Le relazioni sociali, l’amicizia e la felicità

Le relazioni sociali

Cosa è l’amicizia?

L’amicizia è una stretta relazione tra due persone che si scambiano gesti e sentimenti di cura, rispetto, ammirazione, fiducia, preoccupazione ed affetto. Vi è inoltre il desiderio di rimanere in contatto (ogni due giorni o ogni due anni non ha importanza: ciò che conta è il desiderio di rimanere vicini, di seguirsi l’un l’altro nel proprio percorso di vita)

Quale è la caratteristica-base dell’amicizia?

La caratteristica che definisce l’amicizia è una preferenza per una persona in particolare.

Quante amicizie si possono avere nella vita?

Dipende da vari fattori, non ultimi le varie età della vita o il carattere delle persone. Ad esempio, un bambino piccolo può sostenere che il suo compagno di giochi è “il suo migliore amico” e due minuti più tardi dimenticarlo, avendo conosciuto un altro bambino con il quale si trova meglio a giocare. Quanto al carattere delle persone, gli introversi e i timidi hanno in genere pochi amici, ma non ne desiderano di più, perché non con tutti sarebbe possibile stabilire una relazione intima e autentica, come essi desiderano. Gli estroversi si fanno molti meno problemi, non cercano la perfezione o le affinità negli altri, e dunque hanno molti più “amici”, anche se la maggior parte di essi non potrebbero essere considerati veramente tali, ma semplici conoscenti.

L’antropologo Robin Dunbar ha teorizzato che c’è un limite al numero massimo di amicizie che un individuo può avere. In generale, la maggior parte degli umani ha fino a 150 amici, di cui 50 buoni amici, 15 amici intimi e 5 amici intimissimi.
Questi numeri hanno dimostrato di essere coerenti nelle varie epoche, dalle società di cacciatori fino all’età dei social media.

Ci sono differenze di genere nelle amicizie?

Si. Le donne tendono, in genere, ad avere più amicizie degli uomini. Molti uomini hanno una amicizia davvero intima solo con la propria compagna di vita e spesso non si confidano con nessuno dei propri amici. Le donne “investono” di più nelle amicizie, le coltivano, ad esempio non dimenticando di inviare gli auguri natalizi, ricordando i compleanni, comunicando agli amici gli eventi importanti della propria vita ed essendo sempre compartecipi agli eventi, positivi e negativi, della vita degli altri. In queste cose gli uomini si impegnano molto di meno.

Non avere amici può essere dannoso?

Assolutamente si, in tutti i sensi: sotto l’aspetto della salute fisica, psicologica e relazionale. I ricercatori stanno suonando sempre più campanelli d’allarme su un’epidemia di solitudine che si va diffondendo a livello planetario a causa dei social network e dell’abitudine di coltivare le amicizie esclusivamente via web. La solitudine, fisica e emotiva, può abbreviare la vita di una persona e peggiorare il suo stato di salute. Questo è vero soprattutto per gli uomini, che coltivano meno le amicizie: con il declino dei matrimoni, gli uomini senza amicizie possono arrivare a livelli di isolamento molto gravi.

E’ importante avere amici dell’altro sesso?

Si. Le amicizie dell’altro sesso possono favorire l’empatia, abbattere le barriere e i pregiudizi di genere.

Sostenere un’amicizia per tutta la vita può essere difficile?

Si, può essere difficile. Gli interessi e gli stili di vita delle persone cambiano con l’età. Nell’infanzia, un’amicizia potrebbe essere basata sulla vicinanza geografica o su un singolo interesse condiviso, ma con l’età si cambiano gli interessi, ci si si sposta, si frequentano nuove persone e la maggior parte delle amicizie dell’infanzia va perduta, salvo casi eccezionali.

Perché le amicizie di una vita sono molto gratificanti?

