Come aiutare un adolescente anoressico

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Cosa sono i disturbi alimentari?

I disturbi alimentari sono condizioni gravi legate a comportamenti alimentari persistenti che hanno un impatto negativo sulla salute, sulle emozioni e sulla capacità di gestire aree importanti della vita.

Quali sono i disturbi alimentari più comuni?

I disturbi alimentari più comuni sono l’anoressia, la bulimia e il disturbo da alimentazione incontrollata.

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Quali sono le cause?

Sebbene la causa esatta dei disturbi alimentari sia sconosciuta, potrebbero essere coinvolti diversi fattori, tra cui:

  • Fattori Biologici: Le persone con parenti di primo grado (fratelli o genitori) con un disturbo alimentare possono avere maggiori probabilità di sviluppare un disturbo alimentare, il che suggerisce un possibile legame genetico.
  • Problemi psicologici ed emotivi: I problemi psicologici ed emotivi, come la depressione o i disturbi d’ansia, sono strettamente legati ai disturbi alimentari.
  • Fattori Ambientali: La cultura occidentale enfatizza la magrezza e quindi c’è il problema dell’emulazione di personaggi celebri o modelli.
  • Attività preferite: La partecipazione ad attività che valorizzano la magrezza, come il balletto, il pattinaggio, ecc.

Perché ci si ammala di disturbi alimentari soprattutto in adolescenza?

L’adolescenza (dai 12 ai 18 anni) è un periodo di rapidi cambiamenti fisici, mentali e sociali. Alcuni adolescenti sono in grado di gestire molto bene questo periodo di transizione, mentre altri potrebbero avere difficoltà ad adattarsi.

Gli adolescenti che sviluppano disturbi alimentari mostrano segni di un forte disagio personale.

Tutti gli adolescenti hanno preoccupazioni: tuttavia, gli adolescenti con un disturbo alimentare possono sperimentare paure e preoccupazioni particolarmente intense.

Ipnosi. Dr. Walter La Gatta
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Quali sono le preoccupazioni tipiche degli adolescenti?

Potrebbero essere preoccupati di non avere amici, di non saper gestire le esigenze della scuola, del loro aspetto fisico, per le separazioni familiari, per i primi innamoramenti o rapporti sessuali, per casi di bullismo, progetti futuri, ecc. Queste preoccupazioni possono indurli a sentire che “c’è qualcosa che non va” nella loro vita, il che può renderli ansiosi, arrabbiati o tristi. Possono inoltre perdere la fiducia in se stessi e il senso di controllo sulla propria vita.

Quali attività possono migliorare l’autostima?

Alcune strategie prevedono la partecipazione a sport, arti creative o volontariato. Ognuna di queste strategie può aiutare a ridurre lo stress e aumentare autostima e resilienza.

Quali sono i comportamenti sbagliati, tipici degli adolescenti?

In genere si parla di abuso di alcol e sostanze psicoattive, comportamenti antisociali, fughe da casa, autolesionismo e ricerca della magrezza per fini estetici: sono tutti esempi di strategie improduttive e malsane che gli adolescenti possono scegliere per sentirsi meglio, meno ansiosi e più sicuri di sé. In realtà questi comportamenti di solito causano maggiore disagio e isolamento e possono portare allo sviluppo di disturbi alimentari e/o dipendenze.

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Quali sono i segnali d’allarme?

Se non vengono riconosciuti e affrontati, i comportamenti dei disturbi alimentari possono causare seri problemi fisici ed emotivi. E’ per questo fondamentale prestare grande attenzione ai segnali che si possono cogliere.

I segnali che potrebbero indicare un disturbo alimentare sono:

  • Perdita o aumento di peso (indipendentemente dal peso precedente);
  • Tendenza a saltare spesso i pasti o rifiuto di mangiare;
  • Eccessiva preoccupazione per le calorie, il cibo o il “mangiare sano”;
  • Frequenti controlli allo specchio per difetti percepiti;
  • Uso di lassativi, diuretici o clisteri dopo aver mangiato;
  • Tendenza a fare troppo esercizio fisico per non ingrassare;
  • Episodi ripetuti di abbuffate con grande quantità di cibo;
  • Tristezza, disgusto, irritabilità o senso di colpa per le proprie abitudini alimentari;
  • Ritiro sociale;
  • Frequenti commenti negativi sul proprio peso e forma fisica;
  • Consumo solitario di cibo, di notte o di nascosto;
  • Andare in bagno dopo aver mangiato.

Come prevenire i disturbi alimentari negli adolescenti?

Per prevenire i disturbi alimentari occorre parlare apertamente con i propri figli delle abitudini alimentari e dell’immagine del corpo. Per iniziare:

