Droga alcol e fumo: l’opinione dei genitori conta
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Spesso si pensa che, durante l’adolescenza, il ruolo della famiglia passi in secondo piano rispetto agli amici. In realtà, le ricerche mostrano che l’atteggiamento dei genitori continua ad avere un’influenza decisiva, anche quando sembra meno visibile.
Cerchiamo di saperne di più.
Quanto conta davvero l’atteggiamento dei genitori?
Conta molto più di quanto si immagini. I genitori rappresentano il primo modello di riferimento e continuano a esserlo anche durante l’adolescenza. Non è solo ciò che dicono a fare la differenza, ma soprattutto ciò che fanno e il modo in cui si pongono rispetto a certi comportamenti. Un atteggiamento chiaro e coerente può diventare un punto fermo anche in contesti sociali più complessi.
Perché gli adolescenti sono così influenzati dal contesto sociale?
Durante l’adolescenza cresce il bisogno di appartenenza. I ragazzi osservano ciò che fanno gli altri per capire cosa è accettabile e cosa no. Se fumo, alcol o droghe vengono percepiti come comportamenti diffusi e normalizzati, aumenta la probabilità che vengano imitati. In questo senso, il gruppo diventa un potente regolatore delle scelte individuali.

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Ci sono differenze tra ragazzi e ragazze?
Sì, emergono alcune differenze. Le ragazze tendono a essere maggiormente influenzate dal gruppo dei pari, cioè dagli amici più vicini. I ragazzi, invece, risultano più sensibili a un contesto sociale più ampio, che include modelli culturali, ambienti frequentati e norme percepite a livello generale.
Che ruolo ha la percezione della “normalità”?
È centrale. Se un adolescente percepisce che fumare o bere è qualcosa di comune e accettato, può iniziare a farlo non solo per curiosità, ma per adeguarsi. Questo meccanismo può estendersi anche ad altre sostanze. Non si tratta solo di scelta individuale, ma di adattamento a ciò che viene vissuto come normale.
In che modo i genitori possono influenzare queste percezioni?
Attraverso la coerenza. Genitori ambivalenti o troppo permissivi rischiano di trasmettere messaggi confusi. Se da un lato si sconsiglia un comportamento ma dall’altro lo si tollera o lo si pratica, l’adolescente può interpretarlo come accettabile. Al contrario, una posizione chiara e accompagnata da comportamenti coerenti rafforza la credibilità del messaggio.
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È più importante ciò che i genitori dicono o ciò che fanno?
Entrambe le cose, ma il comportamento ha un impatto ancora più forte. I figli osservano costantemente. Un genitore che dà il buon esempio rende più concreto ciò che comunica a parole. La credibilità nasce proprio dall’allineamento tra ciò che si dice e ciò che si fa.
Che cosa aiuta un adolescente a dire di no?
Una componente fondamentale è la capacità di autoaffermazione. I ragazzi che sviluppano fiducia in se stessi e nei propri obiettivi personali sono più resistenti alle pressioni esterne. Avere uno scopo, sentirsi competenti e riconoscere il proprio valore riduce il bisogno di cercare approvazione attraverso comportamenti rischiosi.
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Come possono i genitori sostenere questa capacità?
Aiutando i figli a costruire obiettivi personali che abbiano significato per loro. Non obiettivi imposti, ma scelti. Sostenere interessi, passioni e progetti rafforza l’identità e rende meno necessario conformarsi al gruppo. Inoltre, è importante valorizzare l’impegno più che il risultato, perché questo costruisce una base solida di autostima.
Parlare di questi temi è utile o rischia di incentivare la curiosità?
Parlarne è fondamentale. Il silenzio lascia spazio a informazioni distorte o incomplete. Un dialogo aperto, non giudicante, permette agli adolescenti di confrontarsi e di sviluppare un pensiero critico. Non si tratta solo di vietare, ma di spiegare, ascoltare e accompagnare.
Qual è l’errore più comune dei genitori?
Pensare di non avere più influenza. Anche quando i ragazzi sembrano distanti, il punto di riferimento familiare resta attivo. Sottovalutare questo ruolo può portare a rinunciare a una funzione educativa che invece è ancora centrale.
In definitiva, cosa fa davvero la differenza?
La combinazione di presenza, coerenza e dialogo. I genitori non possono controllare tutto ciò che accade fuori casa, ma possono offrire una base solida da cui i figli imparano a orientarsi. In un contesto in cui le influenze esterne sono molte, sapere che esiste un punto fermo può diventare un fattore protettivo decisivo.
Dr. Walter La Gatta
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Dr. Walter La Gatta, psicoterapeuta sessuologo.
ANCONA TERNI FABRIANO CIVITANOVA MARCHE E ONLINE
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Sito web www.walterlagatta.it
Telefono 348 3314908
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