Perché, appunto, queste amicizie sono parte della propria vita, così come noi siamo parte della vita dei nostri amici. E’ sicuramente un grande piacere parlare con persone conosciute in altre epoche della vita e che hanno vissuto la propria stessa realtà, la stessa scuola, lo stesso paese, le stesse abitudini. Gli amici di una vita, inoltre, hanno conosciuto tutte le persone significative della propria storia, con loro è possibile fare collegamenti e paragoni. Queste amicizie offrono un senso di permanenza e coerenza che può essere profondamente rassicurante nei momenti di insicurezza, perdita o ansia.

Come si fa a fare nuove amicizie?

In generale, più si è giovani e più è facile fare amicizia. In genere l’infanzia offre un gruppo di coetanei con i quali fare amicizia, già “pronti” a scuola, o in altre attività sportive. Gli adulti hanno invece meno probabilità di essere inseriti in grandi gruppi di persone della stessa età e che hanno gli stessi interessi. E’ vero, esiste l’ambiente di lavoro, ma nelle situazioni lavorative si incontrano persone di diverse età, provenienza, esperienza, abitudini e questo è già un limite nelle amicizie. A tutto ciò va aggiunto che l’ambiente di lavoro è in genere molto competitivo: ci sono gelosie, invidie, pettegolezzi… Di solito non è mai una buona idea farsi degli amici nell’ambiente di lavoro.

Perché può essere difficile, ad una certa età, fare nuove amicizie?

Quando si sono perse le amicizie della gioventù è difficile trovare altre persone con cui stringere un rapporto. Inoltre, le abilità sociali richiedono pratica e non sempre ci si può sentire pronti a fare il primo passo con gli altri.

Quali strategie possono essere utili per fare nuove amicizie?

L’importante è trovare i modi per trascorrere più tempo con persone che condividono i propri interessi o il proprio stile di vita. Le associazioni, le organizzazioni di volontariato,  i gruppi di genitori e altre attività possono fornire terreno fertile per tentare nuovi approcci. L’importante è frequentare questi luoghi mostrando reale interesse per le altre persone.

Come si dimostra l’interesse verso le altre persone?

Cercando di non rimanere troppo concentrati su se stessi: alla maggior parte delle persone piace parlare di sé, dei propri ricordi e dei propri interessi. Essere dei buoni ascoltatori dunque è già un buon punto di partenza. Può essere inoltre utile fare molte domande, mostrando interesse e partecipazione per la vita degli altri. E’ chiaro che questo, da solo, non può essere gratificante, ma è solo frequentando altre persone che si potranno incontare nuovi potenziali amici.

Quanto contano le amicizie online?

Le persone timide e introverse possono più facilmente abbattere il muro di imbarazzo che li divide dagli altri attraverso le attività sociali da svolgere online. Sui social, su un gruppo di persone fatto su whatsapp si può cominciare a sviluppare relazioni che poi vanno coltivate, ovviamente, di persona.

Per quali ragioni si dovrebbe chiudere un’amicizia?

Non esiste una ragione “giusta” per porre fine a un’amicizia: ciascuno deve comprendere se frequentare una persona è causa di felicità, fastidio o dolore. Se l’amicizia con una persona diventa una barriera alla propria felicità e al proprio benessere, è meglio allontanare questa persona e rendere l’amicizia con lei una semplice relazione di conoscenza.

Quando una persona che si pensava amica in realtà non si rivela tale?

Un amico non è tale se non è mai presente al momento del bisogno, se tenta di danneggiare le proprie relazioni, se è invidioso, se non è affidabile e non rispetta la propria privacy.

Quanto contano le relazioni nell’esperienza umana?

Le relazioni umane sono centrali nella vita di una persona. Molti studi hanno messo in evidenza che le persone più felici sono quelle che possono contare su numerose amicizie e conoscenze. Le persone che si definiscono ‘felici’ sono in genere molto soddisfatte della qualità dei loro amici e delle attività sociali che svolgono con loro. La solitudine, viceversa, è in genere correlata con la depressione, specialmente negli individui più anziani.

Dr. Giuliana Proietti

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Autore:

Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

Per appuntamenti e collaborazioni: 347 – 0375949 Ancona

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