisco e questi pensano che io vado con le prostitute.
Grazie
Vincenzo

Gentilissimo Vincenzo,
Lei pensa di soffrire di… Ma poi non chiede a chi le può dire realmente di cosa soffre e dunque non ottiene nemmeno la cura necessaria per non soffrire più. Oggi le persone che soffrono di problemi come i suoi possono curarsi con facilità, con moltissimi tipi di psicoterapie, fra le quali si può cercare di orientarsi, a seconda delle proprie convinzioni e propensioni. Se poi fosse necessario, magari per un breve periodo, potrebbe anche affiancare la terapia farmacologia alla psicoterapia, in modo da abbassare il livello dell’ansia e migliorare il tono del suo umore. La forza di volontà in questi casi non serve a nulla, anzi è vero il contrario: solo rilassandosi completamente, lasciandosi andare, lei riuscirà a tenere più sotto controllo le sue emozioni. Per fare questo però occorre lavorare sul suo modo di affrontare la vita, perché per lei il valore della sua persona non può e non deve essere legato al giudizio degli altri e lei non può fare, dire, comportarsi, pensare, come se fosse sempre davanti ad un pubblico giudicante. Concludendo, le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per una terapia breve e focalizzata sui sintomi. Nell’arco di sei mesi dovrebbe cominciare a stare meglio.
Saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

I TERAPEUTI DELLA CLINICA DELLA TIMIDEZZADr. Walter La GattaDR. WALTER LA GATTA     TEL.  348 3314908Dr. Giuliana ProiettiDr. GIULIANA PROIETTI     TEL. 347 0375949
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SEGNALI DI VERGINITA’ PERDUTA

Sono una ragazza di 16 anni che non ha mai avuto esperienze sessuali. Ho bisogno di avere una risposta ad una domanda che mi vergogno a fare a tutti quelli che conosco (per paura di sembrare stupida e infantile): ma quando una
ragazza perde la verginità, il partner se ne accorge? e se sì, da cosa esattamente? esclusa la perdita di sangue e un possibile gemito di dolore, c’è altro che dà a lui la sicurezza della prima volta di lei? Mi rendo conto della
banalità della mia domanda, ma spero voglia rispondermi lo stesso.
Grazie
Francesca

Salve Francesca. Hai solo 16 anni, perché mai vuoi atteggiarti a donna navigata e sicura di sé? Secondo me, proprio in considerazione della tua giovane età, dovresti sentirti più sicura nel fare delle domande che non mostrano affatto la tua stupidità o la tua infantilità, ma un giusto desiderio di informazione sessuale e di cultura in generale. Sapere come funziona il nostro apparato sessuale infatti fa parte del bagaglio culturale di una persona e non c’è niente di cui vergognarsi nel leggerne e nel cercare di documentarsi.
Dunque, comprati un bel libro che ne parli, oppure cerca di trovare informazioni su Internet e, se ti rimane qualche dubbio, chiedilo pure alle persone che possano darti informazioni scientifiche sull’argomento (es. professoressa di scienze). Venendo alla tua domanda, il partner può accorgersi della verginità perduta dalla mancata perdita di sangue della ragazza, ma va detto che non sempre la perdita della verginità causa una perdita di sangue e che non sempre le perdite di sangue dipendono dalla perdita della verginità (perdona il gioco di parole…)
Concludendo, il partner non ha nessuna possibilità di saperlo con certezza.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta

NON PRENDO INIZIATIVE

mi chiamo Leo, sono sposato da tre anni e da qualche tempo accuso dei disturbi ditipo comportamentale. Mi spiego meglio. Spesso accade di organizzare qualche cosa,un viaggio, una semplice uscita ed io non riesco a prendere l’iniziativa, tendo adipendere dagli altri. Ho veramente grandissime difficoltà a prendere in mano le situazioni un po’ perché credo di non essere in grado (perché in precedenza non hoavuto molto successo quando ho cercato di organizzare) e un po’ perché tendo adaccontentare gli altri, specialmente mia moglie, che in fatto a gusti è più selettiva di me. Per fare un esempio, mia moglie non ama molto i film usciti direcente perché li considera o volgari o troppo crudeli. Io invece non mi faccioquesto tipo di problemi. Al che le dico di scegliere direttamente lei quello chevuole vedere visto che per me problemi non ci sono, ma questo la fa arrabbiare e midice che io non mi prendo cura di lei e che sono statico, pigro. E’ un circolovizioso, come ben comprenderà. Tra l’altro mia moglie è molto timida e non ama uscire frequentemente con gli altri, mentre io sono più propenso a stare insiemeagli altri. Spesso mi dice di uscire da solo, ma poi, quando lo faccio e torno, miaccusa di aver fatto troppo tardi, di non averla chiamata per sapere come sta ed io,alla fine, mi sento più indeciso di prima.Cosa posso fare per recuperare l’autostima che mi rendo conto di aver iniziato aperdere?Grazie.

