Ipnosi Ericksoniana: una rivoluzione nell’approccio terapeutico

Ipnosi Ericksoniana: una rivoluzione nell'approccio terapeutico

Ipnosi Ericksoniana: una rivoluzione nell’approccio terapeutico

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Dr. Walter La Gatta

L’ipnosi, sin dai tempi antichi, ha affascinato e intrigato l’umanità con il suo potenziale per accedere ai recessi più profondi della mente umana. Tuttavia, fu il lavoro di Milton Erickson, un pioniere nella psicoterapia, a portare la pratica dell’ipnosi a nuovi livelli di comprensione e applicazione. L’ipnosi ericksoniana, così chiamata in onore di questo grande innovatore, si distingue per il suo approccio altamente personalizzato e adattabile, che si discosta notevolmente dalla concezione tradizionale di questa tecnica.

Cos’è l’Ipnosi Ericksoniana?

L’ipnosi ericksoniana è un metodo di ipnosi indiretta che prende il nome dal Dr. Milton Erickson. E’ un approccio alla ipnosi che si concentra sull’utilizzo delle risorse interne del paziente per promuovere il cambiamento desiderato, partendo dall’idea che ogni individuo possieda le risorse necessarie per risolvere i propri problemi.  Obiettivo della terapia è quello di attivare e utilizzare queste risorse in modo efficace.

In questo tipo di ipnosi sparisce la manipolazione o il potere da parte del terapeuta: l’induzione di uno stato di ipnosi non è altro che il favorire e approfondire uno stato di alterazione della coscienza, che la persona già sperimenta durante la sua quotidianità. La terapia avviene in questo tipo di stato ipnotico.

Per Erickson lo stato ipnotico implica “la perdita di orientamento nei confronti della realtà esterna e lo stabilirsi di un nuovo orientamento nei confronti di una realtà astratta”  (Initial Experiments Investigating the Nature of Hypnosis, in American Journal Clinical Hypnosis, 1964).

Chi Era Milton Erickson?

Milton Erickson (1901-1980) è stato uno psichiatra e psicoterapeuta americano che ha rivoluzionato il campo della psicoterapia con il suo approccio innovativo e umanistico. Erickson è conosciuto per il suo lavoro pionieristico nell’utilizzo dell’ipnosi come strumento terapeutico e per il suo approccio centrato sul paziente, che si concentra sulle risorse interne del paziente anziché sui problemi esterni. La sua influenza si estende ampiamente attraverso la psicoterapia moderna, influenzando molte scuole di pensiero, compresa la terapia familiare e la programmazione neurolinguistica (PNL).

 

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Cosa si sa della biografia di Milton Erickson?

Milton H. Erickson crebbe nella fattoria dei suoi genitori nel Wisconsin. L’influenza di questo ambiente su di lui è chiara, dal momento che utilizzava spesso la fattoria in racconti e metafore. All’età di 17 anni rimase paralizzato dalla poliomielite. Non sapeva che questo difficile evento avrebbe plasmato il resto della sua vita. Mentre era costretto a letto, il ragazzo poteva fare poco più che muovere gli occhi e ascoltare. Parlare era difficile e muoversi era impossibile. Da questa esperienza imparò a leggere il linguaggio del corpo e il comportamento indiretto dei suoi familiari e degli infermieri. Ad esempio, se i suoi genitori chiedevano a un fratello di completare i compiti, Erickson poteva osservare il linguaggio del corpo del fratello che diceva “no” anche se poi pronunciava la parola “sì”.

Erickson era daltonico, dislessico, stonato e parzialmente paralizzato. Eppure queste disabilità apparentemente negative sono state proprio le cose che gli hanno permesso di diventare un esperto nella lettura del linguaggio del corpo.

