Agorafobia, ipocondria, attacchi di panico – Consulenza

Agorafobia, ipocondria, attacchi di panico – Consulenza


Consulenza online Walter La Gatta

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Salve, Mi Chiamo E. ed ho 22 anni, vi scrivo per alcuni problemi “caratteriali” che ho, cmq vi racconto un po la mia storia: Da piccolo sono sempre stato timido, sapete il classico bimbo che non saluta nemmeno i familiari per la vergogna e che se nè sta sempre dietro la sottana di “mammà”, verso i 5 anni dopo un serio problema fisico (ho rischiato la morte per arresto circolatorio, si pensa sia stato a causa della febbre altissima), diciamo che è come se fosse cambiato qualcosa fisicamente in me, da bimbo magrolino che non mangiava mai, inizio ad ingurgitare tutto quello che trovo a portata di mano, ed i miei genitori essendo vecchio stampo “La fame è tutta salute”, non tentano di tenermi a bada, ma anzi continuano ad ingozzarmi come un tacchino prima del ringraziamento, cmq essendo io già timido questo aumento di peso mi porta ancora più gravi problemi di relazione con gli altri, però diciamo che fino agli 8 anni va tutto abbastanza bene, ho i miei amichetti di scuola e fila tutto liscio, d’improvviso la mia maestra si trasferisce in germania per sposarsi e tutti noi della classe veniamo divisi tra le varie classi della scuola, quindi mi vedo costretto a cercare di farmi nuovi amici, cosa che in verità non mi è mai riuscita completamente, cioè si giocava si parlava, ma non c’era più quella complicità di una volta, cmq continuiamo, a 9 anni il mio migliore amico mi abbandona, perchè lui aveva 3 anni più di me, e finchè si è bambini non ci si fa caso, ma essendo arrivato lui all’adolescenza ed essendo ancora io bambino le nostre priorità diventano molto diverse.

Cmq per fortuna quell’anno ci trasferiamo (da quando sono nato fino ai 9 anni avrò cambiato 5 case) e nella casa affianco abita un bambino di un anno in meno a me e iniziamo a frequentarci grazie all’amicizia tra i nostri genitori (frequentarci è un parolone, sono sempre stato un ragazzo di casa, mia madre preferiva rischiare che rompessi qualcosa giocando a pallone in casa, piuttosto che rischiare di farmi uscire dasolo)finite le elementari si passa alle medie, tutti insieme in classe si decide di passare alla stessa classe alle medie per non perdere le amicizie (in quella classe c’erano ragazzi che odiavo, ma per non dover rivivere l’esperienza di fare nuove conoscenze preferisco stare con loro), alla terza media il primo innamoramento, mi piace una ragazza, cerco di diventarle amico e ci riesco, diventiamo grandi amici, al momento di passare alle superiori decidiamo di scegliere la stessa scuola e di stare nella stessa classe, inizia la scuola e mi rendo conto che quella scuola non fa per me, senza dirle nnt cambio scuola e la perdo di vista, cambiata la scuola ecco il grande problema che evitavo da anni, classe nuova amicizie nuove, bene o male riesco a legare con qualcuno, ma frequento pochissimo perchè da quando ero piccolo questo è sempre stato uno dei miei più grandi difetti. Sono bravissimo a scuola, ma è una mazzata in fronte per me andare a scuola ogni mattina (o mantenere un qualsiasi impegno così assiduo) cmq vengo bocciato per le assenze, l’anno dopo mi faccio iscrivere ad una scuola privata per recuperare l’anno perso, ma così è stato peggio, in quella scuola c’erano i peggiori soggetti esistenti al mondo, quindi mi adagio sugli allori, visto che con un minimo sforzo riuscivo ad ottenere i migliori risultati della classe, 4° superiore ennesimo innamoramento, ci frequentiamo un po come amici, poi scopro che è fidanzata e allora abbandono, poi vabè l’anno dopo c’è l’esame e finiscono le superiori (in 5 anni non ho legato praticamente con nessun amico, a parte uno che poi ho deciso io stesso di non frequentare perchè troppo diversi), si inizia con l’università, bhè frequento per pochi giorni, vengo invitato da un gruppetto di ragazzi ad unirmi al loro gruppo, ma poi man mano prende piede la mia incapacità di mantenere un impegno e non vado più, ora mi ritrovo a 22 anni, che sono 2 anni che sto in casa chiuso dalla mattina alla sera, a settembre BAM! il mio primo attacco di panico, una paura incredibile di morire da un momento all’altro, si corre all’ospedale e non trovano nnt, il giorno dopo nuova corsa all’ospedale, ed infine il terzo giorno botta finale, il più forte attacco di panico che abbiamo mai avuto, comprensivo di formicolio al torace ed alle mani, si cerca di capire il perchè di quelle strane sensazioni, il giono dopo mangio pochissimo perchè mi sento ancora male, ed ecco che peggioro, mi viene una ipoglicemia reattiva, che perdura per alcuni mesi, durante i quali sono costretto ad una dieta forzata, da settembre ad ora ho perso 33kg, attualmente peso 108kg (il peso che avevo a 12 anni tanto per dirvi), cmq inutile dirvi che poi la paura di svenire e morire aumenta durante quel periodo di ipoglicemia, perchè capisco che è una cosa reale, ora l’ipoglicemia è passata da alcuni mesi, ma mi si accompagna una agorafobia con ipocondria, crisi di panico erano 5 mesi che non nè avevo, e l’altro giorno mentre stavo tranquillamente in un negozio, ecco una nuova crisi e devo scappare via dal negozio e rifuggiarmi in macchina per farmela passare, l’agorafobia praticamente mi impedisce di uscire dasolo di casa, alcune volte ci sono anche riuscito, ma col cuore a mille e la paura addosso, l’ipocondria mi fa preoccupare per ogni minimo sintomo del mio corpo, praticamente sto vivendo un inferno, litigo ogni giorno con mia madre credo per via della convivenza forzata, visto che quando lei esce vado appresso a lei e quando sta in casa ci sono anche io, andare da uno psicologo non se nè parla a causa della mia timidezza (sulla chat è facile sforgarsi, ma a parole mi è impossibile parlare di cose del genere. Perchè vi ho scritto tutto questo?, mhà, solo per sfogo, ed a limite qualche consiglio pratico di “faidate”

Scusate per il romanzo, ma ho cercato di scrivere tutte le informazioni utili, aspetto un vostro messaggio, Grazie di tutto!

Mini Test Clinica della Timidezza

A13

Gentilissimo E.,

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Grazie anzitutto di averci scritto la sua storia, nella quale probabilmente molti lettori si riconosceranno. Spero anche che lo scrivere le sia servito come sfogo e che, dopo aver scritto la mail, si sia sentito meglio. (Scrivere ha, infatti, un effetto terapeutico…)

Purtroppo non ho consigli fai-da-te da offrirle, perché ritengo che un ragazzo giovane, di 22 anni, che pesa 108 kg, soffre di agorafobia, ipocondria e forti attacchi di panico, dovrebbe cercare delle serie cure mediche e psicologiche, per ristabilire al più presto un completo stato di salute psico-fisica.

Quando si sarà rimesso in forma, in tutti i sensi, allora sarà il momento di cercare dei consigli e dei suggerimenti fai-da-te, per migliorare la propria vita di relazione e, in genere, la qualità della vita.

Sono sicuro che lei di tutto questo si renda perfettamente conto e spero che queste mie parole la aiutino a cercare il coraggio che le manca per affrontare i suoi problemi.
Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta

CdT sorrisi

Immagine:

Pixabay

 

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