Gentile Leo,

Qui non è tanto un problema di autostima, quanto di carattere: apatico, remissivo, accomodante.
Lei non prende l’iniziativa perché, tutto sommato, quello che scelgono gli altri le va bene e dunque non se la sente di assumersi dei rischi nell’organizzare e gestire delle uscite e degli svaghi: troppo ansiogeno!
Tutto sommato però, lei è perfettamente in equilibrio così come sta (lascia decidere agli altri, ma poi le va bene fare ciò che altri hanno deciso per lei, non si sente per questo inferiore ed in guerra con se stesso) e non ci sarebbe bisogno di fare nulla per cambiare. Ma lei ha un problema di relazione con sua moglie, e qui occorre invece intervenire.
Il suo carattere placido e tranquillo evidentemente la sta annoiando e lei vorrebbe accanto a sé un uomo maggiormente ricco di risorse, iniziative, progetti.
Ecco dunque un buon motivo per cercare di cambiare carattere: non per recuperare la sua autostima, ma per conservare il suo rapporto di coppia. Un consiglio potrebbe essere quello di fare un patto con sua moglie per cui lei le proporrà una settimana si e una no (quella in cui non proporrà nulla servirà per pianificare la successiva) una rosa di tre ‘cose da fare’, dettagliate nel programma, nella spesa, nella possibilità concreta di realizzarle. A sua moglie toccherà di sceglierne una. Con l’obbligo però di non tirarsi mai indietro.
Nella settimana in cui lei non proporrà alcun evento, toccherà a sua moglie proporre la rosa delle tre iniziative, a parti invertite, cui lei non dovrà, a sua volta, sottrarsi.
Credo che in questo modo la vostra vita sarà più dinamica e, soprattutto recupererete quella complicità che sembra stiate perdendo.
Saluti.

Dr. Walter La Gatta

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PAROLE, PAROLE, PAROLE

Buon giorno mi chiamo Giovanni ho letto l’articolo iltimido come deviante e devo dire che mi sono trovato perfettamente in linea con ilmio pensiero sulla timidezza, ho un passato diciamo da ex timido e grazieall’analisi e all’attivita’ di volontariato che svolgo posso dire che i risultatihanno superato le aspettative, e soprattutto mantengo sempre una gran voglia dicrescere e di fare nuove esperienze. La mia domanda è la seguente, da anni conoscouna donna che è molto chiusa, ma anche molto intelligente, con la quale èdifficilissimo comunicare, a volte le conversazioni diventano dei monologhi anche suargomenti non particolarmente personali o intimi. Per cercare di smuoverla e usciredal guscio gli ho raccontato parte della mia esperienza, ma mentre con altre personeè servito a farle aprire e instaurare dei rapporti molto profondi e intimi, con leinon è servito piu’ di tanto, nonostante ci sia una stima reciproca notevole. inconsiderazione del fatto che non considero la timidezza come una malattia, quando micapita di andare sull’argomente evito di parlare della cosa come tale, ma nonostantetenti accuratamente di evitare la psichiatrizzazione della cosa, non riesco a farlalasciare andare. Quello che vorrei sapere è se esistono il modi diversi perapprocciare quelle persone, che forse si sentono malate, o di avere qualcosa che nonva , di piu di quanto il mondo esterno le consideri tale, in modo da stabiliresempre che si sentano sempre alla pari con il loro interlocutore, e non di personabisognosa che viene aiutata?Complimenti per questo splendido sitiCordiali saluti
Giovanni