Dopo aver conseguito un master in psicologia e un dottorato in medicina presso l’Università del Wisconsin, Erickson continuò la sua formazione medica in vari ospedali del New England e del Michigan. Divenne direttore clinico presso l’Università dell’Arizona nel 1948. Se ne andò un anno dopo per avviare uno studio privato, in parte a causa della paralisi che lo aveva costretto su una sedia a rotelle.

Durante questo periodo era ben noto negli ambienti clinici. Tuttavia, fu solo nel 1973 – quando l’ex studente Jay Haley pubblicò Uncommon Therapy – che Erickson divenne famoso nel resto del mondo. Iniziò a offrire seminari per insegnare i principi del suo lavoro, fino alla sua morte nel 1980.

La poliomielite aveva lasciato Erickson paralizzato e per tutta la vita dovette affrontare attacchi di dolore estremi. Adottò una routine di autoipnosi per gestire efficacemente il dolore, sedendosi su una sedia, spingendo la colonna vertebrale all’indietro per un’ora ogni mattina. Erickson a volte si ipnotizzava durante le sessioni con i pazienti per aumentare la sua consapevolezza e ascoltare più attentamente. L’autoipnosi da parte di un terapeuta durante una seduta era ed è tuttora molto controversa.

Erickson scrisse molti articoli ma non sistematizzò mai il suo pensiero in teorie e tecniche: queste furono piuttosto osservate, analizzate e organizzate dai numerosi allievi e studenti che si formarono con lui, tanto che la maggior parte dei libri a suo nome sono in realtà testi scritti a partire da lezioni, osservazioni, registrazioni, appunti e articoli di Erickson per mano di altri nomi della psicoterapia, quali ad esempio Jay Haley, Ernest L. Rossi o Jeffrey Zeig,

In che modo Erickson si differenziava dall’insegnamento di Freud?

A differenza di Freud – che incoraggiava l’esplorazione di sé – Erickson adottò una forma di terapia breve in cui la storia passata del paziente non era il punto focale del trattamento. Ad esempio, quando incontrò un paziente con disturbo ossessivo compulsivo che faceva la doccia una decina di volte al giorno, gli chiese del presente, piuttosto che del passato. Nello specifico si concentrò sul procedimento: “ Ti lavi dal collo in giù, oppure inizi dai piedi e poi risali? Oppure inizi con la testa e la lavi?” Si impegnava, insomma, a mostrare al paziente che era veramente interessato ai suoi comportamenti nel presente, ma soprattutto giocava a prenderlo di sorpresa, in modo da aprire la sua mente inconscia al cambiamento.

Inoltre, concepiva l’inconscio come serbatoio di risorse fondamentali per la guarigione (a differenza di Freud, che vedeva nell’inconscio un serbatoio di conflitti rimossi),

Per Erickson era importante andare incontro al paziente e rispondere ai suoi bisogni individuali. Diceva infatti: “Si cerca troppo spesso di adattare il paziente ad una tecnica formale di suggestione, invece di adattare la tecnica al paziente, secondo la sua situazione personale del momento.”  (American Journal Clinical Hypnosis, 1958).

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In che cosa si differenzia l’ipnosi ericksoniana dall’ipnosi tradizionale?

Una delle principali differenze tra l’ipnosi ericksoniana e quella tradizionale risiede nell’approccio alla suggestione. Mentre l’ipnosi tradizionale spesso utilizza suggerimenti diretti e comandi verbali per indurre uno stato di trance e influenzare il comportamento del paziente, l’ipnosi ericksoniana si avvale di suggerimenti indiretti, metafore e narrazioni personalizzate per raggiungere gli stessi obiettivi in modo più sottile e adattabile.

Inoltre, l’ipnosi ericksoniana si distingue per il suo approccio altamente personalizzato e centrato sul paziente. Erickson credeva che ogni individuo fosse unico e che il processo terapeutico dovesse essere adattato alle esigenze e alle risorse specifiche del singolo paziente. Di conseguenza, l’ipnosi ericksoniana è caratterizzata da una maggiore flessibilità e creatività nel suo utilizzo, consentendo al terapeuta di adattare le tecniche e le strategie in base alle necessità individuali del paziente.

