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Sebbene le relazioni di coppia stabili siano spesso associate a un maggiore benessere, molte persone single conducono vite significative, ricche di relazioni soddisfacenti. Ciò nonostante, le norme sociali e le paure individuali possono influenzare profondamente il modo in cui la condizione di single viene vissuta.
Cerchiamo di saperne di più.
Chi è la persona “single”?
La persona single è generalmente definita come colei che percepisce di non essere coinvolta in una relazione sessuale o sentimentale. Questa definizione si basa sull’esperienza soggettiva degli individui, piuttosto che esclusivamente sullo stato relazionale formale. In Paesi come la Germania, le persone single rappresentano una parte consistente della popolazione, con circa il 36% che dichiara di essere single.
Le persone single sono meno soddisfatte della propria vita rispetto a chi è in coppia?
Numerosi studi hanno rilevato che, in media, le persone coinvolte in relazioni stabili riportano livelli più elevati di soddisfazione di vita e di benessere rispetto alle persone single. L’essere single è stato associato a una maggiore presenza di sintomi depressivi, a livelli più bassi di soddisfazione di vita e a una minore soddisfazione sessuale rispetto all’essere in una relazione. Diverse spiegazioni sono state proposte, tra cui un maggiore supporto sociale, livelli più bassi di solitudine emotiva e un senso di identità e di autostima più forte tra le persone in coppia.
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Quanto è forte il legame tra stato relazionale e benessere?
Sebbene l’associazione tra l’essere in una relazione stabile e un maggiore benessere sia ben documentata, gli effetti sono generalmente di piccola entità. Ciò significa che lo stato relazionale, da solo, spiega solo una parte limitata delle differenze nella soddisfazione di vita. È inoltre importante sottolineare che esiste una forte eterogeneità tra le persone single, per quanto riguarda caratteristiche individuali come età, livello di istruzione, salute, condizioni abitative, esperienze interpersonali e motivazioni personali.
Essere single equivale sempre a essere soli o soli emotivamente?
No. Le ricerche precedenti hanno spesso equiparato l’essere single alla solitudine, intesa come esperienza soggettiva di una mancanza generalizzata di relazioni umane soddisfacenti. Tuttavia, molte persone single dispongono di reti sociali ampie e di supporto, che includono amici, familiari e vicini. Di conseguenza, le persone single hanno spesso l’opportunità di costruire legami emotivi significativi e appaganti senza necessariamente sentirsi sole.
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Essere single può essere associato a un maggiore benessere?
Sì, in determinate condizioni. Alcune motivazioni per essere single, come una preferenza autentica per questa condizione dovuta a ragioni di auto-realizzazione o alla percezione che una relazione stabile possa entrare in conflitto con altri obiettivi di vita, sono associate a un maggiore benessere tra le persone single. Anche una mancanza di interesse verso le relazioni stabili può essere collegata a esiti psicologici maggiormente positivi.
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Che cos’è l’allonormatività?
L’allonormatività si riferisce alla norma sociale secondo cui tutte le persone sarebbero naturalmente attratte da altri e desiderose di essere coinvolte in una relazione romantica stabile. Secondo le credenze allonormative, l’essere in una relazione stabile è considerato essenziale per la felicità personale e viene attribuita superiorità a questo tipo di relazione rispetto ad altre forme di legame, comprese le relazioni aperte o non impegnate. Di conseguenza, l’essere single viene spesso definito in termini di mancanza, ovvero in base a ciò che le persone single non hanno.
In che modo l’allonormatività influisce sulle persone single?
Le ricerche suggeriscono che i livelli più bassi di soddisfazione di vita tra le persone single possono essere in parte spiegati dal trattamento negativo e dalla discriminazione legati al mancato rispetto delle aspettative allonormative. In Nord America e in Europa, le strutture sociali tendono a privilegiare le relazioni sentimentali stabili. Queste aspettative vengono comunicate e rafforzate all’interno delle famiglie, tra amici e coetanei, nelle comunità, nelle pratiche culturali, nelle istituzioni religiose, nei sistemi educativi, nei media, nei sistemi sanitari e in molti altri contesti sociali.
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Le aspettative allonormative sono diverse per uomini e donne?
Sì. Le norme sociali dominanti includono standard sessuali differenziati per genere. Gli uomini sono spesso rappresentati come più guidati dal desiderio sessuale, e l’attività sessuale occasionale è maggiormente accettata socialmente. Le donne, al contrario, sono più frequentemente incoraggiate a essere interessate principalmente alla formazione e al mantenimento di relazioni stabili. Di conseguenza, le donne single riferiscono spesso di essere consapevoli di queste pressioni o di sentirsi spinte a conformarsi alle aspettative allonormative.
In cosa consiste la paura di essere single?
La paura di essere single è definita come una preoccupazione, ansia o disagio legati all’esperienza attuale o futura di non avere un partner romantico. Questa paura può derivare dalla prospettiva di una minore soddisfazione di vita come persona single, combinata con la pressione sociale che presenta la condizione di single come indesiderabile o anormale.
Chi sperimenta la paura di essere single?
La paura di essere single può riguardare sia le persone single sia quelle che si trovano attualmente in una relazione. Tuttavia, le donne tendono a riportare livelli medi più elevati di paura di essere single rispetto agli uomini. Questa differenza può essere collegata alle più forti pressioni allonormative esercitate sulle donne affinché formino e mantengano una relazione stabile.
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Quali sono le conseguenze della paura di essere single?
La paura di essere single è stata collegata alla tendenza a rimanere in relazioni insoddisfacenti, a cercare e accettare partner in modo poco selettivo e ad accontentarsi di relazioni che non soddisfano i propri bisogni. È inoltre associata a livelli più bassi di benessere tra le persone single. La paura di essere single è correlata a un aumento degli obiettivi di evitamento sociale, come evitare il disaccordo o l’imbarazzo, e a una diminuzione degli obiettivi di avvicinamento sociale, come approfondire le relazioni e condividere esperienze significative.
In che modo la paura di essere single è collegata alla salute mentale?
La paura di essere single è associata all’ansia legata agli appuntamenti, a un senso di delusione nei confronti delle altre persone o delle relazioni, alla presenza di sintomi depressivi e all’insoddisfazione rispetto al proprio stato relazionale attuale. Questi risultati suggeriscono che non è necessariamente la condizione di single in sé a essere dannosa, quanto piuttosto la paura, la pressione sociale e i significati negativi ad essa attribuiti.

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Che cosa suggeriscono complessivamente questi risultati?
La ricerca indica che lo stato relazionale, da solo, non determina il benessere. Al contrario, motivazioni personali, supporto sociale, norme sociali e paura di essere single svolgono un ruolo centrale nel plasmare l’esperienza delle persone. Ridurre lo stigma associato alla condizione di single e mettere in discussione le assunzioni allonormative potrebbe contribuire a creare condizioni in cui sia le persone single sia quelle in coppia possano vivere la vita con serenità.
Dr. Giuliana Proietti
Fonte principale
Komlenac, N. (2025). Fear of being single moderates the link between relationship status and psychological or sexual well-being. Psychology & Sexuality, 16(4), 1064–1081. https://doi.org/10.1080/19419899.2025.2502504
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