Gentilissimo Giovanni,

Grazie anzitutto per le belle parole che ha riservato al nostro lavoro.
Quanto alla domanda che mi pone, io direi che non bisogna neanche avere paura del silenzio: ci sono persone che parlano molto, perché non hanno difficoltà a farlo, ed altre che parlano poco, ma che per questo sono costrette ad ascoltare molto. E, a volte, ascoltare può essere anche stancante.
In molti casi, quando cade il silenzio nella conversazione, la persona più estroversa si sente nella necessità morale di colmare questi vuoti e di parlare anche per l’altro: in questo modo però l’altro si sente invaso da un mare di parole, che non sempre gradisce. Credo dunque che l’approccio debba essere più morbido, non avere paura del silenzio, cosa che invoglia anche il più timido ad esprimersi (finché parla l’altro non c’è motivazione a farlo).E’ un segreto che riguarda anche la nostra pratica terapeutica con pazienti particolarmente riottosi a parlare di sé. Ci provi: vediamo se la cosa riesce a sbloccare anche la sua amica.
Saluti

Dr. Walter La Gatta

CAMBIARE LAVORO

Sono un ragazzo di circa 30 anni e da un paio di anni ho cambiato il lavoro. Appena iniziata la nuova attivita’ lavorativa si e sprigionato in me un forte senzo di malessere, perdite di memoria, tremolii, dermatiti e pruriti vari e risvegli con forti sensi di colpa e pensieri anomali che mi fanno stare male. Spesso non riesco a controllare la mia mente che vaga e abbandona il mio corpo e mi porta su delle mete che mi fanno stare male. Nonostante tutto quello che orbita attorno a me e positivoDalla famiglia alla compagna con cui abito. Sono giunto ad una conclusione visto che molto probabilmente la causa scatenante e stata il lavoro intrapreso me ne liberero e iniziero un nuovo lavoro. Crede che sia possibile che un posto di lavoro nonGratificandoti ti possa portare alla depressione e non farti sentire piu a tuo agioCon te stesso. La ringrazio

Gentile trentenne,

Certamente cambiare lavoro è una delle maggiori cause di stress, così come a volte lo sono le promozioni ed i passaggi rapidi di carriera. Le consiglierei, però prima di cercare di ‘liberarsi’ di questo lavoro, di affidarsi ai consigli di uno psicoterapeuta, che potrà aiutarla nel rilassamento personale e nel cercare di guardare alla cosa con la massima razionalità ed obiettività, senza farsi sommergere dalle emozioni negative, che non portano mai a scelte equilibrate.

Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta

DISTURBO ERETTIVO

Soffro di un disturbo erettivo prima della penetrazione. Durante la notte e nel corso della giornata non ho alcun problema (nemmeno con la masturbazione) ma con la mia partner con cui sto da oltre 11 anni da circa 6 mesi riscontro questo problema. Ho consultato un psicologo e dopo alcune sedute il problema
senbrava scomparso. Ultimamente e’ ricomparso e il nostro rapporto ne soffre sino ad arrivare a liti e scambi di reciproche accuse. Soffro del fatto che la mia partner non prende mai l’iniziativa, infatti se voglio avere un rapporto, da sempre, ho dovuto eccitarla io per primo. Ora arrivati al punto non riesco a
mantenere l’eccitazione. So che e’ un problema psicologico ma non riesco a venirne fuori. Cosa posso fare?
Grazie

Il problema sembrerebbe essere psicologico e non organico, visto che l’intervento di uno psicologo ha avuto efficacia, seppure passeggera. La cosa da fare è dunque una terapia di coppia, perché la disfunzione non riguarda solo lei, ma la vostra coppia, che vive un momento di crisi e non riesce più a comunicare e ad essere complice.Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta Ancona