Ad esempio con l’ipnosi tradizionale il terapeuta potrebbe dire: “Adesso ti addormenterai”. Con l’ipnosi indiretta di Erickson un terapeuta potrebbe dire: “Se desideri rilassarti, potresti chiudere gli occhi”. Il primo approccio spesso incontra resistenze e fallimenti dovuti a paura e  scetticismo. Con il metodo indiretto spetta al paziente decidere quali suggerimenti scegliere di seguire.

Leggi anche:  La gelosia per il passato in un soggetto DOC

Come Funziona l’Ipnosi Ericksoniana?

L’ipnosi ericksoniana si basa sulla fiducia, sull’empatia e sulla collaborazione tra terapeuta e paziente. Erickson credeva che il paziente possedesse tutte le risorse necessarie per il cambiamento, e il compito del terapeuta fosse semplicemente quello di facilitare l’accesso a queste risorse. Ogni passo della terapia ericksoniana viene creato su misura per il paziente e non sul suo problema.-

Durante una sessione di ipnosi ericksoniana, il terapeuta utilizza una combinazione di linguaggio ipnotico, metafore e suggerimenti indiretti per indurre uno stato di trance nel paziente. In questo stato alterato di coscienza, il paziente diventa più ricettivo ai suggerimenti del terapeuta.

Il terapeuta utilizza quindi il linguaggio e le tecniche specifiche per guidare il paziente attraverso un processo di esplorazione e trasformazione personale. Le metafore e le storie vengono spesso utilizzate per comunicare concetti e suggerimenti in modo indiretto, consentendo al paziente di elaborare e integrare le informazioni in modo naturale e senza resistenze.

Cosa si intende per modello Milton Erickson?

Richard Bander e John Grinder decisero di scoprire cosa rendeva alcuni psicoterapeuti più efficaci di altri. Studiarono così le trascrizioni delle sedute di numerosi terapeuti, fra cui Milton Erickson e Virginia Satir e dettero così inizio a una nuova metodologia chiamata “programmazione neurolinguistica”.

 

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Che legame c’è fra ipnosi ericksoniana e PNL?

Il modello di Milton Erickson viene ancora oggi insegnato nei orsi di PNL, così come le tecniche della PNL vengono spesso insegnate in aggiunta ai corsi di ipnoterapia ericksoniana. La Fondazione Ericksonian, gestita dalla famiglia Erickson, ha evitato di associarsi alla PNL, perché ritiene che, per essere veramente efficaci, le abilità e le tecniche della PNL andrebbero applicate nel contesto dell’ipnosi, poiché questo è il metodo originariamente inteso da Erickson, e quindi non insegnate come tecniche che possano essere apprese senza trance ipnotica.

In che cosa consiste il modello Milton Erickson?

Rapporto : costruire una connessione empatica con il paziente. Oltre alla comunicazione verbale, ciò può includere il “rispecchiare” il linguaggio del corpo del soggetto evitando la “mimica” che potrebbe avere l’effetto opposto.
Sovraccaricare l’attenzione cosciente – Distraendo la mente cosciente con vaghezza e ambiguità, si è in grado di aprire l’inconscio al cambiamento. Vedi anche tecnica della confusione e induzione della stretta di mano .
Comunicazione indiretta – I pazienti possono soddisfare un ordine diretto solo in due modi: con l’accettazione o con il rifiuto (molto probabilmente quest’ultimo). La suggestione indiretta è un modo più sottile ed efficace per invocare il cambiamento. Vedi anche ipnosi indiretta .

Come conduceva la psicoterapia Milton Erickson?

Allontanandosi dalla psicoterapia classica, Erickson scoraggiava l’uso autorevole di “parlami di…”. Incoraggiava invece il paziente a trattenere le informazioni e discutere solo ciò che desiderava. Questo metodo passivo aiutava i pazienti a condividere con lui più informazioni.

