Fra il dire e il fare – Consulenza online

Fra il dire e il fare – Consulenza online

 

Dr. Giuliana Proietti

Terapie Online

 

sono un piccolo imprenditore di 36 anni. Lavoro costantemente a contatto con il pubblico e nel corso degli ultimi quattro anni la mia autostima e’ stata seriamente messa in discussione a causa di eventi che ho gestito forse in maniera inadeguata forse per eccessiva timidezza. Ho letto con molta attenzione il Vs.libro LA TIMIDEZZA e riscontro in me il profilo REATTIVO. Da un anno ad oggi, sto cercando disperatamente di risollevarmi da questo stato di forte disagio dedicandomi alla lettura di libri di intelligenza emotiva e autostima/pensiero positivo. Non ho mai assunto alcun rimedio farmacologico poiche’ ho timore di poterne diventare dipendente. Ripeto in me costantemente che devo invertire la tendenza ai pensieri negatvi ma tra il dire e il fare….  . Fatico inoltre a guardare negli occhi le persone che ho davanti a me, non di certo perche’ non ho interesse nei loro confronti, anzi tutt’altro. Attendo fiducioso un consiglio sul da farsi e Vi saluto affettuosamente.

Angel

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Gentile Angel,

A proposito di libri, oltre che quello sulla Timidezza, provi a leggere anche l’altro libro sul pensiero positivo (Giuliana Proietti, il pensiero positivo, Xenia), nel quale molti pazienti mi dicono di trovare dei suggerimenti e degli esercizi utili.

Leggi anche:  Non vuole che cresca timido come lei - Consulenza online

Certamente, tra il dire e il fare, c’è sempre di mezzo il mare, ma questo capita un po’ a tutti: lei non è speciale. Ci sono dei periodi della vita che presentano maggiori difficoltà ed altri più facili: l’importante è prendere in mano la situazione, cercare di capire cosa non va e lavorare per migliorarsi e per migliorare le condizioni intorno a sé.

Se ne sentirà il bisogno, provi a fare qualche colloquio psicologico: anche capire bene quali sono le aree di maggiore vulnerabilità cui far fronte, o i punti di forza da sviluppare, potrebbe essere molto importante.

Quanto all’ultimo suo problemino, provi a concentrarsi sulle sopracciglia del suo interlocutore, nei momenti in cui proprio non ce la fa a resistere, piuttosto che volgere lo sguardo altrove. Vedrà che funziona  😉
Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti

Dr. Giuliana Proietti


Immagine: Orangeacid

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4 commenti su “Fra il dire e il fare – Consulenza online”

  1. Buonasera, ho appena scoperto il Vs. sito e blog e come non approfittarne per chiedervi alcune cose.
    Sono un uomo di 48 anni che da sempre convive e soffre per problemi legati alla timidezza (?). Metto il punto interrogativo perche non sò fino a che punto la mia possa chiamarsi timidezza, ma piuttosto paura dell’arrossire. Fin da piccolissimo ho ricordi legati all’ansia che mi procuravano certe situazioni e al senso di vergogna/impotenza/inadeguatezza che mi assaliva dopo il fattaccio. Sono “figlio d’arte” in quanto mia madre e il suo ramo familiare (anche mio nonno) hanno questo disturbo. Da adolescente ho avuto dei seri problemi di relazione con i miei coetanei ma fra alti e bassi sono riuscito a costruirmi una vita degli interessi e anche degli amori. Sono sposato e ho due bambini e il maschio che ha 9 anni manifesta gli stessi comportamenti. Già dal nido le maestre ci dicevano che arrossiva violentemente se chiamato a parlare in pubblico e poi alle elementari hanno continuato a dire che era un peccato che avesse questo problema , perche essendo un bambino molto intelligente, davvero molto al di sopra del livello generale, questo lo condizionava molto limitandolo nell’intervenire e nel farsi “avanti”.Anche se poi per il resto è un bambino sveglio, attivo e pieno di amicizie e interessi (non è il classico timido triste e chiuso in se stesso) avendolo anche molto incoraggiato io.
    Sono davvero molto afflitto e non sò come affrontare la situazione perche non voglio che soffra come ho sofferto io.
    Che fare?

    Mino da Pistoia

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  2. Sono nelle identiche condizioni. Figlio di 14 anni, con le stesse modalità di timidezza del padre, pur avendo spiccata intelligenza. Ho creduto, per evitargli le sofferenze da me patite, di riuscire a decondizinare questa inibizione verso l’esposizione pubblica o quella verso gli estranei attraverso una continua e precoce opera di incoraggiamento e sdrammatizzazione. Sono arrivato a consigliargli tecniche ed esercizi per abbassare progressivametne la “soglia di allarme”, ma i risultati sono stati nulli. Ripercorre esattamente i soliti disagi, con i medesimi effetti collaterali deleteri nelle sue abilità sociali. Francamente sono un pò scoraggiato…. nuovo visitatore del sito- Firenze

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  3. Sono d’accordo con chi mi ha preceduto: a volte i genitori sono più stressati dei figli. A me ad esempio è capitato di avere un padre che non sopportava di vedermi arrossire, perché questo gli ricordava le angosce della sua giovinezza.
    Ho dovuto faticare per fargli capire che ero una persona diversa da lui.

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