Terapia di coppia

SONO UN ALIENO

Cari Psicologi,salve! Conosco da diverso tempo il vostro sito ma solo oggi mi sono deciso ascrivervi con la speranza sincera che da ciò io possa trarre un pò di conforto, eperchè no magari anche un pò di tranquillità e qualche consiglio su come affrontareal meglio i miei problemi. Sono un ragazzo di 21 anni, studio e lavoro. Sono moltotimido e da tutta la vita combatto con problemi fisici che mi hanno rovinatol’infanzia e la vita in generale (scusate la ripetizione della parola vita). Questiproblemi, insieme all’apprensività dei miei genitori e alla loro “intransigenza” incerti momenti, hanno forgiato su di me un carattere molto timido e chiuso. Sonostato molto coccolato, preservato e tutt’ora lo sono, e gli effetti li vedo a miespese ora che ho 21 anni. Carattere timido, sensibilità enorme… basta un nulla perferirmi. E oltre ciò oggi non ho l’autonomia che a quest’età tutti hanno, cosa cheinvidio molto ai miei coetanei che sembrano tutti uomini vissuti. Questa autonomiami è negata dai miei che benchè sia patentato da diverso tempo non mi lascianoguidare da solo… ogni volta ne scaturisce una lite… così ho deciso di nonguidare più, almeno fino a nuovo ordine e in attesa di poter provvedere a comprareun mezzo a mie spese. Inoltre la cosa che mi fa più male è il fatto di non avercompiuto le esperienze minime dell’adolescenza… parlo del fatto che non ho maiavuto una ragazza con tutte le conseguenze del caso… verginità etc… La cosa mida molto fastidio, specie quando si parla tutti ti vedono come un alieno mapurtroppo mi vedo così, limitato, per colpa della vita e di chi mi sta intorno chenon mi da una mano, ma pretende “che me la cavi da solo” e non si interessa molto aimiei problemi, ma solo a studio e lavoro e a farmi dei rimproveri (mio padre che stasempre con me, 24 h al giorno quasi e pretende di organizzarmi la vita, non siinteressa ad altre situazioni che mi riguardano, lo vedo gelido, parla solo distudio e lavoro e mi rimprovera quando gli gira di farlo. Sono più le volte che nonparliamo e che litighiamo. Non mi da quegli sproni che per un figlio maschiosarebbero oro se dati da un padre… lui no, è gelido…. Mia madre, anche se diceche non è vero, si è lavata completamente le mani di me e lavora fino a tardi). Avolte mi sento quasi strazziato e non so come fare. Altre come ora mi sentoabbastanza sereno… ma è una serenità che dura poco perchè penso che prima o poidovrò trovarmi da solo a scontare gli errori di altri. Come posso fare a cambiare unpochino la mia vita? Vi ringrazio gentili Psicologi per avermi dedicato un pò delvostro tempo preziosissimo e confidando in una vostra risposta vi saluto.
Lettore Affezionato

Gentile Lettore Affezionato,
Grazie anzitutto per la sua dedizione alla lettura del sito. Le considerazioni che mi sono venute in mente, leggendo la sua lettera, è che lei ha avuto nella sua vita la fortuna-sfortuna di essere un figlio molto seguito. Dico così perché non creda che i suoi coetanei, ormai così sicuri di sé, abbiano avuto una vita migliore della sua, in passato: si sono dovuti risolvere tutti i problemi da soli, hanno dovuto affrontare situazioni spinose, relazioni difficili ed asimmetriche con personaggi più adulti o più forti, senza ricevere alcun aiuto, alcun supporto. Certo, ora sono diventati più forti, ma hanno anche pagato un prezzo. Lei invece è stato finora, da quello che mi racconta, al centro delle attenzioni dei suoi e sicuramente non si è mai trovato nella vita ad affrontare il minimo problema. Questo l’ha preservata da un’adolescenza difficile : forse ha sofferto meno degli altri, ma il prezzo che lei ha pagato e sta pagando, è quello di essere rimasto un adolescente insicuro di sé. Ora lei deve trasformare in positivo l’esperienza fin qui raggiunta, mettendo a frutto tutti gli insegnamenti ricevuti, il lungo modeling al quale è stato sottoposto, che le ha permesso di osservare come si comporta un adulto e di farsi un’esperienza ‘teorica’ molto approfondita.
Ora passi alla parte pratica. Visto che suo padre pensa sempre e solo a studio e lavoro non dovrebbero esserci problemi se lei si trovasse un interessantissimo corso universitario, un master, un corso di perfezionamento, un lavoro o quant’altro FUORI DI CASA, ad almeno trecento chilometri di distanza. Questa mi sembra l’unica cosa saggia che lei possa fare per ‘sbocciare’, come è giusto che sia.
Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta

DENTRO MI SENTO UN LEONE

Caro Dottore, dentro di me mi sento un leone, forte e determinato. Ma tutte questecaratteristiche le riesco a far emergere solo raramente cioè in circostanze in cuila mia autodeterminazione prevale sulle mie paure. La mia timidezza si traducepurtroppo nell’isolamento nella mia casa in quanto mi sento protetto all’interno diessa. In compagnia non riesco ad emergere e ciò mi impedisce di avere amicizie. Eciò si ripercuote sul mio umore e sulle persone che ho accanto. Adesso vogliodecidere io della mia vita e non essere prevaricato dalla mia timidezza. Però non socome fare. Sto pensando di farmi aiutare. Grazie
Leo

