Curare gli attacchi di panico con la psicoterapia virtuale

attacchi di panico

Come specificato nel DSM-IV-TR, il disturbo da attacchi di panico consiste in continui, inaspettati, attacchi di panico, seguiti da un periodo di almeno un mese di preoccupazione al riguardo. Possono esserci anche dei cambiamenti nel comportamento abituale, anch’essi conseguenti all’attacco di panico. (American Psychiatric Association, 2000).

Il diturbo provoca vertigini, fame d’aria e sudore, dolore al petto, nausea e paura di perdere il controllo di sé. E’ un disturbo cronico, che può interferire con la vita quotidiana del paziente. Nella casistica medica è molto più frequente dell’AIDS, dell’infarto o dell’epilessia: i pazienti che ne soffrono tentano il suicidio nel 20% dei casi, specialmente quando il disturbo è associato ad altre patologie psichiatriche.

L’agorafobia è una condizione che può presentare o meno gli attacchi di panico. Secondo il DSM-IV-TR, il paziente teme i luoghi affollati, dove allontanarsi potrebbe essere difficile o imbarazzante o dove non sarebbe possibile chiedere aiuto. Queste situazioni vengono affrontate da chi soffre di agorafobia con grande stress e l’ansia di essere d’un tratto assaliti dai sintomi dell’attacco di panico.

Il trattamento psicologico più utilizzato per questi disturbi è la psicoterapia cognitivo-comportamentale, che può includere tecniche di rilassamento, di controllo della respirazione, terapie di riesposizione e di ristrutturazione cognitiva.

Gli attacchi di panico sono provocati da problemi respiratori indotti dallo stress, che possono far sembrare al paziente di essere sul punto di un attacco cardiaco o di perdere il controllo delle proprie funzioni vitali. Il controllo della respirazione può essere dunque di aiuto, così come l’indurre il paziente a pratiche di iperventilazione, per permettergli di ri-provare gli stessi sintomi dell’attacco di panico: questo consente di rendersi conto che i sintomi dell’attacco di panico non mettono a rischio la vita e che dunque non devono essere vissuti con spavento.

Nella terapia cognitivo-comportamentale, il terapeuta ed il paziente devono anzitutto stabilire un’alleanza terapeutica, dopo di che si passa alla ristrutturazione cognitiva, e al training sul controllo respiratorio e il rilassamento muscolare. Alcuni pazienti tuttavia non rispondono a questo tipo di trattamenti.

Recentemente sono stati fatti degli esperimenti con la realtà virtuale, che consistono nel sottoporre i pazienti a vivere situazioni virtuali, in cui generalmente sperimentano ansia. Poiché prima di fare questo, essi vengono sottoposti a tecniche specifiche per il controllo dell’ansia, nel mondo virtuale essi appaiono in grado di interagire con l’ambiente con meno timori che se vivessero queste situazioni nella vita reale. I successi sperimentati si traducono poi in sensazioni di autoefficacia e miglioramento delle possibilità di auto-controllo, con conseguente desiderio di sperimentare queste abilità anche nella vita reale. Questi primi risultati di utilizzo delle tecniche virtuali in psicoterapia appaiono incoraggianti.

Fonte: Psychiatric Times
Immagine: Evl.uic

Dr. Walter La Gatta
Clinica della Timidezza

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

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