Un famoso esempio di utilizzo della resistenza e del “doppio legame” si era verificato quando Erickson era un ragazzo. Un giorno Erickson stava aiutando suo padre a convincere un vitello testardo a entrare nella stalla di famiglia. Per quanto avessero provato a trascinare il vitello nella stalla, il vitello non si muoveva. Il futuro terapeuta si rese conto che il vitello voleva resistere, per cui lui cominciò a tirare l’estremità opposta della coda, in direzione opposta alla stalla. Il nuovo input del ragazzo che tirava la coda negava che il padre tirasse la testa e il vitello entrò nella stalla.

Erickson utilizzava questo come esempio psicologico per spiegare il doppio legame,  in cui il soggetto viene sopraffatto ed è emotivamente “tirato” in due direzioni contrastanti. Pertanto, l’individuo confuso accetta con successo una forma di resistenza e non riesce a rispondere all’altra.

Un esempio comune è quello di un bambino che si rifiuta di andare a letto. In questo caso si potrebbero combinare due tecniche: enfatizzare la resistenza positiva e incoraggiarlo a rimanere sveglio. Per prima cosa ci si può complimentare con il bambino per la sua energia e poi incoraggiarlo a restare sveglio fino a tardi. Ciò pone fine alla resistenza del bambino poiché non avrà più bisogno di dimostrare di poter stare alzato fino a tardi.

Usando l’ipnosi indiretta, Erickson “seminava idee” nella mente inconscia attraverso metafore e storie.

Walter La Gatta
psicologo psicoterapeuta sessuologo
ONLINE
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Tecniche di Rilassamento e Ipnosi

Cosa si intende per Induzione della stretta di mano?

Una delle tecniche di ipnosi più famose è l’induzione della stretta di mano. Essendo la prima interazione con un paziente si tratta di un evento quotidiano comune, ma Erickson ha dimostrato che si tratta di un modo sottile per modificare il comportamento accettato dalla mente. Quando qualcuno stringe la mano, la sua mente funziona praticamente con il pilota automatico: è la norma sociale più diffusa nel mondo quella di stringersi la mano all’inizio di un incontro; non ci pensiamo nemmeno. Interrompendo questo processo subconscio, Erickson era in grado di aprire la mente alla suggestione. Questo è un classico esempio di “interruzione del modello”.

La tecnica della stretta di mano di Erickson è ben documentata nei suoi libri e da coloro che lo hanno incontrato. Cominciò con una forte e normale scossa per iniziare l’induzione. Quindi interrompeva il processo allentando la forza della presa e sfiorando con dita specifiche la mano del soggetto. È piuttosto complicato da imparare, ma è un’induzione potente.

Cosa si intende per tecnica della confusione?

Distraendo la mente cosciente, Erickson riusciva ad aprire la mente inconscia al linguaggio ipnotico. Secondo Erickson, quasi tutte le sue tecniche utilizzano in qualche modo la confusione. Ad esempio, utilizzava intenzionalmente modelli linguistici vaghi, argomenti complessi, parole confuse, metafore e battute per distrarre il corso dei pensieri consci del suo paziente.

Cosa si intende per terapia d’urto?

In alcuni casi, Erickson utilizzava la terapia di shock psicologico per aiutare un paziente ad affrontare direttamente la propria paura. Ad esempio, una volta scioccò un uomo che aveva paura di salire sull’ascensore convincendo un addetto all’ascensore a tentare di baciarlo. Il paziente negò il bacio e chiese all’addetto di premere il bottone e portarlo nell’atrio. In questo modo l’uomo aveva fatto il suo primo viaggio in ascensore.

Il suo uso della terapia d’urto era disapprovato dai terapeuti ed è tuttora considerato controverso.

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Fonte principale:
British Hypnosis Research

Immagine:
Milton Erickson al lavoro

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