Gentile Leo,
L’importante è come ci si sente dentro: sentirsi forti e determinati è già moltissimo, perché si tratta solo di canalizzare le proprie risorse ed energie verso obiettivi esterni, raggiungibili e misurabili. Al contrario, essere tipo socievoli ed estroversi, con tante abilità sociali, conoscenze, opportunità, ma completamente vuoti di idee, scopi da raggiungere, motivazioni, non permette di andare da nessuna parte.
Buona dunque l’idea di farsi aiutare a far emergere la parte positiva della sua personalità.
Come fare? O da uno psicologo o con libri di auto-aiuto (che in alcuni casi funzionano ed in altri no).
Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta

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PERSONA ESAGERATAMENTE TIMIDA

Ho 40 anni e sono una persona esageratamente timida, in più mi vedo fisicamente molto brutto a causa di un difetto sul viso che fa si che mi blocca ogni volta che provo ad uscire dal mio guscio, dentro di me c’e una profonda tristezza emalinconia, le ho provate tutte, sono stato in analisi, ho provato a cambiare lavoro, città ma basta un attimo che mi veda riflesso in uno specchio che ricado incrisi profonda.Ho aprrocci tutti i giorni con persone che non conosco per via delmio lavoro, ma il disagio è talmente forte che a fine giornata mi sento veramenteesausto, vorrei ritrovare il sorriso,la serenità, vorrei essere capace di lasciarmi andare e ritrovare la gioia di vivere.con affetto

Gentilissimo,

E’ vero che nell’epoca in cui viviamo si dice che l’immagine è tutto e chi non può competere con i volti bellissimi proposti dai media si sente penalizzato. E’ anche vero però che oggi, grazie ad Internet, una persona può entrare in confidenza, anche intima, con una persona dell’altro sesso e farsi apprezzare anzitutto per la sua anima, prima che per il suo aspetto fisico. La inviterei dunque ad utilizzare questo mezzo per crearsi una rete di amicizie che in un secondo momento farà bene ad incontrare personalmente. In secondo luogo, se un difetto fisico fa soffrire, oggi ci sono i mezzi per porvi rimedio. Non si faccia scrupoli dunque e risolva il suo problema all’origine.
Fatto anche questo però, niente più scuse, dovrà farsi coraggio e mettersi in gioco.
Una buona psicoterapia la aiuterà.
Saluti e auguri.

Dr. Walter La Gatta – Ancona

L’APPROCCIO CON LE RAGAZZE

Mi chiamo claudio ho quasi 32 anni il mio poblema riguarda nell’approccio con leragazze io esco da anni sempre solo xche ero sempre in casa ho preso la patente a24 anni e da li sono uscioto, io sono un ragazzo sensibile,tranquillo e moltotimido non riesco e non ho mai tentato di avvicinarmi alle ragazze non conoscendole xche ho anche un difetto motorio praticamente cammino irregolare male dalla nsascita ma faccio tutto da solo vorrei anchio ogni tanto poter fare sesso con le ragazze ma essendo cosi non so cosa fare e sopratutto avvicinarmi non so se mi accettano al di la di trovare ragazze x fare sesso ogni tanto vorrei avere accantoa me una ragazza che mi ama x quello che sono oltre nel locale che frequento da 3anni sempre e non conosco nessuna ragazza oltre allo staff del locale non vado mai neanche in disco o nessuna altra parte che non ogni tanto ai vari concerti masempre solo vi saluto e a presto CLAUDIO

Salve Claudio

Il consiglio è quello di non pensare alle ragazze solo ‘per fare sesso’. Per cominciare infatti dovresti provare a diventarci amico, a scambiare con loro qualche battuta spiritosa, imparando così a farti accettare.
Poi, quando avrai numerose amiche, loro ti presenteranno via via le loro amiche ed il tuo giro si allargherà, fino a comprendere, possibilmente, anche la ragazza con la quale instaurare un rapporto più profondo.
Se non hai sufficiente dimestichezza nel parlare con le ragazze, loro tenderanno ad escluderti, a non considerarti. Dunque, lo sforzo da fare è cercare di frequentarle e allo stesso tempo di vedere come si comportano i modelli maschili ‘vincenti’ copiando loro tutto quello che è possibile. Soprattutto, cerca di avere sempre qualcosa di intelligente da dire, da commentare, da proporre per farle sorridere.
Saluti e auguri.

