La timidezza ha preso il sopravvento – Consulenza online

La timidezza ha preso il sopravvento – Consulenza online


Consulenza online Walter La Gatta

TERAPIE ONLINE

Sono Laura, ho 41 anni e la timidezza,da sempre cruccio, ha preso il sopravvento. Ho sempre cercato di contrastarla, di accettarla,di conviverci.Tutti tentativi andati a vuoto,viste le condizioni in cui sono adesso,incapace di parlare, persino di ragionare. Già,non so cosa mi succeda interiormente, ma è come se qualcuno staccasse il collegamento tra il mio cervello e la mia lingua. Farfuglio, annaspo,non so quello che dico. E non è un modo di dire. E’ così. A tal punto che mi sono preclusa al mondo. Sono madre e moglie,le cose della vita mi costringono a fare,a muovermi,a parlare con gli altri.

Ma il prezzo è altissimo, provo grandi sofferenze,mi prendono spasmi allo stomaco, grandi mal di testa,sudorazioni, rossori che non sono manco più tali,divento viola,la gestualità è esasperata,è come voler poter comunicare solo coi gesti,senza l’uso della parola. Parola che esce distorta, falsa, stupida.  Già,appaio perfino stupida.

Ho provato a chiedere aiuto,ma il risultato è stato che sono entrata in una spirale di medicinali,di cui sono diventata dipendente. Ho fatto anche qualche seduta psicologica, ma non mi sentivo capita. Piuttosto mi sentivo più confusa. E poi i costi delle sedute mi hanno costretta a capitolare. Speravo che le medicine a lungo andare mi avrebbero aiutata.All’inizio della terapia,mi sentivo meglio,mi sentivo calma,quasi stordita.

Non provavo emozioni. Ricordo che mi sentivo leggera,non avendo più quel peso sullo stomaco.Poi è arrivata l’assuefazione,e la magia è svanita. Son piombata in uno stato peggiore rispetto all’inizio. Non la sto a fare lunga,arrivo all’oggi. Ora prendo ansiolitici a go-go,ho prenotato una visita psichiatrica,potendomi permettere solo quella. Tutti i santi giorni mi interrogo sul perchè della mia condizione,di come abbia fatto a ridurmi cosi,cosa mi è capitato da qualche parte lungo la mia vita che ha innescato questo meccanismo infernale.

Ho una bimba di 7 anni alla quale non ho reso la vita facile. Forse le ho arrecato danno con la mia instabilità. Mi chiedo cosa abbia fatto mia madre perchè io fossi cosi insicura di me. E mia madre è tutt’altro che instabile. Insomma alla mia enorme preoccupazione per la mia sorte,alle volte vorrei far tacere la mia emotività per sempre,si aggiunge quella sulla sorte della mia bimba,destinata ad avere molti più disturbi di me. E la visione del suo futuro mi fa disperare,perchè sarò stata io a renderla una persona problematica. Non so chi mi leggerà,semmai qualcuno lo farà. Io ci spero,e spero in una parola di conforto. La sola che mi dà un breve sollievo,prima di ripiombare nel caos della mia testa.

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Gentile Laura,

Lei dice che è la timidezza ad aver preso il sopravvento, mentre dalle sue parole mi sembrerebbe di cogliere un sottostante stato ansioso-depressivo, che evidentemente i farmaci non riescono a tenere sufficientemente sotto controllo.

Non saprei cosa dirle: è evidente che l’unica cura, vista anche l’inefficacia dei farmaci, come del resto lei ben sa, è la psicoterapia.

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La così detta “terapia della parola”, non appartenendo alla branca delle scienze esatte, non è sempre efficace, è vero. Perché lo sia, occorre che si verifichi un’alchimia fra vari elementi: in primis la fiducia del paziente nel terapeuta e nel percorso che si appresta a seguire, oltre al suo reale desiderio di guarire (in molti casi la malattia produce benefici secondari che il paziente non desidera abbandonare).

Inoltre, è importante che il/la terapeuta abbia doti di empatia e di buona comunicazione e sappia sollecitare nel paziente quelle energie e quelle risorse che possano portarlo verso la guarigione.

Non tutti i terapeuti hanno queste capacità, al di là della loro preparazione teorica, ma soprattutto direi che non tutti i terapeuti sono capaci di farlo a livello universale, con tutti i vari tipi di pazienti. La decisione di intraprendere una psicoterapia va meditata: non si va dal primo terapeuta che capita, non si abbandona dopo la prima seduta.

Nel suo caso, ad esempio, può darsi che quello stato di “confusione” che lei avvertiva era proprio il segnale che qualcosa di nuovo si stava muovendo in lei, qualcosa che, nel tempo, avrebbe potuto portarla verso il cambiamento e la guarigione.

Detto questo, mi rendo conto che la psicoterapia è costosa, ma non è sempre detto che i prezzi più alti corrispondano al miglior servizio: cercando meglio, potrebbe anche imbattersi in qualcuno/a che, ad un prezzo ragionevole, le potrebbe dare le cure di cui ha bisogno.

Si chiede cosa abbia fatto sua madre perché lei fosse così insicura di sé, si chiede se sua figlia avrà disturbi a causa della sua emotività: queste cose non si leggono, purtroppo, dentro una sfera di cristallo e non esiste al momento altro mezzo, per scoprirlo, che la psicoterapia. I farmaci, è vero, sono molto più economici, ma la sua lettera dimostra che non sono la soluzione e che anzi, in molti casi peggiorano addirittura la situazione.

Forse tutto quello che le ho scritto non è la parola di conforto che lei si aspettava ma, come si dice, il medico pietoso fece la piaga puzzolente: i suoi problemi psicologici non sono una dannazione inviatale da una divinità malevola, sono problemi che riguardano la gestione dell’ansia e dunque sono problemi affrontabili, curabili.

Il consiglio dunque è quello di non cercare parole di conforto da chicchessia, che lasciano il tempo che trovano: esistono delle cure, le faccia!
La saluto cordialmente, augurandole di ritrovare presto un po’ di serenità.

Dr. Walter La Gatta

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