Una nuova ricerca condotta presso la University of Pennsylvania ha mostrato una correlazione tra motivazione della persona che si sottopone al test e suoi relativi risultati nel QI e, cosa ancor più importante, tra i suoi risultati nel QI e il suo successo personale e professionale.

Angela Lee Duckworth, assistente di psicologia alla Scuola  delle Arti e delle Scienze
di Penn, ha guidato la ricerca, che è consistita in due studi correlati.

Il primo studio era una meta-analisi delle ricerche precedenti sugli effetti degli incentivi nei punteggi QI. Nei soggetti che ottengono un punteggio superiore alla media, il livello di motivazione nel fare il test rappresenta solo circa un quarto di deviazione standard, o quattro punti. Sui soggetti che invece raggiungono un punteggio inferiore alla media nel QI, la motivazione costituisce quasi una intera deviazione standard.

(In altre parole, la motivazione a fare il test influisce poco sui risultati dei soggetti particolarmente intelligenti, mentre influisce percentualmente assai di più nei soggetti meno dotati)


Nel secondo studio alcuni ricercatori hanno osservato un video in cui dei ragazzi adolescenti si sottoponevano ad un test di intelligenza standard. I ricercatori dovevano valutare la motivazione di questi ragazzi nel fare il test e poi mettere a confronto questo dato con il casellario giudiziario, lo status professionale e il livello d’istruzione di questi stessi soggetti, più di un decennio più tardi.

I valutatori, che non erano a conoscenza dei punteggi QI dei soggetti, hanno assegnato un punteggio alla motivazione mostrata da ciascun partecipante allo studio, sulla base di un menu standard di comportamenti, come ad esempio rifiutarsi di rispondere alle domande, o fare il test con poca attenzione, scorrendolo velocemente fino alla fine, per impiegarci meno tempo.

Conclusione: sia le valutazioni fornite sulla motivazione di questi soggetti a fare il test, sia i risultati ottenuti nel QI sono stati predittivi circa il futuro di questi adolescenti, in termini di anni di istruzione, condizione lavorativa e precedenti penali. (Migliore punteggio QI e migliore motivazione a fare il test, migliori risultati nella vita)

Le persone con alto QI hanno delle chances personali che li aiutano a superare bene le sfide della vita, grazie alla loro doti intellettive, mentre le persone con bassi punteggi di QI che non hanno successo nella vita, probabilmente mancano non solo di intelligenza, ma anche di motivazione a fare bene quello che fanno (rispetto dell’autorità, self-control, attenzione, competitività).

La ricerca è stata condotta da Duckworth, Patrick D. Quinn del Dipartimento di Psicologia, Università del Texas a Austin, Donald R. Lynam del Dipartimento di Scienze Psicologiche, Purdue University, e Rolf Loeber e Magda Stouthamer-Loeber del Dipartimento di Psichiatria , Università di Pittsburgh School of Medicine, è stata finanziata dal National Institute of Mental Health e il National Institute on Aging e
pubblicata sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences.

Fonte:

Motivation Plays A Critical Role In Determining IQ Test Scores, Medical News Today

Dr. Walter La Gatta

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Immagine:Wikimedia

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Dr. Walter La Gatta
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