Dr. Walter La Gatta

LEI È DEPRESSA

mi chiamo Fabio ho 31 anni ed ho un disperato bisognode vostro aiuto. Negli ultimi 2 mesi ho intrapreso con una mia carissima amica unaintensa relazione e col passare dei giorni al sesso si e’ unito un forte sentimentoreciproco.Lei purtroppo soffre di depressione e un improvviso lavoro estivo che laimpegnerà moltissimo l’ha gettata nello sconforto.Questa novità l ha portata achiudersi in un profondo stato di apatia.Quelli che erano baci e carezze sonospariti da un giorno all’altro lasciando il posto alla freddezza e allatristezza.Lei sostiene che conosce bene questo suo stato e che i suoi sentimentiverso di me non sono cambiati ma soltanto raggelati dalla sua condizione che e’ solouna questione temporanea.Mi chiedo se sia possibile che la depressione possarealmente congelare ogni suo sentimento e desiderio e sopratutto come posso fare peraiutarla?? devo assecondare questo suo periodo evitando il contatto fisico o devocercare di esserle più vicino anche se lei non vuole essere nemmeno sfiorata?E’ davvero un incubo vedere una persona cosi allegra completamente trasformata…non so cosa fare.

Gentile Fabio,

Non cada anche lei nella trappola della ‘depressione’: troppo spesso abusiamo di questo termine e definiamo così una persona che può essere semplicemente, malinconica, preoccupata, triste, seccata di qualcosa ecc. Una vera diagnosi di depressione può farla solo uno specialista, a volte utilizzando anche strumenti diagnostici, come test ed altro.
Quello che lei può fare per la sua ragazza è cercare occasioni per farla divertire, distrarre, rilassare, tranquillizzare.
Non provi però a fare lo psicologo, perché poi, quando i pazienti guariscono, non tornano più…
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta

TREDICENNE TIMIDA

ciao, io sono giulia e ho un grosso problema con il mio ragazzo. stiamo insieme da più di 2 mesi e lui da me vorrebbe che cambiassi un po’ il mio carattere,cioè essere meno timida quando sono insieme a lui.mi ha già rassicurato dicendomi che non mi vuole perdere e che mi ama tanto.quando siamo da soli in giro  ci diamo la mano però quando è il momento di ritornare a casa lui mi vuole baciare (naturalmente non ancora in bocca)e io il più delle volte mi sposto però poi dopo
tanti tentativi ce la fa.io non lo voglio perdere , cosa mi consigliate per cambiare il mio carattere?
GRAZIE , GIULIA

Gentile Giulia,

Se non fosse che hai tredici anni, come dichiari nella tua scheda, ti direi che si può fare molto per cambiare il proprio carattere. Dal momento però che hai solo tredici anni, ti dico che vai assolutamente bene così come sei: se ancora non ti senti pronta a fare ciò che lui ti chiede, dalla cosa più sciocca a quella più ‘impegnativa’, tu devi dire di no. Impara ad affermare la tua personalità!
Cari saluti.

Dr. Giuliana Proietti

TUTTO È NORMALE, IN APPARENZA, MA…

Inanzitutto complimenti per il sito e la Vostra pazienza ad asxcoltare tutti, sonoun ragazzo di 21 anni, la cui vita si svolge apparentemente in modo normale, lavoro,mi diverto ecc.., ma così non è: il problema che che devo e voglio riuscire asuperare è legato all’approccio con le ragazze con cui fatico ad avere un rapportoanche solo di amicizia, o meglio istauro il rapporto interpersonale ma non riesco aportarlo avanti e per me è un forte limite, che soparttutto negli ultimi tempi mipesa parecchio. La cosa che trovo veramente strana è che, sì sono timido, ma perquanto rigurada i rapporti di amicizia con i miei amici non ho problemi, mi occupoanche di volontariato e associazionismo nonchè partecipo attivamente alla vitapolitica, dunque in questi settori entro in contatto con persone giovani e non,donne e uomini, però quando esco da lì per me cambia tutto, infatti uscendo con imiei amici capita spesso di conoscere altre persone tra cui appunto, ragazze, mavuoi per i mie modi di fare distaccati ed indifferenti(dovuti certamente allatimidezza, per non scoprire le mie carte) non riesco mai a legare a differenza deimie “compagni di avventura” e questo mi mette anche un pò a disagio, pur scherzandocon i miei stessi amici ed essendo autoironico sul mio blocco, inoltre adesso comeadesso sono interessato a due ragazze, di cui una che conosco e l’altra no, ma contutte e due ho lo stesso intralcio, entrare in contatto con loro.Dunque cari psicologi come riuscire a superare il problema, come riuscire ad esserepiù libero e meno impacciato e timoroso con i rapporti con le ragazze anche a scopodi amicizia?Grazie per l’attenzione.
Un indifferente, non per scelta
P.S.Voglio anche ricordare che durante la mia vita, ed esattamente tra 14 ed i17 anni,cambiando di città avevo avuto un pò la stessa diffilcoltà ad entrare in contattocon nuovi gruppi di ragazzi, ma questo grazie anche all’aiuto dei miei genitori edalla
mia forza di volontà lo superata brillantemente aprendomi, come sopra dettoanche ad altri campi di attività extra-lavorativa.