  • Incoraggiare abitudini alimentari sane. Discutere sui modi in cui la dieta può influenzare la salute, l’aspetto fisico e il livello di energia. Incoraggiare i figli a mangiare quando hanno fame, ma evitare che il cibo sia una gratificazione per le ansie della vita.
  • Commentare i messaggi che inviano i media. Programmi televisivi, film e social media possono inviare il messaggio che solo un certo tipo di corpo è accettabile. Incoraggiare i figli a mettere in discussione ciò che hanno visto o sentito.
  • Promuovere un’immagine corporea sana. Parlare con i figli del fatto che ogni persona è diversa dall’altra e può avere delle forme che sono personali.
  • Evitare le prese in giro. Non consentire che in famiglia si usino soprannomi, commenti o battute offensive in base alle caratteristiche fisiche, al peso o alla forma del corpo di una persona.
  • Favorire l’autostima. Rispettare i risultati ottenuti dai ragazzi e sostenerli nel raggiungimento dei loro obiettivi. Ascoltarli senza criticare a sproposito; cercare in loro qualità positive, come la curiosità, la generosità e il senso dell’umorismo. Far comprendere ai figli che  l’amore dei genitori non è basato sul peso o sull’aspetto fisico.
  • Parlare dei pericoli della dieta e del mangiare emotivo. Spiegare che una dieta sbagliata può compromettere la nutrizione, la crescita e la salute dei ragazzi, oltre a causare un disturbo alimentare.
  • Dare il buon esempio. Se si è costantemente a dieta, se si usa il cibo per far fronte alle proprie emozioni, se si parla troppo spesso di peso o aspetto fisico i figli potrebbero coltivare dubbi e incertezze sul proprio modo di mangiare. Molto meglio fare scelte sane e consapevoli sul proprio stile di vita, mostrandosi orgogliosi del proprio peso e del proprio corpo.
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La pandemia ha peggiorato la situazione ?

Sicuramente: quando gli adolescenti hanno perso il ritmo della loro giornata, normalmente scandita dalle ore trascorse a scuola, si sono trovati in isolamento a casa, divenendo più ansiosi e sensibili allo stress.

Gli adolescenti che normalmente avrebbero riversato le loro energie nelle attività scolastiche, sportive o extracurriculari hanno improvvisamente avuto troppo tempo a disposizione. Alcuni ragazzi hanno rivolto la loro attenzione alla salute fisica o all’aspetto fisico, come un modo per far fronte all’ansia o al sentirsi  attivi, ma i loro obiettivi in ​​merito all’alimentazione ‘sana’ o al mantenersi ‘in forma’ hanno rapidamente causato una significativa variazione nella dieta e una conseguente variazione nel peso.

Frequentare la scuola da una casa in cui il cibo è costantemente disponibile può aver portato alcuni ragazzi a mangiare più del solito per gestire la noia o lo stress legati alla pandemia .

I social possono avere influito?

Durante la pandemia, gli adolescenti hanno trascorso più tempo del solito sui social media. Sebbene ciò possa essere stata una fonte di collegamento e conforto per restare in contatto con gli amici, esaminare di continuo le immagini di amici e influencer sui social media ha influito sui cambiamenti di abitudini alimentari.

Diversi sondaggi hanno rivelato che tra gli adolescenti che hanno cercato informazioni sulla salute online tra settembre e novembre del 2020, le ricerche su fitness ed esercizio fisico sono state seconde solo alle ricerche di contenuti relativi a Covid-19 (e davanti alle ricerche su ansia, stress e depressione).

Ciò che i giovani trovano quando cercano informazioni sul fitness può essere molto pericoloso. È probabile che si imbattano in post dannosi di “thinspiration” e “fitspiration” che celebrano corpi snelli o scolpiti, o persino siti che incoraggiano comportamenti alimentari disordinati . Peggio ancora, gli algoritmi che registrano le informazioni di ricerca online possono proporre pubblicità di integratori dietetici pericolosi.

 

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Come aiutare un figlio che potrebbe avere un disturbo alimentare?

Gli adulti dovrebbero prestare attenzione a comportamenti che si discostano dalle abitudini precedenti, come saltare improvvisamente i pasti in famiglia o rifiutarsi di mangiare cibi di intere categorie alimentari, come carboidrati o alimenti industriali. Degno di preoccupazione, inoltre, è l’adolescente che sviluppa fissazioni come il conteggio accurato delle calorie, l’esercizio ossessivo o l’accumulo di cibo, che può essere segno di un disturbo da alimentazione incontrollata. I genitori dovrebbero anche prestare attenzione all’ansia e ai sensi di colpa riguardo al cibo o al mangiare, oppure al sentirsi infelici o a disagio con il proprio corpo.

Se si sospetta un disturbo alimentare, la prima cosa da fare è cercare una sana comunicazione, il che non è sempre scontato con gli adolescenti. Nel caso vi fossero difficoltà nel comunicare, cercare di rivolgersi ai figli in tono caldo, amorevole e non conflittuale. Ad esempio, si potrebbe dire: “Ho notato che ultimamente stai attraversando un periodo difficile. Mi piacerebbe ascoltare i tuoi problemi o parlarne insieme per capire se posso aiutarti”.

Mantenere la calma ed evitare di giudicare o incolpare il figlio con disturbi alimentari. Un adolescente che sta lottando con un disturbo alimentare può resistere a rivelare i propri comportamenti o sentimenti: è importante far capire che si tiene a lui/lei, qualunque cosa accada e che si è pronti a sostenerlo/la nei momenti difficili.

Inoltre, pianificare un controllo medico e psicologico: il medico o lo psicologo possono rafforzare i messaggi salutistici della famiglia, monitorare l’indice di massa corporea, valutare le abitudini alimentari, assegnare esercizi per migliorare l’immagine del corpo o la propria autostima.


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Come si supera un disturbo alimentare?

La maggior parte degli adolescenti con disturbi alimentari è in grado di riprendersi con il sostegno della famiglia, degli amici e della comunità. Ci sono molte risorse disponibili su Internet che possono aiutare i genitori a trovare informazioni affidabili e a connettersi alle risorse locali. Nei casi più gravi tuttavia è necessario rivolgersi al medico e seguire i suoi consigli.

Dr. Walter La Gatta

Saluto del Centro Italiano di Sessuologia

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