Sull’arrossire: quando diventa un problema
Saluto del CIS
Saluto del Centro Italiano di Sessuologia - Dr. Walter La Gatta
Una presentazione del Centro Italiano di Sessuologia durante un Congresso tenutosi a Civitanova Marche.
Per molte persone arrossire è solo un episodio occasionale. Per altre, invece, può trasformarsi in una fonte costante di ansia e condizionare la vita sociale. In questi casi il problema non è tanto il rossore in sé, quanto il significato che gli viene attribuito.
Cerchiamo di saperne di più.
Come si vive l’esperienza dell’arrossire?
Chi arrossisce intensamente può avvertire un’improvvisa ondata di calore al viso, battito accelerato e difficoltà respiratorie. Sul piano psicologico può sentirsi confuso, perdere il filo del discorso e avere la sensazione di perdere il controllo. Spesso ciò che pesa di più è l’idea che gli altri notino il disagio e lo interpretino come segno di debolezza o incompetenza.
La persona percepisce correttamente l’intensità del proprio rossore?
Non sempre. Le ricerche mostrano che molte persone credono di arrossire più di quanto avvenga realmente. Spesso è la percezione soggettiva del rossore, più che la sua reale intensità, a mantenere l’ansia.
Chi teme di arrossire arrossisce di più?
In parte sì. Alcuni studi indicano che, nelle persone molto preoccupate di arrossire, il rossore può durare più a lungo. L’attenzione costante rivolta al proprio viso e la paura del giudizio contribuiscono a mantenere l’attivazione fisiologica.
Arrossire frequentemente crea difficoltà sociali?
Può accadere. L’ansia di arrossire è spesso collegata al disturbo d’ansia sociale. Alcune persone evitano di parlare in pubblico, di sostenere colloqui o di esporsi in situazioni nuove per timore del rossore. Questo evitamento, però, rinforza la convinzione che il rossore sia un ostacolo insormontabile.
Che cos’è l’ereutofobia?
Quando la paura di arrossire diventa intensa e persistente, si parla di ereutofobia. In questi casi l’attenzione eccessiva rivolta a se stessi e alle possibili reazioni degli altri alimenta un circolo vizioso che può aggravare il sintomo.
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Esistono cause diverse dall’ansia?
Sì. Il viso può arrossire anche per febbre, caldo intenso, consumo di alcol o rabbia. Tuttavia questi rossori tendono a essere più duraturi e meno legati alla dimensione sociale del giudizio.
Come si può intervenire?
La ricerca sull’ansia sociale evidenzia che convinzioni e aspettative negative sul proprio rossore ne mantengono la paura. La psicoterapia cognitivo comportamentale aiuta a modificare questi pensieri e a ridurre l’evitamento. Tecniche di rilassamento, come il training autogeno, possono contribuire a diminuire l’attivazione fisiologica. Nei casi più gravi, alcune persone valutano interventi medici o chirurgici, ma l’approccio psicologico resta il trattamento di prima scelta.
Qual è il messaggio da portare a casa?
Che il rossore, di per sé, non è un difetto. Diventa un problema quando viene interpretato come una prova di inadeguatezza. Ridurre l’attenzione autocritica e modificare le convinzioni negative consente di spezzare il circolo dell’ansia e di vivere le relazioni con maggiore libertà. Rivolgersi a un terapeuta quando gli sforzi personali hanno fallito nella soluzione del problema può essere il consiglio più indicato.
Dr. Walter La Gatta
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