Salve Indifferente non per scelta (!)

Direi di procedere in modo empirico. Infatti, al momento ha DUE ragazze che le piacciono, ma suppongo ne voglia solo una per sé. Ebbene, direi di adottare questa strategia: con una si sforzi, con tutta la forza di volontà che ha già constatato in sé, di essere socievole, brillante, aperto, simpatico. Ce la metta tutta, anche contro la sua volontà, contro le sue resistenze e contro le autocritiche che immancabilmente si farà.
Con l’altra invece sia assolutamente se stesso, profondamente rilassato e genuino, anche nelle sue difficoltà, nelle sue insicurezze. Insomma, come lei dice, ‘scopra le sue carte’.
Immagino già con quale ragazza lei avrà più successo, ma aspetto la sua conferma on line.
Buon lavoro (naturalmente su se stesso!)
Dr. Walter La Gatta

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CARATTERE COMPLESSO

Gentilissimo dottore, sono fidanzata da qualche mese con un ragazzo che amo molto, ma che ha un carattere molto complesso. A suo dire è afflitto da sfiducia verso tutti quanti, ed effettivamente anche nei miei confronti talvolta è molto restio a parlare e confidarsi. Ha un atteggiamento da “duro” nei confronti del resto del mondo, ma quando siamo in intimità e riesce a lasciarsi un po’ andare, vedo una persona fragile e insicura, diffidente, ansiosa… riesce a trovare il difetto a tutto e a non essere mai soddisfatto. Mi dice che ha bisogno di me e che mi ama. Io lo amo davvero vorrei riuscire a farglielo capire, a fargli sentire la sicurezza di cui ha bisogno e a farlo star bene. Sovente x i pensieri che ha comincia a giocherellare con le
sopracciglia fino ad avere dei buchi (i capelli no). Mi sono documentata sulla tricotillomania e mi sembra di aver capito che è comunque legata all’ansia. Parlare di questo con lui è un po’ impossibile xchè ci ho provato ed è come averlo “messo a nudo”. Non so se prende qualcosa o meno… xò ha un umore talmente volubile e qualche volta sento che mi desidera molto (fisicamente) altre volte proprio no… Vorrei tanto aiutarlo x stare meglio tutti e due. Mi puo’ dare qualche
consiglio? Devo assecondare i suoi umori? Perdonarlo sempre quando fa un po’ il
matto? Io cerco di stargli molto vicina e lui lo apprezza, ma vorrei fare di
piu’: mi aiuti lei.
GRAZIE! Valentina

Gentile Valentina,

Non c’è bisogno che lei faccia di più, anzi glielo sconsiglio, in quanto non è questo il ruolo della ‘fidanzata’. Lei può senz’altro aiutarlo nei momenti di depressione o rassicurarlo circa la profondità dei suoi sentimenti: credo che questo sia già sufficiente, se il suo ragazzo è semplicemente diffidente verso il mondo, a dargli maggiore fiducia e sicurezza.
Se ciò non bastasse è necessario un intervento più specialistico ed il suo ruolo può essere quello di convincerlo a farsi aiutare da una figura professionale (medico, psicologo ecc.).
Saluti.
Dott. Walter La Gatta

NON MI SENTO ALL’ALTEZZA

Salve, sono un ragazzo di 28 anni, mi chiamo Giovanni. esco con una ragazza da circa un anno e fin’ora è stato tutto quasi perfetto…purtroppo io ho molte insicurezze nonostante tutto..spesso non mi sento all’ altezza di lei e così via. Ieri sera lei ha preso l’ iniziativa..ma il suo apparato genitale non rispondeva..nel senso che non si “bagnava” … ad un certo punto lei mi ha
detto “non capisco come mai non risponde..eppure ho voglia” abbiamo insistito un pò ..si è bagnata un pò ma poi a me è salita la paranoia ed abbiamo interrotto. Istintivamente mi viene da pensare che non abbia detto la verità…ma non capisco! Devo preoccuparmi?
Saluti e grazie.
Giovanni

