Autostima: cos’è, come funziona e perché è importante
Cerchiamo di saperne di più.
Definizioni di autostima
L’autostima può essere definita come la valutazione globale che una persona fa di sé stessa, includendo pensieri, emozioni e convinzioni sul proprio valore personale.
Dal punto di vista psicologico, è un sistema di autovalutazione che guida il comportamento e influenza il modo in cui affrontiamo sfide, relazioni e fallimenti.
In ambito psicoanalitico, l’autostima è interpretata come un sostegno di natura narcisistica che l’Io riceve dal Super-Io, permettendo al soggetto di sentirsi approvato e di non temere giudizi o punizioni interne.
In una prospettiva più dinamica, l’autostima è il risultato dell’equilibrio tra sopravvalutazione e autosvalutazione, influenzato dal confronto con gli altri e dalle situazioni vissute.
Cos’è l’autostima in parole semplici?
È il modo in cui una persona si percepisce e si giudica. Include quanto si sente capace, degna e adeguata nelle diverse situazioni della vita.
L’autostima può cambiare nel tempo?
Sebbene tenda a essere stabile, può modificarsi attraverso esperienze significative, percorsi terapeutici o cambiamenti profondi nella visione di sé. Tuttavia, non è facilmente influenzabile da singoli eventi isolati.
Cosa succede quando l’autostima è bassa?
Nei casi di bassa autostima, come negli stati depressivi, l’individuo tende a svalutarsi, a criticarsi e a percepirsi inadeguato, con effetti negativi sul benessere emotivo e sulle relazioni.
E quando è troppo alta?
Un’autostima eccessiva può manifestarsi in stati maniacali o in atteggiamenti di superiorità, dove la persona si percepisce sproporzionatamente più importante rispetto agli altri o alla realtà.
In presenza: Civitanova Marche, Fabriano, Ancona, Milano
Qual è la differenza tra autostima e autovalutazione?
L’autovalutazione è il processo attraverso cui una persona giudica sé stessa in specifiche situazioni, mentre l’autostima è il risultato complessivo di queste valutazioni nel tempo.
Da cosa dipende l’autostima?
Dipende da fattori interni, come le convinzioni personali, e da fattori esterni, come le esperienze di vita,
l’educazione ricevuta e le relazioni sociali.
Dr. Walter La Gatta