Salve Giovanni. Come una rondine non fa primavera, un’episodio non fa un fallimento. Può capitare benissimo, anche in una coppia ‘perfetta’ come la vostra che, per cause interne o esterne cali il desiderio. In ogni caso, le suggerisco di evitare di collegare la stima che lei ha di sé a qualsiasi evento esterno e negativo che le capita: il fatto che la sua ragazza non avesse un alto livello di eccitazione può dipendere da tanti fattori che magari non la riguardano nemmeno in parte. Un altro suggerimento è quello di cercare di capire perché lei non si sente all’altezza di questa ragazza, approfondirne i motivi ed eventualmente impegnarsi per colmare questa lacuna.
Saluti.
Dr. Walter La Gatta Ancona

VERGINE NON PER SCELTA

Salve, sono una ragazza di 18 anni ancora vergine non per scelta ma per sfortuna! Ogni volta che posso avere l’occasione di stare con un ragazzo capita che o, qualcosa che me lo impedisce, oppure che per mia vergogna di dirgli che non ho ancora avuto rapporti sessuali completi freno la situazione. Sfortuna a parte, come posso fare a superare il mio ostacolo mentale? Grazie
Vergine

Gentile Vergine,
Se non essere vergine oggi non costituisce più un problema, mi sembra esagerato che le cose vengano ribaltate al punto che il problema diventi quello di essere vergini… Ognuno ha i suoi tempi per scoprire la vita sessuale e non è assolutamente dimostrato che chi lo fa prima degli altri sia più intelligente, sveglio, furbo o sexy. Lei cerchi di vivere la sua vita (e non solo quella sessuale) con grande serenità, non cerchi di imitare le sue amiche, abbia rispetto di se stessa. Quando capiterà la persona e l’occasione giusta non freni e non acceleri, e le cose capiteranno senza ‘ostacoli mentali’.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti

PROBLEMI DI EREZIONE

Dottore, sono un ragazzo di 21 anni e da circa 3 anni ho problemi di erezione…ho svolto una visita che mi ha confermato quello che già pensavo, cioè che non sia un problema legato a difetti fisici…Ho cominciato ad avere problemi
dopo diciamo aver fatto cilecca o almeno credo. Per diverso tempo poi non ho avuto + alcun rapporto anche perché era sparito in me il desiderio. Dopo diverso tempo ho provato ad avere altri rapporti ma niente…comunque da un paio
di mesi sento che il desiderio si sia riacceso ma appena ho a che fare con una ragazza il mio p… non ne vuole sentire. Mi sento come spaventato e fragile e non riesco ad avere un erezione di alcun genere.. Non so cosa fare e soprattutto a chi rivolgermi ma ho capito di avere bisogno di aiuto(ad es. fare delle sedute ma non so con chi) la prego mi aiuti…mi dia dei consigli. Aspetto con ansia una sua risposta… Grazie
Marco

Salve Marco. Il fatto che lei abbia già constatato che non esistono delle patologie di tipo fisico le conferma che il problema è nella sua mente e non nel suo corpo, e si chiama ‘ansia da prestazione’. Credo che dovrebbe vivere la sua sessualità con molta maggiore serenità, nella certezza che tutto va bene e che si tratta solo di piccoli episodi, abbastanza frequenti nelle persone più giovani, anche per ragioni di inesperienza.
Probabilmente la cosa migliore che può fare è documentarsi (ed in Internet o in libreria non avrà difficoltà) sul funzionamento dell’apparato sessuale maschile e femminile ed imparare a controllare la sua ansia attraverso l’apprendimento di una tecnica di rilassamento, come il training autogeno. Potrà farselo insegnare direttamente da uno psicologo specializzato, o frequentare uno dei tanti corsi che in tutte le città si tengono sull’argomento.
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta

 

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Ultimo Aggiornamento: Set 22, 2020 @ 11:46

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Autore:

Redazione
Il Sito www.clinicadellatimidezza è online dal 2002 e si occupa di timidezza, ansia e fobie sociali.
Responsabile, Dr. Walter La Gatta, psicoterapeuta di Ancona.

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